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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


28 giugno 2018

Ricetta precaria n. 39

Ricetta precaria

39 Invasione della Polonia. Così tanto per ricordare la storia passata…

                                                   Fagioli e cipolla di Tropea alla maniera del cialtrone in cucina

 

Perfino il cantiere della nuova pista ciclabile sotto la finestra di casa segna lo scorrere del tempo. Cosa rimane oggi del passato? Cosa ha rappresentato per me  quello che avevo sotto la finestra a portata di lancio di un sasso… Forse un’utile abitudine, un segno dello scorrere sempre uguale delle cose. Ma se c’è un cantiere evidentemente ci sarà un prima e un dopo. Capita che anche i fatti banali siano testimonianze del divenire delle cose nello spazio e nel tempo. Così quando meno te lo aspetti, per un meccanismo mentale che associa cose simili e le richiama all’attenzione, scopri che sono passati anni, e che le cose che erano prima non torneranno perché già non sono più. All’improvviso passano alla memoria immagini di anni lontani, situazioni, persone conosciute, luoghi frequentati, ambienti.  Tutto diventa come ombre che scivolano, pensieri, immagini sfocate senza materia, volti votati all’oblio e strappati al nulla per un momento. Quasi che la vita fosse stato un percorso dominato da un incessante divenire irrispettoso verso chiunque. Forse ci sono dei momenti nei quali occorre davvero saper dire addio a cose, paesaggi, ambienti, perfino persone con cui la vita ordinaria di un essere umano si è trovata in relazione. Ma questa è una lezione davvero difficile se con scrupolo la si analizza in profondità, infatti racconta di un divenire che lascia al singolo la memoria un po’ antiquaria, l’esperienza vissuta e le lezioni di vita ma butta via o trasforma tutto il resto. Intanto non avete fatto la spesa, quindi dovete arrangiarvi in cucina.

Dalle vostre improbabili interazioni fra frigo e cucina volgerete la mente agli avanzi misti che avete lasciato.

Avanza: mezzo vasetto di fagioli, una cipolla di Tropea che tagliata fine, spicchio aglio uno, pane secco qualche fetta da far a piccoli pezzi, un poco di peperoni. Sul davanzale vi rifornirete di alloro e salvia quanto basta e dalla cucina di un bicchiere di vino bianco, un cucchiaio di paprika, un cucchiaio d’olio d’oliva di quello buono.   Mischiate tutto questo in modo assurdo e senza criterio in una padella e sperate che i sapori si mischino fra loro. Fuoco lento finchè il pane non diventa morbido e la cipolla anche, al limite per evitare che tutto vada a bruciarsi rimestare il composto col classico mestolo di legno e aggiungere un poco d’acqua. Quando vi parrà tutto pronto rovesciate il composto sul piatto e gustatelo a seconda della stagione con vino rosso o bianco freddo. Se avete problemi di linea ripiegate sul classico the nero aromatizzato al caramello.




24 giugno 2018

Ricetta precaria n. 38

Ricetta precaria

38 Gli accordi di Monaco

                                                   Guazzo di peperonoi alla voltagabbana

 

La mente è persa in rimorsi e pensieri di ogni tipo aggravati dai fatti politici presenti. Pensate con sussiegoso sdegno ai tanti voltagabbana che saliranno sul carro e vincitori mentre vi alzerete la mattina presto per andare al lavoro. Così ritornano in mente stagioni passate e tempi perduti, anni dissolti nelle nebbie del tempo. Quanta gente che viveva di politica è riuscita a riciclarsi e a salire sui carri dei diversi vincitori? Il Belpaese è pieno di penitenti e convertiti sulla base d’interessi particolari o esigenze di vita e di cassa. Il trasformismo nazionale è una forma di vita volta a coltivare la malafede e la menzogna intorno alle grandi questioni della vita, alle ragioni per le quali si è coscienti di sé e non pezzi di legno portati a giro dalla corrente di un fiume. Cosa accadrà quando gli umani avranno in mezzo a loro l’intelligenza artificiale evoluta. Che penseranno le macchine senzienti del futuro di questa particolare natura umana? La stimeranno simile a una strategia evolutiva tesa a massimizzare le possibilità di reperire cibo e denaro? La collocheranno nella dimensione dell’irrazionale? Quando chiamate a risolvere questioni di economia o di finanza o ,peggio ancora, di guerra ne terranno conto? Quale giudizio emetteranno i posteri ormai trasformati dalla manipolazione genetica e dalle tecnologie sulle genti italiane dei nostri anni?  Misteri intorno ai quali non si può fare alcuna seria congettura.  Per certo un futuro migliore per i popoli inizia sempre dal presente e da coloro che vogliono agire e pensare quotidianamente  considerando non al mese o al trimestre ma ai decenni e perfino alle generazioni. Quanto di questa evidenza grossolana è nella mente di chi esercita un potere anche piccolo?

Veniamo alla ricetta.

Avete prelevato dal frigo:

Avanzo di peperoni cotti da voi o reperiti al supermercato

Rape cotte confezionate, tipo Coop e un mestolo di fagioli precotti

Salsa di soia un cucchiaio e un quarto di cipolla tagliata fine

Salsa pomodoro mezzo bicchiere e un cucchiaio di paprika

Buttate tutto con fare sdegnoso e arrogante in padella e fate cuocere a fuoco lento.

Ne uscirà fuori una massa informe dove gli ingredienti si saranno amalgamati nei sapori e i peperoni risalteranno nel composto.



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