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3 marzo 2008

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

LE ALTERNATIVE AGLI INCENERITORI

(tratto da www.beppegrillo.it)

 

Inceneritori, perché no

1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti

3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze:

- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche

- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso

- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo

8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

 

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)

2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale

3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato

4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione

5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:

- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato

- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare

- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica

6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

 

Rapporto Rifiuti 2006

Il Rapporto Rifiuti 2006 analizza la produzione e la gestione dei rifiuti urbani e speciali, il sistema di produzione degli imballaggi e di gestione dei rifiuti di imballaggio; effettua il monitoraggio dell’applicazione sperimentale della tariffa e l’analisi economica dei costi di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani. Le informazioni si riferiscono all’anno 2005 per i rifiuti urbani, e all’anno 2004 per i rifiuti speciali. Il Rapporto fornisce, inoltre, un aggiornamento del quadro relativo allo stato di attuazione della pianificazione territoriale, ed effettua l’analisi di alcuni flussi di rifiuti che, per qualità (contenuto di sostanze pericolose) o quantità, sono di particolare rilievo ai fini del monitoraggio dell’evoluzione del sistema anche alla luce della normativa comunitaria in materia. In questa edizione del Rapporto Rifiuti risultano popolati circa 134 indicatori, per un totale di circa 200.000 dati.

APAT Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici - ONR

Rapporto rifiuti / 2006

ISBN 88-448-0235-X

» Visualizza la pubblicazione (zip 8790 Kb)

 



Tabella estrapolata dalla relazione "Effetti sulla salute associati alla residenza in prossimità degli inceneritori" del dr. Pietro Comba e della dr.ssa Lucia Fazzo del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, e del dr. Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Climatica, Sezione di Epidemiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, presentata al workshop "Gli impianti di termovalorizzazione dei RSU: aspetti tecnologici ed impatto sulla salute" tenutosi a Torino il 29 e 30 novembre 2007 ed organizzato da Arpa Piemonte.

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IL VOTO UTILE? QUELLO CHE NON DIAMO A VELTR-USCONI !




30 novembre 2007

DOMENICA A CAMPI BISENZIO (FI) REFERENDUM SULL’INCENERITORE: 2 NO PER TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA

E’ di questi giorni la notizia del referendum che si terrà a Campi domenica sulla questione degli inceneritori, con una certa fantasia ma non senza un sofferto realismo sul sito Noinceneritori.org si parla di piana dei veleni riferendosi a quel territorio densamente abitato composto a Prato, Sesto, Campi.  Le motivazioni del NO sono semplici e citerò il testo del sito www.noinceneritori.org : “Le nanopolveri vengono respirate e sono responsabili dirette dell'aumento del rischio di tumori, leucemie, patologie respiratorie e malformazioni congenite (Fonte: Ann Ist Super Sanità 2004;40(1):101-115 + SNOP 2006 dossier inceneritori). Le diossine, emesse in grandi quantità anche dai moderni inceneritori, entrano nella catena alimentare; persistendo per 30 anni, si accumulano nell’organismo; sono cancerogene, diminuiscono la fertilità, aumentano il rischio di aborti, di malformazioni fisiche e neurologiche sui nascituri, avvelenano il latte materno.”  La preoccupazione per la sanità pubblica è tanta in coloro che si sono informati e il fatto che una cosa così discutibile venga fatta in un territorio densamente popolato  fa pensar male, potrebbe essere motivo di soddisfazione l’esperienza della prossima consultazione popolare.

Solo che il referendum sull’inceneritore lo faranno i campigiani e solo loro, essendo il sottoscritto residente a Sesto mi chiedo come sia possibile una cosa del genere.  Sembra di essere al tempo dei podestà medioevali dove con un pugno di armati, tante processioni  e qualche benedizione i singoli comuni credevano di fermare il contagio della peste, e dove manco a dirlo ogni comune faceva da sé le sue leggi e si regolava a suo piacere davanti all’emergenza.     Le malattie legate all’inquinamento nelle sue diverse forme sono oggi una specie di epidemia che ammazza i “cristiani” uno per volta senza scatenare il panico delle pestilenze, tuttavia il problema c’è ed è grave.  Eppure una cosa è simile: la pretesa di fermare la malattia, in questo caso i venti e gli agenti inquinanti, per mezzo di regolamenti comunali, confini provinciali, discussioni su cifre, scongiuri, fuga nel mondo dei sogni.   Se c’è una lezione da capire in tutto questo è che è ora di scendere da bellissimo medioevo immaginario  della nostra “italiuccia” delle caste al potere, dei notabili e dei privilegiati e capire che da decenni si è aperta una voragine nella realtà del consorzio umano, di questo italico consorzio umano.  Tale baratro può essere così riassunto: questo sviluppo scellerato si sta avvicinando ai suoi limiti fisiologici perché dopotutto solo nel mondo dei sogni si può avere sviluppo infinito e inquinamento infinito in presenza di risorse, che per quanto enormi siano, sono dopotutto limitate.  Il vero motore della politica, non scrivo nulla di nuovo, a livello locale come nazionale era ed è l’interesse privato e le mediazioni dei politici di professione fra gruppi elettorali più o meno organizzati ed eterogenei e coloro che hanno in mano il potere finanziario. Con l’evidenza dei limiti del modello di sviluppo emerge con forza che i valori supremi della Democrazia, della Civiltà e della Patria tante volte declamati nei discorsi pubblici non sono mai stati creduti, specie da chi si proclamava loro difensore e custode.

 

Quando: DOMENICA 2 DICEMBRE 2007 DALLE 8,00 ALLE 20,00

Chi: RESIDENTI NEL COMUNE DI CAMPI BISENZIO CHE ABBAINO COMPIUTO ALMENO 16 ANNI E CITTADINI NON COMUNITARI MA RESIDENTI

Dove: OLTRE 20 SEGGI SPARSI SUL TERRITORIO COMUNALE (NON CORRISPONDENTI NECESSARIAMENTE A QUELLI ELETTORALI)

 

Altre notizie su: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm e http://www.referendumcampi.it



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