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14 giugno 2009

Ripetizioni di civiltà dai cugini d'Oltralpe

I

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Ripetizioni di civiltà dai cugini d’Oltralpe

Certo che è dura ammettere la superiorità manifesta in una singola cosa della civiltà francese, e ancor più pesante è l’aspro paragone fra lo Stato francese e questa poltiglia liquida nostrana, questo impasto fangoso e amaro di profittatori, questuanti, demagoghi, amici degli amici, plebei al potere che sembrano usciti dai bassifondi dell’impero  romano prima del saccheggio di Roma  per mano di Alarico il re dei Goti. E’ successo che il grande Josè Bovè con i suoi alleati ha conseguito un grande risultato politico alle europee, ha portato le insegne del pensiero ecologista alla seconda cifra decimale, anzi oltre il 16%.  Le idee altre, le forme di produzione e consumo sostenibile, il futuro possibile, la tutela della vita e dell’ambiente sono diventati i punti forti di una svolta politica.

Inoltre il leader dei contadini francesi e i suoi alleati hanno coinvolto tanta parte dell’elettorato giovanile fra i venti e i quarant’anni, e lo hanno fatto parlando di vita, di ecologia, di futuro, di un modo diverso di vivere e di produrre. Questa è politica! Altro che CentroSinistra con o senza trattino, con o senza distinguo su Gheddafi e le polemiche sulle vicende del divorzio di Berlusconi. Nel Belpaese c’è solo una vile recita a soggetto condotta da guitti maligni, vecchi e stanchi che si portano dietro gente che applaude a comando per evitare che il pubblico s’addormenti in sala annoiato dalla loro volgarità e dal basso profilo della cosa.

Le genti d’Italia, a differenza di quelle dell’Europa, non cercano soluzioni avanzate, non forzano il destino, non inseguono il futuro, non vogliono salvarsi da sé ma al contrario tentano di fuggire nel trapassato remoto, di escludere dalla loro vita la realtà. Ecco che riemergono croci democristiane e recentemente simboli para-fascisti per salvare da inesistenti comunisti un ceto medio impoverito terrorizzato da tutto e da tutti. A sinistra  i ceti politici si dividono in mezza dozzina di sinistre affermando di far così, senza rappresentanza politica e senza accesso ai mezzi di comunicazione di massa gestiti dai loro nemici politici, gli interessi delle masse di poveri puniti e sfruttati dalla globalizzazione fallita e dall’egoismo sociale di piccolissime minoranze di ricchissimi. Si tratta evidentemente nel caso italiano non della reazione di un popolo davanti al male che monta  ma di genti diverse che stanno assieme per sbaglio, di masse indottrinate dalla pubblicità commerciale della televisione, di grandi miserie morali spacciate per virtù.  Al centro-nord cresce pure la Lega Nord un partito che s’identifica con una patria virtuale che è la Padania e non sa che farsene di quella presente. 

La Francia ci ha dato la sua solita lezione, ci vorrà gente che umilmente raccolga l’evidenza dei fatti e la certezza delle presenti miserie e lentamente ma decisamente cominci a costruire il futuro. Sempre che non sia troppo tardi.

IANA per FuturoIeri




11 marzo 2009

LE LISTE CIVICHE DI BEPPE GRILLO E GLI AFFINI

Abbiamo preso parte Domenica scorsa, l’8 marzo, alla sessione mattutina del I incontro nazionale delle Liste Civiche a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Diamo conto delle impressioni ricevute dal clima e dagli interventi ascoltati.
Intanto una nota numerica, il Saschall, ex Teatro Tenda, di Firenze era pieno come un uovo. Dentro verosimilmente c'erano stipate circa tremila persone, fuori qualche centinaio ascoltavano da un altoparlante.
Ha introdotto Beppe presentando la "Carta di Firenze", dodici punti elaborati dai Meetup di tutta Italia in questi mesi. Ha incentrato il suo intervento sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ridotto potere decisionale delle assemblee elette a scapito degli esecutivi, tanto a livello nazionale che europeo. Di contro la speranza in un recupero di ruolo e forza per incidere veramente nelle dinamiche istituzionali non può che ripartire dal primo Ente a contatto con la comunità, ovvero i Municipi. Ecco perché tutti gli sforzi delle persone di buona volontà, animate dalla voglia di adoperarsi per cambiare registro, devono partire da lì, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative di giugno. Eleggere cittadini che sappiano essere come la pulce di Trilussa, capace di ingrippare il meccanismo invalso.
Notevoli poi, per spessore e capacità di analisi, gli interventi di Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice) sui Comuni e gli sprechi, quello dei Dott. Miserotti, Bolognini (di Pistoia) e Gentilini su salute-alimenti-inceneritori, di Marco Travaglio sulla legalità nelle Pubbliche Amministrazioni, del Prof. Petrella sugli acquedotti comunali, di Matteo Incerti su ecologia e riciclo, etc etc.
Insomma una tale quantità e qualità di idee, proposte, modelli da far sembrare quel teatro un'oasi rigogliosa nel deserto della politica italiana.
Una considerazione finale: ma molto di quello che abbiamo sentito ( e che ognuno può leggere su
www.beppegrillo.it/listeciviche ) non è stato anche patrimonio delle Liste Verdi sin dalla metà degli anni ottanta? E oggi invece cosa fanno, dove sono finite? Chiunque sia sufficientemente disintossicato dalla politica con la "p" minuscola immaginerebbe che Liste Civiche e Verdi debbano convergere gli sforzi per combattere assieme le medesime battaglie... a Firenze come a Bologna a Torino e ovunque in Italia. E' così o la partitocrazia peggiore, quella che divide o blandisce, ha contagiato proprio tutti, incupendo anche il sole che un tempo rideva?

Inveterati ottimisti continuiamo a sperare che la Politica riprenda la "P" maiuscola, anche grazie all'unione di intenti fra simili, a partire dai Verdi, dall’Italia dei Valori e dalle Liste Grillo!

 

Associazione FUTURO IERI – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




10 febbraio 2009

La Grande fuga dalla Realtà

 

Ma quando fu solo, Zarathustra parlò così al suo cuore “E’ mai possibile! Questo santo vecchio nel suo bosco non ha ancora sentito dire che dio è morto!” .( Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra )

La Morte di Dio. Patria e Famiglia

La Grande fuga dalla Realtà

Ma insomma! Cosa ci vuole perché le sedicenti classi dirigenti del Belpaese comincino a pensare un futuro possibile perle sfortunate genti del Belpaese?

Si son sentite le cose più strane, specie da gente che metterebbe la pena di morte domattina e da coloro che lodavano la guerra dello Stato D’Israele; ho scoperto che sono capaci di mobilitarsi per questioni di fondo incentrate sulla sacralità della vita. Ma quando mai!

Conosco le genti del Belpaese sono uno di loro, questa follia collettiva del caso Eluana non me la danno a bere, come non la danno a bere a nessuno se non a una minoranza di illusi e di politicanti di professione che fanno della chiacchera a vuoto e della falsa indignazione un mestiere lucroso. Perdere tempo in cose strane e sentimentali è utile a chi detetinene la ricchezza e vuol goderne con suo sommo ed esclusivo piacere, la gente è distratta e non pensa ai guai grossi. Perché tutto in questa Penisola è materia e tutto ha un suo prezzo. Lo spettacolo che va in scena è questo: il rozzo imbonitore televisivo gioca sui sentimenti e sulle disgrazie distrae e fa spettacolo, i molti applaudono e i ricchi si godono le loro proprietà e i loro soldi felici che la gente non pensi ai verdi, ai Beppe Grillo di turno, ai comunisti, ai guastafeste.

L’unica cosa che conta per i poveri come per i ricchi e i ricchissimi nel Belpaese è il privatissimo potere e il tornaconto personale, solo pochi eletti riescono ad andare oltre il calcolo meschino e interessato e di solito finiscono per assumere posizioni eccentriche e strane e per votare e far votare per liste civiche o per gruppi extraparlamentari e affini. Così i diversi popoli del Belpaese si dividono in una maggioranza di cultisti del dio-denaro volti a dissimulare l’adorazione assoluta e perfetta di questo Dio potente e una minoranza ridotta di privati che deve far i conti con l’amarezza di veder la propria esistenza guastata da questi fedeli dell’oro e della carta di credito. Allora ecco la grande duplice fuga dalla realtà, la prima quella degli adoratori, a vario titolo, del vitello d’oro, pronti ad autodistruggersi se necessario pur di afferrrare potere e ricchezze; l’altra quella di coloro che dovrebbero essere i giusti, i buoni e che al contrario ragionano delle loro utopie come se il Belpaese fosse l’esito di una civiltà aliena piombata dalle oscure profondità dello spazio.

La grande fuga deve cessare. I tempi sono così funesti e dolorosi che è necessario per le sfortunate genti della penisola capire la portata del disastro morale e civile di questi sessanta lunghi anni di Repubblica. I cultisti del Dio-denaro devono capire che il loro Dio è morto, anzi era un idolo fra i tanti e non è mai stato propriamente vivo, e coloro che hanno il dono dell’utopia devono cercare il modo di farla calare sulla realtà. Ma forse è troppo tardi. Perché un adoratore del vitello d’oro non dovrebbe bramare la fine di ogni vita una volta perso il suo Dio e perché colui che vive di speranze e utopie dovrebbe sacrificarsi per salvare quei suoi nemici che domani gli salterebbero, comunque vada, alla gola? Non c’è risposta. Solo un certo sottile diritto, comune a tutte le genti del Belpaese, che è il desiderare la morte propria e altrui.

IANA per FuturoIeri




10 ottobre 2008

LODO ALFANO: COMINCIA LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM

LODO ALFANO: PARTE REFERENDUM

IdV e sinistra insieme ma l'11 ottobre manifestazioni separate

 

(ANSA) - ROMA, 7 OTT - L'11 ottobre comincera' ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano. Ad annunciarlo e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Alla conferenza stampa a Montecitorio c'erano anche Arturo Parisi del Pd ('ma non sono qui a nome del mio partito'), il segretario del Prc Paolo Ferrero, Carlo Leoni della Sinistra Democratica e Manuela Palermi del Pdci. Ma l'11 ottobre, giorno del via, ci saranno manifestazioni separate. A quella della sinistra dovrebbero aderire anche i Verdi.

 

 

Il Lodo-Alfano è una legge fatta per delinquere in libertà da parte dell'attuale premier e per non farsi processare. La libertà i cittadini la perdono in questa maniera, poco alla volta, concessione dopo concessione. Il governo ve lo sta già dimostrando, dopo il Lodo per le 4 cariche dello Stato passato nell'indifferenza di molti ora si avanzano nuove pretese arroganti che calpestano i principi della costituzione, della democrazia e della tua libertà. Arrivano richieste per il Lodo-Consolo per i ministri, arriva l'estensione del Lodo per Mills, chissà che non arrivi il Lodo anche per qualche criminale. Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano. Hai il dovere di fermare la dittatura Berlusconi IV.

 

 

LE GIORNATE DELLA LEGALITA':

 

Roma - Sabato 11 ottobre 2008

 

In Piazza Navona dalle ore 10:00 alle ore 20:00 saranno raccolte le prime firme per il Referendum.

Durante la giornata si alterneranno artisti di strada, cantanti, gruppi musicali e personalità del mondo sociale, politico e culturale.

A partire dalle ore 15:00 inizieranno gli interventi e gli spettacoli con le performance di Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi.

Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Massimo Fini interverranno verso le ore 17:00.

Inoltre: sempre Sabato 11 ottobre tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia del nostro Paese manifestano a Roma, in Piazza della Repubblica dalle ore 14, uniti (si spera) contro le politiche di questo Governo e più specificatamente contro le scelte razziste, gli attacchi all'indipendenza della magistratura, al ruolo contrattuale del sindacato ed alle conquiste del mondo del lavoro, alla democrazia ed ai valori dell'antifascismo ed al ruolo istituzionale ed alla scuola pubblica ed alla sua funzione sociale.

 

Cagliari - 16/10/2008

Trento Bolzano - 18/10/2008

Napoli - 19/10/2008

Roma - Piazza San Giovanni 25/10/2008

Milano - 26/10/2008

LAquila - 1/11/2008

Genova - 7/11/2008

Torino - 8/11/2008

Potenza - 21/11/2008

Bari - 22/11/2008

Campobasso - 23/11/2008

Pescara - 28/11/2008

Ancona - 29/11/2008

Udine - 5/12/2008

Bologna - 6/12/2008

Venezia - 7/12/2008

Perugia - 12/12/2008

Firenze - 13/12/2008

Cosenza - 14/12/2008
 
Amici di FUTURO IERI  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




15 luglio 2008

DECRESCERE PER RISALIRE

Le direttrici di marcia proposte con lungimiranza dagli ecologisti già vent’anni fa appaiono oggi indispensabili ma non più sufficienti: fonti di energia «rinnovabile» o tecnologie ancor più sofisticate per poter avere uno «sviluppo sostenibile». Dobbiamo trovare il coraggio e la franchezza per guardarci negli occhi e ammettere che non può esistere alcun «sviluppo sostenibile». In letteratura si chiamerebbe ossimoro. Questo Sviluppo, così come è stato concepito dalla rivoluzione industriale in poi, è per definizione insostenibile. Ogni suo ulteriore incremento, comunque ottenuto, conduce ancor più velocemente alla rovina ecologica. È illusorio pensare di salvare la capra e i cavoli, lo Sviluppo ma anche l'ambiente, con il ricorso a fonti di energia «alternative». Qualsiasi fonte di energia usata in modo massivo è inquinante. Se al posto del petrolio e dei combustibili fossili si userà l'idrogeno, tanto caro al tecnologico Rifkin, si alleggerirà l'ecosistema in un punto ma lo si appesantirà comunque in qualche altro. Senza contare che la conversione di una fonte di energia in un'altra esige tutta una serie di adattamenti sistemici che non possono esser ottenuti che usando altra energia. Cosicché, se nel particolare si ottiene una riduzione dell'inquinamento da due a uno, a livello sistemico lo si quadruplica. E invece di risolvere il problema lo si aggrava. Basti pensare all’esempio delle moderne autovetture, hanno standard di inquinamento più bassi rispetto alle generazioni precedenti, eppure il problema dell’inquinamento dovuto alla produzione di CO2 e alle polveri sottili emesse dai motori a scoppio cresce esponenzialmente ovunque, aumentando di anno in anno -in ossequio al P.I.L.- il loro parco circolante, il loro uso e abuso.

«La tecnologia» ha detto una volta il filosofo della Scienza Rossi «per ogni problema che risolve ne apre altri dieci ancor più complessi con un effetto moltiplicatore».

Ci siamo dimenticati dell'entropia, della seconda legge della termodinamica che Carnot enuncia nel 1824 a proposito dei flussi di calore delle macchine a vapore e che nel 1860 il fisico tedesco Clausius estese alla produzione di tutte le forme di energia. Per non dire, molto prima, di Democrito.

Tutto ciò perché in Occidente (e da qualche anno anche in oriente) non ci si vuole, o non si può, rassegnare a una società in cui lo sviluppo, la produzione di beni, il consumo, l'economia, il Prodotto Interno Lordo, non siano in costante crescita.

E invece l'unica soluzione, se non vogliamo distruggere definitivamente l'ecosistema che ci ha dato e ci dà la vita, è la "Decrescita": dei consumi, della produzione, dell'economia. Noi dobbiamo ridurre drasticamente i nostri livelli di vita, anche perché il cosiddetto benessere -andando anche oltre la questione dell'inquinamento, che è solo la più immediatamente percepibile da chiunque- si è rivelato uno straordinario malessere esistenziale.

In altri tempi sono state guerre, pestilenze, o altre tragiche catastrofi a ripristinare, per eterogenesi dei fini, il ciclo della natura all'organizzazione umana. Per cui, come ad una estate di raccolta segue un autunno ed un inverno di riposo per preludere di nuovo ad una primavera di rigoglio, così veniva smorzata la concezione malata di uno “Sviluppo” come linea retta tendente all'infinito.

La battaglia politica, per chi ha in odio le guerre, massimamente quelle vigliacche moderne, è quella di coltivare la saggezza dell'uomo. Saggezza, se non più oramai istintuale almeno aiutata dai morsi della crisi economica galoppante, capace di indurre a stili di vita più sobri e, perché no, più gratificanti.

Dobbiamo lottare per affermare nelle condotte individuali e collettive il concetto di limite contro una “ùbris” (onnipotenza) dilagante -come ad esempio la scienza che si fa scientismo, cioè la più intollerante religione-, per affermare non solo i diritti inviolabili della persona ma ancor prima i doveri inderogabili verso la comunità.

Risultano essere, pertanto, logore le categorie di sinistra e destra figlie della medesima matrice positivista. Altro che Marx o Smith, è San Francesco il vero rivoluzionario d'oggi giorno!
 

http://biodiversitaverde.blog.dada.net/post/1206958795




9 luglio 2008

PIAZZA NAVONA E LA LINFA PER NON PIEGARE LA SCHIENA

Manifestazione eccezionale, quella di ieri pomeriggio a Piazza Navona organizzata dalla rivista Micromega contro le leggi-vergogna del quarto Governo Berlusconi.
Verosimilmente c’erano circa 80.000 persone, ben oltre quante può contenerne la bellissima Piazza romana, straripante anche nelle vie adducenti, le altrettanto belle vie degli artigiani. A qualche centinaio di metri, nei Palazzi del Potere, orecchi sordi e occhi ciechi continuavano il valzer ipocrita degli abboccamenti e dei tentativi di “dialogo”, o “pizzo” come l’ha ben definito Marco Travaglio.
Se Tonino Di Pietro ha saputo, devo dire con garbo e creanza, gettare il manto sulla folla è solo e soltanto perché, ad oggi, rappresenta l’unica vera ed efficace opposizione parlamentare e popolare a Berlusconi. Personalmente spero anche in un risveglio dei sindacati, confederali, di base o autonomi, affinché a loro volta sappiano fare la propria parte, evidenziando una (responsabile ma tosta) opposizione sociale al tentativo in atto di scardinare pian piano tutti i servizi pubblici. Troppo chiedere?
Stamani, di levata, al giornale radio - forse assonnato - ho ascoltato incredulo i resoconti del “No Cav. Day”. Sarà stato il sonno, per una dormita notturna un po' ridotta, ma mi sono domandato quale manifestazione avessi visto. Dubbio mattutino: sono io dissociato, o sono questi giornalai che vogliono prendermi per i fondelli? Mi stropiccio gli occhi, bevo un buon caffellatte e ripenso a quanto ascoltato, ovvero che Beppe Grillo avrebbe insultato il Quirinale - lesa maestà moderna -. Ma quale insulti, Beppe ha soltanto detto, fra gli applausi scroscianti dei presenti, «Ve lo immaginate Pertini avallare una legge che lo pone al di sopra di tutti gli altri cittadini, in contraddizione col fondamentale principio che i padri costituenti vollero all’Art. 3 della Carta costituzionale? Ma neppure Scalfaro o Ciampi l’avrebbero mai fatto!». Ecco, tutto qua. Eppure a sentire i commenti di oggi, pare una piazza eversiva. Quando di eversivo c’è invece quello che si sta architettando a Palazzo Grazioli/Chigi. Mondo capovolto. Si capisce concretamente perché è urgente battersi per un’informazione autonoma e indipendente.
Può darsi che la simpatica Sabina Guzzanti si sia lasciata prendere un po’ la mano, ma su quel palco non c’erano canovacci già scritti o paletti imposti. E sappiamo, oggi, quanto la libertà di pensiero sia un lusso, quasi sovversivo e infatti considerato da qualcuno sedizioso.
Questa una giornata di aria pura, senza scorie né tossine. Sarà stato il ponentino che provenendo dai colli voleva a suo modo depurarli???!!!


Amici di Futuro Ieri 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm




19 aprile 2008

E ALLA FINE DELLA GIOSTRA ELETTORALE UN PUGNO DI MOSCHE

C'è da domandarsi, alla luce del risultato delle recenti elezioni, che bisogno c'era di fare tutto 'sto puzzo con Barak Obama ("No, We can't"), il modernismo fine a se stesso, i sondaggi, la rimonta, l'avversario infantilmente innominabile, il maanchismo inciucista, e le mille menate di questi mesi, quando il Partito sedicente Democratico ha preso due punticini percentuali in più del prodiano Ulivo (Ds+Margherita), due punticini peraltro sottratti a sinistra. Neanche l'ombra di un cosiddetto moderato. Per tacere delle figuracce dei Caleari, Colannini etc, che dove si son candidati non hanno raccattato neanche il voto dei loro sottoposti/dipendenti. Ma tant'è.
Quanto alla sinistra, l'arcobaleno viene dopo la tempesta che - ci auguriamo - spazzi via un'intera classe dirigente fallimentare. Se così fosse, il risultato elettorale sarebbe stato, di per sé, eccezionale. In realtà non ne siamo affatto sicuri, quindi prendiamo intanto atto che tantissima gente di sinistra, ha optato per l'astensione (cresciuta del 4%), ascoltando l'indicazione di Beppe Grillo, ed in parte combattendo la globalizzazione, vero grande pericolo di questi tempi, affidando il proprio consenso alla Lega.
Questo il dato oggettivo. Non ci piove.
Cosa ci aspetta adesso non è facile prevederlo, neppure per chi sa scrutare la sfera di vetro. Di certo c'è solo un Berlusconi mai così forte e premiato nelle urne, che non indugerà e non indulgerà nella gestione delle leve di potere. Non è mica coglione come altri…
Dal Parlamento dobbiamo attenderci poco o nulla per quanto riguarda la funzione di contrappeso che la Costituzione affiderebbe all'opposizione, viste le persone che dovrebbero rappresentarla.
Fuori dal Palazzo, ci sarà chi sarà tentato dal riempire le piazze, legittimissimo perché temerlo?, chi dal tornare con umiltà a stare fra la gente, ascoltarla e capirla. Come dovrebbero fare, ad esempio, i Verdi. Forza potenzialmente nuova e genuina, vera vincitrice nell'emergente sensibilità ambientale delle persone, ma quasi estinta da organismi dirigenti irresponsabili. Ricominciando dalle loro origini, ripartendo dalle periferie e dalle campagne per arrivare nei centri e nelle città, dall'agricoltura piuttosto che dall'industria, dalla legalità piuttosto che dall'indulto. Infine dalla messa in discussione dell'immigrazione come fattore di arricchimento per i datori di lavoro più rapaci, ma di crisi per i diritti dei lavoratori (manodopera a poco prezzo e non sindacalizzata che espelle o indebolisce quella italiana) e di incompatibilità con l'ambiente (all'immigrato, spesso edile, cosa gliene frega del territorio non suo e dei limiti alla cementificazione)!
Solo ripensando tutto questo, con umiltà e spirito di servizio, affidando il timone a Beppe Grillo, unico capace di parlare in modo semplice di cose complesse, potrà rinascere dalle ceneri del 13 e 14 aprile qualcosa di veramente nuovo in questo disgraziato Paese alla vigilia di una crisi economica epocale.

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm





26 febbraio 2008

RALPH NADER SI CANDIDA PER LA CASA BIANCA

DA AGENZIE: Ralph Nader si candida per la Casa Bianca

Torna l'incubo dei Democratici: Ralph Nader, il leader del movimento dei consumatori e dei Verdi statunitensi, ha rotto gli indugi e annunciato l'intenzione di 'correre' di nuovo per la Casa Bianca. "Mi candido alla presidenza", ha detto nel corso del programma dell'Nbc, "Meet the Press", l'uomo accusato di aver favorito la vittoria di George W. Bush nelle elezioni del 2000.

Nader ha negato di volere giocare il ruolo del 'guastafeste' nella campagna. Se i Democratici non riusciranno a ottenere una "vittoria schiacciante" a novembre - ha osservato - "dovrebbero soltanto andarsene a casa".

L'attivista che da anni si batte per la tutela dei consumatori sostiene che Washington sia territorio esclusivo delle grandi corporation, e che le proposte avanzate dai candidati attualmente in corsa non siano adeguate per tutelare i diritti dei cittadini americani. Ritiene di avere ancora un messaggio da offrire sui temi dell'ambiente, della sicurezza sul lavoro, sulla lotta agli interessi delle corporation.

Nader, che compirà 74 anni mercoledì, ha criticato il frontrunner democratico, Barack Obama, colpevole di aver oscurato le sue qualità migliori schierandosi a favore della "distruzione" israeliana della Striscia di Gaza. Ma il candidato indipendente non è stato tenero neanche con il repubblicano John McCain.

Il senatore dell'Arizona è "il candidato della guerra perpetua", ha osservato, chiedendo l'impeachment del "regime criminale e recidivo di George W. Bush e Dick Cheney". Poche ore prima dell'annuncio di Nader, Barack Obama, il senatore nero democratico che punta alla Casa Bianca, aveva minimizzato gli effetti di una sua candidatura, convinto che i pochi punti che Nader conquisterà non faranno la differenza.

Approfondimenti:  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm



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