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19 gennaio 2011

PUTTITALIA ALL'EPILOGO

Qualche anno fa abbiamo inventato PuttItalia, la cronaca di potenti che si abbrutiscono nei modi più squallidi.
Oggi PuttItalia è all’epilogo finale, un Paese a puttane moralmente, economicamente e soprattutto politicamente! Si salvi chi può.
 
P.S.  Solo una cortesia, non chiamatele "Escort", "Ragazze immagine", "Veline", ecc., chiamatele col loro nome: prostitute.
 
 
Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 




13 settembre 2010

Il Belpaese e la scuola

 


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

IL BELPAESE E LA  SCUOLA

Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle  sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere. Onestà intellettuale vuole che si ragioni anche sul fatto che la scuola pubblica non è una cosa importante neanche per la maggior parte degli italiani che in massa hanno votato per partiti politici di chiaro orientamento neoliberale: PDL e Lega Nord. Un neoliberale crede nella scuola privata e considera che la scuola pubblica non deve promuovere l’ascesa sociale degli allievi e di riflesso delle loro famiglie; infatti nel mondo Statunitense e Inglese la scuola è privata e le scuole che formano per inserire gli allievi ai livelli alti delle professioni e della società sono costose e di fatto delle imprese private. E’ palese che chi porta avanti politiche neoliberali tagli la scuola e la spesa sociale anche a prescindere dalla condizione economica del momento. A beneficio dei miei venticinque lettori presento queste due citazioni su alcuni rimossi che riguardano la scuola italiana, riflettere sul  passato, quello non finto e falsificato, aiuta.

In realtà, ad avviare concretamente una prima revisione ideologica dei testi scolastici in uso del Ventennio mussoliniano e a sollecitare – nel quadro di una più generale defascistizzazione della scuola italiana- la produzione e diffusione di una pubblicazione scolastica più in sintonia con le idealità politiche, sociali e culturali della nascente democrazia, fu la Sottocommissione per l’Educazione dell’Allied Military Gouvernament  (AMG), presieduta dal pedagogista statunitense Carl Washburne. Tra il 1944 e il 45, com’è noto, la Sottocommissione  pose mano alla stesura di nuovi programmi didattici per la scuola materna ed elementare e per l’Istituto magistrale e, contestualmente, stabilì i criteri per la revisione dei libri di testo relativi alle scuole di ogni ordine e grado, affidando tale compito ad una Commissione ministeriale centrale e ad una serie di Commissione regionali per la scuola istituite nei territori via via liberato e sottoposti al controllo dell’Allied Military Gouvernament, composte da insegnanti e funzionari scolastici designati dai Regional Officiers di comune accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione. Pag.311

Ferruccio Parri capo della Resistenza Italiana e presidente del Consiglio  dal giugno del 1945 al dicembre 1945  così si espresse a proposito del provvedimento Scelba contro il fascismo e il suo possibile ricostituirsi:”Finora la nostra organizzazione politica e i nostri partiti non hanno saputo risolvere il problema dell’educazione. La presentazione di questo disegno di legge può essere l’indice di un fallimento, l’indice di una scarsa capacità educativa della nostra democrazia ad irradiarsi nelle sfere giovanili. Il problema dei giovani è il problema di fondo per il nostro avvenire.”  Intervento in senato del 23 gennaio 1952. Cit. in. Anna Ascenzi, Metamorfosi della cittadinanza, Studi e ricerche su insegnamento della storia, educazione civile e identità nazionale in Italia tra Otto e Novecento, EUM, Macerata, 2009. Pag.320

IANA per FuturoIeri





7 marzo 2010

UN PRESIDENTE AL BIVIO: SCIABOLA O SCIABOLETTA?

Egregio Presidente Napolitano, Le scrivo a nome di mio figlio Giacomo di un anno e poco più.
In questi giorni non c'è in ballo l'esito delle elezioni regionali ma l'essenza stessa - anzi la sopravvivenza - della Democrazia nel nostro Paese.
Dopo che un uomo ha piegato un intero Parlamento alle sue esigenze personali, scippando quel che restava della legalità, adesso si vuole scippare persino la Democrazia faticosamente conquistata dai miei nonni.
Non voglio che Giacomo, dopo altro sague e sofferenze, abbia a dover studiare che Vittorio Emanuele III prima e Giorgio Napolitano poi non seppero difendere la democrazia dalla sopraffazione e dalla prepotenza.
Se qualcuno Le stesse facendo indebite pressioni, o veri e propri ricatti (non mi interessa sapere se Lei in passato ha fatto errori), La prego ci dia modo di capirlo, non pieghi la schiena.
Glielo chiedo quindi non per me, che a 39 anni ho conosciuto una democrazia fragile, imperfetta ma preziosa, ma per mio figlio che negli occhi ha il futuro e nel Dna la libertà.
Contrasti il Decreto "Soppressione della Democrazia", ritiri la Sua firma e lo ostacoli con tutte le Sue forze e i Suoi poteri!
Se vorrà ascoltare il suo popolo, La ringrazio di cuore.
 
A.




4 giugno 2009

MENO POTERE AI POTENTI, PIU' FORZA PER LA DEMOCRAZIA

CONSIGLI  PER  IL  VOTO:
COME IN ALTRE CIRCOSTANZE "FUTURO IERI"
NON SI SCHIERA PER ALCUNA FORZA POLITICA
LASCIANDO LA SCELTA AL SENTIRE DI OGNUNO,
TUTTAVIA CI SONO COSE CHE E' SAGGIO NON VOTARE...
...PER PRIMA COSA NON VA VOTATO UN REFERENDUM ELETTORALE
CHE SPINGE IL BIPOLARISMO VERSO UN PERICOLOSO BIPARTITISMO,
QUINDI E' BENE NON VOTARE SIA ALLE EUROPEE CHE ALLE AMMINISTRATIVE
I CANDIDATI DEL P.D.L. E DEL P.D., DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA!
 




24 febbraio 2009

Primarie ed elettori: gioie e dolori

 

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Primarie ed elettori: gioie e dolori

Da tempo sono abituato ai finti drammi della politica nostrana, al diluvio di chiacchere, alle scemenze su cose strane e pazze ripetute decine di volte tanto per far qualcosa e distrarre gli elettori. Stavolta in casa della fu opposizione la musica è cambiata con l’elezione di Matteo Renzi, gli elettori del fu Partito Comunista sono stati implacabili: cambiate mestiere!. Si è preferito un conservatore, un cattolico ai vecchi arnesi che avevano iniziato la carriera troppi anni or sono e che oggi canuti e logorati son stati congedati con quello schiaffo potente che si chiama primarie. Chi scrive è sempre stato ostile alle primarie e ha sempre visto la cosa come un grottesco e fantozziano imitare la civiltà Statunitense, che è diversissima dalla nostra. Un tafazzismo, un volersi far del male, un volersi torturare è a mio avviso la vera natura di questa cosa nata male e inseminata dalle fantasie di trans-comunisti passati dalla mattina alla sera dalla devozione per Mosca a quella per New York. E’ successo quello che succede dovunque si tengano le primarie chi mette assieme più soldi, pubblicità, potenza nel promuovere la sua immagine vince. Il più americano è il più forte, il consenso è stregato dai metodi della pubblicità. La patetica processione ai piedi del vincitore il giorno dopo l’evidenza della sua vittoria rivela quanto smisurata sia la distanza fra l’originale delle primarie statunitensi e questa cosa falsa e rozza gabellata ai più come cosa degna. Inoltre subito dopo la proclamazione dei risultati dello scrutinio, e la cosa inutile dirlo mi provoca un piacere intenso, sia i Verdi nella persona di Gianni Varrasi sia l’UDC nella persona di Razzanelli hanno sottolineato come la vittoria del Renzi sia data dalla magia bellissima di 3.500 voti di elettori del centrodestra che dalla mattina alla sera han sottoscritto di votare il PD partecipando alla consultazione. Mi scappa da ridere!. Si son acconciati, i devotissimi elettori del cavalier Berlusconi a presentarsi alle primarie altrui per votare il nostro. Se conosco qualcosa del Mario Rossi che vota per Berlusconi e per la PDL questo qualcosa mi dice che la stima nei confronti del Berlusconi non è solo devozione ma un vero e proprio “culto”: gli elettori di Berlusconi in un certo senso lo amano e hanno fede nel Presidente del Consiglio, è certissimo quindi che quei voti torneranno da dove son venuti al momento vero della consultazione elettorale. Come interpretare le vicende politiche nazionali e fiorentine? Mi è venuto in mente questo: essere democratici, onesti, giusti è cosa percepita dall’elettorato come debolezza; anzi è una ferita aperta perché l’avversario politico potrebbe infiltrare il partito ostile e usare i legittimi strumenti democratici per disgregare con gente prezzolata la linea politica dei suoi nemici. Le primarie non salveranno la poca democrazia che è rimasta in Italia, nella migliore delle ipotesi saranno l’ennesima tragica mascherata per fuggire dalla realtà e per fingere di non capire che le diverse genti del Belpaese, da decenni offese da una corruzione e degenerazione politica oscena, si sono da tempo allontanate da questa Repubblica e dai suoi vuoti rituali. Aggiungere un rito falso e rozzamente copiato ai troppi già presenti nella Penisola può solo aggravare la situazione.

IANA per FuturoIeri




19 febbraio 2009

Dove sei Italia gentile?

 

Ma quando fu solo, Zarathustra parlò così al suo cuore “E’ mai possibile! Questo santo vecchio nel suo bosco non ha ancora sentito dire che dio è morto!” .( Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra )

La Morte di Dio. Patria e Famiglia

Dove sei Italia gentile?

Ho perduto di vista da anni il meglio del Belpaese. Il senso dell’osceno e del deforme e del criminogeno mi sembra tale da essere respirabile ad ogni angolo di strada di questa penisola ormai da diversi anni. Mi chiedo cosa sia successo, perché alla fine ciò che è il peggio dal punto di vista psicologico e ciò che è deforme in archittetura hanno vinto e si è costruito un presente a sua immagine e somiglianza. Forse ha ragione il celebre giornalista Marco Travaglio: questa è davvero una Seconda Repubblica, una cosa nuova, per certi aspetti inedita, qualcosa che è emerso dalle oscurità dopo che le diverse genti del Belpaese han dovuto assistere al crollo indecente dei partiti della Prima Repubblica sommersi dalle inchieste sulle malversazioni e sulle tangenti al tempo di Mani Pulite. Solo che la Seconda Repubblica appare qualcosa di malfatto, qualcosa d’incertissimo. Una cosa strana nel suo darsi e in continuità con il peggio della precedente: non è più la vecchia Repubblica vilipesa e screditata e non è neanche un nuovo inizio, oggi questo strano sistema deve traghettare le nostre sfortunate genti attraverso un periodo difficile di guerre e di crisi. Per certo le recenti primarie di Firenze confermano che si sta manifestando una trasformazione epocale nel campo della fu sinistra e del fu partito comunista italiano. La vittoria di Renzi il candidato più spostato su posizioni conservatrici e di chiara ispirazione cattolica rivela che ormai ci avviamo ad avere due grandi partiti di destra: la PDL e il PD. I pariti minori, le liste civiche, le organizzazioni dei puri e belli di spirito rischieranno di diventare dei soggetti politici irrilevanti se non elementi decorativi del sistema elettorale e politico. La trasmutazione del Belpaese verso una copia minuscola e deforme del peggio degli Stati Uniti pare procedere a grande velocità. Della civiltà statunitense ci manca però tutto: i valori, la concezione della Nazione come Seconda Israele per i colonizzatori benetti da Dio, la capacità di rischiare nel bene e nel male, lo spirito del pionere, il coraggio dei suoi soldati e dei suoi cittadini, la volontà di potenza, l’alta opinione presso tutti delle libertà civili e della Costituzione. Conosco questo comportamento italico, esso è una brutta costante delle genti del Belpaese: è lo scimmiottare grottescamente e rozzamente i costumi dei padroni del momento. Al tempo del dominio spagnolo in Italia, il Manzoni stesso lo ricorda, i nostri piccoli despoti al soldo e al servizio degli stranieri parlavano il castigliano, la lingua degli occupanti. Si tratta del solito travestimento, è un po’ come la pecora che si mette il mascherone del leone per intimotire il lupo, poi al momento del dunque al posto del ruggito esce dalla maschera un belato che rivela il trucco. Posso avere questa fiducia: l’Italia rivelerà ciò che è nel bene come nel male, a Firenze come altrove, quando sarà forzata ad disfarsi delle troppe maschere trasformistiche che indossa a seconda delle occasioni e a rivelare a sé stessa e agli altri se è una pecora travestita da leone o al contrario un leone che per troppo tempo ha fatto finta d’esser pecora e ha pure iniziato a brucar l’erba e a seguir il cane pastore. Aspetto di vedere la reazione al momento del dunque: la tosatura della bestia.

IANA per FuturoIeri




5 febbraio 2009

A proposito di legge elettorale: parla come mangi

 

Ma quando fu solo, Zarathustra parlò così al suo cuore “E’ mai possibile! Questo santo vecchio nel suo bosco non ha ancora sentito dire che dio è morto!” .( Friedrich Nietzsche, Così parlo Zarathustra )

La Morte di Dio. Patria e Famiglia

A proposito di legge elettorale: parla come mangi

Alla fine, in questo piovoso inizio di febbraio, dalla triste commediaccia rozza e mal recitata è uscito fuori il proposito politico del PD-PDL: farla finita con i partiti minori e governare le cose della politica italiana con circa il 70% degli elettori. Liste civiche, partitini minori di destra e di sinistra non sono una banda di casinisti ma una parte della popolazione italiana che esprime in quei termini politici la sua lettura della realtà e le sue speranze. Certamente si possono trovare molte magagne e cose strane in queste piccole realtà politiche ma l’obbiettivo della nuovissima legge elettorale è farle fuori togliendo loro visibilità, potere politico, finanziamenti. E’ davvero una cosa ai limiti estremi della democrazia pensare di cambiare una legge elettorale in questo senso nell’imminenza delle prossime elezioni europee; anzi più che una ripetizione dell’inciucio è una vera e propria imboscata, è una legge contro dei soggetti politici deboli fatta da soggeti politici forti. Quanto può reggere una democrazia se i soggetti politici forti lavorarono per far queste imboscate parlamentari ai soggetti politici deboli. Patrono e regista dell’operazione è Veltroni in accordo con Berlusconi, cosa auspicare per lui se non un bel contrappasso dantesco e di ritrovarsi un bel giorno nelle stesse condizioni delle sue vittime di oggi. Sarebbe anche ora che almeno quella parte d’Italia che sta per essere deufraudata della rappresentanza politica aprisse gli occhi su cosa è diventato oggi il Belpaese e su quanto esso sia ormai  logorato e sconvolto fino all’inverosimile. Basta un Beppe Grillo qualunque per mettere in allarme il sistema della politica e del giornalismo, da questa semplice constatazione è evidente che questa legge non è frutto della forza ma della debolezza di quel che resta dei partiti e delle istituzioni nel Belpaese. Post-fascisti e post-comunisti dovrebbero seppellire per un poco l’ascia di guerra e far conto di dover affrontare le vere forze totalitarie di questo inizio di nuovo millennio che sono l’irresponsabilità del potere e il dominio dell’economia su tutti gli aspetti della vita umana. A questo punto di fronte alla certissima sparizione o trasformazione delle vecchie identità politiche che cosa augurarsi se non di andare fino in fondo. Il tempo delle mediazioni è finito, il progetto politico in Italia è certissimo e ben delineato: creare due grandi partiti alla maniera democristiana che governano in alternanza il potere. Proprio il concetto della presa del potere politico è centrale per rendere stabili questi grandi contenitori di singoli personaggi e di gruppi che rivendicano i loro particolari interessi. E’ ora che i molti che fanno politica abbandonino per onestà e chiarezza il solito, logoro, disgustoso, indegno linguaggio politico retorico, roboante e falso.

Parlino lorsignori come mangiano: Siamo qui per il potere.

Le anime belle e gli spiriti puri s’arrangino!

IANA per FuturoIeri




15 luglio 2008

CHI SONO COSTORO?

 

Capita di leggere in questi giorni del 15 luglio 2008 dell’arresto del leader PD Ottaviano Del Turco, i giornali scrivono a questo proposito di associazione a delinquere e truffa. La vicenda per come si è sviluppa è stata recepita non senza qualche stupore. In particolare i titoli e i commenti imbarazzati dell’Unità del 15 luglio 2008 rivelano la difficoltà da parte del principale partito d’opposizione a gestire la cosa e il suo sviluppo politico inaspettato, ossia quella dichiazione del Presidente del Cosiglio a proposito dei teoremi accusatori dei giudici, sinceramente molti si sarebbero aspettati un durissimo affondo da parte del leader della PDL. Questo poteva essere il momento per stroncare l’opposizione sui mass-media come nelle piazze da parte della maggioranza di governo. Tutto questo non sembra sia accaduto.

Io comunque non li riconosco più i nostri rappresentanti del popolo, come non so più cosa siano diventati oggi gli italiani, ossia  la gente mia. Dove è finita l’Italia che conoscevo? Dove sono quei comunisti che facevano sempre la morale, che pretendevano d’avere l’ultima parola e indicavano con fare accusatorio le malefatte di socialisti e democristiani. Avevano addirittura un inserto dell’Unità chiamato Tango con il quale attraverso la durezza della satira sbeffeggiavano crudelmente il pentapartito e la società italiana tutta, i ministri gaudenti e la borghesia degli affari e delle professioni, e soprattutto“l’invincibile” alleato americano. Lo stesso gigante americano che poi hanno seguito in quella guerra sciagurata e triste del Kossovo del 1999, conflitto che fra le molte cose negative ha trasformato la NATO da patto difensivo a patto offensivo.

Dove sono i socialisti che pensavano di mettere assieme con il loro sciagurato riformismo pezzi della borghesia  affidandosi al sistema malato dello Stato Italiano e alle sue corrotte classi dirigenti? Dove i fascisti che difendevano sempre la magistratura e avevano fede nella Patria e nel Duce? Chi si ricorda più della Democrazia Cristiana? E i partiti minori di destra, di centro, di sinistra chi tramanda più la loro memoria, le loro speranze, la loro storia?

Chi sono costoro che si dice comunente siano gli eredi o i successori di quelli che erano al potere nel passato. Formalmente lo stesso Del Turco era uno dei leader di quel passato, non di primo piano ma comunque c’era anche lui; oggi chi è costui? Fa le stesse cose? E’ la stessa persona?

Non è che per caso è avvenuto qualcosa che ha dissolto il passato, una metamorfosi che ha disgregato la nostra realtà in un funesto presente? Quanto è cambiato questo Belpaese se io non vedo più la gente sua, quella che credevo di conoscere? Che fin ha fatto tutto il passato che pure ho visto, ho toccato con mano, ho respirato?

Qui mi è stato sottratto tutto il mio paese, lentamente, giorno per giorno è diventato qualcosa d’irriconoscibile e non solo per questa storia, vera o falsa che sia di truffe, ma per qualcosa di più grave. Questo Belpaese non sa più chi è. Per fare un paragone vagamente platonico le sedicenti classi dirigenti hanno lasciato andare la barca dello Stato al capriccio dei venti e delle onde e ora la nave è giunta a un punto fra mare e terra ignoto, non segnato dalle carte, dove non si conosce l’approdo e meno che mai quale sia la natura delle genti che vi dimorano. Fuori dal racconto filosofico si vede come anni di follie e di faciloneria, di fughe con la cassa e di totale irresponsabilità verso la cosa pubblica hanno agevolato questo caotico vagare, questo trovare una strada per tutti fidandosi del caos primordiale dei propri piaceri e del proprio privatissimo tornaconto. Ma è questo un dirigersi verso il futuro cieco e irresponsabile, a tratti delinquenziale per ruberie e spirito criminale. Quindi in questo cammino appena iniziato e non voluto si pone la domanda: NOI ADESSO CHI SIAMO?

IANA per Futuroieri

Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




22 maggio 2008

UNA CONDIVISIONE IMBARAZZANTE

UNA CONDIVISIONE IMBARAZZANTE.

Quando mi capita di condividere un’opinione espressa da un leader politico di cui penso solo male scritta su di un giornale da me letto ma non amato mi chiedo sempre cosa non va.   Questo è il caso nel quale mi trovo, poiché in linea generale mi capita di condividere l’opinione  di Marco Pannella sulla recente novità politica, il che per me è fonte d’inquietudine e d’imbarazzo.  Intervistato dal quotidiano “La Nazione”del 20 maggio 2008 il noto politico afferma fra l’altro:”In fondo cosa accadde dopo la vittoria referendari sul divorzio del 74?  Che cosa significava  l’unione del PCI con buona parte della destra?  Oggi c’è un monopartitismo imperfetto camuffato, meglio: gabellato, da bipartitismo…” .   Con mio stupore osservo una convergenza, effettivamente le cose dal mio punto di vista stanno proprio così, con una distinzione, che non so se il politico fa.  Dal mio punto di vista c’è fra i due campi politici  una convergenza di fini e di visioni  della società.  Non si sa o non si vuole in quel partito centrista, ultima inusitata mutazione del fu PCI, proporre una società e una Nazione diversa da quella presente, il benessere al tempo della precarietà e della crisi del modello di produzione e sviluppo può solo essere illusione e finzione pubblicitaria; è ovvio che nel confronto vinca sempre chi ha vera fede in questo modello e lo rappresenta al massimo livello: Il Cavalier Silvio Berlusconi.  Perché il distinguo vero fra maggioranza e opposizione, dato un modello unico di produzione sviluppo e consumo, è fra il proporre, anche nell’utopia, modi diversi di vivere o accettare questo sistema che è in crisi.  E’ in crisi per un fatto tanto banale quanto cretino: le risorse del pianeta terra sono enormi ma limitate, il modello prevede una crescita infinita.  Fra la crescita infinita e le risorse grandi ma limitate si darà per forza un momento in cui la tensione fra i due fattori  provoca disastri, violenze e infine si spezza l’equilibrio con chissà quali conseguenze.  Il modello va cambiato, occorre però la forza dell’utopia, la volontà di far scendere dall’Empireo dei sogni sulla nuda terra le conseguenze di una visione alta e altra di vivere e produrre, quindi occorre l’esercizio della verità e dire che questo modello e le regole finanziarie e di potere che segue sono ora diventate pericolose.  Pericolose perché con centinaia di nuovi milioni di consumatori ci sono problemi anche per il cibo e l’acqua sul pianeta azzurro, perché l’inquinamento è internazionale e devastante, perché la rapida industrializzazione e motorizzazione di intere nazioni in Asia sta alterando gli equilibri di potere mondiali, perché la situazione economica sta portando al potere gruppi criminali che rompono i confini fra economia legale e illegale, perchè  il riarmo mondiale è un dato di fatto, e perché il senso della vita si è perso e ogni tentazione è possibile per chi può esercitare un potere.  Il confine è fra l’accettazione con qualche correzione del caso di questo sistema e l’utopia del possibile è una questione di ruolo, c’è chi fa politica ed è parte del sistema di potere e di consumo di beni e servizi di lusso e chi no, “chi no” si può permettere di coltivare l’utopia anche perché non è parte del regno del “bengodi” o supposto tale. Quindi perché stupirsi di una convergenza Maggioranza-Opposizione qui nel Belpaese, sarebbe stato ben strano il contrario, il tentativo di correggere il sistema va dopotutto nel senso di conservarlo non di superarlo con qualcosa di diverso.  Quel che è simile spesso s’incontra, per questo temo la convergenza di sensibilità che ho con dispiacere osservato, spero si limiti solo a questa specifica considerazione.

    IANA per Futuroieri




19 aprile 2008

E ALLA FINE DELLA GIOSTRA ELETTORALE UN PUGNO DI MOSCHE

C'è da domandarsi, alla luce del risultato delle recenti elezioni, che bisogno c'era di fare tutto 'sto puzzo con Barak Obama ("No, We can't"), il modernismo fine a se stesso, i sondaggi, la rimonta, l'avversario infantilmente innominabile, il maanchismo inciucista, e le mille menate di questi mesi, quando il Partito sedicente Democratico ha preso due punticini percentuali in più del prodiano Ulivo (Ds+Margherita), due punticini peraltro sottratti a sinistra. Neanche l'ombra di un cosiddetto moderato. Per tacere delle figuracce dei Caleari, Colannini etc, che dove si son candidati non hanno raccattato neanche il voto dei loro sottoposti/dipendenti. Ma tant'è.
Quanto alla sinistra, l'arcobaleno viene dopo la tempesta che - ci auguriamo - spazzi via un'intera classe dirigente fallimentare. Se così fosse, il risultato elettorale sarebbe stato, di per sé, eccezionale. In realtà non ne siamo affatto sicuri, quindi prendiamo intanto atto che tantissima gente di sinistra, ha optato per l'astensione (cresciuta del 4%), ascoltando l'indicazione di Beppe Grillo, ed in parte combattendo la globalizzazione, vero grande pericolo di questi tempi, affidando il proprio consenso alla Lega.
Questo il dato oggettivo. Non ci piove.
Cosa ci aspetta adesso non è facile prevederlo, neppure per chi sa scrutare la sfera di vetro. Di certo c'è solo un Berlusconi mai così forte e premiato nelle urne, che non indugerà e non indulgerà nella gestione delle leve di potere. Non è mica coglione come altri…
Dal Parlamento dobbiamo attenderci poco o nulla per quanto riguarda la funzione di contrappeso che la Costituzione affiderebbe all'opposizione, viste le persone che dovrebbero rappresentarla.
Fuori dal Palazzo, ci sarà chi sarà tentato dal riempire le piazze, legittimissimo perché temerlo?, chi dal tornare con umiltà a stare fra la gente, ascoltarla e capirla. Come dovrebbero fare, ad esempio, i Verdi. Forza potenzialmente nuova e genuina, vera vincitrice nell'emergente sensibilità ambientale delle persone, ma quasi estinta da organismi dirigenti irresponsabili. Ricominciando dalle loro origini, ripartendo dalle periferie e dalle campagne per arrivare nei centri e nelle città, dall'agricoltura piuttosto che dall'industria, dalla legalità piuttosto che dall'indulto. Infine dalla messa in discussione dell'immigrazione come fattore di arricchimento per i datori di lavoro più rapaci, ma di crisi per i diritti dei lavoratori (manodopera a poco prezzo e non sindacalizzata che espelle o indebolisce quella italiana) e di incompatibilità con l'ambiente (all'immigrato, spesso edile, cosa gliene frega del territorio non suo e dei limiti alla cementificazione)!
Solo ripensando tutto questo, con umiltà e spirito di servizio, affidando il timone a Beppe Grillo, unico capace di parlare in modo semplice di cose complesse, potrà rinascere dalle ceneri del 13 e 14 aprile qualcosa di veramente nuovo in questo disgraziato Paese alla vigilia di una crisi economica epocale.

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm




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