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11 novembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 16

Ogni mattina in Italia è sempre più difficile andare al lavoro, non è solo il sonno arretrato, i trasporti pubblici, le condizioni di lavoro, la precarietà. Qui comincia a venir meno la speranza di un futuro, come se qualcosa ti prendesse alla schiena e ti rammentasse i limiti di una vita mortale mal spesa perché troppo lontana dagli Dei e dagli Eroi. Lontana da qualsivoglia modello amabile, buono, lodevole di vita e di creazione del proprio mondo umano e materiale. Anche qui a Firenze si respira un male antico, una netta incapacità di ritrovare se stessi, di rimettere assieme il passato con il presente in una sintesi che dia la forza di andare avanti e di vedere una prospettiva non meschina, non vile, non di risulta. Questa debolezza è il frutto delle amare disillusioni, delle troppe finzioni della società dei consumi che hanno lasciato sul loro terreno solo rovine morali e umane, illusioni coltivate e fatte livitare ad arte che ora ci lasciano solo l’asprezza del loro esser state menzogna.

Del resto scriveva profeticamente il noto Franco Cardini a conclusione del suo “Breve storia di Firenze”, Pacini, Pisa 1990:” Firenze stenta a rendersi conto d’essere stata per lunghi decenni periferia di Vienna, o di Londra, o di Parigi. Eppure, cè da dire che non lo è mai sul serio stata né di Torino, né di Roma. E che oggi, se rischia di esserlo –anche nei lati peggiori- di New York, non sembra però esserci soverchio pericolo che lo divenga di Milano. Degradata, provincializzata, commercializzata, turistizzata, resta nonostante tutto -anche nonostante i fiorentini?- quella che è. Ma se continuerà ad esserlo in futuro, lo sarà-questo è il punto-grazie al suo passato (…)”.

Ben diciotto anni fa il problema era quale forma stava assumendo il futuro. Adesso la grande crisi farà giustizia di tante illusioni cresciute sulla pelle di tanta gente sfortunata e spesso ignorante, questa fede nei miracoli che venivano ostentati dalla televisione commerciale e dalla pubblicità ha sconvolto molti ignari. La fine di quest’adorazione pagana, di questo sviluppo distruttivo e senza nome e volto lascerà molti senza la fede nei loro morti idoli.Per gli altri che per condizione sociale, pensiero, o scelta non hanno mai creduto o hanno diffidato della civiltà dei consumi e dei suoi miracoli rimane l’amaro riconoscere che non sempre l’aver ragione è fonte di gioia, perchè il male di tutti può essere anche il proprio. Specie in questa crisi che s’annuncia gravissima e foriera di disagi e trasformazioni geo-politiche.

Questa tragica mascherata culturale e politica che ha dato luogo a uno sviluppo finto e stupido nascondeva concrete piaghe nazionali e improvvisazioni in ogni settore e una volontà di potenza mal riposta perché mascherata rozzamente da finti buoni sentimenti e furberie da due soldi. Oggi si può percorrere la vita di ogni giorno sapendo che per quanto si possa gonfiare la cosa quei tempi non torneranno più, le illusioni di allora appartengono a un diverso secolo, e forse a un diverso millennio. Cambiare e rimuovere queste macerie date dalle illusioni perdute è una necessità vitale ancor prima di essere un’esigenza morale.

IANA per FuturoIeri




12 ottobre 2008

OLTRE LA FANTASIA

I BANCHIERI APPENA FALLITI DI FORTIS ? FESTEGGIANO DA DUCASSE A MONTECARLO. Così titolava il Corriere della Sera di sabato 11 ottobre 2008 che riportava con una punta d'indignazione la cronaca del raduno dei falliti di lusso nel ristorante più costoso del Principato di Monaco il "Luigi XV". Un raduno volto a celebrare le meraviglie di un piatto di patate, merluzzo e tartufo. Una roba del genere sembra uscita dalla fantasia dei polemici fogli socialisti e anarchici di fine Ottocento, sembra di ritrovare lo stereotipo dei ricchi malvagi che riducono in miseria milioni di umani e godono e festeggiano felici  delle loro malefatte. Il quotidiano che pubblica questa roba è del 2008 ed è uno dei più moderati del Belpaese, è quasi un quotidiano confindustriale. La crisi è così grave che ormai coloro che dovrebbero tentare la difesa d'ufficio del sistema turbo-capitalista si allineano alle voci critiche. In questo contesto suscita stupore la volontà del PD di aiutare, in gergo si chiama dialogo, il governo Berlusconi sulle materie economiche e sulle misure anticrisi. Questo almeno si capisce dall'intervista che il leader del PD ha rilasciato al quotidiano moderato La Repubblica del 12 ottobre 2008. Quando alto si spande l'urlo di sdegno ecco che la maggior parte dell'opposizione corre in aiuto del governo, con la folla si protesta, con i deputati si vota con la maggioranza di governo.  Spero sinceramente di venir smentito dalla cronaca dei prossimi giorni, ma questa è una cosa da film di Totò. Questa crisi non è un fatto accidentale, essa è un evento in parte metafisico, è la smentita di un credo economico e politico che aveva assunto i toni di sincero culto religioso, di atto di fede nel Dio-mercato. Si può scendere a patti con i cultutisti di idoli blasfemi? Qui in Italia siamo troppo abituati a far finta di credere ai padroni di turno per pensare che essi  facciano sul serio, siamo così presi da noi stessi che a stento riusciamo a capire quanto sia grave per gli altri esseri umani scoprire che il loro grande Dio-denaro era solo uno dei tanti falsi idoli e i suoi sacerdoti i soliti falsi profeti. Un giorno molti si sveglieranno e scopriranno che ai vecchi padroni Statunitensi si sono sostituiti dei nuovi arrivati.
Per accontentare i nuovi padroni, quali che siano, le nostre sedicenti classi dirigenti dovranno spingersi oltre la fantasia. Fino a che punto potrà continuare la stanca e triste pagliacciata all'italiana?. Dovremo forse aspettare un Veltro Dantesco che ci rimetta assieme il cervello perso in mille balle e allucinazioni mediatiche? Auspicare la calata di un nuovo imperatore del Sacro Romano Impero? Quanto vorrei vedere per una volta, e su una cosa così grave, il mio paese e non questo turbinio di polvere senza nome nè volto.

IANA per FuturoIeri
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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