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22 settembre 2011

I molti chiedono di non capire e di non sapere





Via dal paese dei ciarlatani


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Terzo Libro

I molti chiedono di non capire e di non sapere

Devo scrivere qualcosa sulle grandi tragedie di questi ultimi anni e come le ha recepite  la maggior parte degli italiani che non sono l’amabile minoranza che cerca le informazioni rete, che fa attività sociali, che crede in valori spirituali e morali aldilà del proprio tempo, che s’impegna in uno sciopero, che fa volontariato politico in modo disinteressato. Tutto ciò che non turba la vita quotidiana nel senso più stretto, meschino, egoistico  e squallido non esiste e se esiste l’urlo dei molti è uno e uno solo: ME NE FREGO! Cosa volete che interessi al comune italiano se il deserto che avanza nel mondo crea milioni di profughi? Se il sistema capitalista  in crisi perché a trovato i suoi limiti di risorse? Se i problemi globali sono aggravati dall’emergere di nuove potenze imperiali che contrastano il sistema di dominio e controllo Anglo-Americano? Se, come alcuni affermano, è stato raggiunto il picco del petrolio? Se nel mondo  lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili sconta un ritardo rispetto all’urgenza dei tempi? Se la guerra è diventata parte del sistema di produzione e consumo dei paesi industrializzati? Nulla! La maggior parte delle genti d’Italia è anziana e sa di avere un tempo di vita limitato, il suo mondo è solo ed esclusivamente se stesso e i piaceri immediati, il futuro lontano non esiste, non ci guadagnano, non ci lucrano sopra, i guasti gravissimi che maturano adesso saranno forse cose con cui dovranno rompersi il cranio figli e nipoti; come dire C***I loro!

 L’unica risposta di cui sono capaci consiste in un invito ora violento e fascistico ora cortese e borghese simil-giolittiano a lasciarli in pace: non vogliono capire, non vogliono sapere. Vogliono ciò che gli è utile per vivere, qui e ora. Il resto non esiste, non è mai esistito, non potrà mai esistere. Da tempo medito che la grande corruzione nei partiti della Prima Repubblica non sia stata tollerata ma semmai incentivata ed esaltata da generazioni d’italiani per le quali ogni richiamo al dovere o alla collettività o alla Patria suonava fascista, idiota, demenziale. Il fondo egoistico e suicida ai fini della continuazione di una Nazione italiana portato avanti da intere generazioni d’italiani è ben registrato da certi film di Alberto Sordi, di Paolo Villaggio, perfino di Totò. La  necessità di sopravvivere alla propria meschinità e di strappare all’avidità e alla cattiveria del mondo una ragione di vita o un qualche espediente  per far fortuna è ben registrata da tanti personaggi grotteschi e comici interpretati da questi grandi del cinema. Quel piccolo egoismo da commedia è in realtà il grande dramma storico di una massa di italiani che non si sono mai identificati con il loro paese, con interessi nazionali, con minoranze al potere che li rappresentavano, infatti nel loro maniacale egoismo milioni d’italiani avevano capito  che con certe classi dirigenti monarchiche, fasciste, della partitocrazia cose come Bene Comune, Patria, Interesse Nazionale sono parole vuote e integralmente false. Come si fa a credere che i fatti della cronaca siano in grado di smentire questa natura disfattista e lucidamente analitica. I molti che se ne fregano non sono né stupidi, né pazzi, né anarchici , né fascisti; costoro nella maggior parte dei casi  sanno che non esiste rimedio perché non ci sono infermieri sociali o medici politici al capezzale del Belpaese agonizzante per colpa di speculazioni finanziarie mondiali, dell’incapacità delle nostrane minoranze al potere di gestire anche l’ordinario e dei troppi  interessi militari stranieri. Allora fatto quel minimo che serve, assolta la propria coscienza con qualche gesto simbolico, creato un piccolo alibi nel caso la barca della Repubblica affondi per propria colpa fanno i loro comodi, tirano a campare, si presentano al lavoro,ritirano la pensione, se gli conviene alimentano il sistema del clientelismo e dell’economia in nero oppure no. Parte del pensiero di milioni d’italiani non è razionale ma di natura magica e fa quindi strane associazioni e dissociazioni fra i diversi fatti della realtà e combina desideri, favole, illusioni pubblicitarie, fantasie televisive e realtà con un a certa disinvoltura; ma una cosa è certa che quel che questi milioni non sanno o non capiscono quando è ostile e si avvicina al portafoglio lo percepiscono subito. Quindi non né solo un problema di non sapere, di non capire o di televisione cattiva maestra. Tanta parte delle genti del Belpaese hanno scelto di fingere di non sapere e di non capire per vivere in un mondo d’illusioni televisive, notizie senza conferma, illusioni della pubblicità e della propaganda di guerra. In molti casi non è ignoranza ma una scelta e credo a questo punto sostanzialmente consapevole solo apparentemente viziata o inconscia. Del resto se pochi fra gli abitanti del Belpaese fanno il  “bene” gli altri cosa hanno scelto di fare?

IANA per FuturoIeri




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