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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


20 ottobre 2008

ATTENZIONE: FONDI ANCORA AFFAMATI DI T.F.R.

Riportiamo di seguito un comunicato che, in tempi di crisi epocale, ci sembra particolarmente interessante e utile. [ASSOCIAZIONE FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri]

 

 

Fondi Pensione Pubblico Impiego: Roba da matti!  (8.10.2008)

 

Stanno per partire i Fondi Pensione per i dipendenti pubblici!

Sembrerebbe una barzelletta, vista l’immane crisi finanziaria che sta travolgendo le borse di tutto il mondo e di cui non si vede fine, invece è realtà: domani CGIL CISL UIL, i sindacati autonomi firmatari dell’Accordo istitutivo dei fondi pensioni per il P.I., che solo la RdBCUB non ha sottoscritto, e l’ARAN si riuniranno per definire l’atto costitutivo presso un notaio dei Fondi Pensione “Sirio” (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e “Perseo” (per enti locali e sanità), primo passo per andare poi alla raccolta delle adesioni.

Ci vuole proprio un bel coraggio per procedere su questa strada in un momento in cui i Fondi Pensioni già avviati sono in perdita: Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, hanno perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers, e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni!

Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati finanziari erano in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso in media il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal TFR.

Gli esperti dicono che, si è vero, nel breve periodo il TFR rende di più ma nel lungo si rifanno!

In realtà i Fondi pensione hanno perso la sfida con il TFR sia  nei primi  mesi del 2008 che nel lungo periodo: fra il primo gennaio del 2000 e il 30 giugno del 2008 nessuno dei fondi maggiori ha battuto i rendimenti del TFR che ha fruttato il 27,7%.

I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto naturalmente che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che incautamente ha versato nei fondi privati!

Sono gli stessi che ci avevano assicurato e fornito garanzie  sulla bontà dei loro investimenti!

Con quale faccia allora CGIL CISL UIL si apprestano a far partire la pensione complementare per i dipendenti pubblici?

Dopo aver approvato nel 1994 la riforma Dini, che introducendo il contributivo, ci ha assicurato una ben misera vecchiaia, ora tornano alla carica con la pensione complementare privata.

Ma credono che siamo tutti scemi?

La crisi finanziaria indotta dai mutui subprime americani è lungi dall’essere risolta, anzi gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto è l’intervento pubblico: ovvero il salvataggio della banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato.

Si salvano gli speculatori con i soldi dei contribuenti, sottraendoli così alle spese sociali!

Questa, del resto è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite!

Eravamo stati facili profeti nel dire che l’ennesima trappola, ideata da governo, padronato e CGIL CISL UIL serviva solo alle imprese per finanziarsi e si sarebbe rivelata una trappola per i lavoratori. Per questo ci siamo battuti con forza per chiarire la portata dell’imbroglio e con successo visto che l’adesione ai fondi finora è stata molto al di sotto di quanto loro si aspettavano.

Lo stesso faremo nei confronti dei fondi destinati ai lavoratori pubblici ma questo non basta: bisogna invertire la tendenza affinché la previdenza pubblica sia sempre più qualificata ed in grado di garantire un futuro sereno dopo una vita di lavoro.

Anche per questo scioperiamo il 17 Ottobre prossimo.

 

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base

Via dell'Aeroporto, 129 - 00175 Roma - tel. 06/762821 - fax 06/7628233 - sito www.rdbcub.it - e.mail info@pubblicoimpiego.rdbcub.it




24 settembre 2008

IL CALCIO E LA POLITICA: PERCHE' ACCONTENTARSI DI UNA SOLA DISGRAZIA?

Il solito quotidiano moderato La Repubblica, edizione fiorentina del 23 settembre 2008, pubblica due intere pagine dedicate alle dimissioni lampo dell'assessore alla cultura Gozzini per le sue affermazioni alla guascona sulla notevole vicenda del nuovo stadio da farsi nella città di Firenze. Il politico dimissionato aveva "esternato" forti critiche nei confronti dell'imprenditore Della Valle che ha espresso la volontà di costruire a Castello, una zona di Firenze un nuovo stadio, un parco del calcio, museo, alberghi, e pure una città commerciale. Tutto questo lo rilevo dalla lettura del quotidiano moderato già citato. Una roba da Monopoli quando il giocatore più ricco piazza sul tavolo una sfilza di alberghi e di case. Da fiorentino finito a Sesto un pò mi preoccupo perchè fra Castello e la zona di Sesto e Campi c'è di tutto: un Ipercoop nuovo di zecca, l'areoporto che quasi fa a cazzotti con l'area del futuribile  inceneritore, una sfilza di centri commerciali fra cui Esselunga e Carrefour e a Campi  c'è pure i Gigli e il multisala, e nello specifico sestese è bene ricordare il polo universitario scientifico nella piana di Sesto, un discreto numero di capannoni e la grande fabbrica della Richard-Ginori e la vicenda di una città intera Sesto Fiorentino che negli ultimi vent'anni ha avuto una rilevante espansione edilizia. C'è in zona una tale concentrazione di cemento, strade e ferro, che c'è da chiedersi come possa stare tutta questa roba in uno spazio così ristretto. Forse non a Ginevra, dove la supermacchina da sei miliardi si è rotta,  ma nella piana si voleva trovare il buco nero a forza di concetrar materia pesante. Cosa c'è di strano che un assessore alla cultura e uomo di seri studi se ne esca con una vivace espressione di disgusto per una cosa del genere. La politica esiste anche per le provocazioni, per le prese di posizione eterodosse, e infine per le mediazioni. Ha sbagliato tono, può essere! Ma questo fatto è così grave da portarlo a rassegnare le dimissioni?
Il calcio, un tempo sport con qualche nobiltà è oggi per il Belpaese una disgrazia, anche per Firenze, e si badi non parlo della Fiorentina o di una qualche squadra del cuore ma proprio del gioco del calcio. Esso è  da anni una questione politica e affaristica, e se ben ricordo prima di una clamorosa e inaspettata vittoria ai mondiali esso era stato pesantemente messo sotto osservazione dalla magistratura per tutta una serie di malversazioni, quindi non è più a livello professionistico uno sport ma qualcosa  di molto diverso. I veri sportivi sono quei temerari che spengono la televisione e la domenica pomeriggio fanno una passeggiata, montano in sella alla bicicletta o fanno volontariato, qualcuno si siede su una panchina e pensa, anche quella è una condizione nobile, a suo modo sportiva. Il tifo calcistico non è sport è orgoglio campanilistico quando non degenera in qualcosa di peggio come le tragiche cronache degli ultimi anni hanno ampiamente documentato. Il calcio italiano è al giorno d'oggi una cosa dal quale ogni contemporaneo prosecutore dell'opera di mecenate dovrebbe fuggire sdegnato.
Mi rivolgo ai lettori di Firenze, pensateci un pò su e fra voi chiedetevi: ma lo volete davvero uno stadio nuovo con centro commerciale annesso? E quali disagi in materia di lavori edilizi e stradali siete disposti a sopportare per realizzare la grande opera? Io so cosa posso chiedere a uno sport che pratico e che vivo, ma voi avete la vostra idea in materia?

IANA per FuturoIeri



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