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11 settembre 2009

Appunti d'ordinaria follia

La valigia dei sogni e delle illusioni

Appunti d’ordinaria follia

Stavolta sono finito in una situazione assurda, come solo può capitare a un precario della scuola pubblica in Italia. Sto girando per un problema di graduatorie dal Centro Servizi Amministrativi al sindacato e da questo alla segreteria dell’Istituto. Probabilmente il problema è stato risolto dopo tanto andar di qua e là, infatti sto aspettando le graduatorie per poter dire l’ultima parola in merito. Questa vicenda amara mi fa riflettere sul fatto che la scuola nel Belpaese è poco curata e spesso concepita da chi governa come una delle tante fonti d’uscita del bilancio dello Stato. Questo è possibile perché in fin dei conti il Belpaese è nelle sue sedicenti classi dirigenti, nei suoi ceti privilegiati, e presso coloro che vivono di politica nel complesso indifferente verso le diverse parti che costituiscono il popolo italiano. Da qui deriva quell’atteggiamento di fastidio verso quella realtà complessa e difficile che è la scuola dalle materne alle superiori che pur fra molti torti comunque è la minima esperienza comune della stragrande maggioranza di coloro che sono nati e vivono nel Belpaese. Ossia è il primo fondamento comune di qualcosa che con molte difficoltà si può ancor chiamare popolo italiano. Chi ci comanda sul serio oggi è una miscela di privati che vivono di politica, di burocrazia europea e miliardari con i loro esperti al seguito, è evidentissimo che costoro sono estranei alle ragioni profonde delle genti del Belpaese, non conoscono fino in fondo  coloro che subiscono le loro volontà, vedono la realtà dei molti attraverso lo specchio deformante dei salotti televisivi e dei rapporti degli esperti e delle forze di polizia. Il mondo umano pre-industriale ci riporta storie di principi che con alterna fortuna cercavano di captare personalmente i segnali d’inquietudine dei sudditi. Credo che la percezione di chi ci comanda ora sia diversa, non più personale o mediata da uomini fidati ma affidata a strumenti più o meno scientifici, a metodi più o meno consolidati che restituiscono certamente ai detentori del potere reale un quadro della situazione rassicurante, che pure nel malaugurato caso e nella disgrazia riesce sempre a mostrarsi controllabile e ordinato perché viene presentato in questa forma. Ma è solo la forma dell’illusione, perché questo è il pianeta azzurro e una delle sue regole è che tutto che vive ed esiste viene sottoposto a tensioni, rotture e alla disgregazione, il mondo umano è una delle realtà più esposte a questo fenomeno e nessuna magia di esperti, di programmi, di rapporti o miracoli televisivi cambierà questo dato di fatto. Credo che tra le difficoltà della scuola in Italia si collochi anche questo problema contemporaneo della distanza enorme fra detentori del potere e coloro che lo subiscono, quest’ultimi quando sono rappresentati solo da numeri, per così dire, spariscono come persone reali e concrete. Diventano quasi un problema amministrativo e di l’oggetto decisioni in merito alla voce uscite del bilancio. E’ come se l’essere umano potesse essere rappresentato e gestito dal potere attraverso una forma virtuale che lo rappresenta ma che non è lui.

 

IANA per FuturoIeri



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