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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


26 gennaio 2010

DIFENDERE I RISPARMI E CON ESSI VOTARE

Vogliamo parlarvi stavolta di una piccola storia, di quelle che non fanno notizia, sia per i canali di diffusione che utilizzano che per i contenuti veicolati.
Negli Stati Uniti, le recenti feste hanno avuto un argomento di discussione, al desco familiare, assolutamente predominante. Come è stato riferito, sebbene in modo marginale, dal settimanale Time, in un approfondimento del network ABC, nonché sul bene informato “Huffington Post”, un sito tipo il nostro Dagospia.
L’argomento in oggetto, che per sadico uso della suspance ancora non abbiamo rivelato, nasce – a dire il vero – da un genuino e spontaneo passa parola generato su internet.
Move Your Money, così è stato ribattezzato il movimento d’opinione di cui vogliamo parlarvi.
Tutto scaturisce nelle ultime settimane del 2009, allorché i media diffondono la notizia che i grandi istituti bancari americani (tipo Chase, Bank of America, Citibank, etc) hanno distribuito bonus milionari ai loro manager. Premiare chi ha portato il gigante USA sull’orlo di un default peggiore della grande depressione del ’29 – rischio tutt’altro che svanito, sia detto per inciso – è sembrato troppo anche per il peloso stomaco dell’americano medio. Da una notizia apparentemente innocua, capace di produrre al più un po’ di sdegno, è partita invece una reazione a catena, amplificata su Facebook e consolidata, appunto, nelle riunioni familiari natalizie.
Ma cosè Move Your Money? Per qualcuno è stata la reazione politica ad un sistema economico e finanziario rapace, per qualcun’altro la necessità di mettere al sicuro i propri sudati risparmi, per qualcun altro infine la scelta di investimenti redditizi e etici.
Ma insomma? Si tratta molto semplicemente di ritirare tutto il proprio denaro depositato nelle grandi banche per spostarlo nelle banche cooperative. Piccole banche che hanno regolamenti molto più rigidi e rigorosi, adottano una gestione collegiale e democratica delle responsabilità e conservano un forte legame col territorio. Sai chi sono, cosa fanno e dove investono. E investono soprattutto finanziando le piccole imprese locali, sponsorizzando fiere paesane, sostenendo cause benefiche della zona.
Secondo i dati degli ultimi rapporti della Federal Reserve, la Banca d’Italia americana, nella crisi iniziata nel 2008 hanno retto l’impatto, incrementando il loro volume di affari, per il 97% di esse. Uno scudo che ha retto benissimo allo tsunami finanziario dei subprime, come ha ricordato anche, in una sua periodica lettera (tradotta su questo sito), il coraggioso e lungimirante Ralph Nader.
Come sempre succede, vista la mole di consensi che il progetto, visitabile al sito
www.moveyourmoney.info, ha raccolto in poche settimane, piano piano anche gli organi di informazione, che finora facevano orecchi da mercante, hanno iniziato a studiare il fenomeno. Anche il noto giornalista Keith Olbermann, per non dire della citata Arianna Huffington, approcciatisi con snobistica diffidenza sono diventati poi dei sostenitori del progetto.
Anche in Italia da ormai diversi anni si sta diffondendo, alla chetichella, il fenomeno delle banche di credito cooperativo. Sorte sulle ceneri della vecchie casse rurali e artigiane, sono diventate ad oggi quasi un centinaio tutte federate fra loro, con migliaia di sportelli in tutto il Paese, in particolare nei Comuni e nelle Frazioni più piccole. Come gli americani, anche noi possiamo trovare la sede più vicina per andare ad informarsi a questo sito
www.creditocooperativo.it, e guardare negli occhi il responsabile territoriale, se non addirittura il presidente. Naturalmente anch’esse hanno resistito con solidità in questi mesi.
Così come si vota quotidianamente facendo la spesa e scegliendo i prodotti da acquistare, al mercato o al negozio, molto più efficacemente di quanto non accada nelle urne, la stessa cosa accade spostando i nostri soldi, faticosamente guadagnati, dai grandi gruppi bancari (tipo Unicredit, Banca Intesa, Monte dei Paschi, etc) alle piccole banche di credito cooperativo, sottraendo quindi ai burattinai dell’economia improduttiva e senza scrupoli la linfa per fare ulteriori danni, dopo i bond argentini, quelli Cirio e Parmalat e i recenti fondi o polizze con titoli infetti della Lehman Brothers.
In realtà, niente di nuovo sotto al sole. Ricordate il film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, in cui James Stewart è, non l’unico, vittima dell’odioso Mr. Potter, cinico e spregiudicato simbolo del capitalismo peggiore? Infatti spezzoni del film sono stati utilizzati per promuovere ad un pubblico sempre più vasto Move Your Money.
Le rivoluzioni non si fanno più con le rivolte, i cannoni e le bombe, ma le più dirompenti saranno causate... da una piccola pulce che si infila nel meccanismo facendolo ingrippare, come diceva Trilussa.
 
Per leggere articoli analoghi sul tema vai su FUTURO IERI:
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




30 ottobre 2008

IL BERLUSCONI IV COME IL BADOGLIO I

Il nostro Paese è oramai alla frutta, anzi all’ammazza caffè. Un presidente del consiglio, Berlusconi, che sfugge ai legittimi processi (con ciò dando un preciso segnale di impunità a tutti i cittadini, rumeni, albanesi o autoctoni che siano), una ministra dell’Istruzione, Gelmini, incapace di superare persino l’esame di avvocato tanto da sostenerlo nel noto esamificio di Catanzaro, una ministra a non si sa bene che cosa, Carfagna, che si occupa di mercificazione del corpo con qualche cognizione di causa, Brunetta/Prunetta che dopo esser stato il portaborse di De Michelis, da costui sovente irriso e deriso pubblicamente, memore adesso del suo assenteismo parlamentare vuole fustigare chiunque gli capiti a tiro (sentendosi magari un... gigante), trascurando per carità di Patria i La Russa (nome nomen, nel senso che là si russa), i Calderoli, dentista prestato alla politica, la Prestigiacomo che sta all’ambiente come Dracula sta ai donatori di sangue, Sacconi, altro craxiano riesumato dalla naftalina, Rotondi e Pizza che ai tempi della Dc erano considerati dagli amici di partito, a torto o a ragione, dei “minus habens”, il fantasma Frattino che, mentre impazza la crisi internazionale fra Georgia e Russia, conscio del peso in sede diplomatica va a farsi le vacanze alle Maldive con la sua nuova ragazzotta, passando per Scajola giustamente premiato per l’impeccabile gestione del G8 di Genova. Potremmo seguitare ancora a lungo, ma mentre scriviamo siamo già sfiniti.

Personaggi ormai disconnessi dalla realtà, che schivano i programmi di vera inchiesta come Annozero, che laddove partecipano come ieri sera a La7 sulla scuola (il sottosegretario Mantovano) adottano la tecnica di non rispondere mai a tono, svicolando continuamente, come slalomisti emuli di Tomba.

Basta, basta. Levateceli di torno - anzi di tornello - prima che sia troppo tardi, prima che abbiano lasciato dietro di sé un cumulo di macerie paragonabile solo al 1945, come novelli e infausti Attila dei tempi moderni.

Se non lo faranno gli italiani, lo farà più dolorosamente la tremenda crisi finanziaria, produttiva ed economica che sta spazzando via, e ancor più lo farà nei prossimi tempi, le Borse del mondo globalizzato.

 

Amici di FUTURO IERI  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm )




20 ottobre 2008

ATTENZIONE: FONDI ANCORA AFFAMATI DI T.F.R.

Riportiamo di seguito un comunicato che, in tempi di crisi epocale, ci sembra particolarmente interessante e utile. [ASSOCIAZIONE FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri]

 

 

Fondi Pensione Pubblico Impiego: Roba da matti!  (8.10.2008)

 

Stanno per partire i Fondi Pensione per i dipendenti pubblici!

Sembrerebbe una barzelletta, vista l’immane crisi finanziaria che sta travolgendo le borse di tutto il mondo e di cui non si vede fine, invece è realtà: domani CGIL CISL UIL, i sindacati autonomi firmatari dell’Accordo istitutivo dei fondi pensioni per il P.I., che solo la RdBCUB non ha sottoscritto, e l’ARAN si riuniranno per definire l’atto costitutivo presso un notaio dei Fondi Pensione “Sirio” (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e “Perseo” (per enti locali e sanità), primo passo per andare poi alla raccolta delle adesioni.

Ci vuole proprio un bel coraggio per procedere su questa strada in un momento in cui i Fondi Pensioni già avviati sono in perdita: Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, hanno perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers, e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni!

Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati finanziari erano in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso in media il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal TFR.

Gli esperti dicono che, si è vero, nel breve periodo il TFR rende di più ma nel lungo si rifanno!

In realtà i Fondi pensione hanno perso la sfida con il TFR sia  nei primi  mesi del 2008 che nel lungo periodo: fra il primo gennaio del 2000 e il 30 giugno del 2008 nessuno dei fondi maggiori ha battuto i rendimenti del TFR che ha fruttato il 27,7%.

I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto naturalmente che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che incautamente ha versato nei fondi privati!

Sono gli stessi che ci avevano assicurato e fornito garanzie  sulla bontà dei loro investimenti!

Con quale faccia allora CGIL CISL UIL si apprestano a far partire la pensione complementare per i dipendenti pubblici?

Dopo aver approvato nel 1994 la riforma Dini, che introducendo il contributivo, ci ha assicurato una ben misera vecchiaia, ora tornano alla carica con la pensione complementare privata.

Ma credono che siamo tutti scemi?

La crisi finanziaria indotta dai mutui subprime americani è lungi dall’essere risolta, anzi gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto è l’intervento pubblico: ovvero il salvataggio della banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato.

Si salvano gli speculatori con i soldi dei contribuenti, sottraendoli così alle spese sociali!

Questa, del resto è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite!

Eravamo stati facili profeti nel dire che l’ennesima trappola, ideata da governo, padronato e CGIL CISL UIL serviva solo alle imprese per finanziarsi e si sarebbe rivelata una trappola per i lavoratori. Per questo ci siamo battuti con forza per chiarire la portata dell’imbroglio e con successo visto che l’adesione ai fondi finora è stata molto al di sotto di quanto loro si aspettavano.

Lo stesso faremo nei confronti dei fondi destinati ai lavoratori pubblici ma questo non basta: bisogna invertire la tendenza affinché la previdenza pubblica sia sempre più qualificata ed in grado di garantire un futuro sereno dopo una vita di lavoro.

Anche per questo scioperiamo il 17 Ottobre prossimo.

 

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base

Via dell'Aeroporto, 129 - 00175 Roma - tel. 06/762821 - fax 06/7628233 - sito www.rdbcub.it - e.mail info@pubblicoimpiego.rdbcub.it



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