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15 febbraio 2008

A FIRENZE REFERENDUM PER UNA MORATORIA SULLA TRAMVIA

La città di Firenze si appresta a vivere Domenica prossima, 17 febbraio dalle 8,00 alle 22,00, uno dei momenti di più aspro confronto politico-sociale. In tale occasione si terrà un referendum cittadino sulla pessima realizzazione della Tramvia, chi lo ha promosso chiede una "moratoria" per ripensarne i progetti, piuttosto onerosi (sia in termini di costi che di sacrifici), e sottoporli ad un vero confronto tra la cittadinanza.

 
Un approfondimento di Futuro Ieri qua:
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm 




29 dicembre 2007

BAFFINO D'ALEMA FRA UNIPOL/BNL, LE MORATORIE E I MORTACCI

Dopo aver detto del Tg1, divenuto una propaggine di Verissimo, il rotocalco gossipparo di Mediaset, ci vogliamo occupare oggi di una delle più colossali "bufale" spacciate dai mass media italiani.
Chiunque avrà udito notizia, fra le innumerevoli di cui invece non avrà mai traccia, dell'approvazione da parte dell'assemblea generale dell'Onu della risoluzione che invita gli Stati del pianeta ad una moratoria sulla pena di morte. Mercoledì 12 nessun quotidiano europeo apriva le sue prime pagine con questa notizia! Nessuno!
Ora, sgombriamo subito il campo dagli equivoci, noi siamo fermamente contrari all'uso abominevole della punizione capitale, poiché solo chi ha dato la vita o chi ne ha ricevuto dono può avere titolo a decretarne la fine.
Detto questo, non possiamo tacere dell'ipocrisia che gronda copiosa da quella risoluzione. Primo perché - come sappiamo bene da altre varie risoluzioni, per esempio quelle ad Israele relative ai territori palestinesi - questi atti di intenti nessuno se le fila, né se li è mai filati neppure in passato sin dall'epoca della Società delle Nazioni. Secondo perché non hanno nessuna cogenza di diritto internazionale in quanto non prevedono sanzioni. Terzo perché sono votati da Stati nessuno dei quali ha la coscienza veramente a posto.
Prendiamo il caso dell'Italia che è stata fra i Paesi che ha più trafficato per l'approvazione. Dove erano tutti gli esponenti politici pro-moratoria nei giorni, peraltro quasi gli stessi, in cui è venuto in visita a Roma il Dalai Lama, autorità morale e religiosa del popolo tibetano, da anni e anni oppresso e perseguitato dalla Repubblica "popolare" cinese? Nessuno si è degnato di riceverlo, tutti si sono defilati, chi per qualche inaugurazione fantasma, chi per un imprevisto, chi per un attacco di diarrea. Nessuno, né di centro-sinistra né di centro-destra. Tranne la lodevole eccezione di Beppe Grillo, oramai l'unica figura credibile di questo nostro povero Paese.
Sfiga ha voluto, però, che il giorno successivo all'approvazione della moratoria quattro persone venivano impiccate in Iran e due fatte secche in Cina per induzione alla prostituzione. Aspettiamo presto all'appello il Texas e altri Stati a stelle e strisce. In Iraq ed in Afghanistan, il problema non si pone neanche, visto che la gente salta in aria direttamente a domicilio. Una sorta di pena di morte pret-a-portet.
Ora, diciamolo. Se doveva essere uno spot per ricostruire la faccia politica di un personaggio abbondantemente squalificato come Massimo D'Alema, noto ai più col nomignolo di Baffino, responsabile di una delle più ignominiose guerre, quella del Kosovo, indagato oggi per le scalate dei furbetti del quartierino e ieri per la stecca che Primo Greganti portò in Botteghe Oscure e poi sparita nel nulla. Ecco, diciamolo, se doveva essere per questo, per beghe tutte italiane, bastava dirlo subito e non scomodare i funzionari Onu che dormono beatamente da decenni e che hanno ancora molto sonno da consumare. Altro che moratorie, ma li mortacci...



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