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19 agosto 2010

Alluvioni in Pakistan: modalità per aiutare le popolazioni

Quando la disgrazia non buca il video...


Dal secondo giorno del Ramadan molti distretti del Pakistan sono senza elettricità, acqua potabile e comunicazioni. Ponti e strade sono distrutte e molte aree sono raggiungibili solo per via area o con l’uso di imbarcazioni, anche le principali vie di comunicazione tra Sindh e Punjab sono al momento interrotte. Milioni di ettari di frumento sono andati distrutti tra la provincia di Khyber Pakhtunkhwa, Punjab e Sindh dove l’acqua che avanza non ha ancora raggiunto il suo culmine. Un sacco di farina da 40 Kg ha raggiunto le 5000 rupie, il doppio dall’inizio dell’emergenza. Il 90% delle mandrie e delle greggi sono state sterminate dall’alluvione. Molte persone colpite sono ancora intrappolate in diverse zone del Paese in attesa di soccorsi ormai da 15 giorni.

“Abbiamo raggiunto e soccorso finora 37.800 tra bambini e adulti,” ha dichiarato Mohammed Qazilbash, portavoce di Save the Children in Pakistan. “Lo sfollamento massiccio e continuo di questi giorni facilita la diffusione delle malattie e le condizioni precarie espongono soprattutto i bambini che sono più vulnerabili. I nostri medici stanno accertando casi di polmonite, diarrea e malaria che sono le principali cause di morte dei bambini nei paesi in via di sviluppo anche in condizioni normali. Stiamo lavorando senza sosta per fornire loro il prima possibile le cure necessarie e istruzioni ai loro genitori per evitare il contagio”.
Gli interventi continuano con l’assistenza medica fornita attraverso equipe mobili, cliniche fisse e mobili, e la distribuzione di kit di primo riparo, kit igienici e per il parto. Per far fronte alla mancanza di cibo sono state distribuite 27 tonnellate di derrate alimentari a 316 famiglie nell’area di Ushu e Kalam e nel distretto di Swat, provincia di Khyber Pakhtunkhwa, dove Save the Children è stata scelta dal Programma Alimentare Mondiale (PAM-WFP) dell’ONU per distribuire gli aiuti in 10 circoscrizioni.
Potete sostenere i bambini e loro famiglie nelle zone colpite in Pakistan, aderite ora al Fondo Emergenze di SAVE THE CHILDREN: https://www.savethechildren.it/IT/Tool/ECommerce/?dem=stc&canale=1&causale=3693

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Le alluvioni di questo mese di agosto hanno provocato il peggior disastro a memoria d'uomo nel Pakistan. I morti sarebbero 1.600 e le persone colpite circa 20 milioni. Abitazioni distrutte, perdita di raccolti e dei capi di bestiame, vie di comunicazione interrotte e rischi di epidemie dovute alla mancanza di acqua potabile e alle difficili condizioni igienico-sanitarie.

Caritas Pakistan, con il sostegno delle altre Caritas, tra cui anche Caritas Italiana, promuove un Programma di emergenza alluvioni, per il quale sono necessari fondi pari a 4 milioni di euro. A beneficiarne saranno 250.000 persone.

Il programma di emergenza, che verrà realizzato nei prossimi tre mesi, prevede la fornitura di cibo e tende, prima assistenza sanitaria e medica, riparazione dei sistemi di approvvigionamento di acqua, ricostruzione delle infrastrutture come ponti, strade, scuole.

Il vescovo di Multan, S.E. Mons. Andrew Francis, ha visitato il dispensario di Caritas Pakistan a Multan, situato vicino Dera Dina Panah, una delle città più colpite dall'alluvione nella provincia di Punjab. Egli ha sottolineato che questa non è la prima volta in cui i cristiani lavorano per aiutare i fratelli musulmani. 

Il dispensario ha finora fornito assistenza medica a 1.950 pazienti e distribuito cibo a 3.000 persone. Caritas Italiana ha destinato un primo contributo per i bisogni più urgenti.

Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte tramite C/C POSTALE N. 347013 intestato a CARITAS ITALIANA specificando nella causale "Pakistan".

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Pakistan: emergenza alluvioni.

20 milioni di persone colpite dalle alluvioni monsoniche nel nordovest del Pakistan: Cesvi in campo per portare aiuti alla popolazione.

Continua a salire il numero delle vittime accertate delle piogge monsoniche che si sono abbattute sul Pakistan: 1600 morti e circa 20 milioni di persone colpite dalle alluvioni, secondo le ultime stime.

La situazione è sempre più drammatica: nelle aree più devastate interi villaggi sono stati completamente distrutti dall’acqua e le popolazioni hanno praticamente perso tutto.

La comunità internazionale ha definito la situazione in Pakistan un disastro epocale le cui dimensioni sono destinate a crescere. A rischio sono soprattutto i bambini: l’Onu ha stimato che sono circa 3,5 milioni i bambini a rischio. Molti casi di polmonite, diarrea e malaria sono già stati accertati e la situazione sanitaria continua a peggiorare.

Cesvi sta lavorando per assistere la popolazione colpita con la distribuzione di generi di prima necessità e ripari temporanei.

Sostieni oggi stesso l'intervento del CESVI:

> con una donazione chiamando il NUMERO VERDE 800 036 036.

 

Grazie!




31 ottobre 2009

Adesso il Belpaese è tutto il mondo, quindi non sa chi è

 La valigia dei sogni e delle illusioni

Adesso il Belpaese è tutto il mondo, quindi non sa chi è

La penisola ne ha viste tante: invasioni barbariche, eserciti medioevali e rinascimentali messi in piedi con tutta la feccia umana del Vecchio Mondo e non solo, e poi l’età Moderna con gli stati italiani messi in palio durante le guerre fra le potenze d’Europa nel Settecento e nell’Ottocento e i loro eserciti che han fatto il comodo loro per tutta la lunghezza del Belpaese da nord a sud. Il Novecento è stato fin troppo umiliante, e gli esiti delle due Guerre Mondiali hanno manifestato le troppe debolezze dell’Italia e delle sue genti difformi e la totale irresponsabilità e viltà delle sue sedicenti classi dirigenti. Queste amarissime vicende storiche han fatto sì che lo straniero nel Belpaese sia sinonimo d’invasore, di barbaro, di assoldato razziatore e delinquente, di saraceno venuto dal mare per bruciare le chiese, sterminare la popolazione e rapir le donne. Questo macigno non può essere rimosso nemmeno dalla pessima pubblicità commerciale dove bambini di tutti i colori ostentano prodotti commerciali magari prodotti nei paesi poveri da una forza lavoro adolescenziale sfruttata e vessata, da mitologie del tutti belli e buoni, dal buonismo farisaico dei partiti moderati, da un comune buon senso che è solo chiudere gli occhi davanti alla realtà, dal fingere con pertinace indifferenza che nulla è cambiato. Questo fatto si combina con la doppia morale tipica degli italiani per mezzo della quale si fanno certe affermazioni in pubblico e in privato si pensa o si opera in modo completamente diverso secondo le proprie inclinazioni e il proprio interesse. Ritengo che la maggior parte degli italiani non riveli pubblicamente ciò che pensa davvero sulle trasformazioni che sono avvenute nel Belpaese e in particolare sull’evidenza che si sono inserite in Italia comunità di recente immigrazione con altre culture e altri costumi.

Per gli abitanti della Penisola il rimescolare le popolazioni presenti sul territorio non è una novità e l’abbiamo condiviso con tanti altri popoli  al tempo dell’Impero Romano che ha portato a spasso per la Vecchia Europa perfino i Samarti un popolo delle steppe dell’Asia, arruolati nelle forze armate imperiali. Alcuni di loro, a quanto pare, finirono nella Britannia romana. L’Italia ha attirato popolazione dall’Africa e dalla grande massa di terre emerse dell’Europa e dell’Asia. Oggi con l’emigrazione da tutti e cinque i continenti completiamo il percorso intrapreso due millenni fa, l’Italia ha dentro di sé popolazioni di tutto il pianeta azzurro, ogni grande città italiana, quasi per una burla del destino, ha al suo interno comunità che rappresentano quasi tutte le popolazioni umane. Come al tempo dei nostri Cesari non sappiamo più molto bene chi siamo, dove andiamo, che cosa si dovrebbe essere. Per ora questi  problemi sono taciuti o hanno il bavaglio; l’eccezione al grande silenzio si è manifestata ed è quella della manifestazione rabbiosa della comunità cinese che si è fatta sentire in modo clamoroso a Milano qualche anno fa per questioni locali. Di fatto le comunità di recente immigrazione non hanno ancora visibilità politica e televisiva, ma questo dato ha i giorni contati; presto non sarà più possibile ignorare la realtà, fingere che queste genti siano solo di passaggio, che resteranno solo nei quartieri e nelle realtà dei loro padri. La seconda  generazione nata e istruita in Italia chiederà per sé qualcosa di diverso e d’altro.  Cosa sia il Belpaese è assolutamente ignoto, non so quale sia il volto del Belpaese, forse oggi non è possibile ricostruire l’immagine di qualcosa che si sta trasformando così rapidamente. Rimane allora l’immagine personale e privata, confusa e distorta che mette assieme vecchie rovine, storie del tempo che fu, volti di gente un tempo conosciuta e oggi trapassata e le quotidiane immagini della televisione. E’ qualcosa, ma è anche troppo poco per capire quello che sta prendendo forma.

 

IANA per FuturoIeri



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