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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


2 settembre 2008

AFRICA, AFRICA, AFRICA

 

Il quotidiano moderato La Repubblica del 30/8/08 con un pezzo a firma di Ainas Ginori informa i lettori che nonostante i divieti e i forti dubbi in materia sanitaria le creme per sbiancare la pelle commercialmente parlando vanno forte presso le ragazze di colore e asiatiche. Sembra a causa di una certa soggezione per il modello di bellezza veicolato dalle case di moda e dalla pubblicità ricalcato sulle forme della donna bianca. In gergo si dice caucasica, ma il sottoscritto preferisce il termine germanica o nord-europea che forse non suona bene ma semplifica il concetto e chiarisce le idee. Ma ora forse arriva un sollievo per le genti di colore, come si dice nel politicamente corretto, perché sempre dallo stesso quotidiano in un pezzo del 31/08 a firma di Marco Marozzi apprendono i gentili lettori che si sta delineando per il nostro professor Prodi un incarico in africa per l’ONU. Curioso dalle dichiarazioni dei nostri politici avrei pensato che per l’Africa il predestinato fosse Walter Veltroni, ma si sa che l’Italia è il regno dell’impossibile: le cose avvengono e sono di tale natura che non possono essere neanche pensate, quando piombano giù dalla Luna dei miracoli sulla nera Terra vanno accolte per ciò che sono. Così capita che il PD si ritrovi senza il suo leader storico che, a quel che si legge, è lì lì per andare nel Continente Nero. Il mio pensiero alla luce di queste notizie è che non tutti possono andarsene dal loro paese e non tutte possono sbiancandosi la pelle illudersi di essere qualcosa di diverso da ciò che sono. Sul Manifesto, che non è un quotidiano moderato, del 2/09/08 a pag.5 il gentile lettore scopre che 11 precarie di un call-center di Legnano (Milano) una volta licenziate si sono messe all’asta su Youtube. Una provocazione di protesta, certamente. Eppure, essa ci ricorda ancora una volta che la fuga da ciò che si è e dalla propria condizione umana non è una merce per tutti.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




29 aprile 2008

ANCHE A ROMA “NUN SE PO’FA”, ECCO PERCHE’ VELTRONI DOVREBBE FAR LE VALIGIE (PER L’AFRICA)

Wòlter camomilla Veltroni ha fatto davvero più danni della grandine. Alla sua parte, s’intende. Proviamo innanzi tutto a riepilogarli in ordine, per non perdere di vista il quadro d’insieme.

1) Ha dato la spallata decisiva per la caduta del Governo di Romano Prodi dopo neanche due anni dall’insediamento;

2) Ha sciolto la sua Giunta di centro-sinistra a Roma, anche qua dopo meno di due anni dal rinnovo chiesto ed ottenuto dall’elettorato romano, per candidarsi a succedere a Prodi;

3) Ha distrutto l’Unione di centro-sinistra a livello nazionale, dopo anni di faticosa ricomposizione;

4) Ha regalato a Silvio Berlusconi una delle vittorie più nette che si ricordino ad elezioni politiche;

5) Ha fatto scomparire la sinistra dal Parlamento italiano, altro risultato inedito nella storia italiana;

6) Ha quindi fatto rialzare un esanime Berlusconi, facendolo tornare trionfale al Governo del Paese;

7) Ha regalato il Comune di Roma, dopo oltre un quindicennio, al centro-destra col risultato travolgente di Alemanno sullo squalificato (e inviso) Ruttelli.

L’eterogenesi dei fini è una figura retorica per cui, spesso, personaggi sfigati per fare del bene procurano il peggior male possibile. Ora, secondo chi scrive, Wòlter camomilla era animato da interessi meschini e non dalla volontà di fare del bene (salvo quello buonista al Berluska), tuttavia ha veramente prodotto il risultato più nefasto che neanche il più pessimista avrebbe potuto lontanamente immaginare.

Dicono che persino Obama stia meditando di cambiare lo slogan “Yes, we can”, bruciato dall’imitatore maccaronico.

Ora, non è che gli sfiora il pensiero che un bel viaggetto in Africa - ammesso che non stiano già toccandosi gli attributi -, come lui stesso diceva qualche anno fa, sarebbe cosa buona e giusta...?! Oppure dovremo aspettare un cecchino coi baffi che fa il solito, ma stavolta auspicabile, lavoro sporco??? Romano non li abbandonare a se stessi.

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/piccino.htm




16 aprile 2008

GLORIA O MORTE!

Le vicende elettorali italiane si sono concluse a quanto pare con un quasi plebiscito per Silvio Berlusconi e per la sua coalizione, l’uomo che incarna i valori del successo economico e del potere della ricchezza si conferma il più votato dagli italiani. Non ripeteremo qui quanto a suo tempo detto sul suo conto da Grillo, Travaglio e Veltri perché la riflessione che voglio portare avanti vorrà essere concreta e non etica. Il popolo italiano nella sua stragrande maggioranza sa quanto sia stato chiaccherato Berlusconi, cosa egli ha detto a questo proposito, e che razza di battute escano dalle sue labbra e cosa egli sia; quindi se lo vota, lo vota perché per la maggior parte questo popolo vuole essere come lui e in una certa misura lo ama, ripone fede in lui, qualcuno, addirittura, lo adora. Del resto tre decenni di centralità del momento economico, di irresponsabilità collettiva, di consumismo straccione&parassitario delle ”plebi italiche”, di illusioni economiche e sociali ostentate da un ceto politico corrotto, e in fondo all’anima odiato dai più, non poteva non produrre un culto del Dio-denaro e non poteva non portare al potere il Re di Denari. E’ tempo per la sinistra-sinistra di diventare una serie di movimenti, adesso che il verdetto elettorale consegna l’Italia al neo-liberismo e ai ceti abbienti, e ai miliardari apolidi di questo nuovo millennio. Con l’annientamento della rappresentanza istituzionale sarebbe ora anche di veder sepolta la fallimentare retorica cialtrona&arrogante sulla "Resistenza", sul "comunismo" da rifondare, sullo "stato sociale" da esaltare, gli "operai" da difendere. Quelle che erano un tempo deboli posizioni politiche oggi alla luce degli esiti elettorali sono oneste questioni sentimentali o di domestica memoria di carattere familiare. Proprio i ceti più poveri non hanno votato per chi ha impugnato la bandiera della "Resistenza", della "Costituzione" e della critica aspra alle politiche neo-liberali, e della "pace" contrapposta alle guerre di nuovo tipo che son denominate, per maggior celia, interventi umanitari. Chi ogni giorno paga più di tutti il peso delle malvagità di un sistema che si fonda sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla natura, di un capitalismo che non esita a ricorre alle nuove guerre, si è scoperto devotissimo di Bossi e Berlusconi. Non solo quindi un rifiuto degli uomini e delle politiche, ma una vera, totale, consapevole e perfetta abiura dei passati valori da parte della stragrande maggioranza del popolo italiano.

Se sulla scheda al posto dell’Arcobaleno, simbolo della pace, ci fosse stata la bandiera dei pirati con il teschio e le tibie incrociate, peraltro è anche il simbolo di capitan Harlock, molto probabilmente la sinistra-sinistra avrebbe preso più voti; almeno di quelli che amano i film americani e i cartoni animati giapponesi. Le cose sono due o è trent’anni che i nostri a sinistra-sinistra non riescono a farsi intendere e quindi sono tapini&incapaci, oppure quelli impugnati non sono i valori della maggior parte degli italiani. Se ci sono dei valori italiani, a questo punto col cappello in mano va detto, sono quelli di Silvio Berlusconi. Con buona pace anche il far finta di esser americani è impossibile e lo sdoppiamento in due grandi formazioni composite può solo premiare chi è il più atlantista e americano di tutti, che poi è il vincitore attuale delle elezioni. Chi giocava per l’annientamento dei cespugli dell’Ulivo, ed erano tanti nel fu Centro-sinistra, ha vinto la sua battaglia; del resto da quella parte lì era l’unica battaglia che poteva essere vinta in quanto il confronto con il gigante Berlusconi era improponibile viste le vicende del governo Prodi. Di una cosa, in una certa misura, si può esser orgogliosi: questo popolo ha scelto nettamente e senza sfumature come vuol essere governato e ha scelto la linea neo-liberale, "turbo-capitalista", e tutte le diverse sfumature italiane di questo modello ideologico, politico ed economico. Coloro che oggi con questi esiti, come è il sottoscritto, a prescindere dalle simpatie politiche si sentono stranieri fra la propria gente, non hanno che da considerarsi esiliati entro la propria stessa Patria.  Qui e ora lontani da "Dio" e dagli "uomini" con i quali credevano di aver condiviso tanta parte della loro esistenza, estranei nei confronti di un nuovo mondo umano che esprime una condizione sociale e antropologica che non si sentono di condividere nelle sue scelte di fondo.  Questi sono i veri vinti, non i capi politici che troveranno altre occasioni o altri partiti,  e a loro, a questi autentici sconfitti spetta il dovere di chiudersi in un silenzio interiore e di cominciare a cercare dentro  di sè le ragioni della propria utopia e della propria esistenza. Cosa auspicare per alla nostra gente se non di andare fino in fondo ad una loro libera scelta che di per sé è assoluta perché la più ideologica fra quelle possibili. Per usare le parole dei vecchi soldati ottocenteschi auguriamo alla nostra gente italica l’antico grido di battaglia: Gloria o morte!

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 




1 febbraio 2008

PERCHE’ OGGI OGNI PREMIER, OLTRE PRODI, E’ ILLEGITTIMO

Siamo oramai abituati a veder strame del diritto italiano e della nostra Carta costituzionale, ma, nonostante questo, anzi proprio per questo, non è mai superfluo diffondere la legalità (a tutti i livelli).

Quanto sta accadendo in questi giorni con l’incarico del presidente della Repubblica Napolitano al Senatore Marini di formare un nuovo governo, dopo la mancata fiducia votata a Prodi, assume, a nostro avviso, connotati di assoluta illegittimità.

L’ultima riforma elettorale, ma per certi versi anche la legge precedentemente vigente, hanno modificato nella sostanza il criterio di elezione del presidente del Consiglio, che è passato da un’elezione di secondo grado in seno al Parlamento durante la cosiddetta “prima Repubblica”, ad un meccanismo di indicazione diretta da parte del corpo elettorale. Ognuno ricorderà che persino i simboli delle coalizioni contenevano il nome del candidato presidente, per non dire della propaganda in affissione, delle tribune elettorali, etc etc.

L’Italia non ha più, piaccia o non piaccia, almeno per adesso, un sistema parlamentare, ma un sistema semi-presidenziale.

Posto questo, sic stantibus rebus, come può configurarsi legittimo giuridicamente, prima ancora che politicamente o moralmente, un incarico a qualche esponente politico che non sia Romano Prodi o Silvio Berlusconi?

Misteri del Palazzo (o interessi della casta?)!

 

Amici di Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm




25 gennaio 2008

PRODI COLPITO DA "FUOCO AMICO": IERI D'ALEMA OGGI VELTRONI

Nel 1998 Massimo “Baffino” D’Alema, dieci anni dopo, ieri, Wòlter “Camomilla” Veltroni, la storia si ripete uguale a se stessa e il povero Romano Prodi viene di nuovo pugnalato alle spalle dai suoi. Già, perché è del tutto evidente che dietro ai sicari politici Mastella e Dini c’è un mandante tanto evidente quanto ben rimpiattato. Si tratta dell’americanissimo sindaco di Roma, che fino a un paio d’anni fa giurava di concludere, con quell’esperienza nella capitale, la sua carriera politica iniziata fin da bambino, figlio di un Presidente della Rai.

Adesso comunque andrà, sarà un insuccesso - per fare metafora di una vecchia battuta -, poiché nessuno ha carisma, autorevolezza, capacità ed onestà sufficienti per garantire un governo decoroso all’Italia.

Prodi non ha fatto in questi ultimi due anni, come fu per la precedente occasione, tutto quello che il programma e le necessità richiedevano, ma in molte circostanze ha avuto nei cosiddetti “moderati” un freno ad importanti iniziative di governo (conflitto di interessi e riforma del sistema radiotelevisivo, per esempio) e i numeri risicati in Senato hanno fatto il resto. Resterà indelebile la vergogna dell’indulto, provvedimento che ha messo a piede libero decine di migliaia di delinquenti (la gran parte di nuovo riacciuffati) e ha minato la certezza del della pena, cardine del diritto.

Tuttavia dobbiamo ringraziarlo perché il futuro davanti a noi ce lo farà certamente rimpiangere. Alitalia potrà essere finalmente venduta al Totò di AirOne, cambiata la Legge 194 secondo le indicazioni di Ruini, il duopolio RaiSet ulteriormente consolidato, una riforma della politica che tolga al Paese il fardello di questa “casta” screditata e inefficiente lestamente abbandonata, in compenso varata una pacata “soluzione finale” per la Magistratura, etc etc.

Ma siccome questo scenario, di tutti quelli possibili, è il più apocalittico, noi diciamo: NO AI LARGHI INCIUCI E AL VOTO SUBITO! E chi ha più filo lo filerà...

 

Associazione Futuro Ieri  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )



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