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5 ottobre 2011

DDL INTERCETTAZIONI: UNA PERNACCHIA LI SEPPELLIRA'

NO AI BAVAGLI
Contro ogni bavaglio, le censure e il "Ddl intercettazioni" che si appresta a tornare al voto della Camera, Mercoledì 5 ottobre dalle 17 alle 19 al Pantheon (Roma) conferenza stampa e sit-in promosso dal Comitato per la libertà di informazione, dello spettacolo e della cultura. Tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione sono invitati a partecipare e a promuovere iniziative in tutte le piazze reali e virtuali, in Italia e all'estero. Tutti insieme per un nuovo "NO" al bavaglio http://articolo21.org - http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011 !
 
Amici dell'Associazione FUTURO IERI ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




10 ottobre 2008

LODO ALFANO: COMINCIA LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM

LODO ALFANO: PARTE REFERENDUM

IdV e sinistra insieme ma l'11 ottobre manifestazioni separate

 

(ANSA) - ROMA, 7 OTT - L'11 ottobre comincera' ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano. Ad annunciarlo e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Alla conferenza stampa a Montecitorio c'erano anche Arturo Parisi del Pd ('ma non sono qui a nome del mio partito'), il segretario del Prc Paolo Ferrero, Carlo Leoni della Sinistra Democratica e Manuela Palermi del Pdci. Ma l'11 ottobre, giorno del via, ci saranno manifestazioni separate. A quella della sinistra dovrebbero aderire anche i Verdi.

 

 

Il Lodo-Alfano è una legge fatta per delinquere in libertà da parte dell'attuale premier e per non farsi processare. La libertà i cittadini la perdono in questa maniera, poco alla volta, concessione dopo concessione. Il governo ve lo sta già dimostrando, dopo il Lodo per le 4 cariche dello Stato passato nell'indifferenza di molti ora si avanzano nuove pretese arroganti che calpestano i principi della costituzione, della democrazia e della tua libertà. Arrivano richieste per il Lodo-Consolo per i ministri, arriva l'estensione del Lodo per Mills, chissà che non arrivi il Lodo anche per qualche criminale. Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano. Hai il dovere di fermare la dittatura Berlusconi IV.

 

 

LE GIORNATE DELLA LEGALITA':

 

Roma - Sabato 11 ottobre 2008

 

In Piazza Navona dalle ore 10:00 alle ore 20:00 saranno raccolte le prime firme per il Referendum.

Durante la giornata si alterneranno artisti di strada, cantanti, gruppi musicali e personalità del mondo sociale, politico e culturale.

A partire dalle ore 15:00 inizieranno gli interventi e gli spettacoli con le performance di Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi.

Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Massimo Fini interverranno verso le ore 17:00.

Inoltre: sempre Sabato 11 ottobre tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia del nostro Paese manifestano a Roma, in Piazza della Repubblica dalle ore 14, uniti (si spera) contro le politiche di questo Governo e più specificatamente contro le scelte razziste, gli attacchi all'indipendenza della magistratura, al ruolo contrattuale del sindacato ed alle conquiste del mondo del lavoro, alla democrazia ed ai valori dell'antifascismo ed al ruolo istituzionale ed alla scuola pubblica ed alla sua funzione sociale.

 

Cagliari - 16/10/2008

Trento Bolzano - 18/10/2008

Napoli - 19/10/2008

Roma - Piazza San Giovanni 25/10/2008

Milano - 26/10/2008

LAquila - 1/11/2008

Genova - 7/11/2008

Torino - 8/11/2008

Potenza - 21/11/2008

Bari - 22/11/2008

Campobasso - 23/11/2008

Pescara - 28/11/2008

Ancona - 29/11/2008

Udine - 5/12/2008

Bologna - 6/12/2008

Venezia - 7/12/2008

Perugia - 12/12/2008

Firenze - 13/12/2008

Cosenza - 14/12/2008
 
Amici di FUTURO IERI  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




13 settembre 2008

MOSTRI E PENICILLINA

Sul quotidiano gratuito Leggo si trova scritto in data 11 settembre 2008 il seguente articolo a firma di Lorena Loiacono: Allarme Penicillina "Ormai è introvabile".
L'articolo è uno dei più drammatici dell'ultimo anno per quel che riguarda la condizione umana, la storia è semplice: la penicillina costa poco e si vende a poco, quindi non viene prodotta nella quantità necessaria. Un esperto intervistato precisa che:"Anche i farmaci rispondono alla legge del mercato". Quindi le case farmaceutiche preferiscono far altre cose e creare una penuria assurda di un potente farmaco che serve, si sostituisce male, ed inoltre è necessario a centinaia di migliaia d'italiani ogni anno. Questa la notizia. Io mi sono limitato a riassumerla. Auspico una soluzione civile e umana al problema.
Il mio commento è però il seguente: è come se un poliziotto davanti alla possibilità di salvare una vittima da un criminale omicida dichiarasse:"non mi pagano abbastanza, che muoia". Cosa direbbe il gentile lettore se capitasse proprio a lui, se ad esempio fosse il suo medico chirurgo o l'automobilista dell'ambulanza, o l'avvocato chiamato per una cosa grave e urgente a pronunziare nei suoi confronti una frase simile?
Le multinazionali hanno personalità giuridica per legge, il loro comportamento è psicopatico e sociopatico in quanto hanno come unico compito quello di moltiplicare i profitti a qualsiasi costo, si sapeva e questo ne è l'esempio. Questo modo di fare mercato fino a che punto può essere sopportato dalla razza umana? Una realtà economica ha il diritto di creare situazioni come questa? Perchè per le leggi del profitto non esiste alcun limite umano, divino o di semplice buonsenso? Perchè poi il mercato che è una frazione dell'esistenza del singolo deve assorbire la totalità della vita e dei pensieri di chiunque? Quale Dio dà al mercato questo potere oltreumano?
Non esiste nessun mercato senza gli esseri umani, e queste non sono neanche leggi ma soprusi e violenze dei forti contro i deboli. E' giusto chiamare questo finto mercato col suo vero nome:
violenza
.
Quando due secoli fa negli Stati Uniti si è idolatrato il mercato e si è data la possibilità a una corporation di assumere personalità giuridica  per la sete di potere di pochi apolidi si sono creati dei  mostri. Perchè una creatura che è una pura realtà economica è di per sè un mostro perchè non corrisponde più a nessuna cosa che riguarda la vita e il suo svolgersi, il suo dissolversi e il suo rinascere. Cosa possono manifestare delle mostruosità simili se non un cieco odio e una nuda violenza contro la stessa vita?

IANA per FuturoIeri

Consiglio a questo proposito la lettura e la visione di The Corporation di Joel Bakan




10 settembre 2008

LA LEGGE DEI RICCHI; LA LEGGE CONTRO I POVERI

Dal quotidiano Leggo del 10 settembre 2008 apprendiamo che la ministra Carfagna presenterà un disegno di legge per punire duramente prostitute e clienti che s’incontrano per strada. Il reato punibile, a quel che si sa, è legato al mercimonio del sesso in luogo pubblico. Ossia in strada. Le punizioni sono severe multe e galera. Il problema è che la prostituzione, oltre ad essere il mestiere più vecchio del mondo ha molte sfumature. Un galantuomo con i soldi o una ricca vedova che vanno in un paese estero per soddisfare a pagamento i loro impulsi non sembrano essere toccati, inoltre coloro che con un gruzzolo di soldi si recano in paesi europei dove la prostituzione è tollerata o legale non vedo come possano essere puniti. Probabilmente le prostitute che ricevono i clienti negli appartamenti dopo averli contattati in rete o al telefono non cadranno nelle maglie di questa legge. Sono escluse, a quanto pare, inoltre quella categoria di donne che contraggono matrimonio per interesse o per calcolo materiale, e quindi tutte quelle signorine che per far carriera si portano a letto il principale, il produttore, il calciatore idolatrato dalle folle il barone universitario o il dirigente. Questa legge punirà, si capisce al volo, i soliti tapinastri, gli squattrinati, gli studentelli sprovveduti e i cialtroni; col rischio anche dell’equivoco ossia di prendere per delinquente un passante che magari viene avvicinato per un banale addescamento. I liberi professionisti col patrimonio e le ricche signore con le ville non hanno certo bisogno di dar scandalo per strada se vogliono togliersi una soddisfazione. Se deve essere la legge uguali per tutti si stabilisca che il sesso non è merce e si portino sul banco degli imputati, alla minima, 10.000 anni di storia. Ossia da quando una parte cospicua dell’umanità si è acconciata a vivere anche d’agricoltura e ha costruito dei nuclei abitativi stabili. Quando, per capirsi, qualcuno cominciò a disporre di un patrimonio del tipo: abitazione, viveri, vestiario, animali da cortile, terra coltivabile, utensili. Costui facilmente avrebbe potuto sperare di trovare dolce compagnia. Nella nostra società per non far cadere il sospetto sulla "moglie di Cesare" si dovrebbe sorvegliare l’attività sessuale perfino dei giocatori di calcio per assicurasi che non frequentino veline desiderose di cavalcare la fama dell’illustre fidanzato per concretizzare poi in moneta la finta storia d’amore. Uno scenario da Grande Fratello, da civiltà aliena. Però punire i meno abbienti o gli sprovveduti è possibile, facile, semplice. Se davvero tutto questo diverrà legge sarà l’ennesimo arbitrio ricamato sul vestito del povero, e un regalo alla grande criminalità organizzata che vedrà cadere fra le sue grandi braccia migliaia di disgraziate e di tapinacci costretti a vendersi sulla pubblica via per due soldi maledetti. Altro che veline, milionari e VIP!

Ora che mi sovviene ma… almeno fino a un paio di anni fa l’emergenza nazionale non era forse la titanica evasione fiscale dei liberi professionisti e dei ricchissimi?

Si sa nel Belpaese c'è la legge per i ricchi e c'è la legge contro i poveri.

IANA per FuturoIeri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




26 luglio 2008

IL DIRITTO DI ESSERE ITALIANI

 

Sfogliare le pagine dei quotidiani locali e osservare i prezzi delle case è qualcosa di tragico. In un momento come questo dove il lavoro è incerto e precario dove molti non riescono ad affrontare la quarta settimana del mese accade un miracolo assurdo: le leggi della domanda e dell’offerta sembrano essere rovesciate. Normalmente se ci sono pochi soldi e molta precarietà i prezzi dei beni dovrebbero scendere, invece per gli immobili qui nel Belpaese non è così. I prezzi rimangono proibitivi anche se non è chiaro come molti potranno acquistare il bene casa. Certamente questa è materia per antropologi più che per economisti, in quanto le leggi dell’economia sembrano non contare più nel Belpaese. Una generazione intera di trentenni vive con i genitori non perché voglia ma perché non è stata messa in condizione di avere un lavoro stabile e ben remunerato. La precarizzazione e questo nuovo pauperismo stanno avendo effetti dirompenti sulla società italiana, fanno smarrire le antiche regole di vita e di decenza e le sostituiscono con un regno dell’odio e della paura dove tutto è possibile perché la notte è nera e non si distinguono più le forme del bene e del male. Il passato centro-sinistra ha la grave colpa di aver deriso per mezzo di quella battuta “Bamboccioni” i gravi problemi della generazione a cui appartengo, nulla di strano quindi che quelle forze siano state stroncate alle ultime elezioni. Tuttavia la punizione dell’arroganza non risolve il problema. Le prime personalità di questo paese sembrano aliene dal comprendere il dramma dei molti che vivono in questo momento di difficoltà, come del resto anche questo nuovo governo in carica pare lontano dalle difficoltà materiali dei molti. Questa indifferenza delle minoranze al potere verso le maggioranze che se la passano male è la vera cifra del fallimento della democrazia rappresentativa, la quale ha la pretesa di rappresentare tutti i cittadini e non una minoranza di essi. Di fatto il potere politico è manipolato da minoranze di ricchissimi e dai loro esperti a libro paga, la maggior parte della popolazione vota e sempre più spesso lo fa sull’onda delle emozioni del momento senza una riflesssione o senza aver fatto un poco di militanza politica, qualche volta c'entra pure la corruzione e il voto di scambio. La funesta ideologia neo-liberale unita all’oltranzismo atlantico delle minoranze al potere fa sì che il modello americano sia l’ideale a cui aspirano le nostre minoranze sedicenti classe dirigente, a costoro questo paese deve sembrare un problema fastidioso da cui attingere risorse per poi un giorno scappare nella sedicente “Terra della Libertà”. Da questo banalissimo fatto credo venga la clamorosa indifferenza se non il fastidio che essi provano verso il nostro popolo, non è solo disprezzo è estraneità nei confronti della storia e della vita delle genti del Belpaese. Credo che appartenere a una storia, a una serie di tradizioni sia un diritto, una necessità-vitale, è l’esigenza di non sentirsi casuali ed estranei alla propria stessa storia in questa vita che uno si trova “scontare” su questo bel pianeta azzurro. Questo trattare gli italiani come occasione di abietta speculazione e di creazione di capitali che prenderanno la strada dell’investimento estero è il segno di una violenta separazionbe dal corpo della Nazione delle minoranze dei ricchi. A scanso equivoci ricordo che la presente legittimazione del potere politico e delle leggi che tutelano la proprietà privata sono date dalla sovranità popolare. I re per diritto divino sono stati annientati nel corso delle rivoluzioni e delle rivoluzioni industriali che hanno travolto il mondo degli Dei e degli eroi e la nobiltà dal sangue blu. Il popolo e la nazione sono la fonta legittima della legge e della sovranità. Non mi si dica che è il mercato, il mercato o è un Dio dotato di propria volontà oppure è uno strumento in mano a minoranze ristrette di esseri umani. Se poi è un Dio, e si vuol intendere che con la sua “mano invisibile e provvidenziale”può imporre una legge divina agli umani che si mostri nella sua essenza divina. Per ora esso ha come adoratori gli umani più malvagi e psicopatici di questo creato, quindi è un Dio del male e nessuna legge giusta può scaturire dalla sua volontà. Per la piccola gente che vive tutti i giorni resta sempre valido il diritto di essere italiani

IANA

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




2 luglio 2008

I NANI CHE SI CREDEVANO GIGANTI

Sono talvolta le piccole notizie a fare i maggiori squarci di luce. Leggiamo oggi sui giornali (e ieri lo abbiamo visto in tv) un episodio che ha visto protagonista il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Non bastassero le figuracce già inanellate con quella donna di pochi letti che è la neo-moglie Carlà Brunì. Invitato dalla terza rete, France 3, per una conferenza stampa sul semestre francese a capofila dell’Unione Europea, si è prodigato in un siparietto degno dei tempi d’oggi. Mentre si lasciava truccare, nei minuti che precedevano la diretta, Sarkozy si è scagliato contro un tecnico dell’emittente: “E’ una questione di educazione. Quando si viene invitati si ha il diritto di essere salutati”. Infine sempre più irato: “Qui non siamo al servizio pubblico, siamo in mezzo a dei manifestanti... E’ incredibile e molto grave... Ma le cose cambieranno”. Al di là che il tecnico di France 3 fosse stato solo distratto oppure non avesse voluto salutarlo, il presidente francese non è la prima volta che da in escandescenze. Ricordiamo alcuni mesi fa, quando ad una manifestazione agricola un contadino si rifiutò di stringergli la mano e fu nobilmente appellato come “stro...”.

Da tutto questo occorre trarre, a nostro avviso, la conclusione che o i popoli si emancipano dalla condizione atavica di sudditi, ieri di re oggi di presidenti, e iniziano a considerarli per quello che sono, cioè dei mediocri frustrati, uomini falliti che trovano nella politica l’unico modo per affermarsi, oppure saranno guai, perché questi lillipuziani che ci governano o amministrano le nostre città - tanto in Francia quanto in Italia - si monteranno sempre più la testa, pensando di essere onnipotenti. Basti pensare a Berlusconi che vuole porre le “alte” cariche al di sopra di qualunque legge, quando invece buon senso sarebbe accelerare la verifica di ogni pendenza e sgombrare il campo da ogni seppur minimo dubbio sulla loro declamata limpidezza. Rammentiamo che ‘candidati’ trova l’etimologia nelle vesti candide che dovevano portare i senatori romani.
Ma questo sarebbe da Paese serio, quale noi purtroppo non siamo. E forse neppure la Francia!

 

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm




12 giugno 2008

DIRITTO ALLA PRIVACY O IMPUNITA’ LEGALIZZATA?

Quello che il Berluscoso, come lo definisce simpaticamente Bossi, ha architettato per frapporre ostacoli alla magistratura, in tema di intercettazioni finalizzate ad indagini, è stato definito Decreto Legge “solo per mero errore materiale”. Ora, non si capisce se noi abbiamo dei dirigenti ministeriali così incompetenti da confondere Decreto Legge (immediatamente vigente, salvo poi ratifica parlamentare) e Decreto Legislativo (deliberata delega dal Parlamento), tanto che il Ministro Prunetta avrebbe da divertirsi…, oppure qua ci stanno di nuovo pigliando in giro.

A noi preme comunque mettere in allerta la gente su un punto. Le intercettazioni che fino ad oggi possono essere autorizzate da una Procura, secondo criteri e parametri molto rigorosi, sono state fondamentali per scoprire non solo clamorosi fatti di criminalità organizzata (Riina, Provenzano, etc) ma anche enormi sistemi di corruzione politico-amministrativa (uno per tutti tangentopoli), politico-economica (Fazio e i furbetti del quartierino), politico-televisiva (caso Saccà), persino sportiva (calciopoli di Moggi, Giraudo etc).

Per arrivare alle notizie odierne della clinica privata Santa Rita di Milano, dove, se le Forze dell’Ordine non potevano supportare le loro indagini con intercettazioni telefoniche ed ambientali, oggi si continuava a macellare esseri umani per gonfiare i rimborsi regionali.

Noi cittadini vogliamo vivere nella stupida ignoranza o vogliamo sapere? Sapere che cosa fa chi ci governa, cosa fa chi gestisce finanziariamente i nostri soldi, chi lavora nella tv pagata col canone, come si comporta chi si occupa dello sport che dovrebbe farci appassionare, e soprattutto chi cura e opera i nostri cari. Oppure non ce ne frega niente? E la cosiddetta privacy deve essere solo quella di Lorsignori, mentre a noi comuni mortali ogni giorno chiama - senza autorizzazione alcuna - Sky, oppure Tele 2 per appiopparci abbonamenti, piuttosto che chi ci comunica vincite o ci rifila bottiglie di qualcosa!

Se non ce ne importa niente, ben venga il Decreto di Berluscoso e Dell’Utri che impedisce di fatto le intercettazioni e rende impossibile sorvegliare episodi di illegalità della Casta, altrimenti ribelliamoci e inondiamo di lettere il Ministero della Giustizia a questo indirizzo: callcenter@giustizia.it o alfano_a@camera.it .

 

Amici di Futuro Ieri http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




31 gennaio 2008

DUBBIO: GOVERNO PER LE RIFORME O PER LA PENSIONE

Nasce in Italia un piccolo ma non insignificante dubbio: ma non è che dal colle del Quirinale e poi giù a valle si sta elucubrando un governicchio atto non tanto a fare le riforme ma a tirare a campare fino al 20 novembre 2008. Sì, avete letto bene, esattamente fino al 20 novembre 2008, poiché l'obiettivo non parrebbe politico (le annosamente declamate riforme) ma calendaristico. Dal momento che in quella data Senatori e Deputati alla loro prima (e forse ultima, visto come hanno "lavorato") legislatura maturano i famigerati 2 anni 6 mesi ed 1 giorno che gli garantisce una lauta pensione!!!
Sia detto per inciso: ma con quale faccia hanno potuto modificare, in via prioritaria e inderogabile, il sistema previdenziale dei comuni mortali e non quello della loro casta (che, come detto, non implica 40 anni di contributi...)?
Poche ipocrisie, ora il male minore, memori dell'agonia di dieci anni fa, è restituire ai cittadini il giudizio, seppure con una legge elettorale pessima ma che finora nessuno s'è degnato di tentare davvero di cambiare.
 
Associazione FUTURO IERI  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




17 dicembre 2007

CONSEGNATE IN PARLAMENTO LE 350.000 FIRME DEL V-DAY

Per chi non ne avesse avuta informazione (ed è molto probabile!)... 
 

14 Dicembre 2007
Un risciò per ripartire
Che bella gente ho visto questa mattina pedalando nelle strade di Roma. Troppo buona con me. Certo che se due ali di folla ti gridano “Sei er mejo” un po’ ti monti la testa. Mi sembrava di essere Cesare in trionfo sul risciò.
Quando sono arrivato a Palazzo Madama con gli scatoloni delle vostre firme mi sono svegliato da un bel sogno. Quello di un popolo libero senza pregiudicati per reati, anche gravissimi, in Parlamento. Marini mi ha ricevuto, è stato gentile.
Un funzionario del Senato mi ha protocollato con il numero 1936. Aveva della sabbia nelle tasche. Mi sono insospettito perchè la usava per benedire i moduli. Ha parlato di commi, procedure, integrazioni e di tampax. La legge popolare “Parlamento Pulito” potrebbe infatti essere “assorbita” nelle proposte legislative di Calderoli, quello della “porcata” che, per coerenza, va a passeggio con un maiale la domenica mattina. E questa è l’ipotesi migliore. Infatti le tre proposte di legge, nel pieno rispetto dell’iter costituzionale-parlamentare potrebbero essere subito affossate dalle commissioni parlamentari senza neppure una discussione in aula.
Ho spiegato a Marini che per la prima volta nella storia della Repubblica sono state raccolte 350.000 firme in un giorno per una legge popolare, che un milione e mezzo di persone VERE sono scese in piazza. E’ rimasto pensoso, credo che ci rifletterà almeno un quarto d’ora. Poi fumerà la pipa.
De Rita ha definito il nostro Paese nell’ultimo Rapporto Censis: “Una società mucillagine al posto dello sviluppo di popolo”. Il Rapporto Demos-La Repubblca ha fotografato “Un’Italia insicura, sfiduciata e stufa del vecchio che avanza”. Il New York Times ha scritto su di noi un articolo che sembra un necrologio.
Sono segnali che sveglierebbero i morti.
Il presidente Napolitano ha però dichiarato: “L’Italia non è quella di Grillo”. E ha ragione, è la sua Italia, della sua classe politica. Quella che si è insediata da trenta/quaranta/cinquant’anni nelle stanze del potere. Devo svelarvi un segreto: l’Italia è sotto il controllo delle pantere grigie. Che pensano per solidarietà alla pensione dei loro coetanei, ma non ai giovani che non l'avranno mai.
Cari politici, qualunque cosa questa parola significhi ormai, la ricreazione sta per finire. ( da www.beppegrillo.it )
       > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri <




26 novembre 2007

MANUALE PER CREARE MAGGIORANZE IN PROVETTA

Cari amici che, sempre più numerosi ci leggete qua o sul sito ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri ), intanto grazie per l’attenzione che ci riservate.

Vorremmo catalizzare la vs attenzione su un aspetto della politica italiana di questi giorni un po’ oscurato dai i nuovi finti partiti.

Si tratta del cosiddetto “veltronellum”, tardo epigono del recente “porcellum” e dell’ormai attempato “matterellum”, ovvero della proposta di modifica del sistema elettorale avanzata dal neo-segretario Wòlter Camomilla Veltroni. Un mix pacatamente equilibrato di proporzionale alla tedesca e proporzionale alla spagnola, con una spruzzatina strategica di autoctono cerchiobottismo.

Fuori dalle battute, perché come capirete non c’è tanto da scherzare, il “veltronellum” si prefigge un obiettivo ambizioso e complesso: fare in modo che due partiti (uno di centrosinistracentro e uno di centrodestracentro) riescano con circa il 20-25% ciascuno a cuccarsi il 90% dei seggi parlamentari, scippando quindi a quel 40-50% di elettori, accomunato dal fatto che non li vota e mai li voterebbe, la propria indicazione di voto. Come certi concorsi in cui si indicano le credenziali del futuro vincitore ricalcate, ci manca poco, sui tratti somatici del candidato già prescelto.

Bel colpo, l’applicazione del reato di furto aggravato al diritto di voto e all’uguaglianza del voto.

Per definirsi “democratico” uno e “popolare” l’altro non c’è male...

Come fare questa operazione, che rende ingenuo persino il “porcellum” di Calderoli? Semplice con un bell’incicucio fra Wòlter Camomilla e lo Psiconano, come lo chiama Beppe Grillo.

E vissero tutti felici e vincenti.

Solo una nota a margine. Ma se proprio dobbiamo disfarci della democrazia, evidentemente un orpello ormai fastidioso a Lorsignori e già oggi un simulacro di se stessa, perché allora dovremmo privarcene mantenendo l’inefficienza endemica di due partiti e dei loro apparati; che almeno ce ne diano uno solo. Visto che, come sostiene ogni studioso di sistemi politici, la dittatura è oppressiva ma, a modo suo, efficiente!!!



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