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16 luglio 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto: debiti e politica


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto: debiti e politica

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Francesco: Ecco che esce fuori il fascista! Ti pareva che non invocasse l’uomo forte, un duce un tanto al chilo. Son morti quei tempi, oggi la gente vuole la pornografia a gratis in rete, i soldi facili, mandar a farsi ammazzare nelle guerre per gli stranieri i figli dei disoccupati e dei poveri, la macchina, l’appartamento, le rendite, cinque pasti al giorno e la vita comoda. Altro che marce, problemi, fatica, e per rancio la gavetta con la minestra riscaldata. Fare l’impero, essere potenza, ma quando mai; siamo la mezza pensione di tutti gli eserciti che a turno bivaccano in questa sfortunata penisola da secoli attraversata da eserciti stranieri e dominata da potenze imperiali. Un popolo invecchiato, impaurito, impoverito e svaporato, con una gioventù smarrita e priva di vero sostegno che cosa può chiedere dal destino: un dittatore o piuttosto un pappone proveniente dalla fila della delinquenza comune?

Marco: La tua cattiveria è pari alla tua insensibilità verso ogni valore. D’accordo forse non sono proprio un patriota, ma il mio discorso resta valido. La cancrena si cura con l’amputazione e i nostri mali hanno bisogno di cure radicali. Riguardo a queste guerre devo dire che non sono le nostre. A che servono? In fondo servono solo a creare debito, e chi controlla il debito controlla le leve del potere e quindi l’economia, il commercio, lo Stato. Un blindato  armato costa almeno un milione di Euro, a un certo punto uno stato deve scegliere. Che fare di questo milione? Ci costruisco un asilo nido, faccio un giardino pubblico per gli anziani, sistemo le strade di una città di provincia, faccio costruire un monumento, offro borse di studio o compro un veicolo blindato per qualche guerra inutile che forse frutterà qualche appalto per la ricostruzione e qualche affare per le banche? Ma la guerra costa, e per pagarla occorre fare il debito, il debito pubblico. Chi acquista il debito assume il controllo o quantomeno ha una potente arma di ricatto nei confronti della politica e di tutto ciò che ci gira attorno. Perché Cina e Giappone  hanno quote significative del debito pubblico Statunitense, è evidente che così cercano di esercitare una pressione sull’amministrazione Obama. E come sono arrivati gli USA a tutto ciò: le spese militari che da una parte dissanguano le casse della loro Repubblica ma dall’altro gli danno l’egemonia globale. Perché chi ha la forza delle armi esercita un grande potere e può permettersi di far lievitare i debiti e di viverci sopra.

Ingegnere: Il mio ultimo viaggio in Cina è stato determinato da un noto calcolo che indica come nel 2010 l’Asia avrà in mano il 10% dei consumi globali e la crescita sostenuta di quel continente porta a pensare che entro il 2030 determinerà il 30% dei consumi globali. Per la verità io non credo a queste statistiche, la statistica è quella cosa per cui se io mangio un pollo con patatine intero e voi saltate il pasto può risultare che dividendo per tre il risultato tutti e tre abbiamo mangiato un terzo di pollo con contorno. Evidentemente in questa storia della crescita in Asia c’è chi vince e chi perde. Comunque mi risulta corretto questo dato della crescita della potenza cinese e aggiungo anche di quella indiana. Personalmente credo solo ai dati numerici che posso controllare o di cui trovo qualche riscontro. Per esempio come si può esser sicuri della solidità di un sistema economico se la speculazione e segnatamente la speculazione su case e fabbricati falsa la realtà. Quando l’economia si è fatta virtuale e la moneta è diventata elettronica è stato possibile negli Stati Uniti creare un mercato immobiliare drogato da milioni di mutui concessi a soggetti poveri o marginali  o che semplicemente vivevano di lavori precari. Di per sé non era una cosa sbagliata: molti di questi soggetti appartenevano a minoranze svantaggiate o erano di colore e la casa poteva essere un primo passo per mitigare le tensioni sociali e la disparità dei redditi, qualcosa però non ha funzionato, il grande piano si è rotto, la crescita non c’è stata, le forze che sostenevano il grande affare sono sparite e la situazione è precipitata. Questi poveri con mutuo  che poi non sono riusciti a pagare le rate, la catena dei prestiti facili ha messo in moto una macchina di pignoramenti e fallimenti che ha rovinato interi quartieri e successivamente le stesse banche. Che te ne fai di una schiera di case pignorate in un quartiere degradato e che nessuno vuol comprare perché non ci sono i soldi per farlo? Mi risulta inoltre che sono sorti diversi problemi legali relativi al pignoramento delle case, temo che davanti all’evidenza di questa cosa colossale i pignoramenti non verranno fatti o comunque andranno per le lunghe. Quei mutui subprime se non ci sono nemmeno gli immobili a garantirli valgono meno di zero. Comunque ora questa vicenda assume contorni terribili, sembra che la crisi abbia causato perdite nel sistema finanziario e bancario globale per 4.100 miliardi di dollari, la stima è del FMI.  Questa è recessione, altro che storie, e quei miliardi si sono dissolti.

Francesco: Il denaro è una convenzione, almeno da quando non è stato più coniato con l’argento o l’oro da re, principi, sommi sacerdoti e così via. Un pezzo di carta è un pezzo di carta, un tondo d’oro o d’argento con il profilo di un re o uno stemma è un fatto concreto. Mi par chiaro che se questi morosi avessero dovuto pagar in monete d’argento o d’oro questa storia non sarebbe mai iniziata. Siamo alle solito i poteri bancari fanno fare il debito pensando di controllare debito e debitore e guarda un po’ che caso: salta il banco. Il potere finanziario e bancario finisce con il perdere il controllo sul mostro che ha creato e la politica per anni presa in giro per la sua imperizia nel gestire le cose dell’economia deve salvare le banche dal fallimento in America e in Europa. Alla fine i profitti sono privati e i danni pubblici. Questa è la logica dello stronzo che mette la fabbrica in un paese di disperati, e io ne so qualcosa, inquina e sfrutta certo dell’impunità. Poi fatti i soldi molla tutto, sparisce spesso con la cassa e rincomincia in un paese diverso. Qui da noi c’è troppa tolleranza per la feccia tra le file dei colletti bianchi. Personalmente dò la colpa alla chiesa Cattolica che perdona con troppa facilità, alla televisione che è cattiva maestra e al popolo italiano che è ignorante e cattivo e ai finti intellettuali nostrani che corrompono la cultura e le masse.

Ingegnere: A questo punto ricordo che siamo perfino un popolo di poveri, quanti saranno ormai dopo quasi tre anni di crisi i poveri in Italia, forse sei milioni, forse sette, forse otto? E quanti quelli che hanno perso la testa, che non studiano più, che non cercano più lavoro,  che sono  delinquenti?

Francesco: Di sicuro i poveri sono almeno otto milioni, l’ipotesi peggiore è senz’altro quella che s’avvicina al dato reale. Vi devo chiedere una cosa… Non è che il nipote per non pagare la cena ha usato qualche trucco che so quello del somalo, delle svedesi, del cinese; lui ne è capace.

Ingegnere: Per la verità no, è stato un caso, almeno credo.

Marco: Il trucco delle svedesi è quello di arrivare con due ragazze e far pagare il conto al quarto che fa da pollo con la scusa che non si può far pagare le signore e poi ci si rifà, quello del somalo è portare uno di colore e dire che viene dalle ex colonie e provare a impietosire il pollo che offre la cena a tutti e due con qualche storia strappalacrime, il cinese è infilarsi dentro una situazione, fare l’intruso e uscir via in silenzio prima che arrivi il conto da dividere magari con la scusa di una telefonata al cellulare o di aver lasciato la macchina in divieto di sosta.

Ingegnere: Incredibile, che storie. No. Vi ripeto un caso.

Francesco: Sinceramente, se si è comportato male porgo io le scuse

 Marco: Senta, facciamo così, bastano un cento euro per il disturbo?

Francesco: Che pazzia è mai questa paghi per il nipote, e tutto insieme!

Ingegnere: Via su metta a posto i soldi, troverò un modo per farmi saldare, non dubiti.




7 dicembre 2009

Da Franco con furore

L'amico franco Allegri ha tradotto questa lettera di Ralph Naeder, è un pezzo molto duro sulle conseguenze e i retroscena della crisi Statunitense. Lo pubblico sapendo di far cosa gradita, del resto in Italia certe voci non hanno spazio nei media ufficiali. Fra i motivi di questa bizzarra rimozione, che sa di censura  tutta strapaesana, credo ci sia la senescenza delle nostrane classi dirigenti che vogliono illudersi di vivere nel 1948 quando i sovietici non avevano ancora l'atomica, i marines a stelle e strisce  proteggevano i padroni del Belpaese dai comunisti, la Chiesa era potente e politicamente stava con i ricchi e i ceti abbienti,  e la Democrazia Cristiana aveva un potere enorme. La nostalgia dei tempi passati quando diventa una fantasia che sostituisce la realtà provoca pazzia e degenerazione. A beneficio della salute mentale e politica dei miei venticinque lettori metto questa traduzione certo di far la cosa giusta. IANA


Barney Frank e il Pianeta delle Banche

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader e letto 14 volte.

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16/10/2009

Di Ralph Nader

Su quale pianeta vive il Congressista Barney Frank, di fatto?

E’ il pianeta delle banche e delle altre imprese finanziarie che continuano a riempire i forzieri della sua campagna come loro presidente della House Financial Services Committee.

Dal suo piedistallo extraterrestre, protetto dalle sue osservazioni irriverenti e spiritose, vede la crisi di consumatori e proprietari di case rovinati e indebitati, ma le sue azioni non sono all’altezza.

Vedi le ultime audizioni fatte prima di questo scritto: Mr. Frank ha affossato i punti chiave della proposta di creare un Consumer Financial protection Agency (CFPA) indipendente.

Le banche non volevano un diritto del consumatore alla causa contro le imprese che violavano le regole per le loro ipoteche, carte di debito e credito, o prestiti a termine e a rate.

Barney disse certo!

Le banche vogliono un comitato di controllo debole dei loro regolatori adulanti, che fallirono sempre e miseramente nel decennio passato nell’evitare il collasso di Wall Street e le sue conseguenze economiche letali per lavoratori e consumatori.

Barney disse certo!

Le banche vogliono che i Congressisti amici rinuncino alla norma di ragionevolezza con la quale la nuova agenzia di tutela del consumatore arriverebbe alle tasse evase e alle pratiche ingannevoli, vedi il controllo della truffa dello scoperto che porta alle banche $40 miliardi.

Barney disse, certo, certo!

La “American Bankers Association” esulta come un migliaio di roosters.

Le 5 banche più grandi - ora anche più grandi dopo il collasso, il loro salvataggio pubblico e le loro acquisizioni - esultano con più  forza.

E perché  no?

Essi specularono con la pensione e gli altri risparmi della gente americana.

Trilioni di dollari furono drenati dai conti e saccheggiati a questi innocenti.

Inoltre, le banche si aspettano che la Legge Glass-Stegall - abolita da Clinton, Citigroup e dal Congresso nel 1999 - non sia ripristinata per separare le banche al dettaglio da quelle di investimento e bloccare i conflitti di interesse che devastano gli investitori.

Le Banche avranno ancora la loro Federal Reserve protettiva che, sebbene rafforzata dalla legge del 1994 per limitare il prestito predatorio, non farà nulla per fermare la truffa dell’ipoteca subprime che sommerse l’economia edile.

Fiutando un Barney Frank disponibile: altri affaristi vogliono le esenzioni dalla nuova autorità dell’agenzia del consumatore, inclusi i venditori d’auto, gli agenti immobiliari, i mercanti, i dettaglianti e altri giocatori vari nel gioco scritto piccolo dei servizi finanziari.

Possedute in massa dalla arroganza ghignante dello stato aziendalista, tali grandi banche garantiscono ancora alti compensi ai loro amministratori e ai grandi capi, mentre i contribuenti dell’America li stanno sussidiando e salvando ancora..

Il Ministro del tesoro scelto da loro, Timothy Geithner concesse che il governo USA assicuri oggi, non i depositi nelle grandi banche, ma il loro capitale come buono.

Più sbalorditivo per gli americani (di destra e di sinistra) che seguono i ragazzi della finanza è che loro sviluppano altri pacchetti di derivati speculativi, emessi con tassi attraenti, come le scommesse garantite sulle polizze vita.

Questo vi ricorda il tipo di giro finanziario e affare che affondò Wall Street e l’economia lo scorso anno?

Naturalmente i gruppi dei consumatori come il National Community Reinvestment Coalition (http://fairlending.com) e il U.S. Public Interest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) che hanno fornito la testimonianza eccellente nei mesi scorsi su quello che i consumatori sfruttati e i salvatori necessitano a lunga scadenza, sono delusi.

Ma loro, e la Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) fronteggiano una disparità di risorse opprimente con gli affaristi finanziari.

Questi affaristi dispiegano eserciti di lobbisti a Capitol Hill e ospitano centinaia di campagne di finanziamento dei partiti.

In un articolo eccellente sul New York Times, l’editorialista onesto Joe Nocera pone la domanda - “Le Banche Non Hanno Vergogna?”

Egli inizia la sua risposta citando Simon Johnson, un ex economista del Fondo Monetario Internazionale: “Essi non possono pagare quello che devono!” iniziò con rabbia.

Allora si fermò, raccolse i suoi pensieri e andò oltre: “Tim Geithner le salvò con condizioni estremamente favorevoli per le banche … Ciò che mi interessa è che le banche continuano ad opporsi alla protezione del consumatore. Come possono opporsi alla tutela del consumatore proposta dall’uomo che è il Ministro del Tesoro più favorevole che abbiamo avuto in una generazione … è irragionevole”.

Ben detto, ma non è abbastanza.

Finché  i grandi capi delle banche avranno i loro alti premi e le loro banche corrotte e mal gestite avranno i loro salvataggi del contribuente, perché troppo grandi per fallire, continueranno a spingere l’avarizia devastante con impunità.

Il tema non è solo la vergogna.

Il tema è  la colpa e per quella, il processo, la condanna e la carcerazione sono i rimedi.

Quella è  la sola possibilità per smaltire la sbornia dei truffatori aziendalisti. Un processo adeguato previene leggi criminali aziendaliste più dure e un governo per la legge e l’ordine - nulla di simile si trova nelle proposte di legge o nelle teste e nei cuori dei nostri rappresentanti a Washington.

Perciò, cittadini sovrani ovunque siate, se non vi organizzate per poter parlare, continuerete a pagare, pagare e pagare.

Il momento di essere apatici è superato!

Tradotto da F. Allegri il 06/12/2009 Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.



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