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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 maggio 2009

BENVENUTI A PUTTITALIA

L’altro giorno un amico se n’è uscito con questa domanda: ma se tua figlia di 16/17 anni fosse insidiata e circuita da un vecchio bavoso ultrasettantenne, seppure miliardario, te che faresti?

La domanda, con personaggi e circostanze puramente casuali, non è banale. La risposta naturale è che – smorzato il forte impulso a tiragli una pedata nel di dietro fino a fargli battere una boccata a terra – andremmo subito a denunciarlo per pedofilia (Libro secondo Titolo XII Capo III del Codice Penale).

Ebbene oggi il nostro disgraziato Paese, già prostrato da una crisi economica che non solo non ha precedenti ma che non vede affatto la fine del tunnel, è costretto a osservare politicanti che “frequentano minorenni” a festini, ragazze job-on-call nominate ministro della Repubblica, ministri affetti da nanismo fidanzati con sventole bionde, sottosegretari che quotidianamente si fanno rifornire da pony express di polvere bianca, ecc. ecc.

Insomma da Publitalia a Puttitalia, il paese delle libertà... dove ognuno è libero di fare come gli pare (basta che non abbia un reddito inferiore a mille euro al mese o sia extra comunitario, perché allora non può fare un cacchio!).

Che vergogna. E le alte o basse gerarchie ecclesiastiche, pronte a fare fuoco e fiamme per la sacralità della vita non hanno nulla da dire sulla sacralità del matrimonio, sul dovere di fedeltà coniugale, sulla decenza dei costumi? E i rotocalchi, pronti a pizzicare anche un innocente buffetto sulla guancia, stavolta non hanno niente da mostrare? E gli opinionisti che discettano sulle minime alchimie elettorali non hanno una parola di sdegno da spendere?

E se davvero stesse dilagando la febbre suina, ma in altra forma???????

 

Amici di FUTURO IERI

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




2 aprile 2009

A LONDRA VA IN SCENA LA FIERA DELLA PARRUCCA

Da oggi a Londra è riunito il cosiddetto “G20”, ovvero il summit dei capi di Stato dei 20 Paesi più industrializzati o potenzialmente tali.

Si tratta di una pantomima che criticare equivale un po' a sparare sulla Croce Rossa. E’ un rito malinconico e decrepito. Venti parrucconi accompagnati da auto-blu e codazzi di portaborse che dovrebbero risolvere le sorti di un pianeta in piena recessione economica, in emergenza ambientale e in crisi di identità.

Ma qual è il matto che, oggi, può credere che questi signori - per la maggior parte artefici del disastro che stiamo vivendo e che ricade sulle spalle delle loro cittadinanze - sia capace di non solo risolvere ma neppure comprendere l’essenza del problema?

Voi affidereste una forma di Parmigiano alla sorveglianza di un topo???

Tantissime persone sono affluite in questi giorni a Londra per manifestare lo sdegno verso questi pseudo monarchi e far sentire loro la disapprovazione delle comunità che dovrebbero governare con oculatezza e probità.
Noi, più semplicemente, pensiamo che su di essi debba scendere un velo di pietoso silenzio e indifferenza, in attesa di farli scendere (democraticamente) da un trono che non meritano...

 

Associazione FUTURO IERI – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




8 agosto 2008

BERLUSCONI, NAPOLITANO E IL LODO

Note a margine del famigerato Lodo Schifani / Alfano sulla casta di potenti che vorrebbero farsi intoccabili. Oltre il fumo negli occhi - "ad arte" - della sicurezza, della monnezza e del ministro Prunetta. Per meglio capire.

AGI - Roma, 10 mag 06 - Il rapporto fra le famiglie Craxi e Napolitano e' di antica data. Il primo era il leader dei socialisti italiani, il secondo il leader dei miglioristi del Pci, l'ala del partito di Enrico Berlinguer piu' vicina al Psi. Bettino Craxi e Giorgio Napolitano si incontravano spesso, anche con le signore ed i figli. Non erano incontri felpati, con camerieri in livrea, argenteria, vescovi, grand commis e grandi firme, come quelli di Castelporziano nella tenuta del Presidente della Repubblica. Erano incontri politici fra due importanti leader politici italiani, con in testa l'idea di una sinistra piu' moderna (...). Anni ottanta, domenica, pranzo. Bettino Craxi, Giorgio Napolitano, le signore Anna e Clio, i figli Bobo e Stefania mangiano insieme alla 'Trattoria dei cacciatori' alla Longhignana, una frazione del Comune di Peschiera Borromeo nella campagna intorno a Milano. Sono gli anni di Craxi a Palazzo Chigi: scala mobile, euromissili, Achille Lauro e quant'altro. Clio ed Anna si intendono bene, la madre di Clio era socialista. Anche Bettino e Giorgio trovano punti d'intesa. Al termine del pranzo nel vecchio castello che fu dei Borromeo, Bettino Craxi e Giorgio Napolitano salgono le scale di legno che portano al 'Vecchio Granaio', un mercatino di cose antiche ed antiquariato. Craxi saluta i gestori e compra di getto per Napolitano un portagioielli di porcellana di Limoges, decorato in oro. Una decisione d'impeto, come era nel carattere di Craxi. Napolitano ringrazia con il suo tratto aristocratico (...). Da allora e' passato quasi un quarto di secolo. Il portagioielli e' ancora in casa Napolitano.  [Tratto da Venetosocialista]

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P.S.  Dall’Agenzia Reuters: “Inflazione a luglio +4,1%, massimo da 12 anni”.

     Amici dell’Associazione Futuro Ieri –
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/linche.htm




2 luglio 2008

I NANI CHE SI CREDEVANO GIGANTI

Sono talvolta le piccole notizie a fare i maggiori squarci di luce. Leggiamo oggi sui giornali (e ieri lo abbiamo visto in tv) un episodio che ha visto protagonista il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Non bastassero le figuracce già inanellate con quella donna di pochi letti che è la neo-moglie Carlà Brunì. Invitato dalla terza rete, France 3, per una conferenza stampa sul semestre francese a capofila dell’Unione Europea, si è prodigato in un siparietto degno dei tempi d’oggi. Mentre si lasciava truccare, nei minuti che precedevano la diretta, Sarkozy si è scagliato contro un tecnico dell’emittente: “E’ una questione di educazione. Quando si viene invitati si ha il diritto di essere salutati”. Infine sempre più irato: “Qui non siamo al servizio pubblico, siamo in mezzo a dei manifestanti... E’ incredibile e molto grave... Ma le cose cambieranno”. Al di là che il tecnico di France 3 fosse stato solo distratto oppure non avesse voluto salutarlo, il presidente francese non è la prima volta che da in escandescenze. Ricordiamo alcuni mesi fa, quando ad una manifestazione agricola un contadino si rifiutò di stringergli la mano e fu nobilmente appellato come “stro...”.

Da tutto questo occorre trarre, a nostro avviso, la conclusione che o i popoli si emancipano dalla condizione atavica di sudditi, ieri di re oggi di presidenti, e iniziano a considerarli per quello che sono, cioè dei mediocri frustrati, uomini falliti che trovano nella politica l’unico modo per affermarsi, oppure saranno guai, perché questi lillipuziani che ci governano o amministrano le nostre città - tanto in Francia quanto in Italia - si monteranno sempre più la testa, pensando di essere onnipotenti. Basti pensare a Berlusconi che vuole porre le “alte” cariche al di sopra di qualunque legge, quando invece buon senso sarebbe accelerare la verifica di ogni pendenza e sgombrare il campo da ogni seppur minimo dubbio sulla loro declamata limpidezza. Rammentiamo che ‘candidati’ trova l’etimologia nelle vesti candide che dovevano portare i senatori romani.
Ma questo sarebbe da Paese serio, quale noi purtroppo non siamo. E forse neppure la Francia!

 

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm



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