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30 gennaio 2009

ECCO COSA DICEVANO BERLUSCONI, OCCHETTO & CO. DEI CAPI DI STATO

Visto che tanto – ingiustificato – scandalo hanno suscitato le parole pronunciate l'altro giorno da Antonio Di Pietro in Piazza Farnese (ricolma di gente), criticando il silenzio del Presidente della Repubblica dinanzi all’assalto che viene reiteratamente mosso alla legalità costituzionale, ecco un piccolissimo campionario di cosa si è detto negli ultimi anni dei vari Capi di Stato...

 

Silvio Berlusconi va all' attacco di Scalfaro. Il Cavaliere accusa il presidente della Repubblica per i giudizi espressi sulle prospettive politiche dell' Italia e lo invita ad astenersi da giudizi politici. Dice: "Fino al momento in cui non decideranno di darsi una Repubblica presidenziale e un presidente eletto dal popolo, gli italiani hanno diritto di chiedere al capo dello Stato di rinunciare a giudizi che sono, o possono sembrare, smaccatamente di parte. Con le sue parole agevola la sinistra". [Corriere della Sera 23/12/1993]

Tatarella (Ministro del Governo Berlusconi n.d.r.) mercoledi' aveva distribuito ai giornali la seguente manganellata: "Nella maggioranza c' e' chi non accetta la diarchia con il capo dello Stato e vuole invece andare all' attacco... Va a finire che troveremo scritto sui muri non piu' "W Borrelli" ma "Salabe' "... Si sta tentando un' operazione antidemocratica... Si vuol fare il ribaltone contro le indicazioni del voto popolare". Insomma, una chiara intimidazione sul fronte dell' affaire Sisde, condita da accuse di golpismo bianco che riecheggiano le parole usate dal forzitalista Fabrizio Del Noce. [Corriere della Sera 25/11/1994]

Basta attacchi a Scalfaro. E' un coro all'indomani delle violente polemiche innestate dal Polo. Anche se Berlusconi non intende fare marcia indietro dopo la gaffe di Cossutta che ha riferito - e poi smentito - di un presidente della Repubblica che mette in guardia il leader dei Comunisti italiani dal pericolo dell'avanzata delle destre... Il leader del Polo tuttavia insiste. E annuncia che una "commissione di saggi" deciderà le eventuali iniziative del Polo nei confronti del presidente della Repubblica. [la Repubblica 19/10/1998]

All' improvviso si materializza l' ombra del "golpe". Achille Occhetto a Firenze attacca Cossiga: "Quel che dice l' ex presidente, che di carabinieri se ne intende, e' inquietante. In mancanza di una volonta' politica continuano a esistere poteri forti, come i carabinieri, che sono persone perbene ma che potrebbero aver voglia di fare qualcosa". [Corriere della Sera 23/03/1993]

Ma la prima contestazione di massa a un capo dello Stato e' molto piu' recente: risale a cinque anni fa e ha per protagonista il Pci. Il 17 novembre del 1990, ancora un sabato, anche se l' assedio alla "citta' dei misteri", organizzato da Achille Occhetto nel tentativo di piegare le resistenze di quel "pazzo" di Cossiga, si fermo' a un' altra storica porta di Roma: quella di piazza del Popolo. Erano i giorni tormentati di Gladio. E contro il presidente della Repubblica "picconatore", picchiavano davvero duro i comunisti non ancora del tutto pidiessini. E non soltanto loro. "E la prima manifestazione del Partito democratico della sinistra? E la prova di una non scalfita forza comunista, la scesa in campo di una forza antagonista?", s' interrogava con enfasi l' Unita' , aprendo la cronaca della "manifestazione dei quattrocentomila". Una marcia, ribadiva il titolone, "per liberare l' Italia dai poteri occulti". [Corriere della Sera 03/12/1995]

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm



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