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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


7 dicembre 2009

Lontani dagli Dei e dagli Eroi


De Reditu Suo

Lontani dagli Dei e dagli Eroi

La mattina presto quando sono sul bus andare al lavoro mi chiedo alle volte, ovviamente da solo e in silenzio, quali possono esser gli strumenti per intervenire sulla realtà che mi circonda. Purtroppo mi rendo conto che sono pochi, deboli, spesso inefficaci. Queste  democrazie europee del nuovo millennio vedono partiti politici deboli in preda a leader e  dirigenti rissosi e bisognosi del sostegno economico altrui, mentre i grandi gruppi finanziari si son fatti attribuire poteri di condizionamento e indirizzo prima di competenza del solo potere politico. Questo avviene dentro le logiche di processi economici e industriali che in Europa e nel Nord-America impoveriscono la piccola borghesia, i ceti operai e contadini già messi in ginocchio da leggi e cavilli che depotenziano il loro ruolo sociale e la loro capacità di pesare nelle scelte politiche ed economiche, la televisione e la carta stampata sono perlopiù dipendenti dalle imposizioni di chi raccoglie la raccolta pubblicitaria o finanzia il mezzo di comunicazione di massa.  Il singolo ha ben pochi strumenti per intervenire in una realtà come questa che sia da solo o come associato  a un gruppo più ampio, il sistema è solido e si tiene sul consenso di milioni di consumatori che anche se frodati e gabbati preferiscono il certo all’incerto, il poco e subito a qualcosa in più da strappare con sacrifico e rischio. La logica del prendere qualcosa qui e ora premia il politico e il finanziere che puntano solo al presente e che hanno messo in conto di lasciare ai posteri una terribile eredità. Personalmente auspico che il sistema riveli la sua natura fallimentare e criminogena prima che arrivi a un collasso di dimensioni pericolose e potenzialmente eversivo dell’ordine costituito. Un piccolo disastro da correggere subito potrebbe, forse, evitare di dover metter mano ad una catastrofe incontrollabile e ingestibile domani quando i processi degenerativi nella società umana e nello sfruttamento delle risorse planetarie avranno creato le condizioni per aprire ogni sorta di conflitto, anche armato, fra le nuove potenze globali emergenti e le vecchie in decadenza. Forse questa è una stupida illusione, o forse è una soluzione peggiore del male; il disastro finale sarà forse la conclusione lineare, logica, oggettiva, giusta. Ecco che in questa visione millenaristica e purificatrice dei mali del mondo umano leggo la distanza da me e da altri come me dagli Dei e dagli Eroi, ossia da quel sovrappiù di potenza e dominio sulla realtà materiale che permette al singolo di cambiare le cose o di trasformare il reale a sua immagine e somiglianza. Nel mondo antico, e in quello delle leggende e della finzione teatrale, era questo qualcosa in più che fondava le città, creava i popoli e i regni, imponeva a un mondo umano disperso delle regole e delle prospettive, dava un senso alle forme di vita associata. Ciò che era oltre l’umano o subito sopra di esso era l’esempio e talvolta il senso del proprio piccolo mondo. Adesso c’è la nudità di poteri economici e finanziari che devono mascherarsi dietro milioni d’immagini pubblicitarie, di suoni, di canzoncine; i sacerdoti del Dio-denaro non riescono a trovare la loro legittimità, il loro potere sugli umani puzza di truffa e di dispotismo. La miglior soluzione che hanno trovato è di comprarsi i sistemi politici, di corromperli di condizionarli finanziando le campagne elettorali o i mezzi di comunicazione di massa.   I limiti dell’umano sono i limiti di una condizione fisica e mentale limitata nel tempo e nelle possibilità. Di fronte ai colossi finanziari e corporativi che sovrastano il singolo e manipolano ciò che è reale e ciò che è virtuale diventa molto difficile operare e vivere per l’uomo libero in uno spazio materiale e psicologico proprio. La prima libertà diventa quella di poter pensare che due più due fa quattro, basta poco per iniziare a sottrarsi al mondo delle illusioni maligne e delle allucinazioni pubblicitarie.

 

IANA per FuturoIeri




14 ottobre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 6

Alle volte mi chiedo se fra le cose pazze e storte della razza umana non ci sia il continuo proporre figure ideali alte e nobili, di chiara natura fantastica o leggendaria. Viviamo qui nel Belpaese tempi talmente putridi e sconfortanti che sinceramente anche il signor Buonaventura del tempo che fu con le sue piccole avventure semplici-semplici sembra rimandare la mente a un tempo remotissimo ed eroico. Questa crisi finanziaria disgraziata ha mostrato il vero volto del turbo-capitalismo che ha avuto migliaia di laudatores nelle università e nelle redazioni dei giornali: una accozzaglia di truffatori ed eversori dell’economia protetti dalla politica. Costoro sono l’ennesima prova di una decomposizione dei miti costitutivi di queste fragili democrazie all’americana. Senza la promessa di nuove ricchezze e di nuovi privilegi è improbabile che i molti riescano ancora ad identificarsi nei sistemi politici democratici. Era facile essere democratici in tempi di buona fortuna e di ordine costituito tenuto ben fermo dalla polizia e dalle allucinazioni collettive propinate dalla pubblicità. Adesso che la ricchezza si sposta verso l’Asia e verso regimi a dir poco autoritari quanti saranno disposti a credere a un sistema che pretende di difendere le libertà dei singoli e delle minoranze e nello stesso tempo deve andare con fare da mendicante dai suoi contribuenti più poveri a chiedere i loro soldi per salvare i miliardari e i banchieri dalla loro stessa criminale avidità. Non può un sistema imbelle, scellerato e dissoluto sopravvivere ai rovesci della fortuna se non si aiuta da solo; i criminali della grande finanza vanno messi in galera e i loro beni pignorati, questo è lo spartiacque fra una democrazia che vuol sopravvivere e una che vuol morire. Dove andrà a schierarsi l’Europa? Forse fra quei sistemi politici che scelgono il lento suicidio o forse fra quelli che vogliono affermare se stessi e urlare in faccia la mondo e ai loro nemici che ancora non sono vinti? Sarebbe eroico auspicare per l’Europa e per il Belpaese un regolamento di conti fra questi killer in doppiopetto dell’economia e gli Stati Sovrani, per quanto duro possano picchiare quei malviventi non hanno nessuna legittimazione politica di per sé, in realtà sono delinquenti senza Dio e senza Patria. Non possono esercitare nessun potere, ad eccezione di quelli squisitamente criminali, senza appoggiarsi alla legge riconosciuta. Basta l’applicazione di buone leggi per distruggerli e se essi si dissolveranno nella criminalità organizzata questo fatto dimostrerà solo che sono tornati alla loro natura e alla loro prima origine.

IANA per FuturoIeri


http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




9 luglio 2008

PIAZZA NAVONA E LA LINFA PER NON PIEGARE LA SCHIENA

Manifestazione eccezionale, quella di ieri pomeriggio a Piazza Navona organizzata dalla rivista Micromega contro le leggi-vergogna del quarto Governo Berlusconi.
Verosimilmente c’erano circa 80.000 persone, ben oltre quante può contenerne la bellissima Piazza romana, straripante anche nelle vie adducenti, le altrettanto belle vie degli artigiani. A qualche centinaio di metri, nei Palazzi del Potere, orecchi sordi e occhi ciechi continuavano il valzer ipocrita degli abboccamenti e dei tentativi di “dialogo”, o “pizzo” come l’ha ben definito Marco Travaglio.
Se Tonino Di Pietro ha saputo, devo dire con garbo e creanza, gettare il manto sulla folla è solo e soltanto perché, ad oggi, rappresenta l’unica vera ed efficace opposizione parlamentare e popolare a Berlusconi. Personalmente spero anche in un risveglio dei sindacati, confederali, di base o autonomi, affinché a loro volta sappiano fare la propria parte, evidenziando una (responsabile ma tosta) opposizione sociale al tentativo in atto di scardinare pian piano tutti i servizi pubblici. Troppo chiedere?
Stamani, di levata, al giornale radio - forse assonnato - ho ascoltato incredulo i resoconti del “No Cav. Day”. Sarà stato il sonno, per una dormita notturna un po' ridotta, ma mi sono domandato quale manifestazione avessi visto. Dubbio mattutino: sono io dissociato, o sono questi giornalai che vogliono prendermi per i fondelli? Mi stropiccio gli occhi, bevo un buon caffellatte e ripenso a quanto ascoltato, ovvero che Beppe Grillo avrebbe insultato il Quirinale - lesa maestà moderna -. Ma quale insulti, Beppe ha soltanto detto, fra gli applausi scroscianti dei presenti, «Ve lo immaginate Pertini avallare una legge che lo pone al di sopra di tutti gli altri cittadini, in contraddizione col fondamentale principio che i padri costituenti vollero all’Art. 3 della Carta costituzionale? Ma neppure Scalfaro o Ciampi l’avrebbero mai fatto!». Ecco, tutto qua. Eppure a sentire i commenti di oggi, pare una piazza eversiva. Quando di eversivo c’è invece quello che si sta architettando a Palazzo Grazioli/Chigi. Mondo capovolto. Si capisce concretamente perché è urgente battersi per un’informazione autonoma e indipendente.
Può darsi che la simpatica Sabina Guzzanti si sia lasciata prendere un po’ la mano, ma su quel palco non c’erano canovacci già scritti o paletti imposti. E sappiamo, oggi, quanto la libertà di pensiero sia un lusso, quasi sovversivo e infatti considerato da qualcuno sedizioso.
Questa una giornata di aria pura, senza scorie né tossine. Sarà stato il ponentino che provenendo dai colli voleva a suo modo depurarli???!!!


Amici di Futuro Ieri 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm




4 luglio 2008

ROMA, 8 LUGLIO, MANIFESTAZIONE IN PIAZZA NAVONA. PASSAPAROLA!

Volentieri inoltramo il seguente appello.  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

 

Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.

Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.

Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

 

(26 giugno 2008)

On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores D’Arcais

 

ADERISCI ALLA MANIFESTAZIONE: redazione@micromega.net



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