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11 settembre 2014

11/09/1973 Colpo di Stato in Cile

Si ricorda l'anniversario del colpo di stato in Cile che depose in modo persecutorio e omicida il legittimo governo del presidente cileno Allende. Un colpo di stato cruento che fu dettato in modo particolare da interessi materiali e commerciali prima ancora che ideologici a dimostrazione che il processo di trasformazione del potere della grande finanza e delle multinazionali  in potere  politico, che opera con abbondanza di mezzi e uomini,  era già in atto negli anni settanta.

http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Allende

http://www.youtube.com/watch?v=1OyI326QdvA




20 ottobre 2008

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

Il gentile lettore forse non gradirà l’accostamento del titolo di un lamento funebre delle forze armate germaniche con quel che ho da scrivere. Mi spiace è necessario. Anzi mi scuso se spesso non ho dato nei miei scritti la dovuta attenzione alla cosa. Queste maledette nuove guerre sono quasi sparite nella testa dei molti, anche quelle dove si combatte e muore ogni giorno come in Afganistan e in Iraq. Ci sono stati dei periodi dove per mesi si è discusso sui palinsesti televisivi di tutto e di più, meno del fatto che da anni ormai l’Italia è al fronte in Afganistan, con le sue forze armate e con i suoi soldi. La cosa va chiamata col suo nome, e sarebbe ora: Guerra. Adesso che il nemico talebano, come chiamarlo del resto se non così, è al contrattacco negli alti ranghi della politica si discute sulle nomine, si ragiona col bilancino intorno ai ben remunerati posti da spartire fra opposizione e maggioranza, si fa colore straparlando delle questioni scolastiche e della crisi finanziaria, si ragiona di aria fritta, si disfano alleanze e si pensa alle prossime elezioni. Mi chiedo: ma per quale paese sono morti quei soldati italiani che sono stati mandati in queste nuove avventure a portare non si bene quale forma di civilizzazione? Questo Belpaese non riesce ad essere serio e sobrio neanche davanti alla propria guerra e alla morte dei suoi soldati. Tutti i giorni i telegiornali di carattere nazionale, se l’informazione fosse una cosa seria, dovrebbero aprirsi con la lettura di un breve bollettino sulle operazioni militari in corso. Non aiuterà chi è sul posto ma almeno potrebbe sollevare dal torpore idiota tanta parte delle genti d’Italia. Le diverse popolazioni d’Italia, in stato di sonnambulismo e di caos mentale, camminano verso un periodo che sarà difficilissimo segnato dalla crisi economica e finanziaria, dalla perdita di potenza degli Stati Uniti, da cresecenti difficoltà militari e dal pericolo di nuove guerre. Il rapporto con la morte in guerra è esemplare del modo inconsapevole e pericoloso con cui ormai da anni si conducono i pubblici affari. Si passa dalla retorica e dal rito celebrativo perarrivare rapidamente al silenzio mediatico e politico quando non serve più ricordare la spiacevole condizione di trovarsi con le proprie truppe al fronte. Inoltre far ragionare i molti sul fatto che è in corso una guerra disturba gli affari, potrebbe far calare i consumi, meglio far passare sotto silenzio il lato scomodo del nostro essere alleati degli Statunitensi e parte della NATO. Credo che si ripeterà la sceneggiata della crisi finanziaria, quando un crack spaventoso, in parte pronosticato da un pezzo, si è materializzato e molti si sono trovati travolti. Un giorno nel Belpaese i molti si alzeranno dal letto e realizzeranno per la prima volta che questa guerra è una cosa seria, per qualcuno sarà troppo tardi, sarà accompagnato nell’ultimo viaggio da qualche marcia funebre. Come:

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

IANA

Per FuturoIeri



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