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19 luglio 2011

Lotte per l'acqua nel pensiero di Franco Allegri


Con piacere pubblico questa riflessione un pò datata di Franco Allegri intorno alle lotte per l'acqua pubblica. Mi pare un punto di vista nuovo, per certi aspetti provocatorio. Ai lettori il giudizio.


UN VERO SUCCESSO NELLE LOTTE PER L’ACQUA – NEL MONDO




UN VERO SUCCESSO NELLE LOTTE PER L’ACQUA – NEL MONDO
12/07/2011
Di F. Allegri
Oggi colgo l’occasione regalatami da un notizia che ricevetti il 26 gennaio per fare alcuni riflessioni sul tema dell’acqua pubblica e degli acquedotti in cerca dei vecchi municipi che non esistono più.
Il 26 gennaio ricevetti un articolo intitolato: “Vittoria per i Boscimani del Kalahari: il tribunale riconosce il loro diritto all’acqua”.
Quel giorno decisi di conservarlo e di usarlo in questi giorni per riparlare della crisi della politica italiana e per concentrarmi su quella della sua parte sinistra che sfugge ai più in questo disastro generalizzato.
Al tempo pensavo che avrei parlato di una valanga di SI ai referendum, ma non sufficienti a raggiungere il 51% degli italiani.
Qui mi sbagliavo, la mentalità boscimana è diffusa tra il 51% degli italiani, anzi i boscimani sono più avanti perché hanno maggiori ragioni per motivare il loro diritto naturale all’acqua e forse hanno maggiori consapevolezze quando pensano ai loro bisogni quotidiani.
W i boscimani, preoccupiamoci di questa Italia di destra e di sinistra che vive i diritti con la stessa coscienza di questa gloriosa civiltà africana.
L’effetto di trascinamento che vedo nel risultato referendario appartiene infatti alle civiltà antiche e basate sul diritto naturale.

Il tribunale del Botswana (a livello di corte d’appello) giudicò il suo governo colpevole di “trattamento umiliante” e con una sentenza esemplare annullò il divieto posto ai Boscimani del Kalahari che negava loro l’accesso all’acqua.
Questa sentenza ricorda i nostri referenda anche per un altro aspetto: sia la sentenza che i 2 quesiti sono interlocutori.
Da un lato la sentenza non permise ai boscimani di riaprire i loro pozzi (serve un atto normativo di quel governo) dall’altro qui in Italia non si sa cosa accadrà ai nostri acquedotti e pare certo solo il fatto che avremo soluzioni diversificate.
In quell’articolo del 26 gennaio si diceva: “Ci auguriamo che il governo decida finalmente di rispettare la legge e permetta loro di riaprire il pozzo. Per i diritti dei popoli indigeni – e anche per il Botswana – è una grande vittoria resa possibile dai sostenitori di Survival in tutto il mondo. I Boscimani ci chiedono di fare avere i loro più calorosi ringraziamenti a tutti coloro che hanno sostenuto la loro battaglia”.
Survival è un’associazione importante nel campo delle lotte per le difese dei popoli a rischio di estinzione, una luce nel buio delle nuove forme di colonizzazione che caratterizzano i nostri tempi.
Anche l’Italia vive uno strano tipo di estinzione: quello dei diritti, si perdono nella quotidianità e svanisce anche la capacità di immaginarli e identificarli.
Ci vorrebbe un Survival per la difesa dei diritti di quegli italiani che non solo ne hanno persi tanti, ma non sanno più nemmeno cosa fossero i diritti.

Da gennaio c’è felicità tra i boscimani: “Siamo veramente felici che, alla fine, siano stati riconosciuti i nostri diritti” dichiarò un portavoce dei Boscimani festeggiando la decisione.
Secondo l’articolo egli proseguì: “Abbiamo atteso a lungo per questo. Come qualunque altro essere umano, anche noi abbiamo bisogno d’acqua per vivere. E abbiamo bisogno della nostra terra. Ora preghiamo perché il governo ci tratti con il rispetto che meritiamo”.
Qui la guerra per l’acqua è apparsa all’improvviso.
Qualche anno fa nacque un piccolo movimento in un’oscura casa del popolo di Firenze, ma presto tutta la questione fu presa in mano da una sinistra alla ricerca di se stessa e senza punti di riferimento. La fame di potere (forse dovrei dire l’ambizione) ha fatto il resto.
C’era da costruire un nuovo partitello e la via più breve era di farlo sulla base di un diritto diffuso solo tra i popoli primitivi!
I boscimani festeggiarono la sentenza del tribunale, noi non abbiamo motivi per festeggiare i referenda sull’acqua!
I boscimani hanno davanti una nuova minaccia certa, quella della multinazionale dei diamanti che cerca nuove miniere.
Anche gli italiani hanno un nemico oscuro: il perpetuarsi della casta che è di destra e di sinistra.
Il nostro problema è più grosso del loro.




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