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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


23 settembre 2011

PICCOLO ELENCO DEI VERI SPRECHI CASTALI

Nel momento in cui il governo Berlusconi intende imporre al Paese una manovra correttiva della manovra correttiva della Legge Finanziaria 2011, uno scioglilingua da circa 100.000.000.000 di Euro a danno soprattutto delle fasce più deboli degli italiani (dai 30.000 €/anno lordi in giù), che si spera le forze politiche più assennate e oneste vorranno bocciare in sede di conversione parlamentare dell'ennesimo Decreto Legge (subitaneamente ratificato dalla firma più veloce del West), eccovi un elenco - parziale ma integrabile o modificabile - di Enti pubblici, tutt'ora attivi, considerati inutili dalla Corte dei Conti o da altre analisi/valutazioni sul tema:

Istituto agronomico per l’oltremare
Istituto opere laiche palatine
Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III
Opera nazionale dei figli degli aviatori
Unione italiana tiro a segno
Ente per le ville vesuviane
Istituto per il Commercio con l'Estero (ICE)
Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (CIRA)
Associazione italiana combattenti e reduci
Comitato nazionale un secolo di fumetto italiano
Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE)
Centro Italiano Ricerche e Informazioni sull’EConomia delle imprese pubbliche (CIRIEC)
Circondari
Comunità collinari
Provincia dell’ Ogliastra
Provincia di Fermo
Provincia BAT Barletta-Andria-Trani
Provincia di Monza-Brianza
Provincia di Biella
Provincia di Crotone e Vibo Valentia
Provincia di Prato
Regione Molise
Regione Basilicata
Fondo Assistenza Sanitaria Dirigenti Aziende Industriali (FASDAI)
Opera Nazionale Combattenti (ONC)
Ente nazionale per le tre Venezie
Fondazione figli degli italiani all’estero
Casse mutue provinciali malattia per gli esercenti attività commerciali (n. 31)
Renato Brunetta, detto dai suoi amici il watusso intelligente, Barone della Universita di Venezia
Ente Giuliano Autonomo di Sardegna (EGAS)
Orfanotrofio militare di Napoli
Opera Nazionale di Assistenza all’Infanzia delle Regioni di Confine (ONAIRC)
Orfanotrofio marina militare di Napoli
Ente Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dei Lavoratori Italiani (ENAOLI)
Ente patronato Regina Margherita pro ciechi
Istituto "Paolo Colosimo" di Napoli
Associazione Nazionale Controllo Combustione (ANCC)
Ente Nazionale per l’Addestramento dei Lavoratori del Commercio (ENALC)
Comitato di liquidazione dell’Ente Autonomo Gestione Aziende Termali (EAGAT)
Ente Nazionale Lavoratori Rimpatriati e Profughi (ENLRP)
Utenti Motori Agricoli (UMA)
Ente Nazionale di Previdenza dei Dipendenti da Enti di Diritto Pubblico (ENPDEDP)
Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza alle Ostetriche (ENPAO)
Istituto Nazionale Gestione Imposte di Consumo (INGIC)
Ufficio Accertamenti e Notifica Sconti Farmaceutici (UANSF)
Gestione e servizi per l'ass. obbl. contro le malattie della cassa naz. prev. ed ass. avvocati e procuratori
Comitati di coord. e compensazione tra le casse mutue di malattia delle az. private del gas
Ente Colombo '92
Opera Nazionale Invalidi di Guerra (ONIG)
Gestione e servizi di ass. san. della cassa marittima meridionale per gli infortuni sul lavoro e le malattie
Cassa conguaglio zucchero
G.f.b. - min. beni cult. e amb. - "ind. di missioni eseguite per ragioni di ufficio a richiesta di privati e di enti non statali"
Fondazione Bettino Craxi
Banco nazionale prova armi da fuoco
Scuola archeologica italiana di Atene
Stazione Sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari (SSICA)
Stazione Sperimentale del Vetro
Stazione Sperimentale per la Seta
Stazione Sperimentale per i Combustibili
Stazione Sperimentale Carta, Cartoni e Paste per carta (SSCCP)
Stazione Sperimentale per le industrie degli Oli e dei Grassi (SSOG)
Stazione Sperimentale per le industrie delle Essenze e dei derivati degli Agrumi (SSEA)
Stazione Sperimentale delle Pelli e Materie concianti
Istituto per la Promozione Industriale (IPI)
Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale
Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e la Fao
Stazione zoologica ‘A. Dohrn’
Istituto Nazionale Di Alta Matematica ‘F. Severi’ (INDAM)
Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF)
Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)
Istituto di studi giuridici internazionali
Ente Nazionale delle Sementi Elette (ENSE)
Istituto postelegrafonici (Ipost)
Istituto degli affari sociali
Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN)
Consorzi di Bonifica
Ambiti Territoriali Ottimali acque
Ambiti Territoriali Ottimali rifiuti
L.O.D.E. Casa
Legautonomie
Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI)
Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro le Malattie (INAM)
Difesa Servizi SpA
Ente Italiano Montagna (EIM)
Ente irriguo umbro-toscano
Pio istituto elemosiniere
Unione ufficiali in congedo
Istituto per l' Africa e l' Oriente
Cassa conguaglio trasporti di gas e di petrolio liquefatto
Fondazione Guglielmo Marconi
Unione accademica nazionale
Notai
Difensori civici
Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare
Autorità garante della concorrenza e del mercato
Autorità garanti del contribuente per il fisco e la burocrazia
Agenzia per le organizzazioni senza scopo di lucro di utilità sociale
Garante per la protezione dei dati personali
Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione
Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche
Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza
Centro sismologico di Udine
Centro Iniziativa e Ricerca sul Sistema Educativo e Scientifico (CIRSES)
Centro Internazionale di Radiocomunicazioni Mediche (CIRM)
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL)


- QUESTO PEZZO NON MI PIACE, NON CAPISCO DOVE VUOL ARRIVARE E QUALE TIPO DI REAZIONE VUOL FAR MATURARE NEL LETTORE. CONFUSO, DISPERSIVO, IMPRECISO SI PRESTA A OGNI TIPO DI CRITICA E DI FRAINTENDIMENTO. SI TRATTA DI UN PEZZO MALFATTO SENZA ALCUN DUBBIO.

IANA


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19 giugno 2010

Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo

per approfondire


De Reditu Suo - Terzo Libro

Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo

 Il vecchio mondo umano nel Belpaese, e non solo, è morto; perfino il consumismo che ha stroncato ciò che era d’origine antica soffre tanto e può dare meno e offrire  a tanti esseri umani finzioni e  illusioni al posto di cose concrete. Il vecchio mondo umano era pieno di cose sbagliate e di palesi iniquità, tuttavia aveva un pregio: veniva da un passato anche comune, da una serie di vicende storiche e umane note, sofferte, comprensibili. Questo mondo umano nuovo non si può dire che sia proprio cosa delle genti disperse e infelici del Belpaese, esso è stato creato e delineato a partire dall’impero made in USA e dai suoi soci imperiali: russi, cinesi, inglesi, indiani. Tuttavia voglio dedicare questo scritto  a uno degli elementi chimici che hanno decomposto la vecchia Italia ossia i Partiti Politici della Prima Repubblica. Nella Costituzione attualmente vigente e precisamente nell’Art.49 è scritto che:”Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. I partiti politici dovrebbero assolvere la funzione di organizzare la vita politica, di associare i cittadini intorno a delle proposte concrete e motivate che propongono quelle scelte che ordinariamente un regime politico democratico deve assumere. Questo almeno secondo la Costituzione. In realtà fra gli anni ottanta e questo inizio di millennio si sono trasformati in realtà che assolvono la funzione di trasformarsi in ascensori sociali, in realtà dove si contrattano carriere o peggio si  riesce a perorare la riparazione di un torto subito grazie a qualche candidato in cerca di facile consenso o in centri di collocamento paralleli a quelli dello Stato e dei servizi sociali. Mi riferisco all’evidenza che riguarda i grandi partiti travolti da Tangentopoli, essi  si erano trasformati in centri per la promozione sociale di amici degli amici, raccomandati, appaltatori, procacciatori d’affari; questo in un Belpaese dove l’ascesa sociale è di fatto bloccata si trasforma in una possibilità aperta non solo per i mascalzoni ma anche per chi non è più disposto a vedere inetti e truffatori  premiati da un sistema-Italia che è per sua intima natura estraneo al merito e alla moralità. Ora questo meccanismo immorale di promozione sociale e ascesa delle gerarchie ha decomposto il senso morale e  civile della vita politica che milioni di abitanti del Belpaese non distinguono più dalla delinquenza e  dal piccolo malaffare. La politica ufficiale si è progressivamente privata del contributo di milioni di cittadini indignati o diffidenti verso la funzione che hanno assunto i partiti politici, tale massa di cittadini mormora, non partecipa, si ritira diffidente dalle questioni pubbliche; milioni d’italiani si sono auto-esclusi dalla vita politica, questo aiuta la decomposizione.

IANA per FuturoIeri




28 febbraio 2010

Bananìa e il futuro del mondo

 


 

De Reditu Suo - Secondo Libro

                                       Bananìa e il futuro del mondo

 Il Belpaese di Bananìa aveva rifondato la sua civiltà e le sue istituzioni al tempo della Terza Grande Spartizione del pianeta azzurro, la repubblica dei ladri e dei mafiosi era sparita, le armi chimiche e nucleari avevano annientato le ragioni stesse della sua esistenza assieme a gran parte degli umani che vivevano sul pianeta azzurro.  Sparite le caste sociali di privilegiati, gli sciami di parassiti sociali, di ladroni, di faccendieri, di prostitute di rango, di criminali adunati in associazioni e organizzazioni segrete rimase una massa informe di popoli smarriti e sfortunati che si diedero un re per regnare su di loro e un governo scelto per sorteggio per governarli. Il sorteggio trasformò la politica e in tempi difficili e di sopravvivenza operò un grande beneficio perché comportò l’eliminazione dei politici di professione  e ridusse di conseguenza la corruzione e la scissione delle genti in partiti rissosi e contrapposti per motivi di clientela o di profitto privato. La necessità e le dure prove del tempo post-apocalittico favorirono comportamenti virtuosi e solidali e la civiltà cominciò a ricostituirsi e con essa lo Stato di Bananìa che trovò la sua missione morale e civile a favore del consorzio umano. Gli Dei oscuri e molteplici ritrovata una via per risorgere alla vita dopo il tempo della loro disgrazia ripresero il loro posto nel mondo umano, essi guardarono con diffidenza a Bananìa ma l’importanza di ciò che si era salvato dal caos era  tale da suggerire un qualche accordo. Fu così che le genti diverse di Bananìa si trovarono ad esser pregate, dagli Dei che non adoravano, di soccorrere le disperse e infelici genti del pianeta azzurro con la loro arte e la loro scienza I tempi scellerati avevano deturpato ma non distrutto il patrimonio culturale della penisola e per questo il  nuovo ciclo della vita e della civiltà di Bananìa nonostante le gravi sciagure, aveva restaurato l’antica saggezza e la forza creativa.  La prima cosa che fu donata dalle genti di Bananìa al resto degli umani infelici furono i loro saperi di carattere artistico e tecnologico per onorare degnamente con opere gli edifici e gli spazi pubblici e le abitazioni. Il vivere e il lavorare in luoghi dignitosi e confortevoli alla vista migliorò le genti straniere che trovarono anche la forza di ringraziare con preghiere e sacrifici gli Dei molteplici per la buona cosa che avevano fatto. Il secondo  dono delle genti di Bananìa fu la loro letteratura che portò di nuovo alle genti tapine del pianeta azzurro il piacere di descrivere la propria esistenza e di pensarla diversa;  questo favorì la scienza e il pensiero e aiutò la tecnica a ricostruire se stessa. Il desiderio del bello e di una vita degna di esser vissuta portò poi grandi benefici anche ai molteplici Dei che compresero il vantaggio di esser onorati da popoli civilizzati.  Così l’umanità andò incontro a una nuova fase di crescita e prosperità che portò fatalmente a una nuova età di declino, di conflitto e di guerra. Tuttavia la saggezza delle genti di Bananìa restò come integro patrimonio di quanti amano la civiltà, il vivere sano e la dignità degli esseri umani.

 IANA  per FuturoIeri




14 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 6

Alle volte mi chiedo se fra le cose pazze e storte della razza umana non ci sia il continuo proporre figure ideali alte e nobili, di chiara natura fantastica o leggendaria. Viviamo qui nel Belpaese tempi talmente putridi e sconfortanti che sinceramente anche il signor Buonaventura del tempo che fu con le sue piccole avventure semplici-semplici sembra rimandare la mente a un tempo remotissimo ed eroico. Questa crisi finanziaria disgraziata ha mostrato il vero volto del turbo-capitalismo che ha avuto migliaia di laudatores nelle università e nelle redazioni dei giornali: una accozzaglia di truffatori ed eversori dell’economia protetti dalla politica. Costoro sono l’ennesima prova di una decomposizione dei miti costitutivi di queste fragili democrazie all’americana. Senza la promessa di nuove ricchezze e di nuovi privilegi è improbabile che i molti riescano ancora ad identificarsi nei sistemi politici democratici. Era facile essere democratici in tempi di buona fortuna e di ordine costituito tenuto ben fermo dalla polizia e dalle allucinazioni collettive propinate dalla pubblicità. Adesso che la ricchezza si sposta verso l’Asia e verso regimi a dir poco autoritari quanti saranno disposti a credere a un sistema che pretende di difendere le libertà dei singoli e delle minoranze e nello stesso tempo deve andare con fare da mendicante dai suoi contribuenti più poveri a chiedere i loro soldi per salvare i miliardari e i banchieri dalla loro stessa criminale avidità. Non può un sistema imbelle, scellerato e dissoluto sopravvivere ai rovesci della fortuna se non si aiuta da solo; i criminali della grande finanza vanno messi in galera e i loro beni pignorati, questo è lo spartiacque fra una democrazia che vuol sopravvivere e una che vuol morire. Dove andrà a schierarsi l’Europa? Forse fra quei sistemi politici che scelgono il lento suicidio o forse fra quelli che vogliono affermare se stessi e urlare in faccia la mondo e ai loro nemici che ancora non sono vinti? Sarebbe eroico auspicare per l’Europa e per il Belpaese un regolamento di conti fra questi killer in doppiopetto dell’economia e gli Stati Sovrani, per quanto duro possano picchiare quei malviventi non hanno nessuna legittimazione politica di per sé, in realtà sono delinquenti senza Dio e senza Patria. Non possono esercitare nessun potere, ad eccezione di quelli squisitamente criminali, senza appoggiarsi alla legge riconosciuta. Basta l’applicazione di buone leggi per distruggerli e se essi si dissolveranno nella criminalità organizzata questo fatto dimostrerà solo che sono tornati alla loro natura e alla loro prima origine.

IANA per FuturoIeri


http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




4 luglio 2008

ROMA, 8 LUGLIO, MANIFESTAZIONE IN PIAZZA NAVONA. PASSAPAROLA!

Volentieri inoltramo il seguente appello.  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

 

Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.

Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.

Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

 

(26 giugno 2008)

On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores D’Arcais

 

ADERISCI ALLA MANIFESTAZIONE: redazione@micromega.net




2 luglio 2008

I NANI CHE SI CREDEVANO GIGANTI

Sono talvolta le piccole notizie a fare i maggiori squarci di luce. Leggiamo oggi sui giornali (e ieri lo abbiamo visto in tv) un episodio che ha visto protagonista il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Non bastassero le figuracce già inanellate con quella donna di pochi letti che è la neo-moglie Carlà Brunì. Invitato dalla terza rete, France 3, per una conferenza stampa sul semestre francese a capofila dell’Unione Europea, si è prodigato in un siparietto degno dei tempi d’oggi. Mentre si lasciava truccare, nei minuti che precedevano la diretta, Sarkozy si è scagliato contro un tecnico dell’emittente: “E’ una questione di educazione. Quando si viene invitati si ha il diritto di essere salutati”. Infine sempre più irato: “Qui non siamo al servizio pubblico, siamo in mezzo a dei manifestanti... E’ incredibile e molto grave... Ma le cose cambieranno”. Al di là che il tecnico di France 3 fosse stato solo distratto oppure non avesse voluto salutarlo, il presidente francese non è la prima volta che da in escandescenze. Ricordiamo alcuni mesi fa, quando ad una manifestazione agricola un contadino si rifiutò di stringergli la mano e fu nobilmente appellato come “stro...”.

Da tutto questo occorre trarre, a nostro avviso, la conclusione che o i popoli si emancipano dalla condizione atavica di sudditi, ieri di re oggi di presidenti, e iniziano a considerarli per quello che sono, cioè dei mediocri frustrati, uomini falliti che trovano nella politica l’unico modo per affermarsi, oppure saranno guai, perché questi lillipuziani che ci governano o amministrano le nostre città - tanto in Francia quanto in Italia - si monteranno sempre più la testa, pensando di essere onnipotenti. Basti pensare a Berlusconi che vuole porre le “alte” cariche al di sopra di qualunque legge, quando invece buon senso sarebbe accelerare la verifica di ogni pendenza e sgombrare il campo da ogni seppur minimo dubbio sulla loro declamata limpidezza. Rammentiamo che ‘candidati’ trova l’etimologia nelle vesti candide che dovevano portare i senatori romani.
Ma questo sarebbe da Paese serio, quale noi purtroppo non siamo. E forse neppure la Francia!

 

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm



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