.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


23 luglio 2010

La natura seconda e la civiltà industriale



De Reditu Suo - Terzo Libro

La natura seconda e la civiltà industriale

La dissoluzione delle ragioni intime del passato e la difficoltà di ricordarlo per ciò che era quando si manifestava come presente è anche il segno, ma non solo, di un tempo nuovo e diverso che cerca di affermarsi schiacciando e prendendo il posto di tutto ciò che è stato prima. Quello che accade in questi anni, nell’indifferenza inconsapevole delle nostre sedicenti classi dirigenti del Belpaese, è una trasformazione profonda che sta creando la realizzazione di un nuovo mondo umano integrato con logiche proprie della civiltà industriale. A differenza delle precedenti forme di civiltà contadine, arcaiche e pre-industriali questa civiltà industriale è già arrivata alla sua terza metamorfosi la quale  non a  mutato solo i suoi metodi di produzione e consumo di beni e servizi ma anche i rapporti sociali e le aspettative delle popolazioni umane coinvolte nei processi di trasformazione della realtà. La natura seconda di questa civiltà industriale disgrega modi antichi di essere e le appartenenze di padri e nonni e quindi è aperta a forme di immigrazione massiccia e a spostamenti di decine di milioni di esseri umani dall’Africa e dall’Asia verso l’Europa e il continente Americano.  Questo accade non per un malinteso umanesimo ma per puro calcolo economico e per effetto delle trasformazioni economiche, ambientali e politiche e talvolta per le nuove tragiche guerre di questo inizio di nuovo millennio. Alle migrazioni che mettono in discussione le culture nazionali, inserendo nuove comunità e nuove identità in società umane già date, si associa la mutazione continua delle abitudini data dai cambiamenti della tecnologia e dalle esigenze commerciali della società dei consumi che inventa mode e sostituisce i beni obsoleti. L’umano non muta solo perché si dissolve il tempo che fu ma perché quello nuovo è enormemente diverso da ciò che è stato prima.  L’essere umano al tempo della maturità della terza rivoluzione industriale deve assumere comportamenti e modi di vivere compatibili con le nuove condizioni di vita in continua mutazione. Perché la mutazione è la forma del divenire del tempo al tempo della civiltà industriale, ma essa non è come nel tempo antico o feudale un cambio di dinastie o di culti religiosi ma al contrario è il cambiamento radicale del tempo della vita quotidiana e del lavoro dovuto alle trasformazioni tecnologiche e alle alchimie monetarie della grande finanza.

 

IANA per FuturoIeri




18 luglio 2010

La natura seconda e il suo essere umano

 

De Reditu Suo - Terzo Libro

La natura seconda e il suo essere umano

Una sorta d’intuizione mi spinge da anni a ragionare sulla disgregazione degli elementi banali della vita umana che muta e si trasforma attraverso la dissoluzione di antiche ideologie, il manifestarsi di nuove logiche  nel lavoro e nella vita privata, l’interazione fra l’essere umano e le nuove applicazioni delle tecnologie informatiche. Mi sono persuaso che la terza rivoluzione industriale, che probabilmente non si è del tutto manifestata ad oggi, ha creato una sorta di natura seconda, un mondo artificiale nel quale l’essere umano è colui che attiva i processi economici e industriali. Una nuova concezione dell’universo e dei processi sociali di produzione e consumo di beni materiali o immateriali si accompagna per forza a una nuova concezione dell’uomo in senso assoluto. Credo che i processi in atto in questi decenni si configureranno come l’attivazione di condizioni culturali e produttive che daranno origine a una condizione umana talmente diversa da quella dei secoli di cui c’è una ragionevole memoria. La trasformazione potrebbe essere così radicale da configurarsi come una natura seconda. Considero che si possa dare la possibilità che  nel corso dei prossimi decenni la realtà umana, e la sua relativa visione del mondo, muterà in termini assolutamente radicali al punto da ritrovarsi disconnessa con tutto ciò che è venuto prima.  Penso, per fare un paragone assolutamente arbitrario, alla radicalità delle scoperte scientifiche del seicento che hanno disintegrato i modelli di sapere di matrice medioevale precedenti. Questo periodo che la terza rivoluzione industriale ha aperto si presta alla radicalità e mi limito ad un solo esempio: la scoperta di acqua su Marte. La scoperta in Italia è passata sottotono e le gesta più  o meno strampalate dell’ultimo protagonista di qualche spettacolo d’intrattenimento televisivo contano per il Mario Rossi nostrano e gentile signora più di qualunque  evento rilevantissimo di natura scientifica. Tuttavia l’evidenza che l’elemento di base della vita è presente fuori dal pianeta azzurro finirà con il produrre diverse concezioni della vita e del cosmo e questo non potrà non avere delle ricadute culturali e infine politiche. La produzione di beni materiali e di sussistenza con la rivoluzione industriale è entrata in una seconda natura parallela, altra e diversa da quella del ciclo delle stagioni e del mondo agricolo pre-industriale; adesso è probabile che l’essere umano incontri una sua natura seconda non più riconducibile a un senso di appartenenza al passato proprio e collettivo ma a una nuova appartenenza a un presente dominato da poteri tecnologici e industriali rafforzati da una scienza al servizio del profitto e dell’interesse dei pochissimi.

IANA per FuturoIeri




sfoglia     giugno        agosto
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email