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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 ottobre 2008

TORNARE AL "GOLD STANDARD" O FINIRE PEGGIO CHE NEL '29

Dire che la situazione economico-finanziaria sia giunta ad un punto catastrofico è cosa – purtroppo – conclamata. Chi ci legge con una qualche frequenza (vedasi http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm) avrà saputo dove saremmo arrivati con almeno un anno di anticipo e avrà messo al sicuro i suoi risparmi. Ma tant’è.

Alcuni giorni fa, citando il grande giornalista Massimo Fini, abbiamo suggerito che il modo più saggio per chi ha un gruzzolo da parte è, fuor di paradosso, veramente quello di comprarsi un podere e due vacche.

Ma cosa dovrebbero fare invece gli Stati ed i loro inetti rappresentanti? Una cosa è certa, non devono pensare di risolvere la faccenda semplicemente iniettando liquidità in un sistema completamente marcio. La famigerata aspirina per il moribondo che, non solo non serve a niente per salvarlo, ma ne accelera la fine.

Prima di proporre la nostra ipotesi, una nota di colore. E’ buffo riprendere in mano oggi qualche quotidiano finanziario di fine anni ’80. Provateci, se li avete da parte o li recuperate su internet. Era tutto un “de profundis” del sistema economico comunista. Una beata e sciocca allegria di chi ritiene d’aver fatto cappotto. Invece la caduta di un’architrave del ponte avrebbe presto incrinato l’altra... Con la stessa logica, adesso cosa dovrebbero dire quei dirigenti politici sbeffeggiati e irrisi? Sghignazzare o farsi burletta di quegli improvvidi soloni? Perché quella a cui assistiamo, tanto nel crollo a picco delle Borse tanto nelle quotidiane nazionalizzazioni, non sarà la rivincita del comunismo ma di certo è la sconfitta inappellabile del capitalismo globalizzato. Su questo non ci piove.

Dicevamo quale può essere la via per arginare la pestilenza dilagata e dilagante.

A giudizio di chi scrive solo e soltanto tornare al Gold Standard, cioè alla garanzia che il denaro circolante non è virtuale, e pertanto in mano agli speculatori finanziari, ma coperto dall’equivalenza in oro detenuta nelle casse di ogni Stato. Come accadeva negli Stati Uniti dal 1800 al 1970. Tornare quindi alla parte sana degli accordi di Bretton Woods, ad un sistema di scambi monetari e commerciali severamente regolato. Al contempo ridurre drasticamente i margini operativi degli operatori finanziari, ripristinando i vecchi listini borsistici ristretti e limitati esclusivamente alle imprese manifatturiere. Infine ripristinare un sistema serio di dazi doganali a livello continentale, in modo da evitare ogni tentativo di dumping.

Insomma o procedere ad abbattere il sistema, sommamente ingiusto e fasullo, di cui moltissimi (e noi fra loro) se ne farebbero facilmente una ragione, oppure riformarlo in profondità per renderlo almeno regolare. Tertium non datur.

 

Amici di FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




9 giugno 2008

LE CENTRALI NUCLEARI, UNA BOMBA ATOMICA SEMPRE INNESCATA

Per i vecchi e i nuovi fan del nucleare e delle centrali atomiche (meglio se sotto il sedere degli albanesi!), tacendo del problema "scorie residue" lasciato alle prossime cento generazioni (se, di questo passo, ci saranno), ecco una piccola recente rassegna di lanci d'agenzia. Ai quali poi è seguito un curioso silenzio...

-BRUXELLES-
La Commissione europea ha lanciato un'allerta per il rischio radioattivita' conseguente a un incidente avvenuto nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. Il sistema europeo d'allerta e' scattato dopo che dalla Slovenia e' stato comunicato che si era verificata una perdita nel circuito di raffreddamento della centrale di Krsko. Al momento - si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles - non e' stata rilevata alcuna fuga radioattiva. In Slovenia sono scattate le procedure per lo spegnimento della centrale, procedure che sono attualmente in corso. (SWISSINFO 4/6)
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Allarme nucleare rientrato dopo l'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. L'impianto -situato a 130 km in linea d'aria da Trieste- non lavora ed e' in condizioni "sicure", hanno detto fonti della Nek, la societa' che gestisce l'impianto. La Commissione Europea, che nel pomeriggio aveva lanciato un allarme su tutto il territorio europeo temendo una fuga radioattiva, ha confermato che "l'allarme e' rientrato". "La procedura di spegnimento e' andata avanti dalle 17 alle 20 e alle 10 era tutto finito", ha continuato il portavoce della Nek, contattato telefonicamente. "Il reattore e il generatore non lavorano e non producono più elettricita'. Il prossimo passo sara' quello di riparare l'impianto. Nei prossimi giorni, la Commissione potrebbe inviare dei tecnici sul sito, per ispezionare la situazione. (AGI 4/6)
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Il sindaco di Trieste Roberto Di piazza da parte sua si e' dimostrato molto prudente dichiarando che "telefonero' al sindaco di Lubiana per conoscere esattamente l'entita' di quanto avvenuto. La centrale e' solo a 135 chilometri da Trieste, ma la preoccupazione in questi episodi e' per tutto il territorio e anche per la vicina Croazia". (AGI 4/6)
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"Non c'e' stata perdita nell'ambiente" ha detto un portavoce della Nek nella centrale di Krsko, "la fuoriuscita si e' verificata all'interno della struttura del reattore. E' stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sara' ultimato entro questa sera. Allora sara' possibile ispezionare il sito per verificare la situazione". (AGI 5/6)
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La Slovenia comunica che non intende aprire un'inchiesta penale sull'incidente di Mercoledi' alla centrale di Krsko che ha fatto scattare un allarme rosso europeo. Lo ha riferito il ministro della Giustizia di Lubiana, Lavro Sturm, a margine di una riunione con i colleghi dell'Ue a Lussemburgo. "Non ci sono stati problemi particolari, si e' solo esagerato nelle reazioni", ha affermato Sturm. Il ministro ha ammesso comunque che ci sara' un'inchiesta interna per appurare i motivi del guasto al circuito di raffreddamento della centrale. (AGI 6/6)

http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987 

http://www.thepetitionsite.com/1/petizione-sulluranio-impoverito-la-paura-e-i-pericoli 




3 marzo 2008

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

(tratto da www.beppegrillo.it)

 

Inceneritori, perché no

1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti

3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze:

- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche

- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso

- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo

8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

 

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)

2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale

3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato

4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione

5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:

- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato

- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare

- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica

6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

 

Rapporto Rifiuti 2006

Il Rapporto Rifiuti 2006 analizza la produzione e la gestione dei rifiuti urbani e speciali, il sistema di produzione degli imballaggi e di gestione dei rifiuti di imballaggio; effettua il monitoraggio dell’applicazione sperimentale della tariffa e l’analisi economica dei costi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani. Le informazioni si riferiscono all’anno 2005 per i rifiuti urbani, e all’anno 2004 per i rifiuti speciali. Il Rapporto fornisce, inoltre, un aggiornamento del quadro relativo allo stato di attuazione della pianificazione territoriale, ed effettua l’analisi di alcuni flussi di rifiuti che, per qualità (contenuto di sostanze pericolose) o quantità, sono di particolare rilievo ai fini del monitoraggio dell’evoluzione del sistema anche alla luce della normativa comunitaria in materia. In questa edizione del Rapporto Rifiuti risultano popolati circa 134 indicatori, per un totale di circa 200.000 dati.

APAT Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici - ONR

Rapporto rifiuti / 2006

ISBN 88-448-0235-X

» Visualizza la pubblicazione (zip 8790 Kb)

 



Tabella estrapolata dalla relazione "Effetti sulla salute associati alla residenza in prossimità degli inceneritori" del dr. Pietro Comba e della dr.ssa Lucia Fazzo del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, e del dr. Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Climatica, Sezione di Epidemiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, presentata al workshop "Gli impianti di termovalorizzazione dei RSU: aspetti tecnologici ed impatto sulla salute" tenutosi a Torino il 29 e 30 novembre 2007 ed organizzato da Arpa Piemonte.

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IL VOTO UTILE? QUELLO CHE NON DIAMO A VELTR-USCONI !




21 novembre 2007

A FIRENZE IL CASO DI UN CO.CO.CO. DA MANDARE A CASA!

Abbiamo assistito iersera ad una trasmissione surreale. Il programma in oggetto si intitola “La riffa” e va in onda su un’emittente tosco-umbra. Il tema della puntata di ieri: gli inceneritori, pro e contro. Fra gli altri prendeva parte il presidente della Provincia di Firenze, tale Mattia Renzi, che ha fatto una figura a dir poco “barbina”, o “cacina” che dir si voglia. Il personaggio, tanto incompetente quanto brutto, si affannava a sostenere che lui, giovane, vedeva negli inceneritori la modernità più sostenibile. Ora, a parte il fatto che bruciare una cosa per eliminarla è metodo forse non inventato ieri… ma come si può sostenere, come fa questo giovane Renzi, che il problema non è di indurre ognuno a minori consumi e di attrezzare le città a rendere facile e conveniente la differenziazione ed il riciclo dei rifiuti, ma banalmente fare come la massaia pigra che butta lo sporco sotto al tappeto, ovvero bruciando e producendo le cosiddette nano-particelle che tanto vanno nell’aria e voila non si vedono più!

Ci auguriamo che il giovane esponente del Partito (sedicente) Democratico, sia poco informato, forse ingenuo o solo un tantino inadeguato al ruolo che i poveri elettori gli hanno temporaneamente delegato – tipico caso di dipendente co.co.co. della comunità da mandare presto a casa! – tuttavia il danno che sta facendo nel sostenere la costruzione dell’inceneritore, anche attraverso una campagna pubblicitaria a spese dei cittadini della Provincia di Firenze, è irreparabile.

Ci auguriamo inoltre che i residenti nel Comune di Campi Bisenzio al referendum di Domenica 2 dicembre 2007 dalle 8 alle 20 diano un segnale forte e chiaro che non si deroga al principio di precauzione rispetto alla salute pubblica.

Se neppure il popolo, o demos in greco, tanto appellato nei nomi dei partiti, non dovesse contare niente in paragone ad altri interessi, dovremo solo auspicare che eventuali e non desiderati danni alla salute colpiscano prima chi ha voluto questo mostro-valorizzatore ed i parenti suoi prima di coloro che si sono battuti per non costruirlo né lì né altrove.

 

P.S.  Se questi sono i giovani, aridatece i nonni!!!

 

( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )



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