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23 luglio 2011

Il Fascista Immaginario: dedica e bibliografia

Per comprendere i temi del “Fascista Immaginario” presento una breve bibliografia utile per capire i temi e i problemi che sono connessi al mio scritto.

Nel caso qualcuno dopo il confronto con quanto ho elaborato volesse intraprendere un personale percorso per comprendere questo presente o per capire da dove arrivano una parte di certe mie considerazioni  può iniziare da qualcuno di questi testi.

 

Dedico il “Fascista Immaginario” al filosofo Stefano Boninsegni.

 

 

 

Bibliografia Breve

 

 

Balducci  Ernesto, L’insegnamento di Don Lorenzo Milani,  Laterza, Bari, 2002

Bakan Joel, (trad.it Andrea Grechi), The Corporation, La patologica ricerca del profitto e del potere, Fandango Libri, Roma, 2004

Stefano Boninsegni, Dai diritti dell’Uomo ai doveri del Manager, verso un immaginario in frantumi, in Diorama Letterario, n.256

Stefano Boninsegni, New Economy, Settimo Sigillo, Castello, 2003

Stefano Boninsegni  (a cura di),Dove va la Destra?Dove va la sinistra? , Settimo Sigillo, Roma, 2004

Noam Chomski, Democrazia e istruzione, EDUP, Roma.2004

Emidio Diodato (a cura di), La toscana  e la globalizzazione dal basso, Libreria Chiari, Firenze, 2004

Cardini Franco, L’invenzione dell’Occidente, Il Cerchio, Rimini, 2004

Carlo Galeotti (a cura di), Don Lorenzo Milani, L’Obbedienza non è più una virtù e gli altri scritti pubblici, Stampa Alternativa, Roma, 2004

Grandi Aldo, Gli Eroi di Mussolini, Niccolò Giani e la Scuola di Mistica fascista, BUR, Milano, 2004

Alessandro Galante Garrone, L’Italia corrotta 1895-1996, cento anni di malcostume politico, Editori Riuniti, Roma, 1986

Emilio Gentile, Il culto del littorio, La sacralizzazione  della politica nell’Italia fascista, Laterza, Roma, 1995

Emilio Gentile, Contro Cesare, Cristianesimo e totalitarismo nell’epoca dei fascismi, Feltrinelli Milano, 2010

Naomi Klein, No-Logo, Baldini & Castoldi, Milano, 2001

Serge Latouche, Come sopravvivere allo sviluppo, dalla decolonizzazione dell’immaginario economico alla costruzione di una società alternativa, Bollati Boringhieri, Torino, 2004

Karl Marx, Friedrich Engels, Manifesto Del partito Comunista, Editori Riuniti, Roma, 1962

Fabio Mini, La guerra dopo la guerra, Soldati, burocrati e mercenari nell’epoca della pace virtuale, Gli Struzzi, Torino, 2003

Hayao Nakamura, Il paese del Sol Calante, Sperling & Kupfer, Milano, 1993

Piero Ottone, Saremo colonia?, o forse lo siamo già, Longanesi, Bergamo, 1997

Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’era post-mercato, Baldini&Castoldi, Milano, 2000

Elena Romanello, Capitan Harlock, avventure ai confini dell’Universo, Iacobelli, Roma, 2009

Vandana Shiva, Il bene comune della terra, Feltrinelli, Milano, 2005

Veltri Elio, Il topino intrappolato, legalità, questione morale e centrosinistra, Editori Riuniti, 2005,Roma

Zygmunt Bauman, Dentro la Globalizzazione, le conseguenze sulle persone, Laterza, Bari, 1999

 




6 giugno 2011

Il Fascista Immaginario: la notte è finita



Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Sergio: Maestri, vittime, rivoluzione, reazione, guerra, accidenti. Quante ne abbiamo dette. La notte è entrata nella sua fase finale, in cortile son andati via tutti. Siam rimasti solo io e te. Occorre chiudere il nostro incontro. Il confronto è durato molto ed è stato interessante, ma ora occorre chiudere l’affare.

Lazzaro: Giusto! Ecco la mia proposta, la soluzione del tuo problema la metto qui nel libro di Rifkin. Tu al momento della consegna mi sussurri il nome nell’orecchio. Contemporaneamente. Un sussurro per un libro. Ci stai? E’ semplice in fondo tu ti avvicini all’orecchio e io allungo il testo con la soluzione.

Lazzaro mette qualcosa nel libro. Lo chiude  e lo serra fra le mani, con il capo si allunga verso Sergio aspetta che si avvicini. Sergio si avvicina lentamente, quasi con fare disgustato. Poi scatta si avvicina all’orecchio sussurra, il libro passa di mano. Sergio emette un sospiro, si passa le mani fra i capelli, si concentra come se dovesse risolvere una grave questione. Poi riprende una postura normale.

-          Sergio: Cosa vuol dire questo?

Lazzaro: E’ un invito per due, perché ci andremo assieme; la donna che cerchi sarà là e presentandoti come uno che a pagamento ha fatto l’attacchino per noi durante l’ultima campagna elettorale sarà per te possibile avvicinare la persona che cerchi. In fondo a pagamento fai con il tuo furgoncino attività di attacchinaggio in occasione di referendum, elezioni e così via giusto?E sui soldi non ci sputi sopra, verdi, rossi, neri, bianchi azzurri per te sono tutti uguali quando pagano. Quindi è credibile come fatto e utile perché potrei presentarti come uno a cui rivolgersi per piccoli servizi di questo tipo. Racconterò che la mia macchina ha avuto un guasto e con l’occasione tu mi hai dato un passaggio, oppure dirò che stavo a ragionare di un lavoro di attacchinaggio da farti fare, o chissà che cosa, lasciami fare che una scusa la trovo. Io fingo di non sapere che tu sei il fascista immaginario e tu fingi di essere propizio alle nostre ragioni, nessuno si accorgerà della differenza in fondo vedo che non porti tatuaggi fascistoidi o runici e quindi non sei identificabile a prima vista dal punto di vista politico. Poi hanno forse colore politico i soldi che stampa la Banca Centrale Europea? In fondo se dei banchieri e dei finanzieri privatamente si sono inventati l’euro e sono diventati i custodi della sovranità monetaria delle democrazie  e la garantiscono non si sa bene con cosa allora io posso pensare che il tuo lavoro di affissione abusiva per conto di chiunque paghi sia neutrale. Solo una piccola attività che fa comodo a chi non vuol sporcarsi le mani. In un mondo ormai anormale dove una minoranza di esseri umani accecati dall’ambizione conduce un gregge di popoli ottusi e abbrutiti dalla pubblicità e dalle illusioni del denaro cosa sarà mai il nostro piccolo affare. Solo l’evidenza di due tipi che conoscono il mondo e ne hanno assaporato la pazzia, l’eccesso  e la malvagità e capiscono che devono trovare un reciproco e positivo accordo. Come abbiamo appena fatto. Con reciproca soddisfazione mi pare.

-          Sergio: La tua fama non è usurpata, mi costa molto pagarti il prezzo ma capisco che ne vale la pena. Ma come mai un tipo come te va dietro a certi balordi che sognano insurrezioni e scioperi rivoluzionari, pacifismi assurdi  e redenzioni del mondo?

-          Lazzaro: Il nemico del mio nemico è mio amico, almeno finchè il nemico esiste o è pericoloso. Quindi non posso far finta di non vedere che molti sono contro i miei nemici sociali, politici, antropologici, magari non sono per loro; ma non è il caso di essere contro o finirei isolato a far opera pia di testimonianza. Così devo tollerare eccentrici, pseudo-rivoluzionari, figli di notabili che cercano il brivido della rivoluzione la domenica mattina e altra gente simile. Poi ci sono i miei interessi, e quelli come me, quelli che fanno al mia lotta e con i quali sto e che mi tengo ben stretto. Ora la notte è quasi finita e i primi chiarori annunciano l’alba, e prima che il sole sorga dobbiamo esser fuori di qui. Ormai siamo soli in questo palazzo vuoto. Credimi è proprio tempo di andar via e di dividere le nostre strade e hai la mia parola che saprò esser discreto e il nostro accordo sarà un segreto fra noi.

-          Sergio: La tua parola non è necessaria, del resto se riveli la cosa mi rovini ma su di te cadrà il sospetto e la rabbia  di quanti ti hanno prestato fede finora. Così va questa cosa. Usciamo.

-          Il Fascista immaginario incontrò la donna che cercava. Il nome sussurrato all’orecchio determinò la conferma del rettore della facoltà spiazzando i suoi rivali orientati a sinistra e dando a Lazzaro un buon margine di manovra politica. Nell’ultima parte della notte la coppia si divise e separatamente uscirono dal palazzo dell’Università, concluso l’accordo le loro strade non s’incrociarono più.





24 marzo 2011

Il Fascista Immaginario: potere e illusione

libia


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Il materiale di scena viene descritto e si scopre la sua funzione, e perché alcuni ricchi chiedono la messa in scena di Sergio.

-          Sergio: Le guerre per il petrolio, le Petrol War. Ne sentiremo parlare. Hitler perse la guerra a Stalingrado che era sulla strada degli oleodotti che dal Caucaso e dai territori dell’Asia centrale portavano al cuore dei centri industriali sovietici.  Non lo sai? Il petrolio era fondamentale anche per il Duce e per Rommel. Senza la benzina per aerei e carri armati l’esercito motorizzato del feldmaresciallo era una balena arenata sulla spiaggia. E capisco perché. Chi controlla il petrolio controlla una risorsa strategica globale, condiziona i prezzi di tutte le materie prime e impone la sua volontà agli altri. Viaggi, trasporti, concime, industria chimica, automobilistica, cantieri navali ed edili: tutto si ferma senza il petrolio che è plastica e benzina. Hitler nel momento della disfatta aveva i depositi di carburante vuoti e le caserme con ancora dentro i veicoli e i carri armati e gli aerei bloccati per mancanza di carburanti. Le raffinerie di petrolio sintetico erano un obiettivo strategico dei bombardieri americani e inglesi. Il petrolio è guerra, è potere, è dominio, è economia, è pura forza militare, industria chimica e potenza agro-alimentare.

-          Lazzaro:  Come mai una schiera grande di retori e opinionisti di destra racconta una favola diversa? Narra di masse arabe e asiatiche che vogliono la libertà, il parcheggio libero e il grande supermercato, e il rotolo di dollari in tasca e le riviste pornografiche in edicola?

-          Sergio: Non confondermi con quelli là, grazie. Io non ti associo a quelli che hanno fatto in gioventù gli incendiari e la sinistra arrabbiata e il casino in piazza e da vecchi si godono l’assessorato, la poltrona nel consiglio d’amministrazione della municipalizzata, il posto da onorevole e da commendatore, amano gli USA, lodano i berretti verdi e i SAS inglesi che proteggono i loro padroni delle multinazionali e delle grandi banche d’affari internazionali dalle masse di umani del secondo e del terzo mondo immiserite e sfruttate e razziate anche nei beni primari. Quindi sei pregato di non fare la stessa cosa. Gli affari si concludono tra pari, giusto? Quindi io non ti confondo con i vecchi arricchiti che furono di sinistra in gioventù e tu non mi confondere con chi a destra fa mestiere, e privatissimo lucro, della politica. A destra. Qui in Italia Per mia disgrazia.

-          Lazzaro: Scusa, d’accordo. Ma allora ascolta. Dimmi cosa vuol dire questa massa un po’ rivoltante di cose e oggetti per te. Così capisco la tua distanza da chi fa della politica puro lucro. E potrei capire perché gente con i soldi paga per sentire le tue orazioni e magari ha investito in azioni di multinazionali USA o ha in frigo due o tre bottiglie di Coca-Cola e nell’armadietto il bourbon statunitense di pregio, e in tasca il biglietto per la gita di piacere a Londra.

-          Sergio: Ti descrivo l’allestimento così capisci il mio linguaggio che è simbolico. Per prima cosa va onorata la memoria di quanti sono morti per la Patria senza tradire e senza scappare. Quindi la strumentazione evocativa è collocata sopra due o tre divise stracciate che fanno da panno. Il tavolo può essere da campo o anche una scrivania, nel caso sia poco consono occorre la bandiera di Salò a coprire. Così abbiamo evocato il sangue e l’onore. Poi occorre lui. Meglio se è un busto che lo raffigura così la sua immagine appare simile a quella dei consoli Romani o dei Cesari. L’evocazione della figura è più forte se al posto dl ritratto c’è la scultura, nella penombra sembra un monito che arriva dall’antichità. Poi ci vuole la storia e qui ho delle foto fatte fare in tipografia con la scusa di qualche esame di storia: città distrutte, parate, carri armati, aerei, edifici monumentali a seconda del discorso e dei casi le dispongo secondo un ordine che mi sono inventato. Di solito a gruppi di quattro, di sette o di tre.

-          Lazzaro: Scusa, come hai detto: esame? Ti sei spacciato per universitario, che faccia di bronzo!

-          Sergio: Certo, basta far girare i soldi e tutti credono a tutto. Comunque il centro deve essere dato dalle candele, esse in quanto luce rappresentano la sacralità e la luce si deve diffondere verso il basso e verso l’alto. C’è bisogno di ascendere al cielo nel tempo del consumismo straccione.

-          Sergio si mette a far dei gesti che indicano la luce che si diffonde verso l’alto e verso il basso.

-          Sergio: La luce che va verso l’alto seguendo la fiamma rappresenta lo spirito e il mondo immateriale, quella che si diffonde il tempo e il mondo concreto e quindi la storia con i suoi dolori e i suoi traumi. Con questo la coreografia è quasi completa, manca l’odore della candela per suggestionare l’olfatto che può essere integrato da qualche goccia di olio essenziale e infine i suoni, i discorsi, gli inni del tempo che danno all’udito il senso del tempo e della civiltà. Così i miei uditori sono portati nel mio mondo attraverso i simboli che esprimono dominio e potenza. Così piace loro.

-          Lazzaro: Efficace forma di persuasione ideologica, ma nel concreto mi pare una tragica illusione e non per il fascismo. Qui nel Belpaese non c’è nessuna potenza e nessun dominio; anzi finiremo di sicuro nel pantano iracheno e non sapremo mai fino in fondo perché e per chi. Me lo sento.



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