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4 ottobre 2009

L'Italia malata di trapassato remoto

La valigia dei sogni e delle illusioni

L’Italia  malata di trapassato remoto

 

Il Belpaese è malato di trapassato remoto, tanta parte della nostra popolazione cerca di scappare indietro nel tempo; forse è la paura del nuovo, forse è una certa affinità con le soluzioni semplicistiche e demagogiche. C’è chi scappa nella primavera del 1945, chi negli anni cinquanta, chi nel 1968, qualcuno negli anni settanta.  A milioni di abitanti del Belpaese piace un rapporto con la propria realtà che nega la vicenda quotidiana e costruisce al suo posto una finzione di comodo, eppure questo costruirsi nella testa un palcoscenico di cose finte è in sostanza una fuga dal mondo concreto e una diserzione dalle proprie responsabilità. La vanità e la viltà si confondono e si fondono in questo modo di stare al mondo tutto italiano, la finzione prende il posto delle cose reali; ecco che nella fantasia si materializzano finti nazisti, finti fascisti, finti comunisti, finti democristiani, finti liberali, perfino finti cristiani. Questo gioco d’illusioni è utile alle generazioni che hanno fra i settanta e i cinquant’anni, serve a rimandare ogni decisione impegnativa e ad assolvere i singoli come i gruppi organizzati da ogni responsabilità; così è possibile parlare di scuola farneticando di minacciose ideologie sessantottine ancor oggi attive, o ragionare di quel che rimane dei partiti politici attuali narrando di  improbabili crociate antifasciste, anticattoliche, anticapitaliste e di altre appartenenze ideologiche ormai catacombali. Questa realtà è infinitamente più brutale e abietta di ogni fantasia retorico – decorativa.  Tutto può essere sintetizzato nella germanica legge del pugno: il forte ha ragione perché domina gli altri e con la sua potenza impone la sua volontà ai deboli. Chi è oggi forte è il ricco, ma non il comune ricco, si tratta del miliardario apolide, estraneo a tutte le fedi e a tutte  le patrie che sulla corruzione e degenerazione del potere politico italiano ed europeo ha costruito le basi di un potere enorme fatto di estese impunità, di paradisi fiscali, di società per azioni, di manager che si prestano ad assumersi le responsabilità delle azioni che derivano dall’applicazione della volontà dei ricchissimi che controllano i pacchetti azionari delle multinazionali. Una super-casta di apolidi, di estranei per natura e per costumi alla vita ordinaria delle moltitudini che frequentano i loro centri commerciali. Costoro, del resto, sono lontanissimi dalle fobie etniche e nazionaliste degli aderenti e simpatizzanti dei partiti politici di centro-destra da loro, spesso e volentieri, sostenuti.

Pur di non vedere questo straniero e barbaro dominio  le genti d’Italia sono disposte a tutto, anche a credere alla pubblicità commerciale, a fingere che questo Belpaese sia la terra mostrata dalle pubblicità dei formaggi, dei biscotti, e dei panettoni. Del resto fare i conti con la realtà è spiacevole. Sprofondare scappando nel passato e nelle illusioni è, al contrario, comodo.  Tanto prima o poi tutto finisce e sul mondo umano cade l’oblio della morte e della dissoluzione. Che importanza può avere il senso morale della propria vita? Alla stragrande maggioranza degli italiani basta non essere gli ultimi a pagare, l’importante è che non tocchi al signor Mario Rossi di turno  il momento in cui, con una serie di colpi di maglio, la realtà entra a viva forza e sbatte tutte le genti del Belpaese davanti alle loro pesantissime responsabilità e alle dure punizioni conseguenti.

IANA per FuturoIeri




21 giugno 2008

SPERANZE PERDUTE

Sfogliando i principali quotidiani del Belpaese si osserva di una messe di sciagure: criminalità, tragedie della follia, povertà, mutui cari, famiglie in difficoltà, lavoro precario.  In questo contesto il quotidiano “La Repubblica” del 18/6  ricorda come una generazione intera quella fra i trenta e i quarant’anni è in gravi difficoltà, il quotidiano riporta i modi per descrivere questa parte dell’umanità usati in alcuni paesi europei, si tratta di gente che deve barcamenarsi fra delusioni e stipendi bassi in rapporto al costo della vita.  Risalta fra essi tuttavia il rozzo e sbrigativo “Bamboccioni” coniato da un ministro del passato governo; espressione che deve aver portato jella visto che ministro e governo sono stati malamente congedati prima da un voto parlamentare e subito dopo, e con molta meno comprensione, dal popolo sovrano attraverso l’esito delle elezioni. 

Eppure io ricordo che tanto tempo fa intorno agli anni settanta, al tempo della mia infanzia, c’erano molte più speranze, forse erano clamorose illusioni, ma davvero allora sembrava che quello che oggi è remoto e lontano potesse essere raggiunto.  C’erano state delle speranze anche quando si parlava di riduzione delle armi di distruzione di massa, di ridurre la fame nel mondo, addirittura la conquista dello spazio sembrava relativamente vicina, quasi pareva di poter toccare la Luna con un dito.  Illusioni?  Certamente!

Eppure quello che drammaticamente manca oggi sono proprio le speranze, le forti passioni, qualcosa in cui credere che dia la forza di provare a far qualcosa che vada oltre l’ordinario squallore.  La generazione a cui appartengo ha visto scendere il proprio tenore di vita rispetto a quello dei padri e per sovrammercato non ha un conforto nel credere che in un prossimo futuro un cambiamento modificherà la situazione, questo perché tutto sembra giocarsi qui e ora.  La mancanza del futuro, la riduzione di tutto il tempo all’immediato presente, la vertigine di non avere prospettive è il dato comune di tanta parte di quella che un tempo era la cosiddetta classe media, in realtà una diffusa piccola borghesia delle professioni e degli impieghi.  Con un fare da banchieri votati solo al profitto e alle percentuali questo vasto ceto sociale è stato scientificamente impoverito per il calcolo di creare nuove fasce di super-ricchi. Se sia stato un gesto determinato e tecnico o una serie di fatti casuali che hanno spinto in quella direzione non so dirlo, certamente questa colossale operazione ha avuto un potente supporto ideologico nel pensiero neo-liberale e nei suoi propagandisti.  Far perdere le speranze a milioni di ex borghesi piccoli-piccoli è un modo per indebolire la stabilità dei sistemi politici, per degradare la democrazia rappresentativa, per toglierle ampi margini di consenso e manovra.  Forse proprio questa è la segreta speranza dei tanti che esaltano il potere del Dio-Mercato e il sorgere delle nuove disparità sociali, per questo per costoro è così importante dare addosso alla democrazia rappresentativa, disgregarla, farla a pezzi e distruggere lo stato sociale che è il primo strumento di consenso sociale al sistema politico. Poi quando il sistema sarà andato a pezzi questa feccia troverà qualcosa da mettere al suo posto.

IANA per Futuroieri



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