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23 maggio 2011

Il Fascista Immaginario: Educare


tanti-giornali


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Sergio: Insisto. La rivoluzione disarmata, il bene che deve scendere dal cielo o giù di lì, il popolaccio ubriacone, drogato malato di sogni di ricchezza che va verso l’ecologia e la pace. Mi dispiace. Per me questa è pazzia. Il reale che è reale mi parla di schiavi moderni, di servi, di plebe che desidera la merce del centro commerciale, di squattrinati che saltano i pasti ma si comprano i cerchi in lega o le scarpe di cuoio firmate. Schiavi. Sì! Così! Certo! Schiavi diversi da quelli dell’antichità con le catene ai piedi e al collo, ma comunque di questo si tratta. La società dei pochissimi ricchi è di fatto fortemente costrittiva e  punitiva, ed è grande il loro potere, e c’è del bene in questo. Ma il poco bene viene ucciso dall’illegittimità di questo potere. Se fosse un potere autenticamente sovrano e  sacro non avrei motivo d’oppormi come faccio, ma non è così e devo seguire il mio destino. A suo modo tutto questo è forza interiore, è educazione.

Lazzaro: Educazione. Che ne sai! A che titolo ne parli? No, ora ascolta. Io ci credo sul serio nell’educazione, in un mondo migliore, in gente liberata dal male della schiavitù dell’ignoranza , della paura, delle fantasie malate, o delle falsità della pubblicità. La mia lotta qui, in questa facoltà, in questa città, con chi mi viene dietro è vincolata a questa principio sacro: liberarsi dal male che viene dalla propria ignoranza. Per questo osservo con tristezza e rassegnazione i fatti, le circostanze, la realtà che è realtà.

Fa un gesto brusco e si alza, Lazzaro fa un giro della stanza nervosamente. Poi si ferma e  appoggia un fianco sulla cattedra, cerca di rilassarsi, si lascia andare.

-          Sergio: La tua reazione indica che ho toccato qualcosa che ti turba. Dimmi ciò che vuoi in modo che ci sia chiarezza fra noi e io possa capire.

Lazzaro: Ho fatto qualcosa: “l’Erasmus in Francia, ho vissuto fuori da qui per alcuni mesi”. Non è così. Non funziona in questo modo. Ho visto come funziona uno Stato ben costruito dai re, dai giacobini, dai loro Napoleoni. Il problema dello Stivale sono i suoi abitanti, le sue finte borghesie, i suoi finti imprenditori, i suoi falsi milionari, i miracoli inesistenti, una feccia che disarticola il risultato elettorale mettendo sulla bilancia dei corruttori pacchetti di migliaia di voti che si spostano in blocco. No!  Qui il problema è nostro. Il lasciar fare ai padroni, ai fascisti, ai violenti è la solita fuga vigliacca non della minoranza dei ricchi ma della maggioranza delle genti che se ne fregano, che vedono solo il loro tornaconto privato, che conoscono il loro mondo e sanno che sparirà con loro al momento della morte perché hanno sempre e solo amato se stessi. Questa bella gente se ne frega se qui c’è una repubblica, una dittatura, un despota, un comunista o un generale straniero. Per quella gente esiste solo ciò che è proprio, personale, privatissimo. Per questo è bene educare, insegnare, far capire, aprire la mente della gente fin da bambini. Non è un caso che oggi in questo 2003 si mormora che la SSIS sarà chiusa prima  o poi. A loro non interessa formare i docenti, costruire la cultura, dare basi solide alla plebe elettorale sperando che si trasformi in cittadinanza.

Sergio: Scusa ma non ti seguo. A parte la critica irragionevole verso i fascisti vorrei capire di che parli. Cosa è la SSIS e perché la difendi?

Lazzaro:Con la riforma Berlinguer di qualche anno fa venne costituita una scuola superiore di specializzazione post-universitaria per l’insegnamento. Finalmente dopo decenni  di Repubblica un governo trasformava la materia del reclutamento scolastico da comodo espediente elettorale e  demagogico in una cosa seria, scientifica, accademica. Ma oggi dopo neanche due cicli completi di formazione dei nuovi docenti il ripensamento è grande e questa modalità di reclutare attraverso concorso per l’iscrizione a numero chiuso e attraverso anni di formazione a pagamento alquanto onerosi in termini di fatica e  soldi è andata in crisi. La politica stessa sta abbandonando l’impresa di far della scuola una cosa seria. Mi interessava, sarebbe ipocrita non ammetterlo, mi spiace di non esser lì a soffrire in mezzo a scritti, prove, elaborati, tesine, esami orali e le ore di tirocinio gratuito nelle scuole. Ecco so che finirà male, chi entra subito forse entra nel sistema scuola, ma se intenzione politica generale è di lasciar perdere quest’impresa è certo che la SSIS non andrà lontano.  Alle volte mi sembra che questo paese abbia una sorta di occulta data di scadenza, come se i livelli alti sapessero che non vale la pena darsi tanto da fare. Io ci divento pazzo. Creare l’insegnante dopo aver costituito la sua preparazione in aula e nella concreta realtà e la sua capacità intellettuale con un biennio universitario è opportuno in un Belpaese dove si saltava dai banchi dell’Università alla cattedra nei licei. Ecco… da uno smantellamento futuro della SSIS, che io sento nell’aria perché la percepisco mal gestita e malfatta,  so che arriverà la conferma di ciò che temo e stimo vero: la politica nostrana si è scissa dalla civiltà e dall’italianità è diventata appalto opaco, mestiere da ciarlatani, lavoro da esperti che mediano fra plebi elettorali e grandi poteri finanziari internazionali. I finanzieri nello Stivale  pagano, comandano, dispongono, esigono. Certo far pagare gli studenti per la SSIS è da delinquenti, il diritto a elevarsi culturalmente e a far un salto di ceto sociale viene leso.; ma una nazione seria può creare borse di studio, aiutare i capaci, rendere gratuito il tutto. Non voglio  caste universitarie, voglio per la libertà per tutti di esser quel che vogliono essere attraverso la cultura, questo io so che è il bene collettivo e la giustizia. Quando dico giustizia intendo anche quella di cui tratta e detta la vigente Costituzione. Sì, ignoranza, rozzezza e l’egoismo del singolo  allevano la cattiva radice del delinquere e del sottomettersi al potente di turno; la libertà della nostra gente deve partire dal sapere e dalla libertà del conoscere e del capire.

IANA per FuturoIeri

(Sulla storia delle SSIS in Italia cfr.http://it.wikipedia.org/wiki/SSIS)




8 dicembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 23

Alle volte mi sorprende l’enorme distanza che passa nel Belpaese e in generale in questa decadente società dei consumi fra l’immagine della realtà data dalla pubblicità e il dato concreto e vitale di tutti i giorni. Un alieno rimarrebbe sorpreso di come sia differente l’umanità che si vede nelle riviste e sui giornali, ovviamente mentre fa bella mostra di sé ostentando alcolici e prodotti di marca, e i molti. La maggior parte di coloro che si vedono ogni giorno, sui treni sugli autobus, al supermercato sono molto diversi dai lucidi modelli muscolosi e dai lineamenti senza problemi e dalle bellissime dalle fattezze della mitica bambola Barbie, o dagli anziani patriarchi ben pasciuti e vestiti di certe pubblicità di solito di generi alimentari. Questo modello economico e di consumo va avanti sulle illusioni, crea desideri e bisogni inesistenti, martella gli umani con miti impossibili di bellezza, ricchezza facile ed eterna giovinezza, con perfezioni fisiche e psichiche così lontane dal comune da essere esse stesse aliene da questa realtà. Questo bisogno d’illudersi è una spinta forte, forse è un dato antropologico il pensare a una realtà virtuale che maschera o copre il mondo reale. In fin dei conti cosa è mai questo ostentare se non la promessa di un regno del bengodi di un sempiterno albero della cuccagna per tutti, di un benessere facile da prendere. Il falso che serve a vendere prodotti si è trasformato in una parte della realtà e qualche volta è esso stesso la realtà. Quella facile ricchezza, quella bellezza, quella vita alla grande e senza limiti che è l’immagine di tanta parte della pubblicità è anche una realtà ma per una ristrettissima minoranza della popolazione del pianeta terra.

Il mondo a suo modo eroico dei belli è felici è virtualità, con tutte le esagerazioni e le distorsioni del caso. Ai molti è lasciato l’amaro di vite difficili, di affitti elevati, di lavori precari, di paure di non farcela alla fine del mese, di case e appartamenti inavvicinabili a causa del prezzo. Dove siano gli ideali e le speranze del Belpaese sinceramente non lo so più. Quel che vedo, che osservo che tocco con mano è la grande finzione della pubblicità o l’assordante retorica dei politicanti che ripetono fino alla follia:” che tutto va bene perché ci sono loro che agiscono, che ci siamo, che questa è la migliore delle democrazie possibili”. Mi vien voglia di dire: di sicuro per loro. A conferma si quel che ho scritto ricordo che proprio in questi giorni il sindaco di Firenze è andato a Roma e si è incatenato per protestare contro il modo distorto, a suo dire, con cui certa stampa ha riportato le vicende giudiziarie della sua giunta. Questa, a quanto pare, non è la migliore delle democrazie possibili.

Alla fine anche liberarsi da queste illusioni che colpiscono e offendono la vita quotidiana è una forma di affermazione di sè, prendere le distanze dal proprio tempo può essere psicologicamente doloroso ma aiuta a capire che questo è un modello di produzione e consumo che non si è posto una finalità che fosse oltre il creare profitto, non ha un Dio ce non sia il denaro, non è neanche una civiltà ma una forma di produzione e sviluppo. Esiste un mondo reale che è principalmente sofferenza e complicazione, un mondo umano che sa anche donare cose positive. Questa umanità è sì molto lontana dal mondo degli Dei e degli Eroi, ma mai quanto lo è dalla grande finzione pubblicitaria.

IANA per FututoIeri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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