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9 settembre 2008

GINEVRA 10 SETTEMBRE, ALCUNE PRECISAZIONI PER METTERE MEGLIO A FUOCO

I ragionamenti proposti da IaNa, sono al solito molto pertinenti, stimolanti e condivisibili. L’intento del precedente intervento non era infatti fare considerazioni sotto il profilo economico o sociale dell'operazione - che più uno si documenta, più continua a reputare scellerata -, ma solo e soltanto sotto il profilo etico.
Come denunciamo, ormai da anni, lo scadimento morale tanto della politica quanto dell'economia, occorre mettere in luce l'abbandono da parte della scienza di ogni codice deontologico. Per motivi di "vaini", ma anche e soprattutto per il suo volersi ergere a dogma presuntuoso, arrogante e intollerante. Non si tratta per l'esperimento di domani 10 settembre - ci auguriamo - di fine del mondo, ma più semplicemente e drammaticamente di un mondo che continua ad essere stuprato da pervertiti di ogni risma. Lasciare a chi viene dopo di noi questo stato di cose deve farci vergognare tutti. Anche chi, come noi, da tempo grida nel deserto che il progresso è divenuto regresso. Eppure basterebbe, in tutte le dimensioni della vita, tornare a riscoprire il senso del limite, saggio patrimonio della cultura greca.
 

Il vero obiettivo dell’esperimento di domani non è il "bosone" (noto anche, con palese modestia, come "la particella di Dio"), quanto piuttosto scoperchiare il vaso di Pandora. Spingere oltre il necessario le liceità della scienza, non più al servizio del genere umano ma solo dell’egocentrismo di qualche demiurgo (e forse di qualche multinazionale, chissà). Alzare l’asticella sempre un po’ più in alto. Far accettare all’opinione pubblica, senza prove, riscontri o garanzie, quello che gli pare e gli piace. Secondo il ben conosciuto metodo del veleno instillato a piccole ma crescenti dosi. Nel 1999 l'esperimento con l'acceleratore Rhic di Brookhaven (le cui conseguenze sono ancora oggi top secret, come del resto il suo apporto ad un sapere concreto), domani l'Lhc di Ginevra, dopo domani cos'altro?
 
Eppoi, cari amici, la domanda che nessuno si fa è: ma a chi caz... serve ‘sto esperimento che per qualcuno è sicurissimo per qualcun’altro pericoloso? Ripeto, la vera domanda è: ma a chi caz... gliene importa conoscere i momenti immediatamente successivi al big-bang, quando nel mondo cresce la disoccupazione, il lavoro precario, le guerre, l’inquinamento, le malattie???
Per questo vanno denunciati e fermati. Tutto qua.
 
 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




7 settembre 2008

IL PERICOLO DELL'AUTOGOL

In questi giorni sui giornali è stato dato uno spazio quasi sospetto ai critici dell'esperimento di Mercoledì.  Il 10 settembre 2008 infatti prenderà il via al Cern di Ginevra un esperimento di cui quasi nessuno parla se non in termini catastrofici, quasi da millenarismo. Questa è la notizia che ha destato viva preoccupazione:

Un gruppo di scienziati utilizzerà l’acceleratore LHC (Large Handron Collider) lungo 27 chilometri, intenderebbe riprodurre le condizioni immediatamente successive al Big Bang, l’evento generator dell’universo. Si tratta, in parole semplici, di far scontrare e “spaccare” miliardi protoni al secondo per trovare particelle minuscole che possano spiegare la forza che tiene insieme la materia dell’universo. Questo almeno è quel che ho inteso.
L'allarme che è stato espresso sui pericoli dell'esperimento ha per così dire ottenuto tre effetti: ha spostato il dibattito dal problema del finanziamento dell'esperimento - si parla di 10 miliardi di euro - a una lettura catastrofica che è stata alimentata ad arte per vendere una notizia ai lettori o per fare colore, ha occultato il problema tragico della nostra contemporaneità del rapporto stretto fra scienza e potere, potere che non sempre è così democratico come vorrebbe far credere, anzi spesso alimenta la ricerca militare e si disinteressa di altri ambiti della ricerca, infine, ed è il terzo punto, confina i critici del rapporto fra scienza e potere nel ghetto dei pessimisti, dei catastrofisti, dei visionari. Se non implode mezza Europa di qui alla fine d'ottobre - e in quel caso chi si ricorderà dei pessimisti di turno? - sarà nell'immediato futuro difficile riproporre delle critiche agli eccessi di sperimentazione e ai pericoli di una distorsione dei fini della scienza. Chi scrive pensa anche alla questione degli OGM e alle politiche agro-imperiali che stanno dietro alle multinazionali che vogliono brevettare la vita. Sarà facile per i laudatores della ricerca scientifica legata al potere e alla finanza proclamare l'universale idiotismo dei critici di queste continue partite a Risiko con i misteri dell'universo e della vita.
Per quel che posso capire una critica a un esperimento costoso, che meritava di essere ben discusso dato l'investimento in denaro che comporta, è stato sottratto a un dibattito razionale, posto come una notizia su cui si può discutere solo in termini emotivi da parte del grande pubblico. Nel complesso tutto questo si è risolto in un effetto globale da campagna di disinformazione che occulta molti aspetti essenziali della questione e mostra solo alcuni elementi che potrebbero giocare solo a sfavore dei critici, tengo a precisare che affermo ciò sempre secondo il mio punto di vista.
Coloro che sono schierati contro gli eccessi di questa realtà contemporanea rischiano di essere di nuovo emarginati, di finire come i pazzi del villaggio nel Medioevo ai quali era concessa qualche parola di troppo, tanto...

IANA per Futuroieri



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