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13 aprile 2010

Una traduzione audace di Franco

L'amico Franco Allegri ha scritto questa recensione interessante sui problemi degli Stati Uniti, a mio avviso dietro i dati c'è una nuova svolta del sistema capitalista e della civiltà dei consumi. La competizione per le risorse impone politiche audaci e forse ripensamenti e riduzioni della capacità di consumo per milioni di cittadini dei paesi industrializzati si può affermare ancor oggi la validità dell'antica considerazione per la quale il povero a differenza del ricco muore due volte. Il ricco quando muore paga il suo aver avuto dalla vita tanto, il povero muore e non ha avuto e quindi muore due volte.

IANA



13 Apr, 2010

La flotta USA dell’auto diminuisce di 4 milioni nel 2009

Scritto da: F. Allegri In: Varie

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Earth Policy Release
6 dicembre, 2009
LA FLOTTA USA DELL’AUTO DIMINUISCE DI 4 MILIONI NEL 2009
Dopo un secolo di crescita, la flotta USA entra nell’era del declino
www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Di Lester R. Brown
Il vecchio secolo dei grandi affari dell’America con l’auto forse è arrivato ad una fine. La flotta USA apparentemente langue e ha iniziato il declino. Nel 2009, i 14 milioni di auto rottamate superano i 10 milioni di nuove auto vendute, diminuisce la flotta USA di 4 milioni, o di quasi il 2% in un anno.
Mentre questo è associato completamente con la recessione, è di fatto causato da varie forze convergenti.
La dimensione della futura flotta USA sarà determinata dalla relazione tra i 2 trend: nuove auto vendute e auto demolite. Le auto demolite superano le nuove vendute nel 2009 per la prima volta dalla II° guerra mondiale, diminuendo la flotta di veicoli USA dal record storico di 250 milioni a 246.
(Vedi i dati al sito www.earthpolicy.org/index.php?/plan_b_updates/2010/update87.)
Ora appare che questo nuovo trend di rottamazione che eccede le vendite potrebbe continuare almeno fino al 2020.
Tra le tendenze che tengono le vendite molto sotto la misura annuale di 15-17 milioni che ci fu dal 1994 al 2007 ci sono la saturazione del mercato, l’urbanizzazione, la crisi economica, quella petrolifera, la crescita dei prezzi dei carburanti, la frustrazione per il traffico bloccato, le paure crescenti sul cambio del clima e un interesse in declino per le auto tra i giovani.
La saturazione del mercato potrà essere la variabile dominante per la flessione della flotta USA. Gli USA hanno oggi 246 milioni di moto veicoli registrati e 209 milioni di patenti – quasi 5 veicoli per ogni 4 conducenti.
Quando basta, basta?
Il Giappone offrirebbe vari indizi al futuro USA. E’ più popolato per densità e molto più urbanizzato degli USA: il Giappone raggiunse, in apparenza, la saturazione dell’auto del 1990.
Da allora le sue vendite annuali di auto sono diminuite del 21 per cento. Gli USA sembrano destinati a seguire il modello.
L’auto promise la mobilità e negli USA in gran parte rurali la realizzò.
Ma con oltre i 4/5 di americani che vivono nelle città, la crescita del numero di auto urbane a un certo punto fornisce l’esatto opposto: l’immobilismo.
Il Texas Transportation Institute riferisce che i costi della congestione USA, incluso lo spreco di carburante e il tempo perso, salirono dai $17 miliardi del 1982 agli $87 miliardi del 2007. I sindaci USA conducono una dura lotta per salvare le loro città dalle auto, cercano di ridurre traffico, congestione e inquinamento dell’aria. Molti usano un approccio “carota e bastone” per ridurre la costosa congestione del traffico incrementando il trasporto pubblico mentre impongono restrizioni all’uso delle auto.
Quasi tutte le città USA introducono sia nuove linee ferroviarie leggere, nuove metropolitane, o linee di bus espresso, o espandono e sostengono i sistemi di trasporto pubblico esistenti in ordine a ridurre la dipendenza dalle auto.
Tra le città che seguono questo patto ci sono Phoenix, Seattle, Houston, Nashville e Washington, D.C.
Mentre i sistemi di transito urbano si espandono e incrementano, i pendolari scelgono il trasporto pubblico poiché i costi del guidare crescono.
Tra il 2005 e il 2008, il trasporto urbano è cresciuto del 9 per cento in USA. Molte città stanno creando attivamente strade per pedoni e amici della bicicletta, rendendo più facile il camminare e l’andare al lavoro in bici.
Le città che guardano lontano riconsiderano le esigenze di parcheggio delle nuove costruzioni.
Washington, D.C., ad esempio, ha riscritto i suoi codici vecchi di 50 anni, riducendo il numero degli spazi di parcheggio richiesti per costruire edifici commerciali e residenziali.
I codici più vecchi che una volta richiedevano 4 posti per il parcheggio ogni 1000 piedi quadrati di spazio di vendita oggi ne chiedono solo uno.
Mentre le tasse di parcheggio crescono, molte città vanno oltre i parchimetri a moneta e usano contatori adatti alle carte di credito.
La capitale della nazione farà questa scelta all’inizio del 2010 mentre incrementerà le tasse di parcheggio da 75 c fino a $2 per ora.
L’incertezza economica rende vari consumatori riluttanti a contrarre un debito a lungo termine associato al comprare auto nuove.
In circostanze economiche difficile, le famiglie vivono con 2 auto invece di 3, o con un’auto invece di due.
Alcuni sono completamente senza auto.
In Washington, D.C., con un sistema di transito ben sviluppato, solo il 63% delle famiglie possiede un’auto.
Un’incertezza più specifica è il prezzo futuro del carburante.
Ora che i motorizzati sanno che i prezzi del gas possono arrivare a $4 al gallone, si preoccupano che possa andare più in alto in futuro.
I piloti sono del tutto consapevoli che gran parte del petrolio mondiale viene dal Medio Oriente politicamente instabile.
Forse la tendenza sociale più importante che riguarda il futuro dell’automobile è l’interesse declinante per le auto tra i giovani.
Per quelli che crescevano mezzo secolo fa in una nazione che era ancora molto rurale, l’ottenere una patente e un’auto o un pickup era un rito di passaggio.
Il far salire altri giovani su un’auto e l’andare in giro era un passatempo popolare.
Al contrario, molta gente giovane di oggi che vive in una società più urbana impara a vivere senza automobili. Socializzano su Internet e con i telefonini eleganti, non nelle auto. Molti non vogliono il fastidio di prendere una patente.
Questo aiuta a spiegare perché, nonostante la popolazione giovanile sia più numerosa, il numero di giovani con la patente (che raggiunse i 12 milioni nel 1978), oggi è sotto i 10 milioni.
Se tale trend continuerà, il numero di giovani – potenziali acquirenti di auto declinerà ancora.
Oltre il loro interesse declinante nelle auto, i giovani combattono con una stretta finanziaria.
I redditi reali in un largo segmento della società non crescono più.
I laureati del College già gravati dal debito del prestito per lo studio potrebbero trovare difficile l’ottenimento del credito per comprare un’auto.
I giovani debuttanti nel mercato del lavoro sono spesso più interessati ad ottenere l’assicurazione sanitaria piuttosto che a comprare un’auto.
Nessuno sa quante macchine saranno vendute l’anno prossimo, ma viste le molte forze al lavoro, le vendite di veicoli USA potrebbero non raggiungere ancora i 17 milioni che furono vendute ogni anno dal 1999 al 2007.
Probabilmente le vendite saranno destinate a restare tra i 10 milioni e i 14 all’anno. I tassi di demolizione sono più facili da definire.
Se assumiamo un’aspettativa di vita dell’auto di 15 anni, i saggi di demolizione ritarderanno le nuove vendite di 15 anni.
Questo significa che le auto vendute nel primo degli anni di vendite elevate di 15-17 milioni di veicoli dal 1994 fino al 2007 hanno raggiunto proprio ora l’età della pensione.
Anche se le auto più nuove sono più durevoli dei modelli precedenti e potrebbero perciò stare sulla strada per un tempo più lungo della media, i saggi di demolizione dovrebbero eccedere le vendite di nuove auto almeno fino al 2020.
Dato un declino del 1-2 per cento all’anno nella flotta dal 2009 fino al 2020; la flotta USA potrebbe facilmente diminuire del 10 per cento (25 milioni), cadendo dal picco della flotta del 2008 di 250 milioni ai 225 milioni del 2020.
A livello nazionale, la riduzione della flotta unita con la crescita dell’efficienza dei carburanti rinforzerà il trend del declino dell’uso del petrolio sotto utilizzato dal 2007. Ciò significa spese ridotte per le importazioni di petrolio e quindi più capitale residuo da investire in creazione di lavoro in USA.
La gente cammina e va più in bici, ciò porterà meno inquinamento dell’aria e meno malattie respiratorie, più esercizio e meno obesità.
In seguito questo ridurrà anche i costi sanitari.
La di munizione della flotta di auto USA in arrivo significa anche che ci sarà meno bisogno di costruire nuove strade e autostrade.
Meno auto sulla strada riducono i costi di manutenzione di strade e autostrade e abbassano la domanda di parcheggi e garage parcheggio. Essa favorisce maggiori investimenti nei trasporti pubblici e i treni ad alta velocità.
Gli USA entrano in una nuova era che evolve da un sistema di trasporto dominato dalla auto verso uno che è molto più diversificato.
Come detto, tale transizione e guidata dalla saturazione del mercato, dai trend economici, da temi ambientali e da una cultura lontana dalle auto che è più forte tra i giovani.
Mentre questa evoluzione avanza, essa inciderà di fatto su ogni lato della vita.
# # #
Lester R. Brown è Presidente di Earth Policy Institute e autore di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization

Tradotto il 10 aprile 2010 da F. Allegri
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche con una tesi sulle relazioni fra stato e chiesa e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




30 novembre 2009

Franco Allegri su M.Moore

L'amico Franco mi manda questo suo scritto che giro ai gentili lettori certo di far cosa gradita. IANA

27 Nov, 2009

Moore e i contenuti del suo film: l’avarizia, i piloti alla fame e tante truffe!

Scritto da: F. Allegri In: Politica in generalee letto 39 volte.

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26/11/2009

Di F. Allegri

Ecco anche l’ultimo pezzo di Moore che avevo sulla catasta, qui la situazione politica ed economica americana si dimostra critica. Si capisce dalle parole delle persone semplici. Segnalo che anche Moore ha fatto un blog come Grillo e che i nostri membri che curano i rapporti con l’America faranno presto l’iscrizione. Lascio subito la parola a Moore.

In settimana la nuova sezione del ‘Mike & Friends Blog’ entrerà nel MichaelMoore.com.

In aggiunta al mio blog, ho chiesto ad alcune persone, come l’On. Marcy Kaptur (il Democratico di Toledo che meritatamente è divenuto la star del mio film!) e Leah Fried (che aiutò a organizzare lo sciopero presidio al Republic Windows and Doors a Chicago), di fare il blog qui sul mio sito.

Ecco un’anticipazione del mio primo scritto sul blog.

Godiamo! — MM

Domenica, 11 ottobre, 2009

Piloti con i Buoni Pasto dei poveri

Di Michael Moore

Scendevamo da 20.000 piedi nel cielo quando l’assistente di volo si inclinò oltre la vecchia signora verso di me e mi batté sulla spalla.

“Sto ascoltando Lady Gaga”, dissi mentre toglievo uno degli auricolari.

Non conosco tale Lady Gaga, ma lo spettacolo della scorsa settimana su SNL era affascinante.

“I piloti amerebbero vederla nella loro cabina dopo l’atterraggio”, disse con un accento del sud.

“Ho fatto qualcosa di sbagliato?”

“No. Essi hanno qualcosa da mostrarvi”.

(L’ultima volta che un impiegato di una linea aerea mi aveva mostrato qualcosa era stato il suo rimprovero scritto per aver mangiato un pasto in volo senza averlo pagato. “Sì”, disse, “dobbiamo pagare i nostri pasti in aereo subito”.)

L’aereo atterrò  e io andai nella cabina.

“Leggi questo”, disse il primo ufficiale.

Mi dette la lettera scritta dalla compagnia aerea.

Si sottolineava “lettera di affari”.

Pare che questo povero ragazzo avesse preso 3 giorni di malattia lo scorso anno.

La lettera era un ammonimento a non prenderne un altro - o altrimenti. “Grande”, dissi. “Proprio quello che volevo - venite a lavorare malati, mi fate volare nel cielo e chiedete in prestito il mio “barf bag” dalla tasca posteriore”.

Allora lui mi mostrò la sua matrice del salario.

Portava a casa $ 405 questa settimana.

Mia moglie era stata nelle sue mani durante l’ora trascorsa e lui era pagato meno del ragazzo che mi porta la mia pizza.

Dissi agli uomini che avevo un’intera sezione nel mio nuovo film sul come i piloti erano trattati (uso i piloti solo come un esempio di come i salari delle persone sono stati ridotti e la classe media decimata).

Nel film intervisto un pilota di una linea aerea importante che l’anno scorso guadagnò  $ 17.000.

Per quattro mesi ebbe diritto - e ricevette - i buoni alimentari. Un altro pilota nel film ha un secondo lavoro come sorvegliante di un cane.

“Ho un secondo lavoro!”, dissero due piloti all’unisono quel giorno. Uno è un insegnante precario. L’altro lavora in una caffetteria.

Sapete, forse proprio come me, che le due occupazioni delle quali i lavoratori non possono essere biasimati per il secondo lavoro sono il chirurgo cerebrale e i piloti d’aereo.

Chiamatemi pazzo.

Raccontai loro di come il Capitano “Sully” Sullenberger (il pilota che atterrò  bene l’aereo nel Fiume Hudson) ha testimoniato al Congresso che nessun pilota che lui conosce vuole che qualcuno dei suoi figli diventi un pilota.

I piloti, dice lui, sono totalmente demoralizzati.

Egli parlò  di come la sua paga fu tagliata del 40% e la sua pensione eliminata.

La gran parte dei TG non coprì tali affermazioni e i congressisti le dimenticarono velocemente.

Essi volevano proprio che lui giocasse il ruolo di “HERO”, ma lui aveva una missione più importante.

Egli è  nel mio film.

“Non ho sentito nulla che questa roba delle linee aeree è in questo nuovo film”, disse il pilota.

“No, non l’avete sentito”, replicai.

“La stampa ama parlare di me, non del film”. E questo è vero.

Fui sorpreso (e un po’ annoiato) che, con tutto ciò che scrissero e dissero su “Capitalismo: Una storia d’Amore”, pochissima attenzione è stata data alla materia base del film: i piloti con i buoni alimentari, le imprese che segretamente stipulano assicurazioni sulla vita agli impiegati e sperano che muoiano giovani così esse possono riscuotere, i giudici che ottengono tangenti dall’industria delle prigioni private per mandare gente innocente (ragazzi) in prigione.

La motivazione del profitto - è un killer.

Specialmente se il tuo pilota inizia la giornata alle 6:00 lavorando allo Starbucks locale.

Tradotto da F. Allegri il 26/11/2009

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.



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