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16 dicembre 2008

APPELLO DI FINI E TRAVAGLIO

Appello Fini - Travaglio

 

12 dicembre 2008

 

Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.
Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).
Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.
Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).
Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.
Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.
Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.
Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. E a questo punto perché mai il cittadino comune dovrebbe rispettarla invece di mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio

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29 maggio 2008

L’ENIGMA INFLAZIONE E IL PROBABILE BARATRO

Come tutti i grandi problemi dell'economia, l'inflazione è un campo attraversato da profonde divergenze ideologiche e analitiche. In Italia, dopo l'adozione dell'Euro, il dibattito sull'inflazione è ritornato di estrema attualità soprattutto per quanto riguarda l'esattezza della sua rilevazione. I dati forniti mensilmente dall'Istat sono stati contestati da più parti perché considerati poco realistici. Le associazioni dei consumatori sono nuovamente preoccupate per la forte crescita dell'inflazione in alcuni settori. L'aumento dei prezzi, infatti, riguarderebbe una consistente serie di beni ritenuti essenziali per le famiglie. L'Intesa dei Consumatori afferma che l'inflazione reale è almeno il doppio di quella dichiarata.

L'Inflazione ad aprile 2008 si è attestata ufficialmente al 3,3%. L'aumento del costo della vita è dovuto ai rincari degli alimentari (pane, pasta, latte, frutta...), dell'energia (elettricità, gas, carburanti...) e dei trasporti (taxi, aerei, treni, autostrade...). In alcune città campione i dati sono stati anche molto superiori.

Nuovo Paniere 2008 Istat (sulla base del quale si calcolano le variazioni dell'inflazione). L'aggiornamento del paniere viene effettuato alla fine di ogni anno per eliminare quei prodotti il cui utilizzo risulta in diminuzione ed inserire quelli che hanno assunto maggiore rilevanza per gli italiani. Contestatissimo da anni proprio per la scelta dei beni inseriti, il paniere prende in considerazione nuovi beni di consumo togliendone altri. Entrano stavolta nella lista: insalata in confezione, navigatore satellitare, giochi elettronici per consolle, combustibile solido, pranzo con piatto unico... Da questa scelta dipende, logicamente, i risultato finale, che ha poi un riverbero sui contratti di lavoro, sul costo del denaro, sui tassi d’interesse etc etc.

 

Inflazione annua Aprile 2007 - Aprile 2008

 

N.

Periodi

Inflazione
annua NIC

Indici

1

Apr-2006 Apr-2007

1.5%

[129.4] [131.4]

2

Mag-2006 Mag-2007

1.5%

[129.8] [131.8]

3

Giu-2006 Giu-2007

1.7%

[129.9] [132.1]

4

Lug-2006 Lug-2007

1.6%

[130.3] [132.4]

5

Ago-2006 Ago-2007

1.6%

[130.5] [132.6]

6

Set-2006 Set-2007

1.7%

[130.4] [132.6]

7

Ott-2006 Ott-2007

2.1%

[130.3] [133.0]

8

Nov-2006 Nov-2007

2.4%

[130.4] [133.5]

9

Dic-2006 Dic-2007

2.6%

[130.5] [133.9]

10

Gen-2007 Gen-2008

2.9%

[130.6] [134.4]

11

Feb-2007 Feb-2008

2.9%

[131.0] [134.8]

12

Mar-2007 Mar-2008

3.3%

[131.2] [135.5]

13

Apr-2007 Apr-2008

3.3%

[131.4] [135.8]

 

Amici di Futuro Ieri > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




14 maggio 2008

UNA REPUBBLICA PER NESSUNO

Il quotidiano City pubblica in prima pagina: “Giovani pessimisti 8 su 10 pensano che l’Italia non offra prospettive”. Il quotidiano cita una ricerca Ipso che fra le altre cose, per non sbagliarsi, aggiunge al dato l’evidenza che il 45% ritiene l’Italia molto più indietro del resto d’Europa,e uno sbalorditivo 85% ritiene la creatività inutile in un paese incapace di valorizzarla, il camione preso in considerazione era di circa 800 giovani fra i 16 e i 35 anni. Personalmente ritengo questa notizia è importante almeno quanto i risultati elettorali, anche se la statistica è pur sempre una scienza con non pochi paradossi questo dato ha un fondo di verità consistente; l’Italiacome Repubblica parlamentare non è più creduta e non è neanche credibile. Del resto quante volte in questo blog chi scrive ha sottolineato la decomposizione violenta dei valori che tanto tempo fa erano creduti e vissuti, è evidente che la caduta libera verso il suolo di ogni legame che unisce le genti di questa penisola non può non portare a un radicale pessimismo, perfino i più giovani che hanno magior motivo di sperare sono in preda allo sconforto. Forse il nostro popolo è troppo filosofo per cadere nelle facili illusioni che coltivano con miglior successo e con buon esito gli altri popoli d’Europa, quando vede attorno a sé i segni della decadenza, della senescenza e della corruzione, cede a un profondo senso della realtà che gli impedisce di pensare che scenda dalle nuvole un vendicatore da fumetti o un santo che francescanamente restituisca alle sciagurate genti il senso della responsabilità e del limite. Questi giovani pessimisti sembrano comunque migliori di coloro che fanno parte delle precedenti generazioni e che hanno precipitato il Belpaese in tanta angoscia e in tanto disordine. La notizia è importante anche perché sottolinea come prorio i giovani si son resi conto della situazione data dagli errori e dai torti delle generazioni precedenti, è molto di più di un disagio tardo-adolescenziale è la conferma che il consenso che tiene su questo sistema è molto ridotto e poggia sul privilegio delle rendite acquisite o ereditate; solo il disinteresse dei molti potrebbe tollerare una svalutazione così pesante di un modello politico e sociale che comprende e rappresenta gli italiani. Una Repubblica di tutti quando si tratta di fare i propri comodi, di nessuno quando si tratta di assumersi responsabilità e di pagare di persona per gli errori. L’importante è trovare sempre qualche disgraziato su cui scaricare le responsabilità, sbattere i mostri in prima pagina meglio se stranieri&poveri, far finta che il male di vivere che ci assale sia venuto da qualche dimensione ignota o da un’altra galassia. Personalmente fra tanti luoghi di provenienza dei mostri da sparare in prima pagina o in prima serata oso candidare la Galassia di Andromeda, che mi dicono gli esperti essere il doppio della nostra. Quindi ci sarà per forza qualche forma di vita intelligente senza permesso di soggiorno. Non c’è inoltre nulla di più meschino che il costringere gente giovane e di merito a fuggire in altri paesi per non cedere allo spreco della loro vita, o il condannare moralmente i giovani per la tapineria di esser nati qui. Non hanno chiesto loro di venire al mondo,in questa parte di mondo e in questa Repubblica se la vogliamo dire tutta; in questo caso dell’esser nati italiani si deve dare le attenuanti con animo sereno ai colpevoli. Mi chiedo cosa sarà di una Repubblica che riesce, per quel che riguarda i grandi numeri, ad associare le differenze fra le generazioni sulla base del comune disagio e dell’angoscia per il futuro. Una Repubblica di tutti, Una Repubblica per nessuno.

IANA per Futuroieri

Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 
Posta elettronica
amici.futuroieri@libero.it



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