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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


20 dicembre 2007

LA CRISI FINANZIARIA CONTINUERA', SARA' A TAPPE A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO

Se volete comprare casa, fatelo! I prezzi sono calati dappertutto, anzi, è meglio aspettare, caleranno ancora. Il grande malato (la finanza internazionale) sta ancora agonizzando.

In estate la banca d’affari Bear Stearns per sostenere due suoi fondi speculativi (hedge fund) appena nati e già fallimentari dovette iniettarvi un quarto del proprio capitale. Quei fondi si erano indebitati per comprare derivati garantiti da mutui contratti da persone insolventi. Nessuno vuole più certi titoli e le banche usano i loro capitali. Sono obbligazioni fuori mercato, possono essere sopravvalutate nei bilanci, ma il loro valore reale è vicino allo zero. Il problema è grave: il mercato internazionale è saturo di titoli che non valgono nulla. Vendono cartaccia!

Tenterò di offrirvi un chiarimento che è preliminare e sempre utile. Molti mutui degli insolventi sono stati comprati dalle banche di investimento con denaro preso a prestito e a basso costo e successivamente offerti come garanzie per obbligazioni che potevano contenerne migliaia; su questi mutui i debitori pagheranno (se possono) un interesse. Per di più, le obbligazioni sono state suddivise in varie «tranches» di rischio, ed ogni «tranche» - proprio perché ha poco mercato, non è normalmente scambiata - ha ricevuto una valutazione da una delle agenzie di rating. Dunque, non è stato il «mercato» a fare i prezzi, ma le agenzie che hanno assicurato: se comprate questa «tranche» essa vale tot. Le tranches hanno avuto rating diversi a seconda che siano finanziate dal fondo prima o dopo o praticamente mai. I rischi in teoria erano differenti, in realtà di rimborsabile c'è poco. Per esempio la tranches mediana aveva perso in estate un 40% se non si sapesse. Vuol dire che va venduta con uno sconto di tale percentuale.

Molte banche sono messe male da mesi e i nodi verranno presto al pettine: il prossimo anno dovranno restituire i soldi alle banche centrali, i prestiti sono sempre dilazionabili, ma ci sono gli interessi da pagare e alcuni avranno bisogno di nuovi sussidi. Vedremo nuove crisi modello Northern Rock, ne sono certo e non dimentichiamo che molti fondi pensione dei lavoratori americani hanno comprato quello sterco obbligazionario al prezzo valutato dalle agenzie di rating. C'è una lunga lista europea e asiatica, essa elenca i compratori di questi titoli - cartaccia.

Perché hanno comprato questi titoli? Li hanno comprati perché credevano di lucrare un bel 10 - 15% e consideravano come la verità rivelata i giudizi delle agenzie di rating. Ora sono nei guai e molta gente non lo sa. In futuro i giudizi delle agenzie verranno considerati come i bugiardini che vengono messi in certe medicine scadenti. Ma perché le obbligazioni non valgono nulla? Nessuno lo dice, sembra un mistero, invece la risposta è semplice: 2,2 milioni di americani che hanno contratto un mutuo «subprime» dal 1998 ad oggi hanno perso la loro casa per impossibilità di pagare i ratei dell’ipoteca; ovvero un debitore su cinque di quelli che hanno ottenuto tali prestiti nel 2005.

Crescono i sequestri di immobili crolla il mercato delle obbligazioni garantite da quelle ipoteche!

Il mercato delle obbligazioni coperte da mutui insolvibili valeva 800 miliardi di dollari, ora è destinato a crollare almeno di un 25% minimo ma poi verranno le altre obbligazioni coperte da debiti ed eventuali crisi aggiuntive. Il dimezzamento è dietro l'angolo. I finanzieri hanno in testa un'unica soluzione: spalmare il debito fra più azionisti di base da un lato e il richiamo dei prestiti dall'altro, l'economia sana sarà coinvolta. Per ora crescerà l'inflazione poi la crisi finanziaria globale arriverà. Molti economisti la ritengono inevitabile a partire dal prossimo anno. Torneremo sull'argomento.

Intanto sposto il discorso sulle banche d'affari, o meglio sulla Goldman Sachs. La particolarità di questa banca è quella di coniugare politica ed economia internazionale. E' potentissima, tanto da influenzare e condizionare i governi, anche quelli occidentali. Due esempi: l'amministrazione Bush e il governo Prodi. Per chi non lo sapesse il negromante di Bologna è un ex dirigente della suddetta banca. Tra le banche di affari è la più grande!

Come fa a condizionare l'amministrazione americana? E' semplice Hank Paulson è stato nominato ministro del tesoro nel 2006 da George Bush. Chi è questo signore? E' il presidente nonché direttore esecutivo ed azionista di riferimento di Goldman Sachs. E' stata una scelta tragica per Bush, il suo secondo grande errore dopo le guerre infinite: con questa nomina un soggetto che il ministero del tesoro dovrebbe controllare e divenuto controllore. Il collasso della finanza non è curabile se al ministero del tesoro ci sono questi personaggi. O meglio sono li proprio perché la situazione è grave e non sono possibili molte riforme. Questo ministro è legato alla finanza speculativa.

Un dato aggiuntivo: prima della nomina a ministro questo banchiere guadagnava quasi 40 milioni di dollari, dopo la nomina si contenterà di 170 mila dollari. Non è la fame ma non si lavora per la gloria. Bush è stato disastroso in politica estera, ma quando si parla di finanza azzera il suo sapere e le sue azioni, è crollato nei sondaggi, non ha seguito popolare che cosa poteva fare? I guai se li è cercati e la sua incapacità lo ha ricondotto verso quei poteri da cui dipende e che contano di più, per lui, dei voti degli elettori. Se i poteri forti sono usciti allo scoperto e con un anno di preavviso un motivo c'era ed abbiamo cominciato a vederlo da qualche mese: la tempesta finanziaria è molto pericolosa. In scala, riducendo tutte le proporzioni, il discorso fatto su Bush vale per Prodi, Padoa Schioppa e per un governo tecnico guidato da Draghi che potrebbe profilarsi all'orizzonte.

Amici di Futuro Ieri - Per approfondimenti
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




4 dicembre 2007

NOTE MINIME SULLA REPUBBLICA

In un suo recente articolo per l’Espresso del 29/11/07 il noto opinionista Giorgio Bocca osserva come la democrazia sia il meno peggio dei sistemi.   Tuttavia, par di capire che prenda di punta il caso italiano, osserva come essa nella quotidiana prassi “italica”  si risolva nella negazione dei principi che la Costituzione fissa: quali difesa della legalità, lotta alla criminalità, difesa del paesaggio, diritto alla casa, al lavoro, alla salute.    Forse sarebbe molto semplice ammettere una verità  rozzamente banale: il popolo italiano si è ritrovato democratico dopo una guerra persa nel peggiore dei modi possibile, forse solo la Germania smembrata fra i vincitori e processata a Norimberga è stata trattata peggio, di sfuggita ricordo che la neonata Repubblica (comunemente si afferma essere nata dalla Resistenza) fu costretta dai (veri) vincitori a liquidare la pesantissima eredità (anche italiana) della sconfitta nazi-fascista nonostante essa fosse espressione delle forze anti-fasciste.  Queste genti italiane  hanno  ben accolto la Democrazia perché essa per alcuni decenni ha fatto vedere la possibilità di uscire da antiche miserie e di ridurre il peso delle discordie interne.  Fra le miserie una era molto grave ed era la non  presenza degli italiani nel numero dei popoli rispettati dalle nazioni più potenti. Oggi che tutto questo si allontana per motivi di senescenza dei ricordi e per le mutate condizioni sociali ecco che riemergono le domande sul perché queste genti del Belpaese sono rusticamente e rozzamente riunite in una Repubblica che non riesce ad essere credibile neanche a se stessa.   Forse quando era possibile dare a tanta gente i benefici dello stato sociale e garantire ”Macchina, Mestiere e Moglie” a tanti professionisti e lavoratori, la prospettiva del rispetto da raggiungere e del benessere da cogliere non era una chimera ma appariva qualcosa di credibile e di più che probabile.  Oggi che le politiche globali d’impostazione neo-liberale,che cercano di concentrare potere e ricchezza nelle mani di pochissimi privilegiati, tolgono ad autentiche moltitudini di salariati e professionisti la speranza e la possibilità di credere nel domani.   Sarebbe forse ora di pensare non più a redenzioni etiche che si collocano nella restaurazione di un ormai remoto passato ma di proiettare nel futuro quel poco che può essere recuperato da una storia comune (quasi) e da prospettive politiche (tutte da creare) fatte a misura delle nostre genti. 

IANA per Associazione Futuro Ieri



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