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18 marzo 2010

Uno scritto sugli USA dall'amico Franco

17 Mar, 2010

Crolleranno gli USA? Il mio no dopo la Conferenza di Copenhagen

Scritto da: F. Allegri In: Parlamento Europeo| Politica in generale| Varie e letto 20 volte.

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Crolleranno gli USA? Il mio no dopo la Conferenza di Copenhagen
17/03/2010
Di Franco Allegri
Ieri, il professor Nappini mi ha raccontato che ha conosciuto una giornalista di Chicago e che ha conversato con lei sulla crisi degli USA. A suo avviso gli americani sono depressi e quelli di Chicago non fanno eccezione.
Questi cenni mi hanno ricordato che da qualche settimana non mi occupo della crisi in USA e i miei ragionamenti sono fermi alla conferenza di Copenhagen.
PER L’EUROPA GIRA UN FALSO PROBLEMA: QUELLO CHE PER SALVARE IL MONDO SI DEVE TAGLIARE LE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA NELL’ARIA DELL’OTTANTA PER CENTO; AL PARLAMENTO EUROPEO DESTRA E SINISTRA LITIGANO TRA CHI VORREBBE TAGLIARE IL TRENTA E CHI IL QUARANTA.

A mio avviso la conferenza di Copenhagen ha risposto a tutti: si taglia il 2% e basta e nessuno ha parlato di fiasco tra i dirigenti del mondo. Solo la nostra stampa ha scoperto di avere un pollice verde e un cuore gonfio per l’ambientalismo. Non capisco l’allarmismo e le drammatizzazioni, ma andiamo oltre che è meglio:
RIPARLO DI COPENHAGEN PERCHÉ CREDO CHE DURANTE TALE CONFERENZA GLI USA HANNO MOSTRATO UN CERTO INDEBOLIMENTO, MA RESTANO L’UNICA SUPER POTENZA MONDIALE CON UNA AUTOREVOLEZZA DA NON SOTTOVALUTARE. Voglio aggiungere anche che gli USA hanno fatto nuovi affari e dettato l’agenda dei lavori a tutti e per questo (in queste occasioni) la loro economia respira senza recuperare in modo netto. Il condizionamento delle lobbies continua a pesare, ma ai tempi di Bush era maggiore, vedremo presto come finirà il confronto con quella farmaceutica.
AL CONTRARIO IO RISCONTRO IL GRANDE PANTANO DI OBAMA IN MEDIO ORIENTE, SIA IN IRAQ CHE IN AFGANISTAN E NON MI PIACE LO SPETTRO IRANIANO. Il bilancio della difesa USA consuma quasi mille miliardi di dollari e questo è dovuto agli sprechi (in parte), alle lobbies del settore (in parte maggiore), e al fatto che le guerre a bassa intensità hanno costi intensi. La decisione USA di mandare altri 30.000 soldati in Afganistan ha destato scandalo fra i democratici e un piccolo gruppo di rappresentanti è riuscito a far discutere su un eventuale ritiro.
Mi resta da toccare un punto che il professore ha analizzato spesso: quello dell’Italietta che aspira a copiare gli USA. Anche oggi, con la crisi e le guerre: siamo tutti elettori di Obama e non ho visto molte proteste per l’attacco ad una città afgana dimenticata da dio. Mi stupisce il fatto che ci sentiamo tutti americani e crediamo più ad Hollywood che ai giornali o ai documentari.
Non sarà che siamo un popolo facile da ingannare perché si autoinganna?
In Italia si è parlato poco di Copenhagen, ANZI RIFLETTENDOCI MI RENDO CONTO CHE MANCA GRAN PARTE DEL DIBATTITO POLITICO, OGNI TEMA È PENALIZZATO.
LA NOSTRA POLITICA MUTA MA NON SI RINNOVA E A BEN VEDERE NELLA PARTECIPAZIONE C’È QUALCOSA DI PRIMITIVO, DI ABBOZZATO, DIREI DI FACILITATO.
IL DIBATTITO PRO E CONTRO BERLUSCONI SOSTITUISCE LE DISCUSSIONI SERIE, LA COMPILAZIONE DEI PROGRAMMI E FACILITA I LAVORI OSCURI DELLE LOBBIES E DELLE BUROCRAZIE.
Forse dovrei dirlo più forte cercherò di farlo più spesso. Certamente non vedo avvicinarsi nessuna stagione delle riforme e ho già scritto che si valuta un eventuale governo Letta che per me resta al 25% di possibilità e a 0 se si guarda alle riforme che potrebbe fare.
SI CI AUTOINGANNIAMO, MA ABBIAMO ANCHE TANTA IGNORANZA, ESSA È INFERIORE ALLA NOSTRA AMBIZIONE E L’ALIMENTA. FORSE SIAMO TUTTI AMERICANI PERCHÉ MANCANO DEI MODELLI DI CIVILTÀ ALTERNATIVI?
Sì, ma non dimentichiamo gli indifferenti, l’oblio che viene diffuso da 20 anni e non speriamo che la crisi abbia aspetti virtuosi.
—-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

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7 marzo 2010

UN PRESIDENTE AL BIVIO: SCIABOLA O SCIABOLETTA?

Egregio Presidente Napolitano, Le scrivo a nome di mio figlio Giacomo di un anno e poco più.
In questi giorni non c'è in ballo l'esito delle elezioni regionali ma l'essenza stessa - anzi la sopravvivenza - della Democrazia nel nostro Paese.
Dopo che un uomo ha piegato un intero Parlamento alle sue esigenze personali, scippando quel che restava della legalità, adesso si vuole scippare persino la Democrazia faticosamente conquistata dai miei nonni.
Non voglio che Giacomo, dopo altro sague e sofferenze, abbia a dover studiare che Vittorio Emanuele III prima e Giorgio Napolitano poi non seppero difendere la democrazia dalla sopraffazione e dalla prepotenza.
Se qualcuno Le stesse facendo indebite pressioni, o veri e propri ricatti (non mi interessa sapere se Lei in passato ha fatto errori), La prego ci dia modo di capirlo, non pieghi la schiena.
Glielo chiedo quindi non per me, che a 39 anni ho conosciuto una democrazia fragile, imperfetta ma preziosa, ma per mio figlio che negli occhi ha il futuro e nel Dna la libertà.
Contrasti il Decreto "Soppressione della Democrazia", ritiri la Sua firma e lo ostacoli con tutte le Sue forze e i Suoi poteri!
Se vorrà ascoltare il suo popolo, La ringrazio di cuore.
 
A.




23 gennaio 2010

PUTTANIERI SI DIVENTA

In principio fu un ultrasettantenne accusato dalla consorte di andare a minorenni e di essere seriamente ammalato di sessuomania.

Quindi venne un ex giornalista, fustigatore dei costumi e delle truffe del Belpaese, pizzicato con travestiti e polvere bianca di corredo.

Infine è stato un Docente universitario grigio e cattolico, accusato dalla ex amante di portarla a spasso per il mondo sotto le mentite spoglie di missioni di lavoro, con annesso shopping di comfort.

I nomi sono noti a tutti e quindi farli non viola alcun segreto istruttorio dei Magistrati.

Il primo caso è quello del Presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi, che dopo aver sfasciato due famiglie viene fotografato prima al diciottesimo compleanno di una ragazzetta napoletana che potrebbe tranquillamente essere sua nipote, poi nella gigantesca villa sarda con uno stuolo di prostitute e in compagnia di altri governanti europei con le pudenda all’aria.

Viene solo il dubbio se, in assenza di miliardi e potere, la sua altezza di un metro e sessanta e la sua calvizie mitigata da un toupé di nutria potevano attrarre cotante veline oppure lo avrebbero indotto con tanto di occhiali scuri e bavero alzato ad approssimarsi con fare circospetto verso il primo cinema pornografico!

Si da il caso che anche il secondo avesse, all’atto della discoperta, incarichi politici. Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, che, come l’ultimo dei venditori di pacchi, prima nega platealmente di essere lui nei filmini realizzati in una topaia romana coi pantaloni abbassati insieme ad un procace brasiliano/a ed un rinforzino di cocaina. Poi, di fronte all’evidenza e di fronte ad altri filmini o testimonianze, la butta sul pieticoloso.

Infine è la volta di Flavio Delbono, casualmente anche lui importante amministratore pubblico: Sindaco di Bologna. Prima si attiva per portare nella sua segreteria, allepoca dei fatti Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, la propria amante. Solita biondona appariscente, solita storia di potere, soldi pubblici, sesso, donne di facili costumi e politici di facile etica. Viaggi, resort, bancomat a spese della Regione, poi la bufera e - pare - un tenero tentativo di comprare il silenzio.

Queste vicende, oltre allo squallore hanno un altro denominatore comune, la piccata indignazione dei protagonisti una volta sgamati al cospetto della gente. Insomma un complotto per non lasciarli lavorare in pace. Eppure nessuno ha imposto loro di ricoprire cariche elettive e pertanto di essere uomini pubblici, ma nel momento in cui decidono di diventarlo devono accettare l’onore e l’onere che comporta avere quel ruolo. Se no, troppo facile. Si invoca spesso - e talvolta fuori luogo - l’America, sarebbe forse il caso di tenerla a modello anche nei suoi aspetti più rigorosi, per cui tradire la moglie e i figli è l’anticamera del probabile tradimento del popolo.

Chi sarà il prossimo ad essere pizzicato? Sotto a chi tocca...

 

Per leggere altre notizie ed editoriali: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




30 gennaio 2009

ECCO COSA DICEVANO BERLUSCONI, OCCHETTO & CO. DEI CAPI DI STATO

Visto che tanto – ingiustificato – scandalo hanno suscitato le parole pronunciate l'altro giorno da Antonio Di Pietro in Piazza Farnese (ricolma di gente), criticando il silenzio del Presidente della Repubblica dinanzi all’assalto che viene reiteratamente mosso alla legalità costituzionale, ecco un piccolissimo campionario di cosa si è detto negli ultimi anni dei vari Capi di Stato...

 

Silvio Berlusconi va all' attacco di Scalfaro. Il Cavaliere accusa il presidente della Repubblica per i giudizi espressi sulle prospettive politiche dell' Italia e lo invita ad astenersi da giudizi politici. Dice: "Fino al momento in cui non decideranno di darsi una Repubblica presidenziale e un presidente eletto dal popolo, gli italiani hanno diritto di chiedere al capo dello Stato di rinunciare a giudizi che sono, o possono sembrare, smaccatamente di parte. Con le sue parole agevola la sinistra". [Corriere della Sera 23/12/1993]

Tatarella (Ministro del Governo Berlusconi n.d.r.) mercoledi' aveva distribuito ai giornali la seguente manganellata: "Nella maggioranza c' e' chi non accetta la diarchia con il capo dello Stato e vuole invece andare all' attacco... Va a finire che troveremo scritto sui muri non piu' "W Borrelli" ma "Salabe' "... Si sta tentando un' operazione antidemocratica... Si vuol fare il ribaltone contro le indicazioni del voto popolare". Insomma, una chiara intimidazione sul fronte dell' affaire Sisde, condita da accuse di golpismo bianco che riecheggiano le parole usate dal forzitalista Fabrizio Del Noce. [Corriere della Sera 25/11/1994]

Basta attacchi a Scalfaro. E' un coro all'indomani delle violente polemiche innestate dal Polo. Anche se Berlusconi non intende fare marcia indietro dopo la gaffe di Cossutta che ha riferito - e poi smentito - di un presidente della Repubblica che mette in guardia il leader dei Comunisti italiani dal pericolo dell'avanzata delle destre... Il leader del Polo tuttavia insiste. E annuncia che una "commissione di saggi" deciderà le eventuali iniziative del Polo nei confronti del presidente della Repubblica. [la Repubblica 19/10/1998]

All' improvviso si materializza l' ombra del "golpe". Achille Occhetto a Firenze attacca Cossiga: "Quel che dice l' ex presidente, che di carabinieri se ne intende, e' inquietante. In mancanza di una volonta' politica continuano a esistere poteri forti, come i carabinieri, che sono persone perbene ma che potrebbero aver voglia di fare qualcosa". [Corriere della Sera 23/03/1993]

Ma la prima contestazione di massa a un capo dello Stato e' molto piu' recente: risale a cinque anni fa e ha per protagonista il Pci. Il 17 novembre del 1990, ancora un sabato, anche se l' assedio alla "citta' dei misteri", organizzato da Achille Occhetto nel tentativo di piegare le resistenze di quel "pazzo" di Cossiga, si fermo' a un' altra storica porta di Roma: quella di piazza del Popolo. Erano i giorni tormentati di Gladio. E contro il presidente della Repubblica "picconatore", picchiavano davvero duro i comunisti non ancora del tutto pidiessini. E non soltanto loro. "E la prima manifestazione del Partito democratico della sinistra? E la prova di una non scalfita forza comunista, la scesa in campo di una forza antagonista?", s' interrogava con enfasi l' Unita' , aprendo la cronaca della "manifestazione dei quattrocentomila". Una marcia, ribadiva il titolone, "per liberare l' Italia dai poteri occulti". [Corriere della Sera 03/12/1995]

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm




4 novembre 2008

ALLE PRESIDENZIALI USA UN'UNICA ASSICURAZIONE SULLA VITA: RALPH NADER

Pubblichiamo di seguito l’incipit (integrale sul ns sito) dell’ultima lettera di Ralph Nader che, in esclusiva, traduciamo periodicamente. Con l’occasione si ricorda che Nader è candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America nelle elezioni odierne e, a nostro giudizio, rappresenta per un Pese in ginocchio e per un popolo prostrato l’unica vera assicurazione sulla vita.

 

La TV per i cani - di Ralph Nader

Il nuovo reality show della CBS è "Il grande cane americano" e lo zoologo degli animali domestici Jarod Miller è l'ospite.

Dodici squadre di uomini e cani gareggiano per vincere un super premio di 250.000 dollari.

Queste squadre si allenano intensamente "corrono, saltano, cercano di attrarre e sembrare adorabili" scrive il Washington Post.

(…)

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TV for the Dogs - by Ralph Nader

CBS's new reality show is called "Greatest American Dog", with pet expert-zoologist Jarod Miller as the host.

Twelve dog-and-human teams are vying for the grand prize of $250,000.

These teams are in intense training "by running, jumping, fetching and just looking adorable," reports the Washington Post.

(…)

 

Nader Committee  www.votenader.org
Associazione FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm




8 agosto 2008

BERLUSCONI, NAPOLITANO E IL LODO

Note a margine del famigerato Lodo Schifani / Alfano sulla casta di potenti che vorrebbero farsi intoccabili. Oltre il fumo negli occhi - "ad arte" - della sicurezza, della monnezza e del ministro Prunetta. Per meglio capire.

AGI - Roma, 10 mag 06 - Il rapporto fra le famiglie Craxi e Napolitano e' di antica data. Il primo era il leader dei socialisti italiani, il secondo il leader dei miglioristi del Pci, l'ala del partito di Enrico Berlinguer piu' vicina al Psi. Bettino Craxi e Giorgio Napolitano si incontravano spesso, anche con le signore ed i figli. Non erano incontri felpati, con camerieri in livrea, argenteria, vescovi, grand commis e grandi firme, come quelli di Castelporziano nella tenuta del Presidente della Repubblica. Erano incontri politici fra due importanti leader politici italiani, con in testa l'idea di una sinistra piu' moderna (...). Anni ottanta, domenica, pranzo. Bettino Craxi, Giorgio Napolitano, le signore Anna e Clio, i figli Bobo e Stefania mangiano insieme alla 'Trattoria dei cacciatori' alla Longhignana, una frazione del Comune di Peschiera Borromeo nella campagna intorno a Milano. Sono gli anni di Craxi a Palazzo Chigi: scala mobile, euromissili, Achille Lauro e quant'altro. Clio ed Anna si intendono bene, la madre di Clio era socialista. Anche Bettino e Giorgio trovano punti d'intesa. Al termine del pranzo nel vecchio castello che fu dei Borromeo, Bettino Craxi e Giorgio Napolitano salgono le scale di legno che portano al 'Vecchio Granaio', un mercatino di cose antiche ed antiquariato. Craxi saluta i gestori e compra di getto per Napolitano un portagioielli di porcellana di Limoges, decorato in oro. Una decisione d'impeto, come era nel carattere di Craxi. Napolitano ringrazia con il suo tratto aristocratico (...). Da allora e' passato quasi un quarto di secolo. Il portagioielli e' ancora in casa Napolitano.  [Tratto da Venetosocialista]

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P.S.  Dall’Agenzia Reuters: “Inflazione a luglio +4,1%, massimo da 12 anni”.

     Amici dell’Associazione Futuro Ieri –
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/linche.htm




2 luglio 2008

I NANI CHE SI CREDEVANO GIGANTI

Sono talvolta le piccole notizie a fare i maggiori squarci di luce. Leggiamo oggi sui giornali (e ieri lo abbiamo visto in tv) un episodio che ha visto protagonista il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Non bastassero le figuracce già inanellate con quella donna di pochi letti che è la neo-moglie Carlà Brunì. Invitato dalla terza rete, France 3, per una conferenza stampa sul semestre francese a capofila dell’Unione Europea, si è prodigato in un siparietto degno dei tempi d’oggi. Mentre si lasciava truccare, nei minuti che precedevano la diretta, Sarkozy si è scagliato contro un tecnico dell’emittente: “E’ una questione di educazione. Quando si viene invitati si ha il diritto di essere salutati”. Infine sempre più irato: “Qui non siamo al servizio pubblico, siamo in mezzo a dei manifestanti... E’ incredibile e molto grave... Ma le cose cambieranno”. Al di là che il tecnico di France 3 fosse stato solo distratto oppure non avesse voluto salutarlo, il presidente francese non è la prima volta che da in escandescenze. Ricordiamo alcuni mesi fa, quando ad una manifestazione agricola un contadino si rifiutò di stringergli la mano e fu nobilmente appellato come “stro...”.

Da tutto questo occorre trarre, a nostro avviso, la conclusione che o i popoli si emancipano dalla condizione atavica di sudditi, ieri di re oggi di presidenti, e iniziano a considerarli per quello che sono, cioè dei mediocri frustrati, uomini falliti che trovano nella politica l’unico modo per affermarsi, oppure saranno guai, perché questi lillipuziani che ci governano o amministrano le nostre città - tanto in Francia quanto in Italia - si monteranno sempre più la testa, pensando di essere onnipotenti. Basti pensare a Berlusconi che vuole porre le “alte” cariche al di sopra di qualunque legge, quando invece buon senso sarebbe accelerare la verifica di ogni pendenza e sgombrare il campo da ogni seppur minimo dubbio sulla loro declamata limpidezza. Rammentiamo che ‘candidati’ trova l’etimologia nelle vesti candide che dovevano portare i senatori romani.
Ma questo sarebbe da Paese serio, quale noi purtroppo non siamo. E forse neppure la Francia!

 

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm




26 febbraio 2008

UN GOVERNO "ZU MIZURA"

Nel vasto immaginario fantascientifico e gotico di Warhammer 40.000 esiste la razza aliena degli Orki. Essi sono dei bestioni umanoidi verdastri e dalla fisionomia vagamente gorillesca che vivono di guerra e per la guerra e vengono fatti parlare in modo strano, di solito sostituendo la z con la s. Quello di cui voglio scrivere oggi ha a che fare con un mondo oscuro, bellicista e alieno perché riguarda il motivo per cui si formò il governo D’Alema del 1999, almeno per come emerge in un’intervista rilasciata dall’onorevole Cossiga al Corriere della Sera Sabato del 23 febbraio 2008, a pag.13. Questi alcuni stralci dell’intervista:

- Con Rispetto che si deve a un ex capo dello Stato, naturalmente

Va bene, così mi piace. Allora: intanto sgombriamo ogni dubbio. Per mandare Massimo D’Alema a palazzo Chigi, da dove poi ordinò gli attacchi aerei e terrestri contro i serbi, in Kossovo, non ci furono complotti, tra il medesimo D’Alema, Franco Marini, e il sottoscritto.

- No?

No. Posso raccontarle, tanto ormai è passato del tempo, che, caduto Prodi per mano rifondarola, l’ambasciatore britannico e il consigliere militare statunitense vennero da, che all’epoca guidavo un modesto partitito di transizione…”

- L’UDR

“Appunto, Ebbene , i due vennero da me e mi spiegarono lo scenario. Io li ascoltai e…”

- Sintesi del colloquio , signor presidente?

“La regione dei Balcani sta per esplodere, abbiamo bisogno dell’Italia, la più efficiente portaerei del Mediterraneo.”

- E lei

“Sapevo che erano venuti da me, anche perché io, con i voti del mio partitino, potevo sostituire Rifondazione. E decidere. Così, a quel punto, decisi pure che Massimo D’Alema sarebbe stato il leader giusto. Perciò salii al Quirinale e, in un colloquio di due ore e mezza , lo spiegai al mio successore Osar Luigi Scalfaro . Adesso, lascio stare che, quando uscii…”

- Cosa?

“ricorderà …certi giornali titolarono:”l’Ex capo dello Stato conferisce a D’Alema l’incarico…” Che poi, tra l’altro..”

L’intervista prosegue con altri dettagli, tuttavia il senso della cosa è evidente il governo del 1999 che portò un ex comunista alla presidenza del Consiglio era un governo tecnicamente necessario, creato su misura per gli interessi militari delle forze armate straniere. E’straordinario come gente che per una intera vita politica ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone semplici e oneste contro la NATO, contro l’imperialismo, il militarismo e per l’antifascismo e la Resistenza dalla mattina alla sera si trasformi in ciò che non era sostenendo tutto ciò che aveva combattuto il giorno prima. Con questa considerazione non mi riferisco all’ex Capo dello Stato, il quale ha in materia di NATO l’evidente merito della coerenza, ma a coloro che si professarono Comunisti e come tali son diventati leader di livello nazionale. Evidentemente questa vicenda orcheska del governo “Zu Mizura” rivela l’evidenza di una Repubblica senza sovranità e senza dignità&morale, dove la cittadinanza può portare alla raccolta differenziata la fiducia nel sistema e nelle classi dirigenti. Forse siamo noi cittadini il problema: siamo degli illusi e degli allucinati che ogni giorno cercano di negare l’evidenza di essere parte dell’Italia notoriamente un vaso di coccio fra i vasi di ferro. Personalmente suscita in me ribrezzo il furore delle guerre degli stranieri, fatte dagli stranieri per interessi alieni. La vita di ogni comune mortale che ogni mattina si alza presto per andare a lavorare finisce con l’essere condizionata da queste atrocità, che solo lo stellone nazionale ha risparmiato alla nostra gente perché si sa che le guerre iniziano in un punto e in modo e finiscono altrove in un altro. Inoltre essere portaerei altrui vuol dire sottostare a limitazioni di sovranità, impegnarsi a far fronte a spese straordinarie per partecipare in qualche modo al conflitto, rischiare gli accidenti delle guerre senza alcun apparente vantaggio. Non c’è bisogno di Napoleone per capire che le guerre generano incerti, basta la fantascienza dove di solito gli alieni, come gli orki del 40.000, partono in vantaggio e perdono rovinosamente le guerre contro i soliti terrestri. Voglio concludere il pezzo ricordando che nel mondo umano gli imperi nati dalla violenza quando cadono lasciano dietro di sé solo pallide ombre a differenza di quelli che avendo acquisito nel corso della loro esistenza qualche merito sono criticati con indulgenza dai posteri e una parte di ciò che sono stati diventa elemento di domestica gloria.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




1 febbraio 2008

PERCHE’ OGGI OGNI PREMIER, OLTRE PRODI, E’ ILLEGITTIMO

Siamo oramai abituati a veder strame del diritto italiano e della nostra Carta costituzionale, ma, nonostante questo, anzi proprio per questo, non è mai superfluo diffondere la legalità (a tutti i livelli).

Quanto sta accadendo in questi giorni con l’incarico del presidente della Repubblica Napolitano al Senatore Marini di formare un nuovo governo, dopo la mancata fiducia votata a Prodi, assume, a nostro avviso, connotati di assoluta illegittimità.

L’ultima riforma elettorale, ma per certi versi anche la legge precedentemente vigente, hanno modificato nella sostanza il criterio di elezione del presidente del Consiglio, che è passato da un’elezione di secondo grado in seno al Parlamento durante la cosiddetta “prima Repubblica”, ad un meccanismo di indicazione diretta da parte del corpo elettorale. Ognuno ricorderà che persino i simboli delle coalizioni contenevano il nome del candidato presidente, per non dire della propaganda in affissione, delle tribune elettorali, etc etc.

L’Italia non ha più, piaccia o non piaccia, almeno per adesso, un sistema parlamentare, ma un sistema semi-presidenziale.

Posto questo, sic stantibus rebus, come può configurarsi legittimo giuridicamente, prima ancora che politicamente o moralmente, un incarico a qualche esponente politico che non sia Romano Prodi o Silvio Berlusconi?

Misteri del Palazzo (o interessi della casta?)!

 

Amici di Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm




26 novembre 2007

A PROPOSITO DI CIVILTA'

“Il Sole 24 ore” di sabato 24 novembre riporta tradotta una dichiarazione di Nicolas Sarkozy il presidente della Repubblica Francese il quale avrebbe affermato che è ora di “Civilizzare Internet”, ovviamente i cattivi di turno non sono vietnamiti comunisti o algerini ribelli ma coloro che scaricano abusivamente dal WEB e meritano la repressione della Repubblica. Curioso ero convinto che le truffe informatiche e i furti d’identità fossero ben più gravi dei cosidetti pirati dallo scaricamento facile di film, telefilm e musiche e della tutela dei discutibilissimi diritti di copyright recentemente messi in discussione anche negli Stati Uniti da uno sciopero degli sceneggiatori e autori che spesso di questi diritti vedono solo una minima parte. Evidentemente il leader francese sa più cose di un comune mortale, quello che scrive qui tuttavia non può sottrarsi a qualche incuriosita riflessione.  Il giornale italiano ipotizza che il presidente troverà con questa sua attenzione verso gli interessi major il loro appoggio, ovviamente il fatto che i cittadini francesi dovranno subire qualcosa che è praticamente l’intercettazione di quel che fanno col computer sembra non essere importante. Una battaglia di civiltà sarebbe di abolire il Copyright su alcune cose come i medicinali che servono alla popolazione in modo che anche i paesi più poveri possano produrli senza aspettare i tempi biblici dello scadimento dei diritti. Non sarebbe male neanche pensare e proporre di ridurre legalmente e drasticamente il numero degli anni di durata dei diritti in relazione alle cosidette opere d’ingegno o artistiche, anche questo è misura della civiltà, di una civiltà che appena rifatti i soldi propone a tutto il mondo umano il meglio di quello che ha fatto senza lucrarci fino a devastare il progresso e la cultura stessa. Sempre a proposito del termine “civilizzare” c’è da chiedersi se in Francia qualcuno di questi uomini nuovi si ricorda del film “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo dove con gli audaci sistemi da civilizzatore francese il colonnello Mathieu vinse la battaglia di Algeri e la Francia perse tutta l’Algeria.

Da IANA per Associazione FuturoIeri



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