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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


2 aprile 2009

A LONDRA VA IN SCENA LA FIERA DELLA PARRUCCA

Da oggi a Londra è riunito il cosiddetto “G20”, ovvero il summit dei capi di Stato dei 20 Paesi più industrializzati o potenzialmente tali.

Si tratta di una pantomima che criticare equivale un po' a sparare sulla Croce Rossa. E’ un rito malinconico e decrepito. Venti parrucconi accompagnati da auto-blu e codazzi di portaborse che dovrebbero risolvere le sorti di un pianeta in piena recessione economica, in emergenza ambientale e in crisi di identità.

Ma qual è il matto che, oggi, può credere che questi signori - per la maggior parte artefici del disastro che stiamo vivendo e che ricade sulle spalle delle loro cittadinanze - sia capace di non solo risolvere ma neppure comprendere l’essenza del problema?

Voi affidereste una forma di Parmigiano alla sorveglianza di un topo???

Tantissime persone sono affluite in questi giorni a Londra per manifestare lo sdegno verso questi pseudo monarchi e far sentire loro la disapprovazione delle comunità che dovrebbero governare con oculatezza e probità.
Noi, più semplicemente, pensiamo che su di essi debba scendere un velo di pietoso silenzio e indifferenza, in attesa di farli scendere (democraticamente) da un trono che non meritano...

 

Associazione FUTURO IERI – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




29 maggio 2008

L’ENIGMA INFLAZIONE E IL PROBABILE BARATRO

Come tutti i grandi problemi dell'economia, l'inflazione è un campo attraversato da profonde divergenze ideologiche e analitiche. In Italia, dopo l'adozione dell'Euro, il dibattito sull'inflazione è ritornato di estrema attualità soprattutto per quanto riguarda l'esattezza della sua rilevazione. I dati forniti mensilmente dall'Istat sono stati contestati da più parti perché considerati poco realistici. Le associazioni dei consumatori sono nuovamente preoccupate per la forte crescita dell'inflazione in alcuni settori. L'aumento dei prezzi, infatti, riguarderebbe una consistente serie di beni ritenuti essenziali per le famiglie. L'Intesa dei Consumatori afferma che l'inflazione reale è almeno il doppio di quella dichiarata.

L'Inflazione ad aprile 2008 si è attestata ufficialmente al 3,3%. L'aumento del costo della vita è dovuto ai rincari degli alimentari (pane, pasta, latte, frutta...), dell'energia (elettricità, gas, carburanti...) e dei trasporti (taxi, aerei, treni, autostrade...). In alcune città campione i dati sono stati anche molto superiori.

Nuovo Paniere 2008 Istat (sulla base del quale si calcolano le variazioni dell'inflazione). L'aggiornamento del paniere viene effettuato alla fine di ogni anno per eliminare quei prodotti il cui utilizzo risulta in diminuzione ed inserire quelli che hanno assunto maggiore rilevanza per gli italiani. Contestatissimo da anni proprio per la scelta dei beni inseriti, il paniere prende in considerazione nuovi beni di consumo togliendone altri. Entrano stavolta nella lista: insalata in confezione, navigatore satellitare, giochi elettronici per consolle, combustibile solido, pranzo con piatto unico... Da questa scelta dipende, logicamente, i risultato finale, che ha poi un riverbero sui contratti di lavoro, sul costo del denaro, sui tassi d’interesse etc etc.

 

Inflazione annua Aprile 2007 - Aprile 2008

 

N.

Periodi

Inflazione
annua NIC

Indici

1

Apr-2006 Apr-2007

1.5%

[129.4] [131.4]

2

Mag-2006 Mag-2007

1.5%

[129.8] [131.8]

3

Giu-2006 Giu-2007

1.7%

[129.9] [132.1]

4

Lug-2006 Lug-2007

1.6%

[130.3] [132.4]

5

Ago-2006 Ago-2007

1.6%

[130.5] [132.6]

6

Set-2006 Set-2007

1.7%

[130.4] [132.6]

7

Ott-2006 Ott-2007

2.1%

[130.3] [133.0]

8

Nov-2006 Nov-2007

2.4%

[130.4] [133.5]

9

Dic-2006 Dic-2007

2.6%

[130.5] [133.9]

10

Gen-2007 Gen-2008

2.9%

[130.6] [134.4]

11

Feb-2007 Feb-2008

2.9%

[131.0] [134.8]

12

Mar-2007 Mar-2008

3.3%

[131.2] [135.5]

13

Apr-2007 Apr-2008

3.3%

[131.4] [135.8]

 

Amici di Futuro Ieri > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




19 novembre 2007

DOVE PORTA IL RIGORE ECONOMICO

Soffiano alti i venti di guerra e si intensificano, il petrolio a 100 euro lascia poche speranze. Potrebbe essere una questione di mesi. La guerra sarà preceduta da un ulteriore peggioramento della situazione economica. Le borse ristagnano e tendono al basso dopo i vari interventi delle banca centrale americana e l'apparente paralisi di quella europea (ha inondato i mercati di moneta sperando di provocare solo un minino rialzo dell'inflazione). Anche alcuni speculatori hanno capito che questa non è una crisi economica passeggera, altri cercano di fare come prima, si indebitano in yen a basso costo per acquistare pezzi di imprese nel mondo. Le cose non torneranno a posto, molti indebitati non salderanno i loro debiti perché il credito facile è finito dappertutto tranne in Italia dove vorrebbe andare avanti ancora ed io non so capire il perché se non pensando al riciclaggio di denari sporchi. Le imprese reali hanno nuovi debiti e non trovano i prestiti che gli necessitano. Va male tutto il mondo industrializzato con una sola eccezione la Cina.

Vanno male i titoli di stato, i rendimenti di quelli americani sono peggiorati, fanno da beni rifugio per chi fugge dai mercati, nei mesi passati molti banchieri hanno avuto attacchi di panico. La crisi perdurerà anche l'anno prossimo anzi il 2008 sarà l'anno critico perché arriveranno alcune bancarotte bancarie (in Germania ed Usa meno in Italia) che non si vedono da decenni. Le 146 banche che hanno avuto prestiti dalle banche centrale hanno avuto un po' di ossigeno ma dovranno pagare proficui interessi. Esse erano messe male, non c'è dubbio. Il sistema bancario tedesco è quello più malmesso e la cosa è sorprendente, ma la spiegazione è semplice: hanno prestato soldi agli Stati Uniti avendo in cambio cambiali senza valore. La vespa ha rovinato la formica! La formica tedesca come quella cinese o le altre europee hanno fatto credito ad un'America insolvente che le ha fregate. La povertà tedesca conduce ad un peggioramento delle condizioni economiche europee. La Cina continuerà comunque a comprare i titoli americani e non convertirà lo yuan: non vuole trasformarsi in una nazione consumista e nemmeno aumentare i costi delle merci che esporta. Questo gigante dai piedi di argilla ha riserve valutarie in dollari e non può svalutarle provocando il crollo della quotazione di questa moneta. La formica cinese deve preoccuparsi della vespa americana e accollerà i debiti americani al suo popolo martoriato. Nuovo rigore attende la Cina, essa ridurrà le esportazioni e conoscerà la disoccupazione urbana. Tutto porta al rigore e il rigore in Europa precede lo stato di guerra in medio oriente e nel golfo Persico. Non ci attende il crollo dei sistemi politici occidentali, ma anni difficili e tristi con le economie che saranno soffocate dal ritorno dell'inflazione perché a questo punto occorre chiedersi: chi pagherà i debiti? Quando non paga né il creditore né il debitore allora tocca al contribuente che pagherà per tutti subendo l'aumento dei prezzi e la penuria.

 

Per ulteriori approfondimenti dai un’occhiata sul sito di Futuro Ieri a: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm



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