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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 novembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 13

Dove si trova la mia gente?

Il Belpaese è talmente cambiato nel corso degli ultimi trent’anni da essere irriconoscibile, non trovo più le tracce del passato che ho conosciuto durante la mia infanzia, le tracce del tempo che fu sembrano dissolte, sprofondate nella terra. Questo paese è qualcosa di diverso, solo la persistenza di qualche caricaturale mito politico, di qualche ricordo di anni trapassati, di qualche gruppo aggrappato alle certezze del passato più per disperazione che per fede mi ricorda che vivo nel grande stivale d’Europa. Forse è tempo di prendere seriamente in considerazione il fatto che se le cose continuano così il centro del potere mondiale si sposterà verso l’Asia, verso la Russia, la Cina, l’India e forse, il Giappone. A questo punto occorre chiedersi cosa vuol fare il Belpaese davanti a una simile mutazione, è tempo di trovare le ragioni di una nostra civiltà, di una nostra identità culturale. In breve deve prevalere l’idea che la cultura e l’identità non sono problemi sociali da mettere in conto ad una scuola pubblica con i bilanci ridotti all’osso e gli organici da sfoltire, ma una necessità vitale quotidiana se si vuole che questo Belpaese abbia un futuro suo e non la volontà imposta da qualche protettore straniero o da qualche cricca di finanzieri. L’identità non può essere un casino frutto del mettere assieme le forme residuali dei troppi miti perduti di questa Nazione attaccata all’Europa ma pur sempre troppo vicina all’Africa. Occorre costruire come italiani un paese così grande da poter accogliere tutte le differenze che abbiamo al nostro interno perché la grande sfida interna non ha a che fare con i mercati finanziari alla canna del gas o le nuove scelleratissime guerre ma con il fatto che ormai gli italiani non sono più soli nel loro paese. Negli ultimi tre decenni decine di comunità straniere si sono ritrovate nel nostro paese e ormai ci sono stranieri di seconda generazione nati qui, e presto arriverrano quelli di terza. Questa vittoria di Obama farà senza dubbio risaltare il problema di un paese troppo vecchio, impaurito e con poca o nulla mobilità sociale, incapace di assicurare a queste comunità come ai milioni di italiani poveri un futuro degno, una prospettiva credibile e decente. Nella terra del gigante Nord-Americano qualcosa è cambiato e questo cambiamento arriverà fin qui. Quello che può mettere assieme tante differenze non può essere l’allucinazione della ricchezza o della paura, cupidigia e odio tendono a distruggere non a costruire; una civiltà italiana deve iniziare a formarsi o questo paese sarà fin troppo stretto e corto per le differenze che lo popolano.

IANA per FuturoIeri



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