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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 agosto 2015

Sintesi: Il Maestro - terzo atto - Dove parla il potere purificato

Vincenzo Pisani: Si è fatto tardi, anche se la nottata  è meravigliosa occorre proprio sbrigarsi perché si fa tardi. Io devo proprio andar via.

Franco:  Son rimaste solo due interventi. Per certo brevi.

Stefano Bocconi: Esatto. La notte è fonda. Qui fa pure freddo.

Clara Agazzi: In effetti ho poco da dire. Voglio presentare un mio discorso sul potere purificato. Oggi l’esercizio del potere è dominio dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura con l’aggravante di una tendenza distruttiva e auto-distruttiva tipica dell’esercizio del potere da parte di soggetti illegittimi, di falsi profeti e falsi sovrani. Il dominio di oggi è una continua manipolazione di masse di disgraziati i quali sono il mezzo con il quale si controlla il territorio, la popolazione di uno Stato o di una federazione di Stati e le risorse del pianeta attualmente disponibili. Il controllo è una grande magia che funziona con la persuasione pubblicitaria, con la propaganda di tutti i tipi, con la sottomissione e il conformismo al modello di produzione e consumo, quando non basta c’è la religione con tutte le sue sfumature e i suoi miti salvifici di carattere individuale e le forze armate e di polizia. Ma se si può sintetizzare questo potere di oggi che è non retto, non buono, non santo, non autentico si fonda su un gigantesco plagio delle coscienze e del sapere.

Vincenzo Pisani: Inoltre, aggiungo io il denaro è il dio che salda tutto questo in un blocco unitario; il denaro è il senso della vita per milioni di umani che vivono nel quotidiano e nel bisogno. Il denaro è il mezzo per il quale viene stregato il genere umano, il denaro è ormai la consapevolezza e la coscienza di una persona qualunque, che per prima misura se stessa in termini di denaro. La casa, la famiglia, gli affetti, l’automobile, i fiori sul balcone tutto è merce e tutto ha un valore, la grande magia né stata quella di ridurre tutto e tutti a una sola misura e a un solo peso.

Stefano Bocconi: Qualcuno ha creato la magia, le cose stregate non nascono da sole.

Paolo Fantuzzi: Il mercante stanotte dà il meglio di sé. Certo. Chi è in alto, sulla parte ultima della piramide sociale sa bene che con il denaro può unire tutto ciò che è produzione, conoscenza, ricerca, innovazione, distribuzione, consumo, scarico. Il denaro è ciò che mette assieme una società umana che altrimenti sprofonderebbe nella violenza tribale e  nell’anarchia violenta tanto è amaro e forte il risentimento e la rabbia che cova nelle masse popolari delle civiltà industriali.

Clara Agazzi: Mi pare giusto allora che io interpreti il potere purificato. Allora fatemi concentrare. Io sono il potere purificato, un potere lecito e legittimo che rinunzia all’illusione collettiva che viene dalla manipolazione delle coscienze e dalla distorsione della verità e del sapere. Io sono un potere che non sfrutta la religione esotica o tradizionale che sia come forza mercenaria su cui poggiare i suoi abusi e le sue estorsioni. Io sono un potere fondato sulla libertà di coscienza e di autocoscienza, su un sapere autentico che è possibilità per tutti gli umani facenti parte della società di operare e collaborare con esso nella giustizia e nella libertà e nel rispetto dei bisogni e delle necessità di tutte le parti sociali. Rinunzio a far vivere i miei cittadini nel mito della competizione, della forza esercita contro soggetti deboli, che ha ripudiato il culto del Dio-denaro, che si crede parte di un cosmo e di un mondo grande e non piccolo e meschino. Io sono il potere felice perché consapevolezza e coscienza determinano autentica libertà e sapere profondo nel momento dell’azione e della decisione. Io sono la libertà politica che nasce della coscienza sana, dalla consapevolezza veritiera della realtà e dall’autocoscienza. I singoli liberi si uniscono in me in un grande energia creatrice, la volontà diventa unitaria, il metodo sano, l’opera perfetta. Io sono la via, il percorso perché la coscienza e l’autocoscienza possono esser fatte proprie solo con un percorso e una storia personale che fa emergere ciò che il singolo essere umano è e ciò che può mettere davvero in comune con gli altri. Sono il bene comune di tutti e sono tutti nello stesso tempo, per mantenermi tale occorre che tutti si predispongano nei rapporti sociali  a una condizione di volontà e di benevolenza che limita e domina la paura, l’ignoranza, l’invidia, l’avidità. Il potere diventa santo se la comunità che l’esprime è davvero formata di umani purificati; umani in grado di dominare la paura, l’ignoranza, l’avidità, l’invidia che covano dentro di sé e che devono dominare per non farsi del male e non degenerare dentro e fuori di sé. Perché il grande inganno è far federe ai singoli come ai popoli illusioni, falsi ritratti di sé per condurli nel disordine, per creare diseguaglianze sociali, per esercitare il dominio con l’arte della manipolazione della mente  e della truffa. Il potere che cade in mano a despoti e principi illegittimi è un potere dei pochi o dei pochissimi che manipolando le leggi e le coscienze e l’esercitano per esclusivo interesse e piacere dei pochi contro tutti gli altri.  Io  potere reso santo rinuncio a questo  perché sono libertà nel senso più alto del termine, sono il cerchio che si contrappone alla piramide. Io cerco l’equa divisione fra le parti di quanto è prodotto dalla società, individuo nella collaborazione la forza del processo produttivo, nel lavoro creativo e intellettuale  che si amplia e diventa e disponibile a tutti  il senso dell’economia, credo che sia il senso della società è riuscire a tener tutti dentro senza liquidare i soggetti marginali. Io sono il potere che fu puro, che purifica e che purificherà perché non è possibile che un corpo guasto torni alla sua natura precedente o a una forma sana senza che intervenga qualcosa che lo ripristina o lo trasforma in altro. Io sono il potere che ha bisogno di una forma d’umanità rinnovata nel corpo e nell’anima, gli umani di oggi ossessionati da false apparenze, dal disagio, dalla paura, da istinti e passioni violente o dannose e inoltre sono avvelenati da stili di vita e alimentari pessimi. Questi umani in massima parte  non possono esser la materia del cerchio che rende eguali tutte le parti in rapporto al centro. Io sono il potere che sarà in un tempo diverso da questo a partire da moltitudini di umani che partiranno alla ricerca di ciò che sono veramente e della possibilità di vivere esprimendo il loro essere forza creativa e  creatrice nel mondo concreto e materiale. Io sono il potere che oggi manca e di cui si ha bisogno, io sono il potere che è stato in un tempo breve e remoto.

Franco:  Brava. Come superarti ora. Davvero una prova eccellente.




2 agosto 2015

Sintesi: Il Maestro - terzo atto - Dove parla della Madre-natura

Clara Agazzi: Su Adesso sta a Stefano Bocconi. Da tempo vuol parlare. Poi sta a me e  se vuole parlare anche Linneo abbiamo davvero  finito.

Gaetano Linneo: Certo ho qualcosa da dire pure io.

Franco:  Sono curioso. Di cosa parlerà il nostro mercante di provincia?

Stefano Bocconi: Sarò il culto della madre-terra, l’unico culto serio che merita di ritornare dal passato ancestrale.

Paolo Fantuzzi: Questo è uno scherzo idiota. Il mercante che fa il mistico.

Stefano Bocconi: Invece no. Caro mio di recente hanno scoperto forze il più antico tempio del mondo in Turchia a Göbekli Tepe, si parla di un santuario monumentale megalitico mai visto prima e forse è datato 12.000 anni fa prima dell’invenzione dell’agricoltura. Sì è così. Questa scoperta rovescia lo’antica credenza che prima i primitivi son diventati stanziali e poi hanno creato l’agricoltura, i villaggi e si son dati alla religione. Qui il tempio megalitico precede l’agricoltura, quindi prima sono nati riti e credenze, questa cultura primitiva è diventata un fatto religioso e la concezione religiosa ha favorito lo stanziamento e quindi l’agricoltura e l’addomesticamento.   La religione e la credenza in un mondo spirituale o comunque sia altro da questo sono le basi per portare famiglie di umani a diventare stanziali ed evitare  d’ammazzarsi e magari  perfino a non divorarsi fra di sé. A quel punto con umani che condividono sul piano culturale qualche parola e degli spazi comuni diventa possibile il commercio magari nella forma di baratto magari anche solo cedere qualcosa che ne so un pezzo di carne per un frutto fresco. Del resto come può l’essere umano elevarsi se non dà alle sue strutture sociali un senso che va oltre il qui e ora, l’immediato bisogno.

Paolo Fantuzzi: Il mercante che deve al sacro le basi della convivenza fra umani su cui impianta l’organizzazione per fare il lucro, sacro e profano direi proprio che si toccano.

Vincenzo Pisani: Chi può stupirsi di una cosa del genere, mi par ovvio che senza uno spazio condiviso e qualche regola è impossibile tener assieme una comunità umana, anche la più piccola. Ovvio che quando l’essere umano si è dato delle regole e dei riti e dei simboli per tener assieme gruppi di famiglie  e poi una tribù e poi unioni di tribù ha cercato qualcosa che fosse segno di continuità nello spazio e nel tempo, qualcosa che desse un senso al suo passaggio in questa vita e che consentisse di onorare i defunti, qualcosa che permettesse di distinguere le forze negative e le forze positive della natura.

Stefano Bocconi: Esatto. Dal momento che delle religioni inventate, scritte , rivelate di oggi non c’è da fidarsi perché son umane e fin troppo umane, ecco che da tempo medito che la miglior forma di rapporto con il sacro sia l’avvicinarsi alla natura pensandola non come corpo astratto e concetto ambiguo ma come potente forza spirituale. Tutto diventa santo se la natura è sacra. Ma l’umano ha bisogno di una storia sacra, di un feticcio, di un culto per capire il suo legame con la vita sul pianeta. Quindi ecco la necessità di un culto della madre terra, della vecchia divinità preistorica che in molte forme è passata all’antichità come incarnazione della vita e della natura.

Clara Agazzi: In effetti perfino Comte il fondatore del positivismo, una filosofia incentrata sulla razionalità e la scienza che voleva imporre alla civiltà industriale la tecnocrazia a un certo punto della sua vita cominciò a pensare a un culto laico, a una religione inventata di sana pianta. Se si pensa al presente immediato si può osservare come la religione in tante parti del mondo sia una forza politica prima ancora che culturale o morale. Comunque sia il culto della Dea Madre è un culto legato al matriarcato delle origini, prima che l’umanità diventasse stanziale, almeno a quel che se ne sa.

Vincenzo Pisani: Inoltre, scusa l’interruzione, dove non si manifesta una fede si manifesta il culto del Dio-denaro che è il Dio che sostituisce tutti i monoteismi. Lui è il Dio perché è l’unico potere dentro un mondo desacralizzato e privo di senso. Un mondo umano  che rifiuta il confronto con la vecchiaia la malattia  e la morte.

Stefano Bocconi: Qualcuno che mi ha capito. Quando qualcosa in natura cresce in modo illimitato e senza restrizioni prima o poi salta per aria. Senza dei limiti, delle regole, delle proibizioni anche il sistema del Dio-denaro rischia di fare uno schianto clamoroso. Quindi stimo, opino e credo che riprendere in mano una divinità arcaica che fa sacra la terra sia una cosa opportuna

Paolo Fantuzzi: Il mercante qui non è che ha idea di farsi sacerdote  spillar quattrini ai grulli e ai poveracci.

Stefano Bocconi: Ora sta a me. Silenzio prego. Io sono il culto della Grande Dea Madre personificazione del pianeta terra. Dal paleolitico delle statuette di divinità femminili grasse arrivo. Sono il culto dell’umanità vincolata a questo pianeta e ai suoi cicli naturali e alla forza degli elementi. Sono le fasi della luna e il passare delle stagioni e prima di ogni cosa il seme che si spegne per diventare frutto e rivelare così una nuova vita. Sono il culto della vera morte e della vera rinascita, quella del qui e ora, quella del secco e dell’umido , quella concretissima di ogni giorno. Nel volgere dei millenni sono stato il culto di divinità particolari con un mito e un nome, ma sempre qualcosa dell’origine oscura e profonda si è sempre salvato, perché il culto dell’aspetto materno e femminile del divino. Sono stato fra le tante parte del il rito e del mito di Ishtar, di   Astarte , di  Afrodite, di   Venere, di Lada, di Ecate , di Artemide ,di Diana, di Demetra, di   Cerere,  Persefone, Proserpina, Mater Matuta e Bona Dea e tante altre divinità di cui ora non so dire il nome e la provenienza. Per millenni  le sacerdotesse  sono state la guida dei popoli più antichi prima dell’affermazione dei primi regni e dei primi imperi che hanno portato a un mondo divino tutto patriarcale, il quale si è congiunto con il monoteismo e i suoi miti staccando l’essere umano dal suo destino incentrato sull’essere frutto e seme della terra. La religione è diventata così strumento di potere in  due direzioni: potere dell’uomo sull’uomo e potere dell’uomo sulla natura; l’intenzione di fondo di questo potere fu schiavistica e le forme in cui si manifestò furono  tendenzialmente dispotiche e violente. Io sono il culto più antico, ho più di 30.000 anni e sono in assoluto la fede che finora è durata di più nel tempo. Sotto traccia, nel silenzio, proprio  oggi in tempi disgraziatissimi cerco di risorgere. La civiltà industriale ha rotto il sacro e lo spirituale,  la natura è diventata un problema di chimica  e questa rivoluzione dello spirito si è alimentata con l’idea monoteistica di un umano collocato da in condizione di dominio aldilà e oltre i cicli naturali. Ora che la civiltà industriale sta occupando tutto il pianeta emergono i limiti di questo modello di sviluppo che procedendo in modo sostenuto e accelerato rischia di soffocare ogni cosa e di creare nuovi e più gravi conflitti.  La Dea Madre intesa come forza pacificatrice e di rispetto di un pianeta azzurro notoriamente instabile deve esser di nuovo onorata e io suo culto devo trovare le forme con le quali qui e ora e per il prossimo futuro  possa esprimermi. Non mi serviranno capibanda e politici in doppiopetto in prima fila alle cerimonie e nemmeno inaugurazioni solenni di cementificazioni e complessi industriali con turiboli e libroni  aperti e benedizioni solenni con cori osannanti per lodar imprenditori, ministri, faccendieri, mediatori e così via. Siano il mare, la foresta, la roccia, la montagna, la nuda terra, sia il mio tempio; il ciclo delle stagioni e le fasi della luna le mie preghiere. Io sono tutte le fonti pure, tutte le foreste che ricrescono con la flora e la fauna dove la civiltà industriale si ritira, io sono i cieli nel loro mutare, sono la tempesta e sono la quiete, sono tutto ciò che è cielo e terra.  L’essere umano che mi onorerà  lo farà per la sua vita, per mantenerla nella semplicità, nella purezza, nella salute e non per la gloria mondana o per la speranza di diventar ricco e potente. Per salvare l’umanità ammalata di pazzia occorre prima purificarla ma quanti intendono mettersi in discussione e ritrovare l’istinto di sopravvivenza. Per curare chi si è avvelenato occorre prima togliere il veleno dalle sue mani prima di passare all’antidoto e alle cure, ma quanti sono disposti a ridurre i consumi, a vivere in armonia con le risorse grandi ma limitate del pianeta. Così è quest’umanità che non controlla più la sua civiltà industriale che ormai procede per un suo destino extraumano o postumano, essa ha bisogno di me per curarsi ma non mi cerca, e se mi cerca non mi trova perché non riesce a pensare una vita diversa da questa. Un giorno quando tutto questo sarà collassato perché impuro e insostenibile presso i pochi che diventeranno molti risorgerò come il seme nella terra arida che per un tempo grande deve conservarsi per aver una speranza di germogliare nel futuro. Io sono stato, io sono e io sarò ancora; perché ciò che è imperituro può sprofondare nelle tenebre , ma poi è destinato a risorgere dall’oscurità dopo che son cessate le forze che lo hanno aggredito. Risorgerò in una nuova forma  e con nuovi miti e nuove sacerdotesse, ma sarò sempre io il culto che lega l’essere umano al pianeta, sono il grande rito della Dea-madre.

Franco:  Bravo. Davvero un bella prova. Proprio non credevo che in te ci fosse il mestiere dell’affabulatore, del retore. Devi aver imparato a furia di ragionar coi clienti.



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