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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 marzo 2010

UN PRESIDENTE AL BIVIO: SCIABOLA O SCIABOLETTA?

Egregio Presidente Napolitano, Le scrivo a nome di mio figlio Giacomo di un anno e poco più.
In questi giorni non c'è in ballo l'esito delle elezioni regionali ma l'essenza stessa - anzi la sopravvivenza - della Democrazia nel nostro Paese.
Dopo che un uomo ha piegato un intero Parlamento alle sue esigenze personali, scippando quel che restava della legalità, adesso si vuole scippare persino la Democrazia faticosamente conquistata dai miei nonni.
Non voglio che Giacomo, dopo altro sague e sofferenze, abbia a dover studiare che Vittorio Emanuele III prima e Giorgio Napolitano poi non seppero difendere la democrazia dalla sopraffazione e dalla prepotenza.
Se qualcuno Le stesse facendo indebite pressioni, o veri e propri ricatti (non mi interessa sapere se Lei in passato ha fatto errori), La prego ci dia modo di capirlo, non pieghi la schiena.
Glielo chiedo quindi non per me, che a 39 anni ho conosciuto una democrazia fragile, imperfetta ma preziosa, ma per mio figlio che negli occhi ha il futuro e nel Dna la libertà.
Contrasti il Decreto "Soppressione della Democrazia", ritiri la Sua firma e lo ostacoli con tutte le Sue forze e i Suoi poteri!
Se vorrà ascoltare il suo popolo, La ringrazio di cuore.
 
A.




30 gennaio 2009

ECCO COSA DICEVANO BERLUSCONI, OCCHETTO & CO. DEI CAPI DI STATO

Visto che tanto – ingiustificato – scandalo hanno suscitato le parole pronunciate l'altro giorno da Antonio Di Pietro in Piazza Farnese (ricolma di gente), criticando il silenzio del Presidente della Repubblica dinanzi all’assalto che viene reiteratamente mosso alla legalità costituzionale, ecco un piccolissimo campionario di cosa si è detto negli ultimi anni dei vari Capi di Stato...

 

Silvio Berlusconi va all' attacco di Scalfaro. Il Cavaliere accusa il presidente della Repubblica per i giudizi espressi sulle prospettive politiche dell' Italia e lo invita ad astenersi da giudizi politici. Dice: "Fino al momento in cui non decideranno di darsi una Repubblica presidenziale e un presidente eletto dal popolo, gli italiani hanno diritto di chiedere al capo dello Stato di rinunciare a giudizi che sono, o possono sembrare, smaccatamente di parte. Con le sue parole agevola la sinistra". [Corriere della Sera 23/12/1993]

Tatarella (Ministro del Governo Berlusconi n.d.r.) mercoledi' aveva distribuito ai giornali la seguente manganellata: "Nella maggioranza c' e' chi non accetta la diarchia con il capo dello Stato e vuole invece andare all' attacco... Va a finire che troveremo scritto sui muri non piu' "W Borrelli" ma "Salabe' "... Si sta tentando un' operazione antidemocratica... Si vuol fare il ribaltone contro le indicazioni del voto popolare". Insomma, una chiara intimidazione sul fronte dell' affaire Sisde, condita da accuse di golpismo bianco che riecheggiano le parole usate dal forzitalista Fabrizio Del Noce. [Corriere della Sera 25/11/1994]

Basta attacchi a Scalfaro. E' un coro all'indomani delle violente polemiche innestate dal Polo. Anche se Berlusconi non intende fare marcia indietro dopo la gaffe di Cossutta che ha riferito - e poi smentito - di un presidente della Repubblica che mette in guardia il leader dei Comunisti italiani dal pericolo dell'avanzata delle destre... Il leader del Polo tuttavia insiste. E annuncia che una "commissione di saggi" deciderà le eventuali iniziative del Polo nei confronti del presidente della Repubblica. [la Repubblica 19/10/1998]

All' improvviso si materializza l' ombra del "golpe". Achille Occhetto a Firenze attacca Cossiga: "Quel che dice l' ex presidente, che di carabinieri se ne intende, e' inquietante. In mancanza di una volonta' politica continuano a esistere poteri forti, come i carabinieri, che sono persone perbene ma che potrebbero aver voglia di fare qualcosa". [Corriere della Sera 23/03/1993]

Ma la prima contestazione di massa a un capo dello Stato e' molto piu' recente: risale a cinque anni fa e ha per protagonista il Pci. Il 17 novembre del 1990, ancora un sabato, anche se l' assedio alla "citta' dei misteri", organizzato da Achille Occhetto nel tentativo di piegare le resistenze di quel "pazzo" di Cossiga, si fermo' a un' altra storica porta di Roma: quella di piazza del Popolo. Erano i giorni tormentati di Gladio. E contro il presidente della Repubblica "picconatore", picchiavano davvero duro i comunisti non ancora del tutto pidiessini. E non soltanto loro. "E la prima manifestazione del Partito democratico della sinistra? E la prova di una non scalfita forza comunista, la scesa in campo di una forza antagonista?", s' interrogava con enfasi l' Unita' , aprendo la cronaca della "manifestazione dei quattrocentomila". Una marcia, ribadiva il titolone, "per liberare l' Italia dai poteri occulti". [Corriere della Sera 03/12/1995]

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri – http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm




10 ottobre 2008

LODO ALFANO: COMINCIA LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM

LODO ALFANO: PARTE REFERENDUM

IdV e sinistra insieme ma l'11 ottobre manifestazioni separate

 

(ANSA) - ROMA, 7 OTT - L'11 ottobre comincera' ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano. Ad annunciarlo e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Alla conferenza stampa a Montecitorio c'erano anche Arturo Parisi del Pd ('ma non sono qui a nome del mio partito'), il segretario del Prc Paolo Ferrero, Carlo Leoni della Sinistra Democratica e Manuela Palermi del Pdci. Ma l'11 ottobre, giorno del via, ci saranno manifestazioni separate. A quella della sinistra dovrebbero aderire anche i Verdi.

 

 

Il Lodo-Alfano è una legge fatta per delinquere in libertà da parte dell'attuale premier e per non farsi processare. La libertà i cittadini la perdono in questa maniera, poco alla volta, concessione dopo concessione. Il governo ve lo sta già dimostrando, dopo il Lodo per le 4 cariche dello Stato passato nell'indifferenza di molti ora si avanzano nuove pretese arroganti che calpestano i principi della costituzione, della democrazia e della tua libertà. Arrivano richieste per il Lodo-Consolo per i ministri, arriva l'estensione del Lodo per Mills, chissà che non arrivi il Lodo anche per qualche criminale. Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano. Hai il dovere di fermare la dittatura Berlusconi IV.

 

 

LE GIORNATE DELLA LEGALITA':

 

Roma - Sabato 11 ottobre 2008

 

In Piazza Navona dalle ore 10:00 alle ore 20:00 saranno raccolte le prime firme per il Referendum.

Durante la giornata si alterneranno artisti di strada, cantanti, gruppi musicali e personalità del mondo sociale, politico e culturale.

A partire dalle ore 15:00 inizieranno gli interventi e gli spettacoli con le performance di Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi.

Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Massimo Fini interverranno verso le ore 17:00.

Inoltre: sempre Sabato 11 ottobre tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia del nostro Paese manifestano a Roma, in Piazza della Repubblica dalle ore 14, uniti (si spera) contro le politiche di questo Governo e più specificatamente contro le scelte razziste, gli attacchi all'indipendenza della magistratura, al ruolo contrattuale del sindacato ed alle conquiste del mondo del lavoro, alla democrazia ed ai valori dell'antifascismo ed al ruolo istituzionale ed alla scuola pubblica ed alla sua funzione sociale.

 

Cagliari - 16/10/2008

Trento Bolzano - 18/10/2008

Napoli - 19/10/2008

Roma - Piazza San Giovanni 25/10/2008

Milano - 26/10/2008

LAquila - 1/11/2008

Genova - 7/11/2008

Torino - 8/11/2008

Potenza - 21/11/2008

Bari - 22/11/2008

Campobasso - 23/11/2008

Pescara - 28/11/2008

Ancona - 29/11/2008

Udine - 5/12/2008

Bologna - 6/12/2008

Venezia - 7/12/2008

Perugia - 12/12/2008

Firenze - 13/12/2008

Cosenza - 14/12/2008
 
Amici di FUTURO IERI  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




8 agosto 2008

BERLUSCONI, NAPOLITANO E IL LODO

Note a margine del famigerato Lodo Schifani / Alfano sulla casta di potenti che vorrebbero farsi intoccabili. Oltre il fumo negli occhi - "ad arte" - della sicurezza, della monnezza e del ministro Prunetta. Per meglio capire.

AGI - Roma, 10 mag 06 - Il rapporto fra le famiglie Craxi e Napolitano e' di antica data. Il primo era il leader dei socialisti italiani, il secondo il leader dei miglioristi del Pci, l'ala del partito di Enrico Berlinguer piu' vicina al Psi. Bettino Craxi e Giorgio Napolitano si incontravano spesso, anche con le signore ed i figli. Non erano incontri felpati, con camerieri in livrea, argenteria, vescovi, grand commis e grandi firme, come quelli di Castelporziano nella tenuta del Presidente della Repubblica. Erano incontri politici fra due importanti leader politici italiani, con in testa l'idea di una sinistra piu' moderna (...). Anni ottanta, domenica, pranzo. Bettino Craxi, Giorgio Napolitano, le signore Anna e Clio, i figli Bobo e Stefania mangiano insieme alla 'Trattoria dei cacciatori' alla Longhignana, una frazione del Comune di Peschiera Borromeo nella campagna intorno a Milano. Sono gli anni di Craxi a Palazzo Chigi: scala mobile, euromissili, Achille Lauro e quant'altro. Clio ed Anna si intendono bene, la madre di Clio era socialista. Anche Bettino e Giorgio trovano punti d'intesa. Al termine del pranzo nel vecchio castello che fu dei Borromeo, Bettino Craxi e Giorgio Napolitano salgono le scale di legno che portano al 'Vecchio Granaio', un mercatino di cose antiche ed antiquariato. Craxi saluta i gestori e compra di getto per Napolitano un portagioielli di porcellana di Limoges, decorato in oro. Una decisione d'impeto, come era nel carattere di Craxi. Napolitano ringrazia con il suo tratto aristocratico (...). Da allora e' passato quasi un quarto di secolo. Il portagioielli e' ancora in casa Napolitano.  [Tratto da Venetosocialista]

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P.S.  Dall’Agenzia Reuters: “Inflazione a luglio +4,1%, massimo da 12 anni”.

     Amici dell’Associazione Futuro Ieri –
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/linche.htm




1 febbraio 2008

PERCHE’ OGGI OGNI PREMIER, OLTRE PRODI, E’ ILLEGITTIMO

Siamo oramai abituati a veder strame del diritto italiano e della nostra Carta costituzionale, ma, nonostante questo, anzi proprio per questo, non è mai superfluo diffondere la legalità (a tutti i livelli).

Quanto sta accadendo in questi giorni con l’incarico del presidente della Repubblica Napolitano al Senatore Marini di formare un nuovo governo, dopo la mancata fiducia votata a Prodi, assume, a nostro avviso, connotati di assoluta illegittimità.

L’ultima riforma elettorale, ma per certi versi anche la legge precedentemente vigente, hanno modificato nella sostanza il criterio di elezione del presidente del Consiglio, che è passato da un’elezione di secondo grado in seno al Parlamento durante la cosiddetta “prima Repubblica”, ad un meccanismo di indicazione diretta da parte del corpo elettorale. Ognuno ricorderà che persino i simboli delle coalizioni contenevano il nome del candidato presidente, per non dire della propaganda in affissione, delle tribune elettorali, etc etc.

L’Italia non ha più, piaccia o non piaccia, almeno per adesso, un sistema parlamentare, ma un sistema semi-presidenziale.

Posto questo, sic stantibus rebus, come può configurarsi legittimo giuridicamente, prima ancora che politicamente o moralmente, un incarico a qualche esponente politico che non sia Romano Prodi o Silvio Berlusconi?

Misteri del Palazzo (o interessi della casta?)!

 

Amici di Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm



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