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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


28 giugno 2009

Chi pagherà questa crisi maledetta?

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Chi pagherà questa crisi maledetta?

 

Forse è la mia solita visione, il mio percepire le cose da un punto di vista personale, ma la mia impressione è che questa non sia solo una crisi finanziaria. Questa crisi è una crisi di modello di sviluppo e politica, a un punto tale da essere così banale da non essere riconosciuta nella sua intimità. Lo sviluppo portato avanti dalla civiltà Anglo-Americana presupponeva una crescita infinita in presenza di limitate risorse planetarie, credo che sia capitata una cosa banalissima. Quando questo modello è diventato il modello globale le risorse naturali, alimentari, umane e anche i portenti della tecnica e della scienza si sono rivelate limitate e incapaci di alimentare una crescita infinita. Non ci vuole una gran mente, è una cosa banale che qualunque nonnina esperta di mercatini e acquisti arriva a capire.  Può essere riassunta la cosa in una facile analogia:spese illimitate e soldi contati non vanno d’accordo. Gli esiti di questo schifo sono povertà diffusa, precarizzazione del lavoro, delocalizzazione delle imprese in paesi del terzo mondo dove le libertà sono fantasie, siccità, cambiamenti climatici, ideologia dello scontro di civiltà, proliferazione del terrorismo e della criminalità, inquinamento materiale, sociale e morale, devastazione delle civiltà per piegarle a un modello unico di pensiero, di vita e consumo. Dalla parte positiva del piatto della bilancia c’è tuttavia qualcosa che non può essere ignorato ma che non compensa i danni. L’aver disgregato le precedenti civiltà e forme di vita ne ha rivelato la sostanziale debolezza e ha aperto le porte alla possibilità del nuovo anche se in forma traumatica, il pianeta è per sommi capi connesso da reti viarie, dalle linee aeree, da internet, l’inglese è una lingua franca che facilita la trasmissione dei dati e gli spostamenti di uomini e merci, l’altro non è più solo l’estraneo ma sempre più spesso è il vicino di casa. L’evoluzione tecnologica con l’introduzione nella quotidianità del Computer e di sistemi di telecomunicazione ha trasformato la cultura integrandola nei sistemi di produzione e consumo. Il prezzo pagato per tutto questo è abnorme e comunque questi effetti sono per così dire collaterali, dietro questa mutazione non c’è un progetto sociale o politico ma l’avidità di ristrettissime minoranze di miliardari, di politici al soldo, di super-esperti, di amministratori delegati strapagati. La crisi politica ha forse un bilancio peggiore perché l’Impero Anglo-Americano ha goduto della possibilità d’attingere alle principali risorse planetarie, ora queste sono contese da nuovi attori e il sistema si rivela per quello che è nel suo semplice darsi: un paradiso per pochissimi ricchi, l’inferno sulla terra per la maggior parte dei poveri. Questo modello è stato sostenuto dalla forza delle armi e da una propaganda della propria civiltà invadente e martellante, di fatto intere generazioni d’italiani hanno creduto al mito dell’eroe, o supereroe americano, che metteva a posto il mondo perché proveniente da una civiltà superiore. Il Belpaese in particolare ha subito moltissimo questo credere nella superiorità dell’uomo americano. Sul piano pratico le vecchie generazioni hanno ignorato il destino delle nuove si son mangiate le risorse o se ne sono fregate del futuro del Belpaese. Non è una cosa da superuomini questa ma una truffa da cialtroni, da gente che vive d’espedienti. Non basterà superare la crisi, per non pagarla due volte occorrerà una liberazione dalle antiche illusioni e il congedo dei troppi miti perduti e delle defunte ideologie ormai diventate alibi per fuggire dalla realtà.

 

IANA per FuturoIeri




29 luglio 2008

LE VITE DEGLI ALTRI

Quest’estate, come tutte le estati, impazzano i paparazzi che immortalano VIP veri o presunti tali con straordinaria ingordigia mediatica. Li beccano sempre in vacanza in pose più o meno concordate, se si tratta di donne ben messe il seno nudo o la scena di bacio sono quasi obbligatori. Bella, in generale, l’estate dei VIP non piove mai, c’è sempre il sole, e sono sempre felici e abbronzati. Dal momento che ricordo di molte estati nelle quali è piovuto a dirotto e nella mia tenda si sentiva il battere della pioggia ed ero pure furioso per i motivi i più strani mi chiedo se questi VIP, o presunti tali, non siano parte di qualche universo parallelo. Questo perché in fin dei conti queste immagini dei paparazzi li ritraggono sempre abbronzati e felici sotto un cielo limpido e torrido sotto il quale pare di poter friggere un uovo esponendo la padella alla luce solare come nelle barzellette. Ed è sempre una vita alla grande, barche, ville, balli, ricevimenti, incontri con gente famosa. Alle volte mi chiedo se queste vite dei VIP non siano un genere, una sorta di canovaccio che si ripete per mostrare alla plebaglia le vite dei famosi e ricchi, per far vedere che uno su un milione ce la fa e ascende al nuovo paradiso pagano degli alberghi di lusso e della vita bella e comoda. Con l’occasione dell’estate voglio sintetizzare io una vita scomoda ed è quella di Joshua Key. Joshua ha pubblicato la sua biografia in Italia è edita sotto il titolo di “Il racconto del disertore” ed è stato edito da “NeriPozza editore” nel 2007. L’autore racconta la sua infanzia difficile di americano bianco e povero negli anni di Ronald Regan tra baracche e roulotte dove tanta parte popolo statunitense lotta per la sua sopravvivenza aggrappandosi a lavori precari. Per trovare un lavoro fisso si arruola , egli infatti è sposato e padre e vuole un minimo di assistenza sanitaria. La guerra in Iraq lo costringe ad andare dove non vorrebbe. Fa la sua sporca guerra, rastrellamenti, perquisizioni, ispezioni, turni di sentinella e ad un certo punto davanti a tanta sofferenza gratuita e inutile crolla psicologicamente. Alla prima occasione diserta, si nasconde, cambia identità e alla fine trascina moglie e figli in Canada sperando nell’asilo politico. Ora come altri disertori USA aspetta e spera che la sua condizione di rifugiato e di disertore gli permetta di restare nel Canada, se venisse rispedito negli Stati Uniti finirebbe in galera, bene che gli vada. Ecco un VIP per i nostri tempi tribolati. E’ una storia avvincente dopotutto, un prolerario americano che per una crisi di coscienza diserta e abbandona tutto per chiedere asilo politico in Canada. C’è l’uomo, c’è il padre, c’è il dramma umano e la famiglia e anche una Patria amata e perduta davanti alla diabolica evidenza dei fatti. Già non ci sono i soldi. Forse è questo che rende i VIP davvero VIP: i soldi che hanno o che fanno finta d’avere. Dietro lo sfavillare di ricchezze immaginarie si brucia la fantasia della nostra gente.

Un consiglio per le appassionate (si sa che in Italia sono soprattutto le donne le più assidue lettrici di riviste rosa e di cronaca scandalistica e le più colpite dal fascino dei soldi facili) leggetevi il libro di Joshua e poi guardate le riviste patinate, sicuramente non saranno più le stesse.

IANA per Futuroieri.


Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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