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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


5 febbraio 2009

A proposito di legge elettorale: parla come mangi

 

Ma quando fu solo, Zarathustra parlò così al suo cuore “E’ mai possibile! Questo santo vecchio nel suo bosco non ha ancora sentito dire che dio è morto!” .( Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra )

La Morte di Dio. Patria e Famiglia

A proposito di legge elettorale: parla come mangi

Alla fine, in questo piovoso inizio di febbraio, dalla triste commediaccia rozza e mal recitata è uscito fuori il proposito politico del PD-PDL: farla finita con i partiti minori e governare le cose della politica italiana con circa il 70% degli elettori. Liste civiche, partitini minori di destra e di sinistra non sono una banda di casinisti ma una parte della popolazione italiana che esprime in quei termini politici la sua lettura della realtà e le sue speranze. Certamente si possono trovare molte magagne e cose strane in queste piccole realtà politiche ma l’obbiettivo della nuovissima legge elettorale è farle fuori togliendo loro visibilità, potere politico, finanziamenti. E’ davvero una cosa ai limiti estremi della democrazia pensare di cambiare una legge elettorale in questo senso nell’imminenza delle prossime elezioni europee; anzi più che una ripetizione dell’inciucio è una vera e propria imboscata, è una legge contro dei soggetti politici deboli fatta da soggeti politici forti. Quanto può reggere una democrazia se i soggetti politici forti lavorarono per far queste imboscate parlamentari ai soggetti politici deboli. Patrono e regista dell’operazione è Veltroni in accordo con Berlusconi, cosa auspicare per lui se non un bel contrappasso dantesco e di ritrovarsi un bel giorno nelle stesse condizioni delle sue vittime di oggi. Sarebbe anche ora che almeno quella parte d’Italia che sta per essere deufraudata della rappresentanza politica aprisse gli occhi su cosa è diventato oggi il Belpaese e su quanto esso sia ormai  logorato e sconvolto fino all’inverosimile. Basta un Beppe Grillo qualunque per mettere in allarme il sistema della politica e del giornalismo, da questa semplice constatazione è evidente che questa legge non è frutto della forza ma della debolezza di quel che resta dei partiti e delle istituzioni nel Belpaese. Post-fascisti e post-comunisti dovrebbero seppellire per un poco l’ascia di guerra e far conto di dover affrontare le vere forze totalitarie di questo inizio di nuovo millennio che sono l’irresponsabilità del potere e il dominio dell’economia su tutti gli aspetti della vita umana. A questo punto di fronte alla certissima sparizione o trasformazione delle vecchie identità politiche che cosa augurarsi se non di andare fino in fondo. Il tempo delle mediazioni è finito, il progetto politico in Italia è certissimo e ben delineato: creare due grandi partiti alla maniera democristiana che governano in alternanza il potere. Proprio il concetto della presa del potere politico è centrale per rendere stabili questi grandi contenitori di singoli personaggi e di gruppi che rivendicano i loro particolari interessi. E’ ora che i molti che fanno politica abbandonino per onestà e chiarezza il solito, logoro, disgustoso, indegno linguaggio politico retorico, roboante e falso.

Parlino lorsignori come mangiano: Siamo qui per il potere.

Le anime belle e gli spiriti puri s’arrangino!

IANA per FuturoIeri




14 novembre 2008

QUANDO LA CACCA CI AVRA’ SOMMERSO, NASCEREMO SENZA NASO (ALTAN)

Prima il “venerabile” Licio Gelli che si complimenta con la sua matricola 1816 Silvio Berlusconi e col Governo delle... Libertà (vedi la liberale sentenza di ieri su Genova 2001)... per la fedele realizzazione del Piano di Rinascita Nazionale, alias golpe della P2. Poi Marcello Dell’Utri che dichiara di considerare la Commissione Antimafia un costoso balocco, quindi la nomina d’imperio, da parte del Pdl, a presidente del sopradetto giocattolo di una new entry della casta: Beppe Pisanu, collega e sodale di Cossiga fin dagli anni ’60 e dopo forzitaliota.

Ieri la nomina a presidente della Commissione vigilanza Rai di tale Villari ignoto a chiunque, da non confondere con lo storico e intellettuale Rosario e col famoso studioso del Meridione Pasquale a cui sono intitolate alcune vie italiane.

La vicenda di questo Riccardo Villari è paradossale. I Berluscones scrutano la persona giusta, quella che - diciamo - faccia al caso loro, ci scambiano due parole, danno un’occhiata al curriculum, ok se po’ fa’. Basta? Ancora no, e allora una telefonata al sempre sull’attenti Baffino D’Alema per avere il via libera a silurare il dipietrista Orlando. Sì, sì. Così facciamo tutti un bel giochetto che dà una lezione allo scomodo Di Pietro e fa uno sgambetto a Veltroni tanto per ricordargli la necessità del... dialogo.

Tutto va bene Madama la Marchesa, come al solito nell’Italia di Pulcinella.

Siamo messi così male che la dilagante crisi economica da noi porta un’allegria come la festa del Palio di Siena!

 

Amici dell’ Associazione FUTURO IERI

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




29 aprile 2008

ANCHE A ROMA “NUN SE PO’FA”, ECCO PERCHE’ VELTRONI DOVREBBE FAR LE VALIGIE (PER L’AFRICA)

Wòlter camomilla Veltroni ha fatto davvero più danni della grandine. Alla sua parte, s’intende. Proviamo innanzi tutto a riepilogarli in ordine, per non perdere di vista il quadro d’insieme.

1) Ha dato la spallata decisiva per la caduta del Governo di Romano Prodi dopo neanche due anni dall’insediamento;

2) Ha sciolto la sua Giunta di centro-sinistra a Roma, anche qua dopo meno di due anni dal rinnovo chiesto ed ottenuto dall’elettorato romano, per candidarsi a succedere a Prodi;

3) Ha distrutto l’Unione di centro-sinistra a livello nazionale, dopo anni di faticosa ricomposizione;

4) Ha regalato a Silvio Berlusconi una delle vittorie più nette che si ricordino ad elezioni politiche;

5) Ha fatto scomparire la sinistra dal Parlamento italiano, altro risultato inedito nella storia italiana;

6) Ha quindi fatto rialzare un esanime Berlusconi, facendolo tornare trionfale al Governo del Paese;

7) Ha regalato il Comune di Roma, dopo oltre un quindicennio, al centro-destra col risultato travolgente di Alemanno sullo squalificato (e inviso) Ruttelli.

L’eterogenesi dei fini è una figura retorica per cui, spesso, personaggi sfigati per fare del bene procurano il peggior male possibile. Ora, secondo chi scrive, Wòlter camomilla era animato da interessi meschini e non dalla volontà di fare del bene (salvo quello buonista al Berluska), tuttavia ha veramente prodotto il risultato più nefasto che neanche il più pessimista avrebbe potuto lontanamente immaginare.

Dicono che persino Obama stia meditando di cambiare lo slogan “Yes, we can”, bruciato dall’imitatore maccaronico.

Ora, non è che gli sfiora il pensiero che un bel viaggetto in Africa - ammesso che non stiano già toccandosi gli attributi -, come lui stesso diceva qualche anno fa, sarebbe cosa buona e giusta...?! Oppure dovremo aspettare un cecchino coi baffi che fa il solito, ma stavolta auspicabile, lavoro sporco??? Romano non li abbandonare a se stessi.

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/piccino.htm




19 aprile 2008

E ALLA FINE DELLA GIOSTRA ELETTORALE UN PUGNO DI MOSCHE

C'è da domandarsi, alla luce del risultato delle recenti elezioni, che bisogno c'era di fare tutto 'sto puzzo con Barak Obama ("No, We can't"), il modernismo fine a se stesso, i sondaggi, la rimonta, l'avversario infantilmente innominabile, il maanchismo inciucista, e le mille menate di questi mesi, quando il Partito sedicente Democratico ha preso due punticini percentuali in più del prodiano Ulivo (Ds+Margherita), due punticini peraltro sottratti a sinistra. Neanche l'ombra di un cosiddetto moderato. Per tacere delle figuracce dei Caleari, Colannini etc, che dove si son candidati non hanno raccattato neanche il voto dei loro sottoposti/dipendenti. Ma tant'è.
Quanto alla sinistra, l'arcobaleno viene dopo la tempesta che - ci auguriamo - spazzi via un'intera classe dirigente fallimentare. Se così fosse, il risultato elettorale sarebbe stato, di per sé, eccezionale. In realtà non ne siamo affatto sicuri, quindi prendiamo intanto atto che tantissima gente di sinistra, ha optato per l'astensione (cresciuta del 4%), ascoltando l'indicazione di Beppe Grillo, ed in parte combattendo la globalizzazione, vero grande pericolo di questi tempi, affidando il proprio consenso alla Lega.
Questo il dato oggettivo. Non ci piove.
Cosa ci aspetta adesso non è facile prevederlo, neppure per chi sa scrutare la sfera di vetro. Di certo c'è solo un Berlusconi mai così forte e premiato nelle urne, che non indugerà e non indulgerà nella gestione delle leve di potere. Non è mica coglione come altri…
Dal Parlamento dobbiamo attenderci poco o nulla per quanto riguarda la funzione di contrappeso che la Costituzione affiderebbe all'opposizione, viste le persone che dovrebbero rappresentarla.
Fuori dal Palazzo, ci sarà chi sarà tentato dal riempire le piazze, legittimissimo perché temerlo?, chi dal tornare con umiltà a stare fra la gente, ascoltarla e capirla. Come dovrebbero fare, ad esempio, i Verdi. Forza potenzialmente nuova e genuina, vera vincitrice nell'emergente sensibilità ambientale delle persone, ma quasi estinta da organismi dirigenti irresponsabili. Ricominciando dalle loro origini, ripartendo dalle periferie e dalle campagne per arrivare nei centri e nelle città, dall'agricoltura piuttosto che dall'industria, dalla legalità piuttosto che dall'indulto. Infine dalla messa in discussione dell'immigrazione come fattore di arricchimento per i datori di lavoro più rapaci, ma di crisi per i diritti dei lavoratori (manodopera a poco prezzo e non sindacalizzata che espelle o indebolisce quella italiana) e di incompatibilità con l'ambiente (all'immigrato, spesso edile, cosa gliene frega del territorio non suo e dei limiti alla cementificazione)!
Solo ripensando tutto questo, con umiltà e spirito di servizio, affidando il timone a Beppe Grillo, unico capace di parlare in modo semplice di cose complesse, potrà rinascere dalle ceneri del 13 e 14 aprile qualcosa di veramente nuovo in questo disgraziato Paese alla vigilia di una crisi economica epocale.

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm





30 marzo 2008

IL FILM DI VIRZI': ALTRO CHE VELTRUSCONI O BERLUSTRONI

Per una volta un'eccezione. Vorremmo segnalarvi un film che è appena uscito nella sale. Si tratta dell'ultima fatica di Virzì, "Tutta la vita davanti".
E' una commedia amara, nel migliore stile italiano, erede del filone neorealista. Nel suo genere, una piccola chicca.
Marta, giovane e brillante neo-laureata, dopo molte porte chiuse si ritrova a lavorare in una sorta di mega call center romano. Un luogo assurdo, dove i ragazzi subiscono training autogeni auto-motivanti, paghe da terzo mondo e ricatti di ogni genere. Insomma, un inferno sulla terra, per giunta contrabbandato per blasfemo paradiso.
Lo specchio dei tempi d'oggi, regno dell'ipocrisia e della falsità, del tirarlo in tasca alla gente col loro consenso, tipo la democrazia rappresentativa!
Un degrado non soltanto della vita lavorativa di ognuno di noi, ma anche e soprattutto del profilo umano. Donne e uomini abbrutiti al pari dei loro infimi lavori. Improduttivi sul lavoro come nella costruzione di sentimenti. Una specie, per dirla alla Darwin, destinata ad una progressiva estinzione…
Una domanda alla fine del bellissimo film ci è sorta. Come per la caterva di immondizia che sta seppellendo Napoli ci si chiede: ma i Napoletani non hanno visto nulla finora? così uscendo dalla sala cinematografica ci domandiamo: ma dove eravamo tutti quando stava crescendo una società così mostruosa???
Resta solo da capire se saremo ancora capaci e ancora in tempo a tirare il freno.

Amici di Futuro Ieri (http://digilander.libero.it/amici.futuroieri)




15 marzo 2008

WAL-VIO VELTR-USCONI

Qualcuno dei nostri affezionati lettori o degli amici di Futuro Ieri avrà notato che da qualche giorno, in calce ad ogni pezzo inserito su questo forum, aggiungiamo una specie di postilla: IL VOTO UTILE? QUELLO CHE NON DIAMO A VELTRUSCONI!
Come già accennato nella lista di discussione dal presidio di Empoli, noi non vogliamo esplicitamente schierarci in una campagna elettorale noiosa e fasulla come quella che ci attende fino al 13-14 aprile. Troppo grossi gli inganni e gli interessi in ballo per considerarla una partita seria, nella quale profondere energie, tempo e impegno. Tuttavia un piccolo contributo vogliamo darlo. Riteniamo che se un senso può avere questa scadenza prematura (l’ennesima in Italia) è quella di dire un grande e forte NO al tentativo di uccidere la politica, peraltro già molto malconcia. Il bipartitismo, in verità monopartitismo, è infatti il colpo di grazia che il Partito (pseudo) Democratico e il Popolo della (sedicente) Libertà vogliono dare, appunto, a Democrazia e Libertà. La soluzione, forse pianificata a tavolino dai poteri forti di questo Paese, per cui si narcotizza ogni dissenso, ogni visione “altra” della società, dell’economia, della vita, e chiunque vinca, vince sempre il banco!
Dovesse passare questa concezione privatistica della politica siamo tutti fottuti, E per tutti intendiamo, la gente vera, che vive del proprio lavoro, che fa fatica spesso a mettere insieme il pane col companatico, che agogna Istituzioni più trasparenti e legittime, maggiore partecipazione alla cosa pubblica, più equità sociale, più legalità, più tutela ambientale, insomma una migliore qualità della vita.
Da una parte, invece, il solito Berlusca che conosciamo, forse un po’ migliorato invecchiando (nonostante il reimpianto tricologico), con i suoi Dell’Utri (non più Previti perché interdetto dai pubblici uffici), Formigoni, Micciché, etc.
Dall’altra il vacuo Wòlter Camomilla Veltroni, coi soliti D’Alema (a proposito, perché De Mita no e D’Alema sì, solo per cinque legislature sul groppone piuttosto che quattro?), Fassino, Marini etc. Ma, dirà qualcuno, il Pd candida anche volti nuovi: sì, il figlio di papà Matteo Colannino, vuoto pneumatico; il parùn dalle belle braghe bianche Massimo Caimano Calearo che vorrebbe un fisco stile Slovacchia dove i controlli - dietro eventuale ricompensa - sono avvisati con qualche giorno di anticipo; tale Marianna Maida, altra figlia di papà, (ex?) fidanzata del figlio di Napolitano; il cosiddetto economista Pietro Ichino, quello che blatera per allargare la Legge Biagi sul precariato, lui barone universitario che non potrebbe esser cacciato dalla sua seggiola neanche con le cannonate; Daniela Cardinale figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale di cui ha simpaticamente raccolto in eredità il seggio; Martina Mondadori e Alessandro Benetton, dai cognomi ignoti ai più; per finire con le umane deroghe, per esempio quella offerta al condannato per associazione mafiosa Vladimiro Crisafulli;  Insomma più che un “nuovo che avanza”, un vecchio, stravecchio, che tarocca la carta di identità…
Tacendo dell’uso della carta carbone nella redazione dei programmi del Pd e del Pdl, nonché dell’uso della “foglia di fico” per parare le impudicizie: il logoro Di Pietro da una parte e il fantasma di Bossi dall’altra. Sorvolando anche sul fatto che questi due moloch rappresentano un’anomalia in tutto panorama europeo, non avendo alcuna radice storica, nessun riferimento ideale o progettuale di respiro europeo, puro marketing tranne una pallida e tristanzuola imitazione degli Stati Uniti.
Per tutto questo noi fino al 14 aprile scriveremo sotto ogni “post”: IL VOTO UTILE? QUELLO CHE NON DIAMO A WAL-VIO VELTR-USCONI!

P.S.  Qualcuno dica a Wòlter Camomilla che restituisca la chiave con cui tiene segregato un certo Romano Prodi, non si fa così… neanche fosse un cane appestato.

Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm


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IL VOTO UTILE? QUELLO CHE NON DIAMO A VELTR-USCONI !




21 febbraio 2008

COSA CI ASPETTA DAL 15 APRILE

Quello che immaginavamo - e temevamo - è successo persino prima di quanto aspettassimo. Il Partito (sedicente) Democratico e il Popolo delle (cosiddette) Libertà hanno già iniziato ad inciuciare. Qualche abbocco, per la verità, Wòlter “camomilla” Veltroni e Silvio “bellachioma” Berlusconi l’avevano avuto in occasione delle molteplici spallate a Prodi paraculate da riforma elettorale. Ma tant’è, ieri il primo vero bacio. In sede di Commissione Vigilanza Rai, i due moloch che stanno soffocando, giust’appunto, democrazia e libertà, già conciate piuttosto maluccio, hanno votato congiuntamente una modifica alla par-condicio che permetterà loro di avere spazi enormemente superiori a tutti gli altri candidati premier.

Se il buon giorno della campagna elettorale si vede dal mattino, non ci resta che attendere pacatamente, serenamente, le “larghe inciuciate intese” dal 15 aprile in poi, fra chi rappresenta la destra della fu sinistra (i noti radical chic col cuore a sinistra ma il portafoglio ben sistemato a destra) e la sinistra della fu destra (post sessantottini votati al capitale ma tutt’ora col fastidio per le toghe nere o rosse che siano).

Intanto, mentre sul Titanic Italia si balla, un grossa crisi economica appare all’orizzonte...

 

Associazione Futuro Ieri > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




11 febbraio 2008

IL NUOVO CHE AVANZA

Ed ecco a voi, il nuovo che avanza...

 

                                              

 

Silvio Berlusconi (Milano29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, fondatore e proprietario della società multimediale Fininvest (oggi Mediaset), di Medusa Cinema, socio di maggioranza delle case editrici Mondatori e  Einaudi, titolare della Banca/Assicurazione Mediolanum, fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia nonché presidente del club calcistico del Milan.

È conosciuto anche come Il Cavaliere in ragione dell'onorificenza conferitagli di cavaliere del Lavoro.

Iscritto alla loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli con tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.

Stretta e mai celata l’amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi (Craxi è stato testimone di nozze al matrimonio tra Berlusconi e Veronica Lario e padrino di battesimo di Barbara Berlusconi).

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto tre mandati di presidente del Consiglio, il primo nella XII legislatura (1994) e gli altri due, consecutivi, nella XIV (2001/2005 e 2005/2006), ricoprendo in tale occasione anche gli incarichi ad interim di ministro degli Esteri, dell’Economia, della Salute e della Funzione Pubblica.

Il 18 novembre, durante un comizio in piazza San Babila a Milano, Berlusconi ha annunciato lo scioglimento di Forza Italia e la nascita del Popolo della Libertà, un nuovo soggetto politico contro i «parrucconi della politica».

Secondo la rivista Forbes Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia e il 51° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2007 in 11,8 miliardi di dollari USA.  [Tratto da Wikipedia]

 

 

Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta.

Nel 1976, a ventun'anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste proprio del PCI, mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano. Fu scelto nel 1992 come direttore "di compromesso" de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista. Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu però sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione del Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma. Veltroni fu eletto sindaco con il 53% dei voti. Pur essendo non-credente ("credo di non credere"), da sindaco di Roma diede la cittadinanza onoraria a Papa Giovanni Paolo II e propose di intitolargli, subito dopo la sua morte, la stazione Termini. Nel gennaio 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce. Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti. Ospite della trasmissione Che tempo che fa (8 gennaio 2007) Veltroni dichiarò che, in caso di rielezione a sindaco di Roma, avrebbe concluso la sua carriera politica alla fine del mandato, ovvero nel 2011, per poi accettare, pochi mesi dopo, la segreteria del Partito Democratico.  [Tratto da Wikipedia]

 




25 gennaio 2008

PRODI COLPITO DA "FUOCO AMICO": IERI D'ALEMA OGGI VELTRONI

Nel 1998 Massimo “Baffino” D’Alema, dieci anni dopo, ieri, Wòlter “Camomilla” Veltroni, la storia si ripete uguale a se stessa e il povero Romano Prodi viene di nuovo pugnalato alle spalle dai suoi. Già, perché è del tutto evidente che dietro ai sicari politici Mastella e Dini c’è un mandante tanto evidente quanto ben rimpiattato. Si tratta dell’americanissimo sindaco di Roma, che fino a un paio d’anni fa giurava di concludere, con quell’esperienza nella capitale, la sua carriera politica iniziata fin da bambino, figlio di un Presidente della Rai.

Adesso comunque andrà, sarà un insuccesso - per fare metafora di una vecchia battuta -, poiché nessuno ha carisma, autorevolezza, capacità ed onestà sufficienti per garantire un governo decoroso all’Italia.

Prodi non ha fatto in questi ultimi due anni, come fu per la precedente occasione, tutto quello che il programma e le necessità richiedevano, ma in molte circostanze ha avuto nei cosiddetti “moderati” un freno ad importanti iniziative di governo (conflitto di interessi e riforma del sistema radiotelevisivo, per esempio) e i numeri risicati in Senato hanno fatto il resto. Resterà indelebile la vergogna dell’indulto, provvedimento che ha messo a piede libero decine di migliaia di delinquenti (la gran parte di nuovo riacciuffati) e ha minato la certezza del della pena, cardine del diritto.

Tuttavia dobbiamo ringraziarlo perché il futuro davanti a noi ce lo farà certamente rimpiangere. Alitalia potrà essere finalmente venduta al Totò di AirOne, cambiata la Legge 194 secondo le indicazioni di Ruini, il duopolio RaiSet ulteriormente consolidato, una riforma della politica che tolga al Paese il fardello di questa “casta” screditata e inefficiente lestamente abbandonata, in compenso varata una pacata “soluzione finale” per la Magistratura, etc etc.

Ma siccome questo scenario, di tutti quelli possibili, è il più apocalittico, noi diciamo: NO AI LARGHI INCIUCI E AL VOTO SUBITO! E chi ha più filo lo filerà...

 

Associazione Futuro Ieri  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




26 ottobre 2007

EMINENTI BUROCRATI DEL P.D. (DOVE D STA PER DUROCRATICO)

Ci sembra interessante che i nostri amici internauti conoscano certi personaggi pubblici la cui ambizione è inferiore solo alla loro insensibilità sociale. Non faremo i nomi ma chi è intelligente capirà di chi si tratta. Si dice che il professor              sia esperto di lavoro. infatti ha studiato molto quello degli altri ed è ossessionato dagli sprechi tanto che ha scritto il libro "I nullafacenti". Egli ha un curriculum tutto particolare. Si iscrisse alla CGIL - FIOM da giovanissimo e nel 1969 divenne dirigente, aveva 20 anni. Si occupò del mondo del lavoro per 10 anni, senza aver passato troppi anni in fabbrica. Nel 1979           venne eletto alla Camera dei deputati, ed entrò in Commissione Lavoro. Vi restò solo 4 anni, ma maturò una ricca pensione che inizierà a riscuotere dal 2009. Durante la sua attività di parlamentare fu anche assunto come ricercatore all’Università di Milano. Nel 1986 diviene docente di Diritto del lavoro dopo concorso. Ecco come si diventa esperto di lavoro e riformatore, una carriera fulminante, ha sempre bruciato le tappe. A questo punto ci soffermiamo un momento sulla sua attività legislativa. Quando arrivò in parlamento (a legislatura iniziata da qualche mese) la Legge Mosca era in vigore (n. 252 del 1974), essa consentiva a chi avesse collaborato con partiti e sindacati di vedersi regolarizzata la propria posizione contributiva scaricando i costi sulla fiscalità complessiva, bastava una certificazione presentata dal partito o dal sindacato. In buona sostanza questa legge “avvantaggiava” le posizioni di migliaia di burocrati che risultarono essere stati dirigenti sin dalle scuole medie. Questa orda di oltre 40.000 veri nulla facenti è costata alle casse dello stato tanti miliardi.          si occupò subito dell'ennesima ed ultima proroga di questa legge aggiungendo la sua firma alla proposta di legge numero 291 avente a titolo “Riapertura di termini in materia di posizione previdenziale di talune categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati”. Questo progetto di legge favorì spudoratamente i sindacalisti come lui e contribuì a quella voragine nei conti pubblici che il professore propone oggi di sanare con i sacrifici e il duro lavoro (degli altri). A lui restano due ottime pensioni cumulabili (parlamentare + professore universitario) e forse altre due dato che è stato anche sindacalista e giornalista. La sua carriera politica (si spera) dovrebbe essere finita.

Diverso è il caso dell'altro burocrate. Quel             che fa carriera passando da un disastro all'altro e da un'inchiesta giudiziaria all'altra. Alla fine arriva sempre una nuova promozione. Il politico fa grandi sogni. E' un rampollo di quella classe dirigente che non sacrifica mai nulla dei suoi privilegi, soprattutto è un collaboratore fidato dell'attuale ministro degli esteri che lo valorizza e promuove. In realtà quando divenne ministro dei trasporti a molti genovesi si drizzarono i capelli, conoscevano la sua attitudine a combinare incredibili sconquassi. Da un paio d’anni ha un'idea fissa, costruire la Gronda del Ponente ovvero vuole compiere un nuovo scempio a Genova. Questa grande opera dovrebbe risolvere il problema del traffico genovese: consiste in un grande ponte ad otto corsie che scavalcherà la Val Polcevera e immetterà il traffico di autoveicoli proveniente dalla Genova - Serravalle - Milano verso una grande e per ora ipotetica autostrada che dovrebbe giungere fino a Livorno. I lavori dovrebbero iniziare dal grande ponte anche se l'autostrada resta poco più di una mulattiera scoscesa e pericolosa. Insomma si vuole costruire un grande ponte per una piccola autostrada. Il progetto è assurdo,            lo ha presentato due volte ma la commissione competente lo ha bocciato. Il nostro ambizioso politico ritenterà, sono in ballo tanti soldi e Società Autostrade ha già presentato ricorso: questo ente pare essere il vero «ispiratore» di tutto. La Società Autostrade non tiene conto delle tante opposizioni, vuole realizzare il ponte e ha fretta. In regione nel frattempo si lavora, si sta cercando di far passare una legge regionale sugli espropri perché la Val Polcevera è una delle zone più densamente popolate dell’area metropolitana genovese. Una zona che un tempo era il cuore della Genova industriale e che oggi cerca con ogni mezzo di non diventare territorio abbandonato. La zona ha una forte percentuale di immigrati e una disoccupazione preoccupante, ma non è ancora una favela. Le resistenze al degrado sono organizzate grazie all'impegno dagli abitanti che cercano di sfuggire a un destino di precariato.                non vuole aiutare questa gente, lui pensa alla demolizione del vecchio ponte autostradale nonostante i rischi di disastro ambientale, il collasso della viabilità dell’unica arteria della valle e lo strangolamento di migliaia di negozi, laboratori, officine, piccole imprese, locali pubblici. La prima mossa sarà l'espropriazione e la demolizione di non meno di 800 alloggi. Serve una legge regionale che consenta di compiere gli espropri velocemente per evitare ritardi, anche se butterà sul lastrico migliaia di cittadini che spesso hanno tirato su quelle casette contraendo mutui che non hanno ancora finito di pagare. Le ruspe stanno accendendo i motori e saranno pochi i cittadini che guadagneranno con l'esproprio delle case, forse i soliti furbi. Ai cittadini onesti che perderanno la casa la nuova legge riserverà un compenso pari al 35% del valore erogabile in un tempo medio di 10 -15 anni. Se si trattasse di un rustico in campagna, una terza casa o quarta casa di un proprietario agiato non sarebbe la morte di nessuno. Se si tratta dell’unica casa di un lavoratore, di un pensionato, magari con figlio disoccupato a carico o di un immigrato allora la situazione cambia. Parliamo di gente che ha firmato cambiali. Di fatto si tratta di una condanna a morte. Saranno stritolati dal meccanismo messo in moto da Società Autostrade. Queste persone si sono riunite in un comitato il cui link del blog è (http://www.antigronda.splinder.com) che si è distinto per numerose iniziative di lotta.

In Regione i collaboratori di              hanno proposto di risolvere il problema degli espropriati insieme a quello della collocazione dei Rom realizzando un campo negli stabilimenti abbandonati dalla Miralanza. Ci porteranno container e prefabbricati ed ecco pronta una bella soluzione abitativa per tutti, una bella baraccopoli. E la gente non dovrebbe lamentarsi secondo loro! Non è uno scherzo, è tutto vero. E l'emergenza la stanno creando loro, che vedono tante modeste case come intralci per i loro progetti. Gli uomini di           hanno anche detto: <<Se viene fatta resistenza è per «immaturità democratica» e per, diciamocelo, un neppure troppo sotterraneo razzismo. E pensare che ci sono migliaia di genovesi che aspettano da anni l’assegnazione di un alloggio!>>

Questa è la nozione di Bene Comune con cui dovranno confrontarsi gli espropriati. Il potere unisce la casta dominante da anni, ma i segnali di insofferenza si fanno ogni giorni più forti.

 

Chi avesse riconosciuto i protagonisti può lasciare un commento o mandare una email a:

amici.futuroieri@libero.it
 



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