.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


2 febbraio 2016

Una ricetta precaria per le mattine difficili


Ricetta precaria

E’ la 7. Quasi sicuro

Mentre la sveglia mattutina vi rintrona e la radio trasmette le notizie delle 06:30 e contemporaneamente pensate alla giornata ecco l'illuminazione. Il colpo alla testa.

Per mesi, anni tu precario, ora quasi ex precario o forse no, hai squadrato la crisi da molti punti di vista. Hai passato in rassegna l'economia, le minoranze di miliardari al potere, i super burocrati europei , i complessi militar-industriali delle grandi potenze, la de-industrializzazione e altre cose simili. Poi stamani la botta in testa. Il soggetto umano tendenzialmente ha perso il suo riferimento in materia di corpo di carne e d'identità. I modelli della pubblicità sono praticamente creati in laboratorio;per mettere in piedi quei corpi eleganti, sportivi, atletici, muscolosi o sensuali semplicemente ci vuole un lavoro di tipo professionale e talvolta uno staff di esperti. Non basta alle volte la professionalità dei cultori e allenatori del corpo; spesso ci vuole il ritocchino dell'esperto di grafica, quello delle luci, il fotografo alla moda con i suoi collaboratori. Si tratta di un salto logico quello che avviene normalmente nella testa dei molti; una realtà virtuale e fiabesca è data come modello a cui deve aspirare a gente comune e banalissima che deve tirare a campare e ne ha mille di croci quotidiane da portare. Lo steso salto logico avviene nella sfera sessuale per via della proliferazione virulenta della pornografia da quando VHS, DVD e internet hanno moltiplicato la possibilità dell'accesso a tutte le forme del genere. Un mondo immaginario dai tratti ora grotteschi, ora indecenti, ora fiabeschi si spalmato sulla realtà concreta al punto d'assorbirla. L'umano reale e concreto si è come dissolto nella moltitudine d'immagini virtuali o artefatte. Il mondo anche in questa materia è diventato una favola. Allora ecco che l'illuminazione della consapevolezza è passata e siete totalmente incapaci di alzarvi, di cambiarvi d'abito, far finta di lavarvi, dirigervi alla porta e rincominciare con il quotidiano lavoro. Ci vuole una terapia d'urto per questa crisi dei resti del vostro esser maschio post-ex-trans-patriarcale. Quindi ricetta.

Si prenda la solita mistura malfatta di latte e caffè malamente riscaldata nel forno a microonde.

Una fetta di pane raffermo o pane da toast rozzamente riscaldato.

Schiaffate con fredda ma lucida indifferenza abbondante d'nduia piccante tipo rovente in bocca ma spalmabile

L'effetto calore provocato dal discutibile salame spalmabile calabrese provocherà l'ingurgitare frettoloso della mistura di caffè e latte a prescindere dagli esiti del microonde. Con questo espediente potrete pensare di aver fatto colazione.

Quindi svolto il rito della colazione , mentre lo stomaco protesta con bruciori vari la discutibile commistione alimentare, apri la porta e vai a lavorare .

Quindi cari lettori la morale è sempre quella.

E anche stavolta avrete così risolto.




17 maggio 2013

Diario precario dal 4/5 al 6/5/2013

 

           

Data. Dal 4/4/2013 al  6/5/2013

 

Note.

Maggio.

Governo  nuovo, polemiche vecchie.

 Italia immobile.

 Così pare.

Correzione terze prove, siamo alle battute finali dell’anno.

Mi prende un senso di solitudine e di stanchezza.

Visto film di Myazaki: Kiki consegne a domicilio.

Dibattito scolastico all’assemblea con psicoterapeuta e ipnologo.

 

Considerazioni.

Il film di Hayao Miyazaki è una piccola perla ma è anche una dose sconvolgente di zuccherosi buoni sentimenti e positive azioni. Alcune osservazioni. Prima osservazione in trent’anni è cambiato poco o nulla l’animazione giapponese è ancor  oggi percepita come spettacolo per bambini e con mio grande imbarazzo mi son trovato con il mio bicchiere di birra in mezzo a famiglie e a bambini con il guanciale di supporto per alzarsi di qualche centimetro sulle sedie o con il   bicchierone  di pop-corn. Più o meno al tempo della mia infanzia le cose stavano così, l’animazione in generale e quella giapponese in particolare era ed è pensata come spettacolo per bambini e famiglie. Mi sono detto: “se qualcuno mi chiede qualcosa dico che sono qui per scrivere una recensione per un blog”.

Seconda osservazione l’Europa descritta dal nipponico studio Ghibli è di fantasia, è il regno delle fiabe rivisto e corretto dove al posto delle casette di zucchero e pan di Spagna e alle carrozze trainate da topolini c’è un mondo tecnologico ordinato, preciso, pittoresco pieno di animali, fiori, natura. L’Europa da cartolina illustrata, anzi da acquerello di quelli che si vendono ai turisti stranieri nelle città d’arte. Terzo va osservato che la protagonista è una strega tredicenne a cavallo di una scopa volante che va a giro per i cieli del nord Europa evidentemente, se c’è una categoria umana che nella storia d’Europa è stata massacrata e messa al rogo dall’ordine costituito è proprio la categoria delle streghe. Il che mi fa pensare che in fondo lo sdoganamento della strega dei nostri tempi che avviene per fini commerciali e di vendita di prodotti d’intrattenimento e giocattoli vari sia dovuto al fatto che per via commerciale la strega cessa d’essere soggetto culturalmente e socialmente pericoloso. In effetti quando c’erano davvero le streghe a giro per l’Europa torture, roghi, processi, pubblici pestaggi erano la regola. Calvinisti, luterani, cattolici, furono spietati nei confronti della stregoneria letta come fatto demoniaco  e sopravvivenza di culti pagani e quindi opposizione concreta all’ordine costituito di allora.  Le piccole streghe della civiltà dei consumi e dello spettacolo, con la scopa volante o chitarra elettrica a seconda dei casi e delle sceneggiature, evidentemente non sono pericolose per l’ordine costituito; la civiltà presente ha sdoganato quello che per secoli era percepito come una potente manifestazione delle forze del male e togliendo alla categoria ogni dimensione malefica ha rivestito il settore “streghette e maghette” di una dimensione positiva, si tratta di un riciclaggio ben riuscito di una categoria umana. In questo il maestro dell’animazione giapponese non è molto diverso da molti autori che hanno preso questo riciclaggio e ci hanno lavorato sopra per creare personaggi simpatici più o meno positivi.

Per il resto è un ottimo film d’animazione all’insegna dei buoni sentimenti, del romanzo di formazione, del pittoresco.

L’Europa ideale e bella  e l’Italia ideale e bella  sembrano confinate nelle fantasie e nei capolavori grafici del maestro dell’animazione giapponese.

Lunedì incontro con la psicologia, l’ipnotismo e la psicoterapia e perfino la grafologia all’assemblea d’istituto. Niente lezione del lunedì ma sorveglianza.

Quattro settimane e la scuola è finita. Devo spingere al massimo il programma.




4 settembre 2009

Alla fine è arrivato l’autunno di questa crisi

La valigia dei sogni e delle illusioni

Alla fine è arrivato l’autunno di questa crisi

La stagione delle illusioni e dei pubblici scongiuri è finita, la crisi avanza nel Belpaese, chi scrive è semplicemente angosciato da quello che sta succedendo nel suo settore: la scuola pubblica. Con una certa sorpresa osservo che addirittura la stampa italiana inizia ad occuparsi dei problemi occupazionali e dei precari della scuola pubblica.

Nel mio settore c’è un numero elevato di precari, la crisi in atto li colpisce due volte psicologicamente e materialmente; essendo io stesso precario sento il peso di qualcosa che cresce e che non è comune solo ad alcune categorie del settore scuola, è come l’aria che si respira e si spande ovunque.

Come un morbo medioevale la paura si diffonda nel Belpaese, gente mentalmente e fisicamente sana ora teme, e ha paura anche se le cose per il momento vanno. Questa non è una questione di pessimismo o ottimismo quello che sta arrivando è un fenomeno forse nuovo, o forse da decenni dimenticato: si ha paura che tutto il piccolo mondo privato d’affetti, di piccole certezze, di banali comodità sparisca dalla mattina alla sera, venga travolto da questa grande onda. I processi di globalizzazione hanno determinato una delle crisi più gravi a memoria d’uomo, forse solo nel 1929 si può osservare qualcosa di simile. Adesso milioni di famiglie italiane sono alle prese con la paura di perdere il potere d’acquisto, con il timore che qualcuno di casa perda il posto di lavoro. Un mondo umano si trova, dopo decenni di materialismo rozzo e ottuso, con un niente che divora tutta la loro esistenza. Quest’ira divina può scatenarsi per un banale caso della vita: una malattia grave, il figlio perde il lavoro, il padrone di casa aumenta l’affitto, il mutuo per la casa o per la macchina. Le conseguenze possono essere rovinose per coloro che sono in una condizione precaria.

Quello che sta avvenendo è più del fallimento di politiche scellerate, di malvagità liberaleggianti in materia d’economia, di dottrine economiche neo-conservatrici sballate rozzamente gestite da politici ignari e apprendisti stregoni: questa è la fine delle illusioni. I miraggi della pubblicità e della politica si sono dissolti. Adesso emerge la verità di un mondo umano ferito, incattivito, impaurito; tutte le visioni cinematografiche, televisive, da rivista di ricchezze facili, di miracoli alla lotteria, di esser belli, ricchi e felici si dimostrano allucinazioni collettive.

Quel che è ignoto è come evolverà la situazione, questa paura potrebbe risvegliare forze nuove positive e attive, oppure potrebbe indirizzarsi verso un’ulteriore spirale di dolore, angoscia e timore. Questa paura poi è senza nome né volto, è senza un corpo fisico, e senza una ragione apparente, il male che giunge agli occhi dei più non è solo privo di ragione ma esso stesso non ha una ragione.

Forse la soluzione di un dolore così grande non è poi così complicata, forse tutto può essere riassunto in una semplice evidenza: “la terza rivoluzione industriale sta compiendo una metamorfosi, si sta avviando verso nuovi equilibri di potere politico e militare, sta diversificando le fonti d’energia prevalenti e portando lo sviluppo industriale in Asia e AFFRONTANDO I LIMITI DEL SUO MODELLO DI PRODUZIONE E CONSUMO. Il mondo di prima con le sue regole, con i suoi valori, le sue ridicole certezze viene lentamente stritolato e dissolto per far posto al nuovo“. Gli umani che vegono travolti a milioni sono vittime di un’altra tragica evoluzione della civiltà industriale.

IANA per FuturoIeri

 




2 settembre 2008

AFRICA, AFRICA, AFRICA

 

Il quotidiano moderato La Repubblica del 30/8/08 con un pezzo a firma di Ainas Ginori informa i lettori che nonostante i divieti e i forti dubbi in materia sanitaria le creme per sbiancare la pelle commercialmente parlando vanno forte presso le ragazze di colore e asiatiche. Sembra a causa di una certa soggezione per il modello di bellezza veicolato dalle case di moda e dalla pubblicità ricalcato sulle forme della donna bianca. In gergo si dice caucasica, ma il sottoscritto preferisce il termine germanica o nord-europea che forse non suona bene ma semplifica il concetto e chiarisce le idee. Ma ora forse arriva un sollievo per le genti di colore, come si dice nel politicamente corretto, perché sempre dallo stesso quotidiano in un pezzo del 31/08 a firma di Marco Marozzi apprendono i gentili lettori che si sta delineando per il nostro professor Prodi un incarico in africa per l’ONU. Curioso dalle dichiarazioni dei nostri politici avrei pensato che per l’Africa il predestinato fosse Walter Veltroni, ma si sa che l’Italia è il regno dell’impossibile: le cose avvengono e sono di tale natura che non possono essere neanche pensate, quando piombano giù dalla Luna dei miracoli sulla nera Terra vanno accolte per ciò che sono. Così capita che il PD si ritrovi senza il suo leader storico che, a quel che si legge, è lì lì per andare nel Continente Nero. Il mio pensiero alla luce di queste notizie è che non tutti possono andarsene dal loro paese e non tutte possono sbiancandosi la pelle illudersi di essere qualcosa di diverso da ciò che sono. Sul Manifesto, che non è un quotidiano moderato, del 2/09/08 a pag.5 il gentile lettore scopre che 11 precarie di un call-center di Legnano (Milano) una volta licenziate si sono messe all’asta su Youtube. Una provocazione di protesta, certamente. Eppure, essa ci ricorda ancora una volta che la fuga da ciò che si è e dalla propria condizione umana non è una merce per tutti.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




26 luglio 2008

SI FA PRESTO A DIRE NO-GLOBAL

Invito i gentili lettori a riflettere su questa citazione. Poi scriverò da dove è tratta:”La realtà attuale ci pone di fronte al fenomeno della globalizzazione. Soprattutto dalla caduta del muro di Berlino, tale fenomeno è andato espandendosi a grande velocità e con grande forza, trasformando tutto il mondo in un unico grande mercato. La globalizzazione implica che la persona e il suo operato vadano perdendo sempre più valore rispetto a quello che è il valore del prodotto. Le differenze di ordine culturale e linguistico ed etnico vengono abolite e soppresse nel segno di un grande “melting pot” che comprende tutto il mondo. Ne conseguono spesso una mescolanza culturale e linguistica, svarite forme di ibridazione culturale, soprattutto nelle grandi megalopoli che non di rado contano una popolazione addirittura maggiore di quella di interi stati” Questo scritto è tratto da: Profili storici della scuola ladina in provincia di Bolzano, pubblicazione dell’ufficio cultura e scuola ladina, provincia autonoma di Bolzano, anno di stampa 2006. Lo scritto è di Ronald Verra, di professione fa l'intendente scolastico per la scuola delle località ladine della provoncia di Bolzano. Quella che potrebbe essere la premessa di un discorso che qui solitamente in Italia nei principali mass-media è bollato come No-global è semplicemente la constatazione della realtà. 

Quello che interessa all’autore è sottolineare come certi processi di globalizzazione distruggono la varietà linguistica e aggiunge:”Ma le lingue possono anche morire. Secondo l’UNESCO, attualmente vi sono 5000 lingue, di cui ogni anno ne scompaiono circa 25. Continuando questa progressione, alla fine di questo secolo ne rimarranno solamente 2500 lingue, e probabilmente addirittura di meno, visto che il processo di uniformazione proseguirà a ritmo sempre maggiore…Quando però una lingua muore, con essa muore tutta una concezione del mondo che nel suo patrimonio lessicale trovava espressione.”.

La denuncia dei pericoli dei processi di globalizzazione e di riduzione di tutta la realtà a merce non è una fissazione della leggendaria Nouvelle Droite o dei presunti No-Global, è la banale constatazione di un dato di fatto. Le minoranze formate da pochissimi miliardari al potere hanno creato questa situazione e non sanno controllarla, neanche sanno indirizzarla, c’è quindi il concretissimo pericolo che essa produca nuove mostruosità foriere di conflitti e di disordine. Non si può promettere il paradiso in terra e l’eterna giovinezza a tutti e poi dare alle moltitudini un mondo umano osceno nelle forme, brutalizzato nei rapporti sociali e stomachevole per quel che riguarda le prospettive di sviluppo. Fino a che punto potrà andare avanti questa tragica farsa, questo carnevale delle maschere ridicole; quando arriverà il momento di scendere con i piedi per terra e osservare lo sfracello compiuto da un modello di produzione e sviluppo fatto a immagine e somiglianza della frode, della scelleratezza e della pirateria. Ultimamente però sta prendendo forma l'abitudine di prendere di mira coloro che non sopportano questa situazione intollerabile affibbiandogli il nomignolo di No-Global, come se un pensiero rivolto al futuro o una condizione di disagio potessero essere criminalizzate o fatte svaporare pronunciando questa parolina magica. Si fa presto a dire No-Global.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



sfoglia     dicembre        marzo
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email