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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


5 ottobre 2011

DDL INTERCETTAZIONI: UNA PERNACCHIA LI SEPPELLIRA'

NO AI BAVAGLI
Contro ogni bavaglio, le censure e il "Ddl intercettazioni" che si appresta a tornare al voto della Camera, Mercoledì 5 ottobre dalle 17 alle 19 al Pantheon (Roma) conferenza stampa e sit-in promosso dal Comitato per la libertà di informazione, dello spettacolo e della cultura. Tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione sono invitati a partecipare e a promuovere iniziative in tutte le piazze reali e virtuali, in Italia e all'estero. Tutti insieme per un nuovo "NO" al bavaglio http://articolo21.org - http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011 !
 
Amici dell'Associazione FUTURO IERI ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )




13 ottobre 2010

RALPH NADER E LE MALATTIE DEL PIANETA

Ralph Nader ha concluso, il 9 ottobre a Washington, una conferenza sui picchi di energia indicando ciò che il pubblico deve fare per ridurre le nuove perdite di posti di lavoro previste e problemi simili.
"Giocano con il sentimento pubblico", ha detto a un pubblico rapito al convegno annuale della Associazione statunitense per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO-USA) nel sollecitare iniziative per raggiungere gli elettori più consapevoli e i consumatori. "La metà della popolazione non crede al riscaldamento globale".
Creare un "Congresso mirato" sarà il suo prossimo tema di battaglia. "E 'il ramo più potente della Costituzione, salvo che non gli piace usare il suo potere", ha detto Nader. "Gli piace devolverlo alla Casa Bianca".
Il suo suggerimento finale è tratto dal suo ultimo libro "Solo i Super-Ricchi ci possono salvare!" In un tratto di questo romanzo-fantasy, egli ritrae miliardari nella vita reale, essa potrebbe contribuire a preservare i sistemi economici del mondo e l'ecologia.
Nader ha parlato l'ultimo giorno di un evento durato tre giorni con la convocazione di 325 ricercatori sul picco del petrolio e le altre fonti interessate, per il primo convegno ASPO-USA nella capitale della nazione. Il gruppo sostiene che dopo 150 anni di estrazione del petrolio la maggior parte dei più importanti Paesi esportatori di petrolio sono ben oltre i loro picchi di fornitura, definito dagli scienziati come "Picco del Petrolio". Il concetto comprende anche le esportazioni, non solo i picchi di produzione.

In questo contesto, Nader ha elogiato i 132 miliardi dollari in fondi di stimolo degli Stati Uniti per contribuire ad affrontare tali problemi. "Non c'è mai stato niente di simile da Washington", ha detto. Ma ha anche aggiunto che la gran parte dei soldi di finanziamento andrebbe inevitabilmente "sprecata", perché la spesa è stata spinta fuori controllo per arginare la recessione, e non è stata coordinata nel lungo termine la pianificazione tecnica necessaria per l'efficienza ottimale.
Per quanto riguarda le elezioni di medio termine? Nader ha attaccato quello che lui chiama "La totale assenza di ogni serio dibattito tra i candidati" per quanto riguarda le questioni energetiche più rilevanti. "Riesco a malapena a distinguere la differenza tra i candidati repubblicani e democratici".
Nader ha incolpato i media di proprietà aziendale, in particolare la Tv. "Il novanta per cento è intrattenimento e pubblicità", ha detto.
Azzeramento in materia di programmazione Tv, Nader ha detto: "Ho sentito che stanno preparando un 'canale scimpanzé', dove loro si devono vestire, e li fanno saltellare in giro". "Non c’è nemmeno un canale per l'uomo"!  [
Huffington Post, 12 Ottobre 2010]

 

Per ulteriori informazione sull’attività di Ralph Nader potete consultare:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm in italiano

oppure

http://www.nader.org in inglese




25 luglio 2010

La feccia che risale il pozo - considerazioni di Franco Allegri

Certo di far cosa gradita pubblico le recenti considerazioni sulla politica e l'informazione nostrana dell'amico Franco Allegri.


23 Lug, 2010

La feccia che risale il pozzo

Scritto da: F. Allegri

 
Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano

La feccia che risale il pozzo
17/07/2010
Di F. Allegri

Dopo qualche settimana di pausa torno a commentare gli scritti del blog di Corrias, Gomez, Travaglio perché non vorrei che qualcuno avesse pensato che avevo interrotto questo appuntamento ricorrente. Oggi rifletterò su uno scritto intrigante, del 22 marzo 2010 e titolato: “La feccia che risale il pozzo”.
Questo scritto consiste nella trascrizione del discorso settimanale di Marco Travaglio e in particolare parlo di quello che precedette e si occupò delle elezioni regionali. Il tema del trascritto è quello delle liste elettorali sporche ovvero con candidati inquisiti e/o condannati.
La denuncia di Travaglio fu netta: “LE LISTE ERANO COSI’ SPORCHE DA BATTERE QUALSIASI RECORD PRECEDENTE”.
Qui prendo subito le distanze e rovescio il bicchiere, per me negli ultimi 15 anni la magistratura ha indagato meglio e questo ha permesso di ridurre il numero degli intoccabili e anche di scoprire una quantità maggiore dei reati.
Per questo dico che lo scandalo non è nel numero dei candidati ma nel fatto che si scelgano le stesse persone.
Qui va aggiunto il dato che un inquisito di partito spesso fa parte di una rete di relazioni, di affari inconfessabili e di connivenze sempre difficili da disvelare anche se no si tratta di organizzazioni segrete.
Travaglio ci disse:” I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione”. Questa frase iniziale venne sviluppato nel video trascritto: Travaglio criticò anche i partiti minori, a partire dall’Udeur ma introdusse una distinzione tra la feccia del nord, la feccia del centro e quella del sud.
Il punto più interessante di questo scritto è nella parte centrale, laddove Travaglio constatò una moralizzazione delle liste del PDL nel sud!
Quando lessi questo scritto constatai che Travaglio non sapeva del litigio tra Berlusconi e Fini avvenuto nel luglio del 2009.
Questa era la causa vera che aveva portato a certe candidature e non ad altre, a quello che potremmo chiamare un rinnovamento della destra.
Premesso questo, torno al testo di Travaglio. Egli partì dal Piemonte e denunciò vari personaggi che a me non sono noti. Per ognuno di loro Travaglio elencò crimini e misfatti, sia a destra che al centro come a sinistra. Questo punto mi fa venire a mente il paradosso della stampa italiana che è quello del ragazzino GRADASSO il quale esclama frignando: “Lui me n’ha date tante, ma io gliene ho dette di più!”
La stampa italica, settantacinquesima al mondo, è malmessa non solo perché omette molte notizie importanti, ma soprattutto non lavora mai per migliorare questo povero paese.
Talvolta sembrano dei marziani caduto sul fatto per caso e due soldi! Se volete sapere come si dovrebbe fare leggete l’ultimo scritto di Moore e il successivo che pubblicherò nei prossimi giorni. Parlo della critica a Stupak e dell’attacco ai repubblicani americani.
Torniamo a Travaglio e ricordando che secondo lui era meglio se perdeva Cota (io invece sono indifferente) ci trasferiamo in Lombardia. La prima considerazione non mi piace, si tratta di una critica al figlio di Bossi. A me pare persecutoria, gli altri figli di mister x (molti in parlamento da anni) non furono e non sono trattati così e sicuramente non hanno ottenuto il seggio parlamentare dopo un dottorato ad Oxford o una laurea alla Sorbona. Nello specifico non si può parlare nemmeno di nepotismo in senso stretto: questo scatterebbe nel caso in cui il figlio del Senatur acquisisse cariche nel partito e magari sostituisse il padre. Anche se abbiamo liste bloccate nessun medico ordina di votare un partito per forza.
Passando oltre Renzo Bossi e la Lega non si può parlare di nepotismo nemmeno per certi candidati PDL, qui non siamo nel sud Italia degli anni cinquanta, ma nel Messico di oggi, ieri e domani. Tutti dietro al capo indiscusso, tutti famigli o servi fedeli e fidati!
Il Veneto, secondo le informazioni di Travaglio parrebbe pulito, anche le piccole critiche che fece a Brunetta e Zaia sono state superate dai risultati elettorali che in questo caso mi erano noti.
Travaglio criticò anche le candidature di Formigoni ed Errani, lo fece accomunando i 2 storici presidenti di regione.
Concordo con Travaglio, ma a differenza di lui io spiego queste ricandidature con la natura della repubblica di Berlusconi. Viviamo nel regno del personalismo e della politica come rappresentazione. L’uomo, il volto, l’essere il simbolo di qualcosa hanno sostituito l’ideologia e il programma di riforme o di governo. A sinistra si vota il signor Rossi, a destri il Neri e al centro il Bianchi. Siamo alla semplificazione (banalizzazione) del messaggio politico, siamo schiavi del marketing e della politica da bere.
Non è questione di corruzione penale, siamo allo snaturamento dei valori, alla metamorfosi e all’illusione.
Un cavillo senza il sostegno del sentimento popolare può poco contro queste armi moderne di distrazione di massa e non cito, per carità di patria, la penuria di candidati credibili e positivi. Ops, l’ho fatto!
Accolsi con fastidio la notizia che molti candidati toscani erano inquisiti, ma io sostengo dal 1994 che la Toscana è la regione evitata dalle inchieste. Non vedo e non vedevo grandi vecchi, ma tanti piccoli comitati d’affari e invito il lettore a constatare che tutti i grandi appalti italiani di questi 15 anni sono passati di qui, la terra dove la magistratura ha avuto qualche miopia e timidezza di troppo.
Tutte le regioni del centro avevano i suoi inquisiti, ma fra queste il Lazio spiccava per qualità e quantità anche se non c’era la lista del PDL.
Anche questa esclusione era dovuta ai litigi del centro destra, ma questo fatto era noto a pochi e non è del tutto dimostrabile. Quando mi raccontarono lo svolgimento dei fatti io non pensai alle sbadatezze e ai dilettantismi, io vidi i dispetti trasversali, ma non ho le prove. In ogni caso delle due tesi, una è prevalente!
Travaglio fece un discorso a parte per la Puglia, criticò la candidatura dell’ex onorevole Cosimo Mele, ma sorvolò su Vendola e sulla sua vecchia giunta decimata dalle inchieste. Questa è la parte che mi piace meno. Trovo strano anche il fatto che per parlare di Feccia del Sud Travaglio si sia concentrato solo su 2 regioni: Calabria e Campania.
Travaglio fa intendere che queste sono regioni più corrotte, ma io penso il contrario: sono zone dove si è indagato meglio, in primis e subito dopo aggiungo che si tratta di zone che ricevono più finanziamenti pubblici per ragioni storiche, economiche e geografiche. Non trascurate questi fattori.
Per spiegare la corruzione io voglio introdurre qui una variante del nepotismo, una figura che è figlia di un millennio e mezzo di medio evo e di dominio culturale e politico cattolico, quella del capo popolo. Il sud elegge sempre un capo, un don, un porta voce, un pastore di votanti! Certe tradizioni sono attenuabili solo con l’urbanizzazione. Questi personaggi che a noi sembrano bislacchi e impresentabili vengono da un mondo che non muta e non segue le regole della politica spettacolare e televisiva. I motivi del degrado campano e calabrese vengono da lontano, ma deve concordare con Travaglio quando dimostra che ad oggi queste terre sono messe male.
Da notare e ricordare il fatto che Travaglio considerò come facce nuove e pulite i due nuovi presidenti di regione del centro destra, Caldoro e Scopelliti.
Io posso concordare e riscontro che si tratta di prescelti da Fini il quale sicuramente contesto qualche importante comitato d’affari: non tutti e vedremo per quanto.
Il consiglio della Calabria che abbiamo sostituito non è da rimpiangere, 35 consiglieri su 50 erano stati imputati e qualcuno già condannato. Qui cito anche un nostro video girato l’anno scorso a Certaldo dove un Fassino indignato disse che lui non si sarebbe mai iscritto al PD della Calabria. Ad oggi non mi risulta che tale partito sia stato commissionato e spero che il congresso abbia rinnovato le cariche, devo dubitare.
La Campania è un buon laboratorio per sperimentare il nepotismo politico soprattutto negli ambienti legati agli affari e alla corruzione, Travaglio ci dona qualche spunto, ma servirebbe l’approfondimento di qualche politologo preparato e coraggioso. In ogni caso si può sperare di avere una Calabria leggermente meglio della precedente, senza dimenticare che siamo nel regno del trasformismo e di quelli che seguono sempre la scia del presunto vincitore e del favorito!
Mi avvio alla conclusione. Nel complesso considero importante questo scritto e nel complesso mi sento di dire che la gente ha votato il meglio che c’era con la bella sorpresa degli eletti a 5 stelle nel nord. Non si poteva fare molto meglio!
Credo che Travaglio abbia fatto bene a denunciare i candidati del centro sinistra al Sud, (io avrei aggiunto un nome da tenere in quarantena, lo sapete) lo fece anche al convegno di Avane che si tenne nella casa del popolo locale. Ammirai allora il suo coraggio che traspare anche nel nostro video e concordo con lui, del resto se avessi dei contrasti forti con lui non chiuderei il pezzo invitandosi ancora una volta a leggere il Fatto Quotidiano, se leggete i giornali. Alla prossima!
——-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




24 marzo 2010

RAI PER UNA NOTTE, CONTRO IL BAVAGLIO DELLA CENSURA BERLUSCONIANA

FNSI e USIGRAI presentano
raiperunanotte
Giovedì 25 marzo ore 21.00
dal Paladozza di Bologna
Piazza Azzarita 3

 
Cari amici,
per realizzare la nostra manifestazione - trasmissione, giornalisti, cameraman, elettricisti e operai lavoreranno gratis.
Il volontariato, tuttavia, non basterà a coprire i costi necessari alla realizzazione dell’evento.
Vi chiedo perciò di contribuire donando 2 euro e 50 ciascuno e mi auguro che siate più di cinquantamila ad aiutarci a realizzare la nostra iniziativa.
Raggiungere questo obiettivo sarà la prima importante risposta alla censura. Fate dunque girare questo appello tra i vostri amici e ringraziateli da parte mia per il loro aiuto. Vi aspetto giovedì
Michele Santoro
 
Carta di credito o PayPal - https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=MY6JRBB6CZQML
 
Bonifico - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma
IBAN: IT 50 O 03002 05214 000003925090
Se inviate un bonifico dall'estero aggiungete il codice BIC/SWIFT
BROMITR1715
presso l'Unicredit - Banca di Roma con causale "RAIPERUNANOTTE"
 
Emittenti che trasmetteranno in diretta l’iniziativa (più altre locali):
> Rai News 24
> Europa 7
> Gruppo Tele Lombardia Antenna 3
> Repubblica TV
> Libera sat
> Sky Tg24

> Radio Popolare network
> Radio Città Futura network
> EcoRadio
> Radio Nostalgia
> Radio Bruno
 
Streaming:
> www.raiperunanotte.it 
> www.ilfattoquotidiano.it 
 




22 gennaio 2009

SANTORO DISSETA NELLA SICCITA' DELL'INFORMAZIONE

Come molti lettori di questo forum sanno, difficilmente ci spertichiamo in lodi, ma le vicende di questi giorni ci obbligano a farlo. E lo facciamo in favore di Michele Santoro e della sua sempre eccellente trasmissione Annozero.

La puntata della scorsa settimana - va in onda ogni Giovedì alle 21 su Rai 2 - è stata dedicata alla drammatica situazione che vive la Palestina. Il conduttore e la redazione avevano realizzato con professionalità, scrupolo e coraggio una serie di approfondimenti che mai erano circolati nei media italiani dall’inizio dell’operazione “Piombo Fuso”, che Israele ha scatenato contro i Palestinesi a Gaza (morti oltre mille e duecento musulmani, la stragrande maggioranza civili inermi, donne e bambini, cinquemila gravemente feriti, un militare deceduto ed uno scomparso con la stella di David).

Ventidue giorni di bombardamenti resocontati in ogni telegiornale, minuti su minuti, servizio su servizio, ma senza mai darci veramente il senso reale di ciò che in quella striscia del Medio Oriente stava accadendo. Auto-censura, conformismo, pigrizia? Non sappiamo, di certo eravamo bombardati da tante informazioni che però nulla informavano.

La disinformazione è come il veleno, se assunta a piccole dosi, via via crescenti, la si assimila, la si metabolizza, la si introietta. Un Tg1 divenuto ormai appendice del Tg5 e dei rotocalchi di gossip, anni di trasmissioni dedicate al nulla sotto vuoto spinto come Porta a Porta, Matrix, Tv7, Lucignolo, etc etc ci hanno assuefatto alla finta informazione, quella pure abbondante ma inesistente. Un flusso di notizie apparentemente ricco ma sostanzialmente vuoto.

In questo contesto Annozero è stato come un pugno nello stomaco. Un pugno salutare che vuole dirci: sveglia, il mondo fuori non è quello che vedi dalla tua poltrona. Scandalo!

Come fa scandalo il bambino che nella bellissima favola di Andersen grida a tutti che l’Imperatore è nudo. Anche l’informazione è purtroppo nuda e nessuno ce lo diceva, l’abbiamo capito Giovedì scorso... Grazie Santoro!

 

Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




20 ottobre 2008

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

Il gentile lettore forse non gradirà l’accostamento del titolo di un lamento funebre delle forze armate germaniche con quel che ho da scrivere. Mi spiace è necessario. Anzi mi scuso se spesso non ho dato nei miei scritti la dovuta attenzione alla cosa. Queste maledette nuove guerre sono quasi sparite nella testa dei molti, anche quelle dove si combatte e muore ogni giorno come in Afganistan e in Iraq. Ci sono stati dei periodi dove per mesi si è discusso sui palinsesti televisivi di tutto e di più, meno del fatto che da anni ormai l’Italia è al fronte in Afganistan, con le sue forze armate e con i suoi soldi. La cosa va chiamata col suo nome, e sarebbe ora: Guerra. Adesso che il nemico talebano, come chiamarlo del resto se non così, è al contrattacco negli alti ranghi della politica si discute sulle nomine, si ragiona col bilancino intorno ai ben remunerati posti da spartire fra opposizione e maggioranza, si fa colore straparlando delle questioni scolastiche e della crisi finanziaria, si ragiona di aria fritta, si disfano alleanze e si pensa alle prossime elezioni. Mi chiedo: ma per quale paese sono morti quei soldati italiani che sono stati mandati in queste nuove avventure a portare non si bene quale forma di civilizzazione? Questo Belpaese non riesce ad essere serio e sobrio neanche davanti alla propria guerra e alla morte dei suoi soldati. Tutti i giorni i telegiornali di carattere nazionale, se l’informazione fosse una cosa seria, dovrebbero aprirsi con la lettura di un breve bollettino sulle operazioni militari in corso. Non aiuterà chi è sul posto ma almeno potrebbe sollevare dal torpore idiota tanta parte delle genti d’Italia. Le diverse popolazioni d’Italia, in stato di sonnambulismo e di caos mentale, camminano verso un periodo che sarà difficilissimo segnato dalla crisi economica e finanziaria, dalla perdita di potenza degli Stati Uniti, da cresecenti difficoltà militari e dal pericolo di nuove guerre. Il rapporto con la morte in guerra è esemplare del modo inconsapevole e pericoloso con cui ormai da anni si conducono i pubblici affari. Si passa dalla retorica e dal rito celebrativo perarrivare rapidamente al silenzio mediatico e politico quando non serve più ricordare la spiacevole condizione di trovarsi con le proprie truppe al fronte. Inoltre far ragionare i molti sul fatto che è in corso una guerra disturba gli affari, potrebbe far calare i consumi, meglio far passare sotto silenzio il lato scomodo del nostro essere alleati degli Statunitensi e parte della NATO. Credo che si ripeterà la sceneggiata della crisi finanziaria, quando un crack spaventoso, in parte pronosticato da un pezzo, si è materializzato e molti si sono trovati travolti. Un giorno nel Belpaese i molti si alzeranno dal letto e realizzeranno per la prima volta che questa guerra è una cosa seria, per qualcuno sarà troppo tardi, sarà accompagnato nell’ultimo viaggio da qualche marcia funebre. Come:

ICH HATT’EINEN KAMERADEN

IANA

Per FuturoIeri




5 maggio 2008

MESSAGGI IN BOTTIGLIA

Da quasi due anni mi trovo a scrivere  le mie considerazioni su questo  Blog e ho l’impressione di lanciare i classici messaggi nella bottiglia.  Scritti lasciati in balia delle onde, in questo caso dei capricci della rete.  Non si stupisca quindi il gentile lettore se alle volte tratto temi inconsueti o biografici, si tratta del mio modo di esporre in modo diretto.   Quando si ha un lavoro, degli impegni e qualche questione diventa difficile pensare a come raccontare qualcosa di te, a come far partecipi i gentili lettori delle proprie considerazioni, eppure è questo quello che faccio da un po’ di tempo a questa parte e non senza qualche soddisfazione.   Ultimamente mi sorprende, con straordinaria evidenza, il fatto che il mondo di prima si è dissolto, dissolte le ideologie e i  grandi partiti-chiesa, i leader di un tempo si sono riciclati in fusioni di forze politiche dalle sigle nuove oppure sono forzati a sparire dalla scena politica, scomparso il buonsenso di un tempo, finito il mondo umano dell’Italia dei quartieri popolari e della rispettabilità borghese quel che rimane è un qualcosa d’incerto, di precario dove la legge del più forte, ossia del più ricco, prevale.   Perché questo è il punto: la grande paura di tanti italiani ormai in là  negli anni e intimoriti dalla senescenza è quella di vivere in un paese che non riconoscono più tanto si è trasformato.  Il Belpaese è irriconoscibile non solo per la presenza di comunità asiatiche e Nord-africane, ma perché gli italiani stessi non sono più quelli di trent’anni fa.  Questa trasformazione è più forte e dirompente della trasformazione intravista da Pierpaolo  Pasolini quando la nascente società dei consumi iniziò a distruggere le culture popolari ancora esistenti nell’Italia degli anni Sessanta.  Qui la mutazione mette fra parentesi anche il concetto stesso di italianità e di appartenenza a un territorio o a una storia comune.  Pensate al caso di un cinese  o di un marocchino sui diciotto anni che è nato in Italia e fa parte della seconda generazione di stranieri immigrati,anche lui  in qualche modo è finito dentro il nostro Belpaese, ma qualcuno ha forse pensato alla sua identità, ai suoi diritti, a formulare un decente modo di mettere assieme le differenze?  Capita questo a tutti i popoli che ricorrono all’emigrazione, chiedi braccia e arrivano uomini, donne, bambini, poppanti, adolescenti, in una parola: famiglie e comunità intere. L’unica risposta che i nostri leader e i giornalisti più accreditati invocano è il ripristino della legalità e dell’ordine e forse della tradizione.  Benissimo! Per fare cosa poi?  Per lasciare tutto così come è, per permettere alle minoranze dei ricchi e dei protetti dal sistema il mantenimento di privilegi che derivano dalla loro posizione di potere  senza che ad esso corrisponda una presa di responsabilità verso la società nel suo complesso?  La normalità imposta a forza per realizzare che cosa? Una nuova rigenerazione  dell’italianità o una serie di centri commerciali e di aree urbane&industriali ad uso e consumo della speculazione selvaggia?  Mi piace la normalità a  condizione che essa sia uno strumento per vivere non un manganello da usare contro questo o quello a seconda delle esigenze delle minoranze al potere.  Sarebbe tutto di gran lunga più accettabile se i nostri banchieri, finanzieri, super-manager in carriera,  leader di agenzie pubblicitarie e di pubbliche relazioni, editori si assumessero, oltre ai privilegi della loro condizione, gli oneri del loro potere.  La loro condivisa dottrina della “mano invisibile del mercato” che tutti salva e tutti aiuta in realtà nasconde la natura di un potere irresponsabile verso la comune appartenenza ad un consorzio umano e a un pianeta con risorse grandi ma limitate.  Chi può deve cercare dentro di sé i propri valori e testimoniarli, almeno potrà far affidamento su se stesso.


  IANA per Futuroieri

digilander.libero.it/amici.futuroieri/




29 aprile 2008

INFORMATI SU TUTTO; SAPERE NULLA

 

Le notizie che mi piacerebbe avere sottomano la mattina riguardano quando e se vinceremo questa maledetta guerra afgana in cui siamo coinvolti assieme al potente “alleato” nord-americano, quando finirà questa crisi finanziaria, quando vedremo all’opera nuove tecnologie che ci metteranno almeno un po’ al riparo dai combustibili fossili e dal petrolio, come uscire dalle nostre miserie presenti date dall’ignoranza, dal nepotismo nelle carriere pubbliche e private, dalla viltà generale. Al contrario trovo spesso notizie di per sé curiose come l’analisi della vittoria di un tale alla trasmissione del “Grande Fratello”, o le ultime considerazioni “antropologiche” di miss Anna Falchi sul fu sesso forte, la convocazione di una teoria di 33 VIP al processo per Vallettopoli davanti al PM Frank Di Maio, o la storia di un prete brasiliano che ha effettuato un volo con 2.000 palloncini per battere non so quale record ed è scomparso. Esagero? Queste le notizie della terza settimana di aprile dell’anno del signore 2008, invito le gentili persone che mi leggono a verificare quanto vi sia di esagerato nelle mie affermazioni. Credo sia incontestabile il fatto che le notizie davvero importanti non arrivano, o arrivano quasi in sordina, di nascosto; da qui un vero e proprio esercizio da parte del lettore accorto per capire dove trovare i dati giusti, le informazioni necessarie. Nella confusione generale è difficile scoprire dentro di sé che cosa è necessario e utile sapere, la selezione diventa così un fattore decisivo per non perdersi nel mare grande di storie e discorsi. Ripeterò qui quel che vorrei sapere:vinceremo la guerra afgana? Come?,Quando?, eviteremo di fare nuove avventure militari al fianco dell’”invincibile alleato” statunitense? Continueremo a subire la concorrenza in manifattura di beni materiali e servizi da parte di cinesi e indiani o come Europa ci daremo una vera politica industriale e culturale al posto di questo gioco al massacro inventato da finanzieri, burocrati e affaristi senza scrupoli?, Quando passeremo all’uso esteso di tecnologie nuove che consentano l’uso di fonti energetiche rinnovabili? Come trovare una collocazione dignitosa e onorevole alle genti d’Italia in questo mondo umano in rapida trasformazione? Quali strumenti e quale volontà politica ha oggi il nostro Belpaese per non essere stritolato culturalmente dalle altre nazioni o dalle nazioni-continente come la Cina, l’India, Gli stessi Stati Uniti e quel che resta del fu Impero Inglese? Non ostento come vede il gentile lettore immagini di Risorgimenti o Rinascimenti prossimi venturi, ma mi accontento di una Nazione italiana in continuità con se stessa. E’ anche ottuso sperare nei miracoli dovuti alla nostra presenza in Europa, o si è ciò che si deve essere o non si è; l’Europa non fa miracoli. Inutile chiedere a questo stranissimo superstato tenuto assieme dagli interessi finanziari di creare per noi ciò che non sa fare per se stesso. Dare un senso alla propria esistenza che trascenda gli alti e bassi dell’Euro è più che un dovere: si tratta di una necessità individuale e collettiva.

La moneta unica per quanto simpatica possa essere non mi dice molto su dove si voglia andare come collettività umana del “Vecchio Mondo” e del Belpaese, del resto una moneta non è di per sé né un Rinascimento culturale, né una trasformazione antropologica ma solo un buon affare per pochissimi.

Quando le domande più importanti non trovano maestri buoni o cattivi per una ragionevole risposta è tempo di rispondersi da soli, di trovare dentro di sé i valori e le ragioni per vivere e cercare ciò che gli altri, sedicenti bene informati, ci negano o che a loro volta non conoscono.

IANA per Futuroieri.
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




28 aprile 2008

FW: IL V2-DAY E L'ORANGO PETRONILLA

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone a Torino hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po' solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.  [Beppe Grillo da
www.beppegrillo.it]
 
        Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




24 aprile 2008

DOMANI, 25 APRILE, IL V2-DAY DI BEPPE GRILLO

V2-Day 25 aprile 2008

Libera informazione in libero Stato

 

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme.
Invia questo “post”, via email, a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:
1- abolizione dell'ordine dei giornalisti, siamo l’unico Paese al mondo ad averlo;
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica;
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti. Trova quello più vicino a te su:
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

 

DIRETTA DA PIAZZA SAN CARLO A TORINO CON BEPPE GRILLO: Venerdì 25/4 dalle ore 16 su ECO TV, visibile in chiaro su satellite: Hot Bird 6 Trasponder: 125 Polarizzazione: orizzontale Frequenza: 11013 Symbol rate: 27500 Fec: 3/4 - oppure Sky Canale 906. La trasmissione, oltre che in streaming su www.beppegrillo.it e www.ecotv.it, dovrebbe essere rilanciata anche dalle emittenti locali appartenenti al circuito televisivo EUROPA 7.
 
[a cura di Futuro Ieri http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm]



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