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21 giugno 2008

SPERANZE PERDUTE

Sfogliando i principali quotidiani del Belpaese si osserva di una messe di sciagure: criminalità, tragedie della follia, povertà, mutui cari, famiglie in difficoltà, lavoro precario.  In questo contesto il quotidiano “La Repubblica” del 18/6  ricorda come una generazione intera quella fra i trenta e i quarant’anni è in gravi difficoltà, il quotidiano riporta i modi per descrivere questa parte dell’umanità usati in alcuni paesi europei, si tratta di gente che deve barcamenarsi fra delusioni e stipendi bassi in rapporto al costo della vita.  Risalta fra essi tuttavia il rozzo e sbrigativo “Bamboccioni” coniato da un ministro del passato governo; espressione che deve aver portato jella visto che ministro e governo sono stati malamente congedati prima da un voto parlamentare e subito dopo, e con molta meno comprensione, dal popolo sovrano attraverso l’esito delle elezioni. 

Eppure io ricordo che tanto tempo fa intorno agli anni settanta, al tempo della mia infanzia, c’erano molte più speranze, forse erano clamorose illusioni, ma davvero allora sembrava che quello che oggi è remoto e lontano potesse essere raggiunto.  C’erano state delle speranze anche quando si parlava di riduzione delle armi di distruzione di massa, di ridurre la fame nel mondo, addirittura la conquista dello spazio sembrava relativamente vicina, quasi pareva di poter toccare la Luna con un dito.  Illusioni?  Certamente!

Eppure quello che drammaticamente manca oggi sono proprio le speranze, le forti passioni, qualcosa in cui credere che dia la forza di provare a far qualcosa che vada oltre l’ordinario squallore.  La generazione a cui appartengo ha visto scendere il proprio tenore di vita rispetto a quello dei padri e per sovrammercato non ha un conforto nel credere che in un prossimo futuro un cambiamento modificherà la situazione, questo perché tutto sembra giocarsi qui e ora.  La mancanza del futuro, la riduzione di tutto il tempo all’immediato presente, la vertigine di non avere prospettive è il dato comune di tanta parte di quella che un tempo era la cosiddetta classe media, in realtà una diffusa piccola borghesia delle professioni e degli impieghi.  Con un fare da banchieri votati solo al profitto e alle percentuali questo vasto ceto sociale è stato scientificamente impoverito per il calcolo di creare nuove fasce di super-ricchi. Se sia stato un gesto determinato e tecnico o una serie di fatti casuali che hanno spinto in quella direzione non so dirlo, certamente questa colossale operazione ha avuto un potente supporto ideologico nel pensiero neo-liberale e nei suoi propagandisti.  Far perdere le speranze a milioni di ex borghesi piccoli-piccoli è un modo per indebolire la stabilità dei sistemi politici, per degradare la democrazia rappresentativa, per toglierle ampi margini di consenso e manovra.  Forse proprio questa è la segreta speranza dei tanti che esaltano il potere del Dio-Mercato e il sorgere delle nuove disparità sociali, per questo per costoro è così importante dare addosso alla democrazia rappresentativa, disgregarla, farla a pezzi e distruggere lo stato sociale che è il primo strumento di consenso sociale al sistema politico. Poi quando il sistema sarà andato a pezzi questa feccia troverà qualcosa da mettere al suo posto.

IANA per Futuroieri




26 febbraio 2008

UN GOVERNO "ZU MIZURA"

Nel vasto immaginario fantascientifico e gotico di Warhammer 40.000 esiste la razza aliena degli Orki. Essi sono dei bestioni umanoidi verdastri e dalla fisionomia vagamente gorillesca che vivono di guerra e per la guerra e vengono fatti parlare in modo strano, di solito sostituendo la z con la s. Quello di cui voglio scrivere oggi ha a che fare con un mondo oscuro, bellicista e alieno perché riguarda il motivo per cui si formò il governo D’Alema del 1999, almeno per come emerge in un’intervista rilasciata dall’onorevole Cossiga al Corriere della Sera Sabato del 23 febbraio 2008, a pag.13. Questi alcuni stralci dell’intervista:

- Con Rispetto che si deve a un ex capo dello Stato, naturalmente

Va bene, così mi piace. Allora: intanto sgombriamo ogni dubbio. Per mandare Massimo D’Alema a palazzo Chigi, da dove poi ordinò gli attacchi aerei e terrestri contro i serbi, in Kossovo, non ci furono complotti, tra il medesimo D’Alema, Franco Marini, e il sottoscritto.

- No?

No. Posso raccontarle, tanto ormai è passato del tempo, che, caduto Prodi per mano rifondarola, l’ambasciatore britannico e il consigliere militare statunitense vennero da, che all’epoca guidavo un modesto partitito di transizione…”

- L’UDR

“Appunto, Ebbene , i due vennero da me e mi spiegarono lo scenario. Io li ascoltai e…”

- Sintesi del colloquio , signor presidente?

“La regione dei Balcani sta per esplodere, abbiamo bisogno dell’Italia, la più efficiente portaerei del Mediterraneo.”

- E lei

“Sapevo che erano venuti da me, anche perché io, con i voti del mio partitino, potevo sostituire Rifondazione. E decidere. Così, a quel punto, decisi pure che Massimo D’Alema sarebbe stato il leader giusto. Perciò salii al Quirinale e, in un colloquio di due ore e mezza , lo spiegai al mio successore Osar Luigi Scalfaro . Adesso, lascio stare che, quando uscii…”

- Cosa?

“ricorderà …certi giornali titolarono:”l’Ex capo dello Stato conferisce a D’Alema l’incarico…” Che poi, tra l’altro..”

L’intervista prosegue con altri dettagli, tuttavia il senso della cosa è evidente il governo del 1999 che portò un ex comunista alla presidenza del Consiglio era un governo tecnicamente necessario, creato su misura per gli interessi militari delle forze armate straniere. E’straordinario come gente che per una intera vita politica ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone semplici e oneste contro la NATO, contro l’imperialismo, il militarismo e per l’antifascismo e la Resistenza dalla mattina alla sera si trasformi in ciò che non era sostenendo tutto ciò che aveva combattuto il giorno prima. Con questa considerazione non mi riferisco all’ex Capo dello Stato, il quale ha in materia di NATO l’evidente merito della coerenza, ma a coloro che si professarono Comunisti e come tali son diventati leader di livello nazionale. Evidentemente questa vicenda orcheska del governo “Zu Mizura” rivela l’evidenza di una Repubblica senza sovranità e senza dignità&morale, dove la cittadinanza può portare alla raccolta differenziata la fiducia nel sistema e nelle classi dirigenti. Forse siamo noi cittadini il problema: siamo degli illusi e degli allucinati che ogni giorno cercano di negare l’evidenza di essere parte dell’Italia notoriamente un vaso di coccio fra i vasi di ferro. Personalmente suscita in me ribrezzo il furore delle guerre degli stranieri, fatte dagli stranieri per interessi alieni. La vita di ogni comune mortale che ogni mattina si alza presto per andare a lavorare finisce con l’essere condizionata da queste atrocità, che solo lo stellone nazionale ha risparmiato alla nostra gente perché si sa che le guerre iniziano in un punto e in modo e finiscono altrove in un altro. Inoltre essere portaerei altrui vuol dire sottostare a limitazioni di sovranità, impegnarsi a far fronte a spese straordinarie per partecipare in qualche modo al conflitto, rischiare gli accidenti delle guerre senza alcun apparente vantaggio. Non c’è bisogno di Napoleone per capire che le guerre generano incerti, basta la fantascienza dove di solito gli alieni, come gli orki del 40.000, partono in vantaggio e perdono rovinosamente le guerre contro i soliti terrestri. Voglio concludere il pezzo ricordando che nel mondo umano gli imperi nati dalla violenza quando cadono lasciano dietro di sé solo pallide ombre a differenza di quelli che avendo acquisito nel corso della loro esistenza qualche merito sono criticati con indulgenza dai posteri e una parte di ciò che sono stati diventa elemento di domestica gloria.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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