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7 dicembre 2009

Da Franco con furore

L'amico franco Allegri ha tradotto questa lettera di Ralph Naeder, è un pezzo molto duro sulle conseguenze e i retroscena della crisi Statunitense. Lo pubblico sapendo di far cosa gradita, del resto in Italia certe voci non hanno spazio nei media ufficiali. Fra i motivi di questa bizzarra rimozione, che sa di censura  tutta strapaesana, credo ci sia la senescenza delle nostrane classi dirigenti che vogliono illudersi di vivere nel 1948 quando i sovietici non avevano ancora l'atomica, i marines a stelle e strisce  proteggevano i padroni del Belpaese dai comunisti, la Chiesa era potente e politicamente stava con i ricchi e i ceti abbienti,  e la Democrazia Cristiana aveva un potere enorme. La nostalgia dei tempi passati quando diventa una fantasia che sostituisce la realtà provoca pazzia e degenerazione. A beneficio della salute mentale e politica dei miei venticinque lettori metto questa traduzione certo di far la cosa giusta. IANA


Barney Frank e il Pianeta delle Banche

Scritto da: F. Allegri In: Ralph Nader e letto 14 volte.

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16/10/2009

Di Ralph Nader

Su quale pianeta vive il Congressista Barney Frank, di fatto?

E’ il pianeta delle banche e delle altre imprese finanziarie che continuano a riempire i forzieri della sua campagna come loro presidente della House Financial Services Committee.

Dal suo piedistallo extraterrestre, protetto dalle sue osservazioni irriverenti e spiritose, vede la crisi di consumatori e proprietari di case rovinati e indebitati, ma le sue azioni non sono all’altezza.

Vedi le ultime audizioni fatte prima di questo scritto: Mr. Frank ha affossato i punti chiave della proposta di creare un Consumer Financial protection Agency (CFPA) indipendente.

Le banche non volevano un diritto del consumatore alla causa contro le imprese che violavano le regole per le loro ipoteche, carte di debito e credito, o prestiti a termine e a rate.

Barney disse certo!

Le banche vogliono un comitato di controllo debole dei loro regolatori adulanti, che fallirono sempre e miseramente nel decennio passato nell’evitare il collasso di Wall Street e le sue conseguenze economiche letali per lavoratori e consumatori.

Barney disse certo!

Le banche vogliono che i Congressisti amici rinuncino alla norma di ragionevolezza con la quale la nuova agenzia di tutela del consumatore arriverebbe alle tasse evase e alle pratiche ingannevoli, vedi il controllo della truffa dello scoperto che porta alle banche $40 miliardi.

Barney disse, certo, certo!

La “American Bankers Association” esulta come un migliaio di roosters.

Le 5 banche più grandi - ora anche più grandi dopo il collasso, il loro salvataggio pubblico e le loro acquisizioni - esultano con più  forza.

E perché  no?

Essi specularono con la pensione e gli altri risparmi della gente americana.

Trilioni di dollari furono drenati dai conti e saccheggiati a questi innocenti.

Inoltre, le banche si aspettano che la Legge Glass-Stegall - abolita da Clinton, Citigroup e dal Congresso nel 1999 - non sia ripristinata per separare le banche al dettaglio da quelle di investimento e bloccare i conflitti di interesse che devastano gli investitori.

Le Banche avranno ancora la loro Federal Reserve protettiva che, sebbene rafforzata dalla legge del 1994 per limitare il prestito predatorio, non farà nulla per fermare la truffa dell’ipoteca subprime che sommerse l’economia edile.

Fiutando un Barney Frank disponibile: altri affaristi vogliono le esenzioni dalla nuova autorità dell’agenzia del consumatore, inclusi i venditori d’auto, gli agenti immobiliari, i mercanti, i dettaglianti e altri giocatori vari nel gioco scritto piccolo dei servizi finanziari.

Possedute in massa dalla arroganza ghignante dello stato aziendalista, tali grandi banche garantiscono ancora alti compensi ai loro amministratori e ai grandi capi, mentre i contribuenti dell’America li stanno sussidiando e salvando ancora..

Il Ministro del tesoro scelto da loro, Timothy Geithner concesse che il governo USA assicuri oggi, non i depositi nelle grandi banche, ma il loro capitale come buono.

Più sbalorditivo per gli americani (di destra e di sinistra) che seguono i ragazzi della finanza è che loro sviluppano altri pacchetti di derivati speculativi, emessi con tassi attraenti, come le scommesse garantite sulle polizze vita.

Questo vi ricorda il tipo di giro finanziario e affare che affondò Wall Street e l’economia lo scorso anno?

Naturalmente i gruppi dei consumatori come il National Community Reinvestment Coalition (http://fairlending.com) e il U.S. Public Interest Research Groups (USPIRG) (http://www.uspirg.org) che hanno fornito la testimonianza eccellente nei mesi scorsi su quello che i consumatori sfruttati e i salvatori necessitano a lunga scadenza, sono delusi.

Ma loro, e la Consumer Federation of America (http://www.consumerfed.org) fronteggiano una disparità di risorse opprimente con gli affaristi finanziari.

Questi affaristi dispiegano eserciti di lobbisti a Capitol Hill e ospitano centinaia di campagne di finanziamento dei partiti.

In un articolo eccellente sul New York Times, l’editorialista onesto Joe Nocera pone la domanda - “Le Banche Non Hanno Vergogna?”

Egli inizia la sua risposta citando Simon Johnson, un ex economista del Fondo Monetario Internazionale: “Essi non possono pagare quello che devono!” iniziò con rabbia.

Allora si fermò, raccolse i suoi pensieri e andò oltre: “Tim Geithner le salvò con condizioni estremamente favorevoli per le banche … Ciò che mi interessa è che le banche continuano ad opporsi alla protezione del consumatore. Come possono opporsi alla tutela del consumatore proposta dall’uomo che è il Ministro del Tesoro più favorevole che abbiamo avuto in una generazione … è irragionevole”.

Ben detto, ma non è abbastanza.

Finché  i grandi capi delle banche avranno i loro alti premi e le loro banche corrotte e mal gestite avranno i loro salvataggi del contribuente, perché troppo grandi per fallire, continueranno a spingere l’avarizia devastante con impunità.

Il tema non è solo la vergogna.

Il tema è  la colpa e per quella, il processo, la condanna e la carcerazione sono i rimedi.

Quella è  la sola possibilità per smaltire la sbornia dei truffatori aziendalisti. Un processo adeguato previene leggi criminali aziendaliste più dure e un governo per la legge e l’ordine - nulla di simile si trova nelle proposte di legge o nelle teste e nei cuori dei nostri rappresentanti a Washington.

Perciò, cittadini sovrani ovunque siate, se non vi organizzate per poter parlare, continuerete a pagare, pagare e pagare.

Il momento di essere apatici è superato!

Tradotto da F. Allegri il 06/12/2009 Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.




23 agosto 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 2

E’ per me penoso tornare sull’argomento di quanto la realtà di questo paese smentisca ogni legittima aspirazione, ogni volontà di andare oltre la realtà, di costruire qualcosa di nuovo.

Il Belpaese si presenta sempre sotto i soliti panni meschini del vorrei ma non posso, dell’essere vaso di coccio fra vasi di ferro, del credere nei miracoli perché non è più possibile credere nella nuda realtà e nel valore del merito e della competenza. Un piccolo esempio di cosa siamo lo racconta un breve articolo di Repubblica, il noto quotidiano moderato, del 18 agosto 2008. Il titolo è questo:“Fioretto in economy, calcio in business in aereo medaglia non significa classe”. L’articolo a firma di Mattia Chiusano racconta che i giocatori di calcio nostrani alle olimpiadi hanno avuto dalla Figc il biglietto pagato nella classe superiore, mentre le fiorettiste, che comunque erano arrivate al podio e alla medaglia, avevano quello del Coni in classe economy, all’aereoporto le vincitrici hanno visto i perdenti a un gate diverso dal loro, quello della classe superiore. Sono stati perdenti e, in questo trattamento, premiati i giocatori di calcio del Belpaese. Questo non è solo l’ennesimo atto arrogante di un calcio nostrano sempre meno sport e sempre più circo e corte dei miracoli ma la dimostrazione del profondo disvalore che ha oggi il merito nel Belpaese. Ogni atto meritorio e buono del nostro agonismo nazionale è un atto di forza contro questa putrefazione che ci opprime. Indico quale evidente fenomeno di decomposizione il profondissimo disprezzo del merito e del valore che è insito nella società italiana. Parlo di società al singolare ma di questi tempi il Belpaese è talmente confuso che forse più che di un solo popolo e di una sola cultura sarebbe necessario parlare di una serie di realtà diverse che si sovrappongono spesso senza neanche conoscersi, e che per incastro e quasi per miracolo formano le nostre genti.

Del resto non potrebbe non essere così, i fenomeni di globalizzazione dell’economia hanno accentuato ciò che divide gli italiani e colpito duramente ciò che li tiene assieme. In una realtà dove è importante solo il Dio-denaro e i consumi di lusso, dove l’unica cosa che conta è il successo economico i valori che normalmente tengono assiene popoli e comunità si svalutano o si dissolvono. I peggiori difetti e le tragiche piccinerie delle nostre sedicenti classi dirigenti trovano un buon terreno per prosperare, tuttavia in tanta sciagura qua e là si vedono atti di testimonianza che vanno in direzione opposta alla tendenza. Fra questi sono da considerare positivamente anche le nobili imprese degli sport minori. Così vengono comunemente nominati, ma le loro medaglie e le loro vittorie sono di solito non minori ma maggiori a causa dell’umilità e del sacrificio che gli atleti sostengono per arrivare ai risultati. Altro che nazionale di calcio alle olimpiadi.

IANA per Futuroierii



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