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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


21 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI DAGLI EROI 9

Le grandi utopie provenienti dai remoti anni settanta che auspicavano un mondo umano più libero, creativo e giusto si sono disfatte, sono state travolte dalla loro calata nel mondo reale e concreto.

Con una simile disfatta alle spalle è chiaro che le speranze dei molti si sono per i trent’anni successivi schiacciate sul qui e ora, sui beni materiali, sul denaro, sui piccoli affari da condurre nel quotidiano e sempre più spesso sul cercare qualche raccomandazione o qualche sistemazione molto prosaica. La mancanza di utopie, di grandi ideali ha portato una carenza di progetti e mancanza di possibilità di pensare il futuro, di agire nel qui e ora del presente per trasformare la realtà attraverso una progettualità di ampio respiro. Alle vecchie utopie che camminavano sulle gambe di padri oggi invecchiati non se ne sono sostituite di più credibili, di più forti, di più elavate. Spesso, nel Belpaese ma non solo, nei momenti in cui scoppia la contestazione del sistema e dell’ordine costituito si sente l’eco flebile della sconfitta dei padri e per gli ultimi contestatori da poco sulla scena politica addirittura quella dei padri ormai nonni. Sembra una maledizione questa specie di legge del padre: “Tu ritornerai sui miei errori e sui miei fallimenti, perché anche questa è la mia eredità”. In mezzo a tanta disgrazia le nostre italiche e sedicenti classi dirigenti si sono rivelate per quel che eranno davvero: una stramba accozzaglia d’improvvisati tribuni della plebe, di delinquenti di bassa lega e di avventurieri senza Dio, senza famiglia e senza Patria. C’è bisogno di grandi utopie, perché il quotidiano è troppo squallido, troppo deforme, troppo dissoluto e irresponsabile. Le crisi economiche, ambientali, di civiltà che stanno arrivando minacciano troppo da vicino l’Europa e le sue genti. La fuga nel passato e nei ricordi può uccidere ogni speranza, chi non vuole subire la grande violenza che s’annuncia con questa teribile crisi deve trovare le sue ragioni e la sua piccola grande speranza d’utopia. So che può apparire stupido quel che scrivo ma ora deve venir fuori quel coraggio che è a risposta dell’intelligenza davanti al pericolo.  Occorre aiutarsi da soli per aiutare gli altri, occorre trovare dentro di sé la volontà di reagire e non la disperazione che viene in essere quando una grande disgrazia sembra far crollare tutte le speranze e tutti i progetti.

IANA per FuturoIeri
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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