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28 agosto 2009

L'impossibile apologia dell'utopia nel Belpaese

La valigia dei sogni e delle illusioni

                            L’impossibile apologia dell’utopia nel Belpaese

Ad oggi non c’è una civiltà per le genti diverse del Belpaese, anzi proprio l’enorme potere che ha preso negli ultimi vent’anni la Lega Nord fa pensare di essere davanti a una situazione nella quale i vecchi valori sono trapassati e i nuovi non trovano ancora la forma politica per esprimersi pienamente. L’assenza di una civiltà italiana, e quindi di un modello culturale di riferimento per tutte le diversissime popolazioni della penisola, comporta di dover  subire tutte le mode e tutti i riferimenti politici stranieri dominanti. Se in questa parte di mondo, in questa penisola  l’egemonia statunitense sarà sostituita da quella russa o cinese, il Belpaese mancando di propri punti di riferimento si piegherà ai nuovi dominatori, alla loro morale, alle loro parole e visioni del mondo. Come nel nostro seicento le sedicenti classi dirigenti del Belpaese finiranno col fare il lavoro sporco per i nuovi padroni, in generale si occuperanno di garantire la tutela dei loro interessi in cambio della protezione delle armi altrui e del godimento dei loro patrimoni. Nulla che non si sia già visto al tempo della Repubblica con gli ambasciatori made in USA che erano la versione aggiornata all’anno 1945 dei vicerè di Spagna. Se il Belpaese, nonostante tutto, fosse in grado di darsi una civiltà con punti di riferimento certi e non negoziabili se abiurasse la retorica roboante della politica nostrana, il perseguimento idiota di vane illusioni allora potrebbe in qualche modo far fronte alla malvagità e alla violenza del mondo umano. Potrebbe mettere dei punti fermi, darsi degli obiettivi ragionevoli in politica estera, costruire il proprio modello di vita civile e morale da mostrare al mondo, passare dall’essere uno strano problema per l’Europa ad una realtà che offre soluzioni e ha voce in capitolo. I fatti dovrebbero essere noti: Il Belpaese è popolato dall’1% della razza umana, le risorse sul territorio nazionale sono limitate, l’amministrazione della cosa pubblica è percepita come carente quando non pessima, parte della popolazione è di recente immigrazione e non si è abituata alla realtà culturale del Belpaese e tende a rinchiudersi in comunità, ereditiamo in quanto “alleati” con gli statunitensi e gli inglesi i loro nemici, inoltre non ci sono valori comuni riconosciuti da tutta la popolazione. Vi sono però dei valori dominanti, di solito quelli graditi a coloro che esercitano il potere e trasmessi dall’alto alla maggior parte della popolazione con risultati più o meno ridicoli. Oggi i valori dominanti della maggior parte del pubblico televisivo, l’unico popolo italiano di cui è facile dir qualcosa, sono legati al perseguimento di notorietà, ricchezza, influenza. Si tratta non di valori veri e propri ma di rozzi concetti derivati dall’aspetto visibile, materiale e aggressivo di coloro che esercitano un potere reale e ovviamente dalla martellante pubblicità commerciale che fa di ogni privilegiato il modello ideale. Sono concetti che derivano dalle immagini cristallizzate nella testa della maggioranza della popolazione che rimandano ai riti laici e religiosi delle minoranze di ricchissimi e alle cerimonie presiedute dalle autorità dello Stato, alla cronaca della vita mondana dei divi del cinema e del piccolo schermo, alle spese folli di presidenti, campioni sportivi, ereditiere, miliardari e affini.

Chi si ostina a credere in un Belpaese possibile va quasi sempre incontro a docce fredde o alla pubblica derisione, eppure la lucida follia dell’utopia è necessaria per non essere travolti da questa tenebra che dissolve tutto in un nero unico e sepolcrale.

 

IANA per FuturoIeri




1 agosto 2008

PIETA'

La notizia dell'anno, ma forse del decennio, è stata trattata nel nostro Belpaese come una curiosità trascurabile. E' stata schiacciata fra la cronaca nera, e la misera cronaca politica fra  i patti fra le spigole e viaggi del premier e dichiarazioni varie del Bossi e l'incidente a una raffineria.
La notizia è che su Marte è stata trovata l'acqua.  Ed è stata trovata dalla sonda della NASA.
La percezione dell'Universo che ha la razza umana è destinata a cambiare. Fuori dal pianeta azzurro c'è l'elemento di base della vita. Ma qui nel Belpaese una scoperta del genere è lasciata dai mass-media fra le curiosità. Un pò come se nel Rinascimento la scoperta delle Americhe fosse stata trattata come un fatto banale, tipo un pazzo che brucia un'osteria, o un marito cornuto che ammazza moglie e suocera.
Se esiste un giudice nell'universo, umano o divino che sia, ora come ora ad esso si può solo chiedere pietà per le genti d'Italia che un tempo grandi per conoscenza e saggezza si sono ridotte a un livello talmente miserabile da non distinguere più nulla. Nè il bene, nè il male.
Io so che un giorno questa terribile tenebra che è calata su tutti noi finirà, e quel giorno, quando verrà, ripenseremo a questi funesti decenni come oggi noi gente sedicente civile osserviamo le poche tribù di cannibali sperdute in qualche angolo primitivo del mondo. Ma forse i cannibali sono migliori di  ciò che noi siamo oggi, ciò che fanno lo fanno per necessità. Noi non sappiamo neanche più che cosa stiamo facendo, i molti vanno dietro alla pubblicità, la pubblicità va dietro  alla televisione, e la politica, che ci dovrebbe rappresentare tutti, va dietro alla televisione pure lei.
Quindi la notizia del decennio è una notizia minore. Una curiosità.
Che chiedere per il Belpaese se non PIETA'?


IANA per Futuroieri.

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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