.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


19 agosto 2010

Alluvioni in Pakistan: modalità per aiutare le popolazioni

Quando la disgrazia non buca il video...


Dal secondo giorno del Ramadan molti distretti del Pakistan sono senza elettricità, acqua potabile e comunicazioni. Ponti e strade sono distrutte e molte aree sono raggiungibili solo per via area o con l’uso di imbarcazioni, anche le principali vie di comunicazione tra Sindh e Punjab sono al momento interrotte. Milioni di ettari di frumento sono andati distrutti tra la provincia di Khyber Pakhtunkhwa, Punjab e Sindh dove l’acqua che avanza non ha ancora raggiunto il suo culmine. Un sacco di farina da 40 Kg ha raggiunto le 5000 rupie, il doppio dall’inizio dell’emergenza. Il 90% delle mandrie e delle greggi sono state sterminate dall’alluvione. Molte persone colpite sono ancora intrappolate in diverse zone del Paese in attesa di soccorsi ormai da 15 giorni.

“Abbiamo raggiunto e soccorso finora 37.800 tra bambini e adulti,” ha dichiarato Mohammed Qazilbash, portavoce di Save the Children in Pakistan. “Lo sfollamento massiccio e continuo di questi giorni facilita la diffusione delle malattie e le condizioni precarie espongono soprattutto i bambini che sono più vulnerabili. I nostri medici stanno accertando casi di polmonite, diarrea e malaria che sono le principali cause di morte dei bambini nei paesi in via di sviluppo anche in condizioni normali. Stiamo lavorando senza sosta per fornire loro il prima possibile le cure necessarie e istruzioni ai loro genitori per evitare il contagio”.
Gli interventi continuano con l’assistenza medica fornita attraverso equipe mobili, cliniche fisse e mobili, e la distribuzione di kit di primo riparo, kit igienici e per il parto. Per far fronte alla mancanza di cibo sono state distribuite 27 tonnellate di derrate alimentari a 316 famiglie nell’area di Ushu e Kalam e nel distretto di Swat, provincia di Khyber Pakhtunkhwa, dove Save the Children è stata scelta dal Programma Alimentare Mondiale (PAM-WFP) dell’ONU per distribuire gli aiuti in 10 circoscrizioni.
Potete sostenere i bambini e loro famiglie nelle zone colpite in Pakistan, aderite ora al Fondo Emergenze di SAVE THE CHILDREN: https://www.savethechildren.it/IT/Tool/ECommerce/?dem=stc&canale=1&causale=3693

---

Le alluvioni di questo mese di agosto hanno provocato il peggior disastro a memoria d'uomo nel Pakistan. I morti sarebbero 1.600 e le persone colpite circa 20 milioni. Abitazioni distrutte, perdita di raccolti e dei capi di bestiame, vie di comunicazione interrotte e rischi di epidemie dovute alla mancanza di acqua potabile e alle difficili condizioni igienico-sanitarie.

Caritas Pakistan, con il sostegno delle altre Caritas, tra cui anche Caritas Italiana, promuove un Programma di emergenza alluvioni, per il quale sono necessari fondi pari a 4 milioni di euro. A beneficiarne saranno 250.000 persone.

Il programma di emergenza, che verrà realizzato nei prossimi tre mesi, prevede la fornitura di cibo e tende, prima assistenza sanitaria e medica, riparazione dei sistemi di approvvigionamento di acqua, ricostruzione delle infrastrutture come ponti, strade, scuole.

Il vescovo di Multan, S.E. Mons. Andrew Francis, ha visitato il dispensario di Caritas Pakistan a Multan, situato vicino Dera Dina Panah, una delle città più colpite dall'alluvione nella provincia di Punjab. Egli ha sottolineato che questa non è la prima volta in cui i cristiani lavorano per aiutare i fratelli musulmani. 

Il dispensario ha finora fornito assistenza medica a 1.950 pazienti e distribuito cibo a 3.000 persone. Caritas Italiana ha destinato un primo contributo per i bisogni più urgenti.

Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte tramite C/C POSTALE N. 347013 intestato a CARITAS ITALIANA specificando nella causale "Pakistan".

---

Pakistan: emergenza alluvioni.

20 milioni di persone colpite dalle alluvioni monsoniche nel nordovest del Pakistan: Cesvi in campo per portare aiuti alla popolazione.

Continua a salire il numero delle vittime accertate delle piogge monsoniche che si sono abbattute sul Pakistan: 1600 morti e circa 20 milioni di persone colpite dalle alluvioni, secondo le ultime stime.

La situazione è sempre più drammatica: nelle aree più devastate interi villaggi sono stati completamente distrutti dall’acqua e le popolazioni hanno praticamente perso tutto.

La comunità internazionale ha definito la situazione in Pakistan un disastro epocale le cui dimensioni sono destinate a crescere. A rischio sono soprattutto i bambini: l’Onu ha stimato che sono circa 3,5 milioni i bambini a rischio. Molti casi di polmonite, diarrea e malaria sono già stati accertati e la situazione sanitaria continua a peggiorare.

Cesvi sta lavorando per assistere la popolazione colpita con la distribuzione di generi di prima necessità e ripari temporanei.

Sostieni oggi stesso l'intervento del CESVI:

> con una donazione chiamando il NUMERO VERDE 800 036 036.

 

Grazie!




13 aprile 2010

Una traduzione audace di Franco

L'amico Franco Allegri ha scritto questa recensione interessante sui problemi degli Stati Uniti, a mio avviso dietro i dati c'è una nuova svolta del sistema capitalista e della civiltà dei consumi. La competizione per le risorse impone politiche audaci e forse ripensamenti e riduzioni della capacità di consumo per milioni di cittadini dei paesi industrializzati si può affermare ancor oggi la validità dell'antica considerazione per la quale il povero a differenza del ricco muore due volte. Il ricco quando muore paga il suo aver avuto dalla vita tanto, il povero muore e non ha avuto e quindi muore due volte.

IANA



13 Apr, 2010

La flotta USA dell’auto diminuisce di 4 milioni nel 2009

Scritto da: F. Allegri In: Varie

Proponi su Proponi su 
OkNotizie Ascolta con webReader

Earth Policy Release
6 dicembre, 2009
LA FLOTTA USA DELL’AUTO DIMINUISCE DI 4 MILIONI NEL 2009
Dopo un secolo di crescita, la flotta USA entra nell’era del declino
www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Di Lester R. Brown
Il vecchio secolo dei grandi affari dell’America con l’auto forse è arrivato ad una fine. La flotta USA apparentemente langue e ha iniziato il declino. Nel 2009, i 14 milioni di auto rottamate superano i 10 milioni di nuove auto vendute, diminuisce la flotta USA di 4 milioni, o di quasi il 2% in un anno.
Mentre questo è associato completamente con la recessione, è di fatto causato da varie forze convergenti.
La dimensione della futura flotta USA sarà determinata dalla relazione tra i 2 trend: nuove auto vendute e auto demolite. Le auto demolite superano le nuove vendute nel 2009 per la prima volta dalla II° guerra mondiale, diminuendo la flotta di veicoli USA dal record storico di 250 milioni a 246.
(Vedi i dati al sito www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Ora appare che questo nuovo trend di rottamazione che eccede le vendite potrebbe continuare almeno fino al 2020.
Tra le tendenze che tengono le vendite molto sotto la misura annuale di 15-17 milioni che ci fu dal 1994 al 2007 ci sono la saturazione del mercato, l’urbanizzazione, la crisi economica, quella petrolifera, la crescita dei prezzi dei carburanti, la frustrazione per il traffico bloccato, le paure crescenti sul cambio del clima e un interesse in declino per le auto tra i giovani.
La saturazione del mercato potrà essere la variabile dominante per la flessione della flotta USA. Gli USA hanno oggi 246 milioni di moto veicoli registrati e 209 milioni di patenti – quasi 5 veicoli per ogni 4 conducenti.
Quando basta, basta?
Il Giappone offrirebbe vari indizi al futuro USA. E’ più popolato per densità e molto più urbanizzato degli USA: il Giappone raggiunse, in apparenza, la saturazione dell’auto del 1990.
Da allora le sue vendite annuali di auto sono diminuite del 21 per cento. Gli USA sembrano destinati a seguire il modello.
L’auto promise la mobilità e negli USA in gran parte rurali la realizzò.
Ma con oltre i 4/5 di americani che vivono nelle città, la crescita del numero di auto urbane a un certo punto fornisce l’esatto opposto: l’immobilismo.
Il Texas Transportation Institute riferisce che i costi della congestione USA, incluso lo spreco di carburante e il tempo perso, salirono dai $17 miliardi del 1982 agli $87 miliardi del 2007. I sindaci USA conducono una dura lotta per salvare le loro città dalle auto, cercano di ridurre traffico, congestione e inquinamento dell’aria. Molti usano un approccio “carota e bastone” per ridurre la costosa congestione del traffico incrementando il trasporto pubblico mentre impongono restrizioni all’uso delle auto.
Quasi tutte le città USA introducono sia nuove linee ferroviarie leggere, nuove metropolitane, o linee di bus espresso, o espandono e sostengono i sistemi di trasporto pubblico esistenti in ordine a ridurre la dipendenza dalle auto.
Tra le città che seguono questo patto ci sono Phoenix, Seattle, Houston, Nashville e Washington, D.C.
Mentre i sistemi di transito urbano si espandono e incrementano, i pendolari scelgono il trasporto pubblico poiché i costi del guidare crescono.
Tra il 2005 e il 2008, il trasporto urbano è cresciuto del 9 per cento in USA. Molte città stanno creando attivamente strade per pedoni e amici della bicicletta, rendendo più facile il camminare e l’andare al lavoro in bici.
Le città che guardano lontano riconsiderano le esigenze di parcheggio delle nuove costruzioni.
Washington, D.C., ad esempio, ha riscritto i suoi codici vecchi di 50 anni, riducendo il numero degli spazi di parcheggio richiesti per costruire edifici commerciali e residenziali.
I codici più vecchi che una volta richiedevano 4 posti per il parcheggio ogni 1000 piedi quadrati di spazio di vendita oggi ne chiedono solo uno.
Mentre le tasse di parcheggio crescono, molte città vanno oltre i parchimetri a moneta e usano contatori adatti alle carte di credito.
La capitale della nazione farà questa scelta all’inizio del 2010 mentre incrementerà le tasse di parcheggio da 75 c fino a $2 per ora.
L’incertezza economica rende vari consumatori riluttanti a contrarre un debito a lungo termine associato al comprare auto nuove.
In circostanze economiche difficile, le famiglie vivono con 2 auto invece di 3, o con un’auto invece di due.
Alcuni sono completamente senza auto.
In Washington, D.C., con un sistema di transito ben sviluppato, solo il 63% delle famiglie possiede un’auto.
Un’incertezza più specifica è il prezzo futuro del carburante.
Ora che i motorizzati sanno che i prezzi del gas possono arrivare a $4 al gallone, si preoccupano che possa andare più in alto in futuro.
I piloti sono del tutto consapevoli che gran parte del petrolio mondiale viene dal Medio Oriente politicamente instabile.
Forse la tendenza sociale più importante che riguarda il futuro dell’automobile è l’interesse declinante per le auto tra i giovani.
Per quelli che crescevano mezzo secolo fa in una nazione che era ancora molto rurale, l’ottenere una patente e un’auto o un pickup era un rito di passaggio.
Il far salire altri giovani su un’auto e l’andare in giro era un passatempo popolare.
Al contrario, molta gente giovane di oggi che vive in una società più urbana impara a vivere senza automobili. Socializzano su Internet e con i telefonini eleganti, non nelle auto. Molti non vogliono il fastidio di prendere una patente.
Questo aiuta a spiegare perché, nonostante la popolazione giovanile sia più numerosa, il numero di giovani con la patente (che raggiunse i 12 milioni nel 1978), oggi è sotto i 10 milioni.
Se tale trend continuerà, il numero di giovani – potenziali acquirenti di auto declinerà ancora.
Oltre il loro interesse declinante nelle auto, i giovani combattono con una stretta finanziaria.
I redditi reali in un largo segmento della società non crescono più.
I laureati del College già gravati dal debito del prestito per lo studio potrebbero trovare difficile l’ottenimento del credito per comprare un’auto.
I giovani debuttanti nel mercato del lavoro sono spesso più interessati ad ottenere l’assicurazione sanitaria piuttosto che a comprare un’auto.
Nessuno sa quante macchine saranno vendute l’anno prossimo, ma viste le molte forze al lavoro, le vendite di veicoli USA potrebbero non raggiungere ancora i 17 milioni che furono vendute ogni anno dal 1999 al 2007.
Probabilmente le vendite saranno destinate a restare tra i 10 milioni e i 14 all’anno. I tassi di demolizione sono più facili da definire.
Se assumiamo un’aspettativa di vita dell’auto di 15 anni, i saggi di demolizione ritarderanno le nuove vendite di 15 anni.
Questo significa che le auto vendute nel primo degli anni di vendite elevate di 15-17 milioni di veicoli dal 1994 fino al 2007 hanno raggiunto proprio ora l’età della pensione.
Anche se le auto più nuove sono più durevoli dei modelli precedenti e potrebbero perciò stare sulla strada per un tempo più lungo della media, i saggi di demolizione dovrebbero eccedere le vendite di nuove auto almeno fino al 2020.
Dato un declino del 1-2 per cento all’anno nella flotta dal 2009 fino al 2020; la flotta USA potrebbe facilmente diminuire del 10 per cento (25 milioni), cadendo dal picco della flotta del 2008 di 250 milioni ai 225 milioni del 2020.
A livello nazionale, la riduzione della flotta unita con la crescita dell’efficienza dei carburanti rinforzerà il trend del declino dell’uso del petrolio sotto utilizzato dal 2007. Ciò significa spese ridotte per le importazioni di petrolio e quindi più capitale residuo da investire in creazione di lavoro in USA.
La gente cammina e va più in bici, ciò porterà meno inquinamento dell’aria e meno malattie respiratorie, più esercizio e meno obesità.
In seguito questo ridurrà anche i costi sanitari.
La di munizione della flotta di auto USA in arrivo significa anche che ci sarà meno bisogno di costruire nuove strade e autostrade.
Meno auto sulla strada riducono i costi di manutenzione di strade e autostrade e abbassano la domanda di parcheggi e garage parcheggio. Essa favorisce maggiori investimenti nei trasporti pubblici e i treni ad alta velocità.
Gli USA entrano in una nuova era che evolve da un sistema di trasporto dominato dalla auto verso uno che è molto più diversificato.
Come detto, tale transizione e guidata dalla saturazione del mercato, dai trend economici, da temi ambientali e da una cultura lontana dalle auto che è più forte tra i giovani.
Mentre questa evoluzione avanza, essa inciderà di fatto su ogni lato della vita.
# # #
Lester R. Brown è Presidente di Earth Policy Institute e autore di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization

Tradotto il 10 aprile 2010 da F. Allegri
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




5 novembre 2009

"Capitalismo" come commedia e tragedia

L'amico Franco Allegri mi fa avere questa sua traduzione che giro ai miei lettori, di questi scritti di Moore si sente poco parlare in Italia, credo che la cosa giusta da fare sia di pubblicarli e renderli fruibili a migliaia di potenziali lettori. IANA


Capitalismo" come commedia e tragedia

26/09/2009

Di M. Moore

E' arrivato il momento per, come la chiama Time magazine, la mia "magnum opus".

Studiai latino solo un anno alla scuola superiore, perciò non sono tanto sicuro su cosa significhi, ma penso che sia buono.

Ho lavorato quasi due anni su questo nuovo film, "Capitalismo: Una storia d'amore", e ho messo il mio cuore e la mia anima in questo progetto.

Molti critici e spettatori amici l'hanno definito "il mio film migliore fatto fino ad oggi".

Quella è per me una frase forte da valutare poiché sono fiero di tutti i miei film - ma vi dirò questo: Ciò che state per vedere in "Capitalismo" vi sbalordirà.

Esso farà arrabbiare alcuni di voi e io credo che darà alla maggior parte di voi un nuovo senso di speranza sul fatto che noi stiamo superando il disordine contorto e malato fatto ovunque dall'ultimo presidente.

Oh, e voi farete una buona risata sulla spesa di tutti i criminali aziendali e bancari i quali nell'anno passato l'hanno sostenuta come fossero dei banditi.

Io mi preparo a mostrarvi della roba che i notiziari notturni vi mostreranno raramente.

Mai visto un pilota di American Airlines con buoni pasto dopo che la sua paga è stata tagliata?

Mai visto un giudice che prende tangenti per mandare ragazzi innocenti in un carcere privato?

Mai incontrato uno del Wall Street Journal che in modo secco afferma alla telecamera che lui non si cura della democrazia e che il capitalismo sarebbe il nostro unico affare dominante?

Incontrerete tutti questi tipi in "Capitalismo".

Incontrerete anche un testimone informato che, con i documenti in mano, ci racconta dei prestiti amorosi da oltre un milione di dollari che lui approvò per il capo del Senate Banking Committee - la commissione che era stata fatta per regolare le concessioni del prestito!

Ascolterete da un regolatore bancario il perché T. Geithner non ha affari in ponte con il nostro Ministro del Tesoro.

E saprete dalla dirigente della commissione congressuale che vigila sul salvataggio di borsa, come A. Greenspan & Co. progettarono e coinvolsero la gente nell'usare come garanzia le loro case valutate in base all'inflazione - causarono così la più grande epidemia di ipoteche non pagate della nostra storia.

Ora in USA c'è un'ipoteca non pagata ogni sette SECONDI e mezzo.

Nessuno di questi è un incidente, e faccio i nomi che altri sembrano dispiaciuti di fare: faccio i uomini che hanno saccheggiato le pensioni della gente che lavora e depredato il futuro dei nostri figli e nipoti.

In qualche modo pensano di farcela ad andarsene così e che noi crediamo alla loro Grande Bugia ovvero che questo crollo fu causato da un gruppo di persone a basso reddito che presero prestiti che non potevano sostenere.

Molti media principali comprarono questa linea editoriale.

Non stupisce che Wall Street creda di riuscire a farcela.

Bene, penso che abbiano scordato me e la mia cricca. Da ora potreste pensare che noi avremmo fatto una migliore impressione a questi ladri di ricchezza. Non pensatelo.

Perciò noi veniamo qui!

E' tutto là, sullo schermo d'argento, 2 ore di storia criminale e tragicommedia con protagonisti alcuni vampiri che non erano soddisfatti d'aver solo distrutto Flint, Michigan - dovevano provare e vedere se potevano smantellare tutta questa nazione da nulla.

Così vieni e vedi questo film di guardie e ladri.

Ora i ladri hanno abiti da sera e cravatta, e le guardie - bene, se accettate un tipo con cappello sportivo e con diploma di scuola superiore come testimone per vedere l'affare reale e fino a quando non li portano via allora questo fine settimana richiedo umilmente la vostra presenza al vostro cinema di New York e Los Angeles (e Venerdì prossimo, 2 ottobre in tutta l'America).

Nel frattempo, potrete vederci su vari programmi TV che hanno avuto abbastanza coraggio da ospitarmi in queste 2 settimane, eccoli:

- Nightline (dove facemmo una passeggiata sotto Wall Street fino a Goldman Sachs)

- Good Morning America (dove mi consentirono di parlare degli impiegati Disney che non ricevono assistenza medica)

- The View (dove l'altro ospite Repubblicano disse a tutti di andare a vederlo! Whoa!)

- The Colbert Report (il ragazzo è un genio, seriamente)

- Larry King (dove un portavoce del Senatore che ottenne i prestiti generosi risponde per la prima volta)

- Keith Olberman (entrambi ci meravigliamo per tutto quel tempo che questi corpi mediatici ci hanno concesso per fare ciò che abbiamo fatto)

- Wolf Blitzer (si, ottiene un abuso maggiore - e gli piace)

... E il sorprendente Jay Leno.

Egli mi chiamò dopo aver visto il film e mi chiese di essere il suo solo ospite in studio nella 2° puntata del suo nuovo show in prima serata.

Dissi: "Jay, non stai pensando ai tuoi ascolti nella prima settimana dello spettacolo?

Sei sicuro di non aver sbagliato con il numero di Tom Hanks (il prefisso dove vivo è 231; 213 è Los Angeles)?"

Mi disse che era stato colpito in profondità da questo film.

Così fui l'ospite del suo spettacolo dove disse all'America che era il mio "miglior film" e pregò di vedere "Capitalismo: Una storia d'amore".

Era Jay Leno che diceva questo, non Noam Chomsky o Jane Fonda (voglio bene ad entrambi, di cuore).

Il pubblico rispose con entusiasmo e, dopo 20 anni di film fatti, era il momento in cui attraversai oltre il fossato nella corrente principale dell'America media.

I capi di Jay a General Electric devono stare ... bene, vi dico che spero che non facciano un rimprovero al suo record permanente.

E' un tipo "helluva" (e per dare l'esempio organizzò i suoi concerti gratuiti per i disoccupati di Michigan e Ohio la scorsa primavera; per la prossima settimana ho ottenuto il permesso dallo studio per fare lo stesso con il mio film in 10 delle città più in crisi degli USA).

Oh, e mi ha fatto cantare!

Preparatevi!

Grazie a tutti - e vediamoci al cinema!

Il vostro, Michael Moore

MichaelMoore.com

MMFlint@aol.com

Twitter.com/MMFlint

Facebook.com/MMFlint

MySpace.com/MMFlint

Tradotto da F. Allegri il 01/11/2009

Franco Allegri è presidente dell'associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Ralph Nader l'avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.






22 gennaio 2009

SANTORO DISSETA NELLA SICCITA' DELL'INFORMAZIONE

Come molti lettori di questo forum sanno, difficilmente ci spertichiamo in lodi, ma le vicende di questi giorni ci obbligano a farlo. E lo facciamo in favore di Michele Santoro e della sua sempre eccellente trasmissione Annozero.

La puntata della scorsa settimana - va in onda ogni Giovedì alle 21 su Rai 2 - è stata dedicata alla drammatica situazione che vive la Palestina. Il conduttore e la redazione avevano realizzato con professionalità, scrupolo e coraggio una serie di approfondimenti che mai erano circolati nei media italiani dall’inizio dell’operazione “Piombo Fuso”, che Israele ha scatenato contro i Palestinesi a Gaza (morti oltre mille e duecento musulmani, la stragrande maggioranza civili inermi, donne e bambini, cinquemila gravemente feriti, un militare deceduto ed uno scomparso con la stella di David).

Ventidue giorni di bombardamenti resocontati in ogni telegiornale, minuti su minuti, servizio su servizio, ma senza mai darci veramente il senso reale di ciò che in quella striscia del Medio Oriente stava accadendo. Auto-censura, conformismo, pigrizia? Non sappiamo, di certo eravamo bombardati da tante informazioni che però nulla informavano.

La disinformazione è come il veleno, se assunta a piccole dosi, via via crescenti, la si assimila, la si metabolizza, la si introietta. Un Tg1 divenuto ormai appendice del Tg5 e dei rotocalchi di gossip, anni di trasmissioni dedicate al nulla sotto vuoto spinto come Porta a Porta, Matrix, Tv7, Lucignolo, etc etc ci hanno assuefatto alla finta informazione, quella pure abbondante ma inesistente. Un flusso di notizie apparentemente ricco ma sostanzialmente vuoto.

In questo contesto Annozero è stato come un pugno nello stomaco. Un pugno salutare che vuole dirci: sveglia, il mondo fuori non è quello che vedi dalla tua poltrona. Scandalo!

Come fa scandalo il bambino che nella bellissima favola di Andersen grida a tutti che l’Imperatore è nudo. Anche l’informazione è purtroppo nuda e nessuno ce lo diceva, l’abbiamo capito Giovedì scorso... Grazie Santoro!

 

Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




7 ottobre 2008

TORNARE AL "GOLD STANDARD" O FINIRE PEGGIO CHE NEL '29

Dire che la situazione economico-finanziaria sia giunta ad un punto catastrofico è cosa – purtroppo – conclamata. Chi ci legge con una qualche frequenza (vedasi http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm) avrà saputo dove saremmo arrivati con almeno un anno di anticipo e avrà messo al sicuro i suoi risparmi. Ma tant’è.

Alcuni giorni fa, citando il grande giornalista Massimo Fini, abbiamo suggerito che il modo più saggio per chi ha un gruzzolo da parte è, fuor di paradosso, veramente quello di comprarsi un podere e due vacche.

Ma cosa dovrebbero fare invece gli Stati ed i loro inetti rappresentanti? Una cosa è certa, non devono pensare di risolvere la faccenda semplicemente iniettando liquidità in un sistema completamente marcio. La famigerata aspirina per il moribondo che, non solo non serve a niente per salvarlo, ma ne accelera la fine.

Prima di proporre la nostra ipotesi, una nota di colore. E’ buffo riprendere in mano oggi qualche quotidiano finanziario di fine anni ’80. Provateci, se li avete da parte o li recuperate su internet. Era tutto un “de profundis” del sistema economico comunista. Una beata e sciocca allegria di chi ritiene d’aver fatto cappotto. Invece la caduta di un’architrave del ponte avrebbe presto incrinato l’altra... Con la stessa logica, adesso cosa dovrebbero dire quei dirigenti politici sbeffeggiati e irrisi? Sghignazzare o farsi burletta di quegli improvvidi soloni? Perché quella a cui assistiamo, tanto nel crollo a picco delle Borse tanto nelle quotidiane nazionalizzazioni, non sarà la rivincita del comunismo ma di certo è la sconfitta inappellabile del capitalismo globalizzato. Su questo non ci piove.

Dicevamo quale può essere la via per arginare la pestilenza dilagata e dilagante.

A giudizio di chi scrive solo e soltanto tornare al Gold Standard, cioè alla garanzia che il denaro circolante non è virtuale, e pertanto in mano agli speculatori finanziari, ma coperto dall’equivalenza in oro detenuta nelle casse di ogni Stato. Come accadeva negli Stati Uniti dal 1800 al 1970. Tornare quindi alla parte sana degli accordi di Bretton Woods, ad un sistema di scambi monetari e commerciali severamente regolato. Al contempo ridurre drasticamente i margini operativi degli operatori finanziari, ripristinando i vecchi listini borsistici ristretti e limitati esclusivamente alle imprese manifatturiere. Infine ripristinare un sistema serio di dazi doganali a livello continentale, in modo da evitare ogni tentativo di dumping.

Insomma o procedere ad abbattere il sistema, sommamente ingiusto e fasullo, di cui moltissimi (e noi fra loro) se ne farebbero facilmente una ragione, oppure riformarlo in profondità per renderlo almeno regolare. Tertium non datur.

 

Amici di FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



sfoglia     luglio        settembre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email