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18 giugno 2011

M.Moore tradotto da Franco Allegri

Regali dell’Ultimo minuto per 6 Gruppi Bisognosi d’Aiuto Questo Natale


Regali dell’Ultimo minuto per 6 Gruppi Bisognosi d’Aiuto Questo Natale
… una lettera di Babbo Natale


20 Dicembre 2010
Ho! Ho! Ho! E Buon Natale a tutti voi!
E’ ancora quel momento dell’anno e sono stato così impegnato nel fare Xbox, E-readers e coperte con gli stemmi sopra che a volte dimentico che ci sono altri come me che fanno lavori buoni, ma hanno bisogno di qualche aiuto.
Questi altri “Babbi” operano con bilanci esigui e necessitano di soldi per fare le loro azioni.
Per sfortuna non possono fare quello che faccio io per coprire il costo delle mie operazioni.
(Io affitto le mie attrezzature al Polo Nord a Superman 11 mesi all’anno e lui le usa come la sua Fortezza della Solitudine.)
Così la signora Claus, gli elfi, le renne ed io ci chiediamo se voi potreste fare una donazione dell’ultimo minuto ad una delle 6 organizzazioni valorose che ho elencato sotto.
O farlo come un dono a nome di qualcun altro e di fare di quello il loro dono di Natale (quindi meno camini da scendere per me. Lo so, lo so, basta con gli hamburger nelle frittelle dolci.).
Dopo questi Santa andranno in giro ed useranno il vostro denaro per fare doni più grandi di ogni cosa che io avrei potuto fare nel mio laboratorio.
Ecco le associazioni:
** IL PROGETTO INNOCENZA.

Centinaia, se non migliaia, di Americani sono seduti in prigione stanotte essendo stati condannati in modo sbagliato per un crimine.
Essi sono innocenti al 100% e il sistema ha i campioni del DNA per provarlo.
The Innocence Project è un gruppo stupefacente che fornisce gratis avvocati e ricercatori che dedicano il loro tempo per liberare questi uomini e queste donne innocenti.
Non è per sbaglio che i gruppi per i diritti umani collocano gli USA nella loro lista dei paesi che gettano l’innocente dietro le sbarre.
Nessun paese sulla terra (inclusa la Cina con 4 volte la popolazione degli USA) ha più gente in prigione dell’America.
Per favore donate all’Innocence Project così chi non ha commesso un crimine non passerà un’altra notte in prigione — e non dovrò stare tanto tempo alla Vigilia di Natale per passare la sorveglianza quando faccio le loro consegne.
** IL FONDO DI DIFESA PER BRADLEY MANNING.

Se io vedessi un crimine mentre faccio i miei giri alla Vigilia di Natale, e se lo testimoniassi, io sarei considerato un eroe.
(Qualche volta c’è un premio in denaro!)
Il soldato semplice B. Manning dell’United States Army, secondo l’accusa, trovò un video dei suoi compagni soldati che sparavano e uccidevano a sangue freddo 2 reporter della Reuters e un gruppo di Iracheni che erano civili.
A quanto pare egli decise di riferire questo crimine alla gente Americana.
Per questo, egli è stato arrestato e gettato in una nave carcere — dove è stato in reclusione solitaria e tortuosa per sette mesi.
Egli è anche considerato la fonte delle migliaia di documenti ottenuti da WikiLeaks che mostrano i punti di vista ripugnanti e immorali del nostro governo e del Pentagono per come hanno portato avanti 2 guerre illegali in Iraq e in Afganistan.
Questo è un vero travisamento che si afferma ed è stato fatto a nome nostro.
Per favore contribuite al fondo di difesa legale e per favore mandategli un augurio natalizio a:
Bradley Manning
c/o Courage to Resist
484 Lake Park Ave #41
Oakland CA 94610
USA
(Guardate BradleyManning.org per come spedire delle cose a lui direttamente.)
** WIKILEAKS.

Cosa occorre dire in più?
Chiaramente, riandando al passato sono LIETO che abbiano diffuso la mia lista Naughty & Nice del 2009 – specie le parti sul governo USA.
Io so che potrebbe ferire un poco quelli di voi che sono Americani, ma credetemi, è buono per voi nel lungo periodo.
Quello che io prevedo per l’anno a venire, tuttavia, è una battaglia per chi controlla internet — e quelli al potere stanno andando a cercare vie per reprimerlo e non per renderlo più facile da dividere per tutti noi con ogni altro liberamente.
(Un altro gruppo buono da finanziare perché aiuta a tenere libero internet è Save the Internet.)
Dal video di guerra in Iraq alla prova che sostenete un governo corrotto in Afganistan fino ai cablogrammi falsi spediti al Dipartimento di Stato di Bush dall’Havana sul film di Mike, WikiLeaks ha fatto un servizio inestimabile.
Fino a quando essi non si infileranno laggiù dove vanno i miei elfi negli 11 mesi che sono in vacanza, io sono solidale con WikiLeaks.
** IL PROGETTO ACQUA.

Oltre un miliardo di persone su questo pianeta non hanno accesso all’acqua potabile pulita.
Approssimativamente 2 milioni di bambini sotto i 5 anni sono uccisi ogni anno nel mondo da una malattia legata all’acqua.
Questo è insano considerando che abbiamo la tecnologia e il potere della gente per fare questo in periodo molto breve — se lo volessimo.
I soldi di solo un anno di Guerra all’Iraq sarebbe sufficiente per prendersi cura di tale problema.
Triste, vero, come siamo capaci di così tanto in più, di essere così tanto migliori.
The Water Project è pratico, serve agli enti di base che fanno pozzi e ottengono acqua da bere pulita nel Terzo Mondo.
Questo è un recapito — acqua per un miliardo di persone — davvero non s’adatta alla mia slitta.
** PARK 51 COMUNITA’ DEL CENTRO ISLAMICO (“LA MOSCHEA DI GROUND ZERO”).

Ecco una mancia: se c’è qualcosa che vi farà avere del carbone nella vostra calza, è l’odio la gente sulla base della sua razza o religione.
E mi dispiace dirlo, persone come quelle sono uscite in gran numero quest’anno.
Essi vinsero persino un’elezione. Presto faranno audizioni al congresso per cacciare il presidente degli USA, un Musulmano nato Keniano.
(La mia squadra già raccoglie carbone extra per essere pronti per il Natale del 2011.)
Nel frattempo nella Manhattan più bassa, un gruppo di persone che ha la ventura di essere Musulmano vuole costruire un centro comunità.
Essi chiesero un aiuto al Jewish Community Center di Manhattan.
Essi li aiutarono.
Fu così carino che mi fece pensare che si potevano abbracciare l’Hanukkah e il Ramadan.
Dopo gli odiatori si mostrarono.
Ma io credo che Park 51 vincerà questa lotta.
Per favore aiutateli.
** DEMOCRACY NOW.

Questo grande show quotidiano presenta le notizie che non sentiamo mai nelle radio o TV principali – specialmente al Polo Nord, dove per qualche ragione il sistema cavo porta solo il canale Hallmark e Spike.
Amy Goodman e Co. fanno un lavoro incredibile per portare la verità al pubblico americano ogni mattino.
Io ascolto loro e li sostengo.
(E io sostengo tutti gli sforzi per una comunità no-profit basata sulle radio locali. Potete sapere di più su quel movimento su Radio for All.)
Perciò date se voi potete.
Io so che questi sono tempi duri per la gran parte della gente e che voi avete voi stessi e le vostre famiglie da accudire.
Spero che passiate bene questo periodo oppure per favore ditemelo perché ci sono molti – pure io – che si curano di voi e dei vostri.
Lavorando insieme otterremo il meglio per tutti.
Infine … quelli di voi che non hanno camini, potreste possibilmente lasciare la porta aperta quest’anno?
Non mi piace più quello che fate quando devo rompere la finestra del bagno per entrare.
Buon Natale a tutti e a tutti una buona notte,
Santa (c/o Michael Moore)
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

Tradotto da F. Allegri il 5 giugno 2011.
Franco Allegri coordina l’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini adesso spiega come ha anticipato gli esiti del voto di fiducia del 14 dicembre e lavora alla sua nuova rubrica “Wikyleaks e le nudità del re”, traduce scritti politici dall’inglese e si occupa di economia, diritto, cittadinanza. Su Facebook è Futuro Ieri.




24 dicembre 2010

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L'Italia del lontano futuro II



Le Tavole delle colpe di Madduwatta

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L’Italia del lontano futuro II

I miei lettori attendono, temo infastiditi, il mio scritto sul viaggio immaginario nell’Italia del Futuro ormai liberata dal troppo male che abbiamo incolpevoli ereditato dal Novecento. Ero rimasto a metà con il discorso sulle forze armate e sullo spirito equo e marziale del popolo. Ebbene questo fatto è da collegarsi alla ordinaria e banale gestione della cosa pubblica. Che cosa c’entra? C’entra. Il disordine portato dal Novecento aveva creato una situazione tremenda e quel che era necessario come manutenzione e conservazione era trascurato, ciò che era straordinario era atteso e benvenuto specie se catastrofico. Questo era dovuto a una concezione criminale e criminogena che le minoranze al potere avevano della cosa pubblica, l’idea era di speculare sul bisogno e sulla necessità, sulla paura e sull’emergenza. Così alluvioni, attentati,terremoti creavano nuove occasioni di metter in piedi appalti truccati, distorsioni di fondi, leggi straordinarie, incarichi, stipendi e talvolta perfino di non tenere in nome dell’urgenza le gare d’appalto. Era una cultura politica sciagurata che creava occasioni per gruppi di delinquenti, faccendieri, malavitosi e perfino mafiosi. Questo disgregava l’unità della civiltà e distruggeva la concordia e quel minimo di civile esistenza trasformando la politica in una estensione della cultura criminale e le diverse genti d’Italia in complici del sistema affaristico e della cultura criminale. Per questo in questo presente per preservare l’identità delle genti del Belpaese si è giunti dopo molti scandali e disordini a un sistema trasparente  e retto di gestire le grandi spese come la manutenzione dei giardini pubblici in qualche comune o periferia.  Infatti si era osservato come la guerra mercenaria e l’uso di eserciti al soldo fosse parte di una logica che portava fuori dalle competenze dello Stato attività e prerogative che erano le sue e la cui sostituzione attraverso l’affidamento al mercato era catastrofica. La logica che spingeva certi Stati a vocazione imperiale ad usare compagnie di servizi, di trasporto, di creazione di eserciti chiavi in mano per risolvere i problemi logistici degli eserciti e le fasi di combattimento era la stessa che creava la grande corruzione nel sistema degli appalti pubblici: la delega dell’appalto senza un vero controllo.  In guerra non può esserci un controllo essendo che il disordine e l’area di ambiguità e di segretezza dei conflitti difficilmente potrà essere illuminata dalla pubblica opinione o da qualche inchiesta. Per questo in questo presente così lontano le genti del Belpaese hanno di nuovo caricato su di sé tutto il peso delle diverse fasi del conflitto. Si tratta di un principio:  ciò che rappresenta tutti è di tutti. Il fatto militare essendo decisione politica della Nazione e segno di una civiltà propria è cura comune di tutta la popolazione e per questo a rotazione le genti che lavorano in alcuni settori lasciano i comuni impieghi civili per farsi carico di quelli militari, questo crea una forza meno professionale ma che ha il vantaggio  di essere parte integrante della popolazione che l’esprime creando una coesione forte fra politica estera del governo e la totalità delle genti del Belpaese. Inoltre questa identità porta a un controllo forte della pubblica opinione sui fatti e le attività della politica estera, si evitano così gli scandali del trovar pubblicate sui giornali o sulla rete le notizie poco edificanti che riguardano attività diplomatiche spregiudicate o azioni di provocazione o di sostegno a regimi dispotici o criminali. La trasparenza e la libertà con cui si esprime il voto e il consenso hanno fatto sì che l’esterno e l’interno della politica si toccassero in una logica di mutuo sostegno nella quale la giustizia nella politica estera è il riflesso della trasparenza e dell’equità dei meccanismi di  funzionamento della macchina pubblica. Da qui deriva la magnificenza delle grandi opere e la funzionalità e l’eleganza di quanto appare minore come costruzione o manutenzione ma è parte del quotidiano di chi vive nella penisola. La volontà generale ormai ben supportata ha fatto sì che il Belpaese potesse esprimere un a sua immagine di civiltà aldilà degli stretti confini. Liberata dal peso opprimente delle mafie e delle consorterie affaristiche della morta politica la Civiltà italiana ha saputo trasformare le sue attività militari all’estero in espressioni di sé medesima; questo ha portato e porta molta simpatia  e stima universale e buoni profitti nel commercio. Infatti dal decoro e dalla giustizia applicata a se stessi la civiltà italiana trae la forza per affrontare ogni giorno i disordini del mondo umano e le catastrofi naturali mostrando ad altri popoli una visione dell’uomo liberata dalla pulsioni distruttive della civiltà industriale. Così forti di un sapere civile e politico risorto a nuova vita  e liberi dalla prepotenza straniera grazie a forze armate proprie le genti diverse del Belpaese sono integralmente responsabili verso se stesse e non devono più prender ad esempio di civiltà e moralità strani comportamenti forestieri o peggio l’oscurità concettuale e ipocrita di bizzarre credenze religiose venute da lontano.

IANA per futuroIeri




18 dicembre 2010

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L'Italia del lontano futuro

http://www.empolitica.com/wp-content/dati/via-dal-paese-dei-ciarlatani-001.jpg

Le Tavole delle colpe di Madduwatta

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L’Italia del lontano futuro

I miei lettori sanno quanto sia molesto nel mettere alla prova la loro pazienza con le mie considerazioni più o meno futuristiche, strane, profetiche, metafisiche. Quindi li esorto a sopportarmi anche stavolta. Scriverò infatti di un viaggio non fatto, ma possibile solo come esperimento di pensiero e fantasia; qualcuno direbbe fantasia malata. Viaggio nella mia Italia di un Remoto futuro, luogo utopico dove il male di questi anni si è dissolto e il Belpaese torna ad essere dopo due millenni una civiltà unitaria, reale, potente, in grado di esercitare un potere proprio sul mondo umano e naturale  per sua scienza, capacità, volontà. Quindi qualcosa che oggi è ben oltre la comune capacità di capire, di decifrare, d’interpretare. Per prima cosa inizio a scrivere che l’Italia che sarà vedrà sparire una delle cose più orrende di queste Repubbliche ovvero il calcio professionistico. Gli stadi cittadini sono demoliti o riconvertiti a miglior uso. Tale vizio coltivato dalle genti del Belpaese portò per anni i segni della volontà di degenerare il proprio pensiero ragionando di cose senza senso come i patroni delle squadre di serie A, i colori cittadini, i deliri per il calciomercato, lo sfogo isterico delle partite, le passioni per le finte vicende sentimentali dei calciatori illustri. Data la corruzione mentale generalizzata portata dal fenomeno esso fu lentamente ma inesorabilmente dismesso e abiurato con forza dalle genti del Belpaese le quali non avevano più bisogno di un distruttore culturale di massa così tossico e nocivo, le squadre furono così sciolte, le bancarotte delle medesime portarono a pesanti condanne detentive e al risarcimento dei danni morali e materiali che questa cosa strana e pazza aveva provocato nel Belpaese. Qualcuno si suicidò togliendo il disturbo e alleggerendo la civiltà dal suo inutile peso corruttore. Il posto degli Stadi è stato preso da grandi apparati museali  nati con l’intento di divulgare la conoscenza delle scienze umane e naturali e i padri di famiglia invece d’iniziare i figli al delirio campanilistico e irrazionale oggi portano la prole a formarsi una mentalità aperta alla curiosità, allo studio, alla conoscenza. Questa novità è un grande beneficio alle genti disperse del Belpaese che trovano così la forza per rigenerare quel primato culturale perso da secoli. La fede nel Dio Unico ormai dispersa fra sette di origine protestante e stranezze varie è stata rinnovata come Chiesa di Stato includendo fra la soddisfazione generale i vangeli apocrifi e la filosofia gnostica, questo ricollega le tradizioni antiche con le nuove forme di spiritualità che cominciavano ad emergere nel XXI secolo.  Il beneficio spirituale è stato evidentissimo al punto che grande è  il numero di quanti provenienti dall’estero si trasferiscono nel Belpaese per unirsi a un popolo così alto e nobile che perfino arrivava a sfiorare le cose divine nel suo quotidiano. Per questo gli edifici e gli oggetti di culto son così ben tenuti in quel lontano futuro e la religione è concreto strumento di liberazione individuale e collettiva dal male e onorata e stimata al punto tale che le confessioni forestiere han poca presa sulla popolazione e anzi  esse tendono a dissolversi nel corpo unitario della Nazione in comunione con il piano divino. Del resto dove si dissolve il legame fra Stato e fede, è lo Stato o il leader locale che assume su di sé la sacralità del potere; e non volendo le genti del Belpaese trasformare partiti e singoli in chiese di formato ridotto o i dirigenti politici in seminaristi e preti laici vollero creare una Chiesa di Stato creata a loro immagine e somiglianza come del resto già i loro antenati avevano fatto al tempo degli ultimi Cesari. La popolazione stessa dismessi i panni rissosi e scellerati e dissoluti dei loro antenati delle Repubbliche stabilì di cambiar vita e di adattarsi alla conservazione e formazione di una civiltà propria non inquinata dalla penetrazione culturale straniera volta a disgregare identità e  volontà politiche locali per fini imperiali estranei quando non ostili alla vita e  alla natura delle genti del Belpaese. Così ritrovata la propria identità culturale infangata dalla potenza straniera, purtroppo durata secoli, le genti del Belpaese riscoprono anche il senso della loro civiltà e della bellezza che è insita nel costruirla e nel farla prosperare. Per questo in quel remoto futuro compare un popolo non meschino, non maligno, non inferiore, non infelice. Il turista  come prima impressione può dire che quelle genti son in buona saluta perché in pace con se stesse e perché la malvagità della vita trovando dei blocchi nel vivere sereno non riesce a spezzare quella gioia di vivere che forse solo in quelle terre, da quando è ricomparsa, può essere pienamente apprezzata. La difformità stessa delle genti del Belpaese da quando l’ingerenza finanziaria, militare, politica straniera e aliena dalla civiltà umana si è dissolta si è risolta in unità sostanziale. Senza le persuasioni occulte della propaganda bianca, grigia e  nera delle potenze imperiali che usavano la penisola per i loro scopi  di conquista, di dominio e di controllo le genti della penisola hanno ritrovato se stesse e le loro intime ragioni di convivenza. Questa ritrovata dignità ha comportato la riduzione drastica della criminalità organizzata. L’economia della Penisola tolto di mezzo lo straniero e il criminale suo complice ha potuto risollevarsi e senza incentivi di Stato, che scaricano sui più poveri del Belpaese i costi dell’innovazione industriale, e si è formata una diversa forma di borghesia e un diverso modello di sviluppo economico e di produzione di beni e servizi. Da tempo il resto degli umanità sentiva il bisogno di mitigare il potere dei grandi imperi che si erano formati nel XXI secolo con un potere più mite, a misura d’essere umano, di antica tradizione umanistica e l’Italia è in quel tempo provvidenziale. Talvolta capita per le strade pulire e ordinate, sì perché da alcuni decenni gli appalti pubblici per nettezza urbana e rifacimento del manto stradale non danno più luogo a truffe e raggiri, di trovare uomini e donne con delle decorazioni. Questo è dovuto a un fatto straordinario che si è prodotto nel XXI secolo ossia integrazione di forze ausiliarie  nelle forze armate. A turno estratti da categorie sociali in grado di lasciare temporaneamente il lavoro civile un certo numero di abitanti del Belpaese supportano in divisa le forze armate per periodo limitati di tempo. Questo è dovuto alla pressione militare che gli imperi del XXI secolo per fini egoistici e particolari esercitano su tanta parte del mondo umano e di conseguenza le genti del Belpaese devono limitare i danni globali di queste potenze irresponsabili con autentici interventi umanitari e con la dissuasione armata. Del resto da secoli è comune da parte delle potenze imperiali l’uso di milizie locali, signori della guerra, terroristi e feccia indesiderabile per destabilizzare e rapinare paesi e popoli privi di governi e di forze armate in grado di difenderli. Così le genti del Belpaese non volendo affidare integralmente la loro difesa a professionisti e mercenari, come fanno abitualmente le potenze imperiali ormai rette da oligarchi e plutocrati, chiamano il loro stesso popolo attraverso una turnazione a difendere se stessi e gli altri dai popoli che vivono schiavi dei pochi o che sono posseduti da un desiderio insano di provocare il male. Questo è a detta di tutti gli uomini liberi dell’umanità il segno della liberalità e della giustizia del popolo italiano che solo fra i molti che tutela se stesso liberando gli altri dall’oppressione. Ma di questo fatto straordinario ed ad oggi incredibile altro dirò la prossima volta sempre a proposito di questo viaggio così singolare.

IANA per FuturoIeri





15 giugno 2009

La Morte di un Cavaliere Solitario della Cultura Italiana


  E' morto Ivan Della Mea, un bravo artista che ha donato la sua vita, la sua abilità canora e la sua capacità di scrivere e di pensare alla causa sociale e civile dei ceti operai e dei poveri d'Italia. Lo ha fatto da comunista atipico, da libero pensatore, da cavaliere errante d'altri tempi. Un pezzo d'Italia perbene lascia questa valle di lacrime e di fango. Riporterò, poichè ho avuto il piacere di conoscerlo,di ascoltarlo e di parlargli, pari pari il comunicato dell'Istituto De Martino sperando di far la cosa giusta.

IANA per FuturoIeri

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Ciao Ivan.

 

Questa notte intorno alle 1.30 è morto improvvisamente Ivan Della Mea,

all’Ospedale San Paolo di Milano dove era stato ricoverato d’urgenza

dopo un malore. Aveva 68 anni, era nato a Torre Alta di Lucca nel 1940.

Viveva a Milano con la sua compagna Clara Longhini e aveva due figli, Sara

e Pietro. Da tempo aveva problemi di salute. Impossibile dire nelle poche

righe di un comunicato la vita e la storia di Ivan Della Mea. Forse basta

solo ricordare quello che aveva fatto in questo ultimo scorcio di vita:

aveva ideato una ricerca con l’ARCI di Firenze sulla storia della case

del popolo; il 25 aprile aveva suonato per la Festa della Liberazione a

Fosdinovo (Carrara) dai compagni degli Archivi della Resistenza; era stato

a Sesto Fiorentino all’Istituto Ernesto de Martino, che aveva diretto per

13 anni, per la conferenza stampa della rassegna InCanto; il 12 maggio

aveva presentato l’ultimo numero della rivista “il de Martino”, ad

Acquanegra sul Chiese, paese natale di Gianni Bosio; il 28 maggio aveva

suonato a Brescia per ricordare la strage di Piazza della Loggia; sabato 30

maggio era stato con Paolo Pietrangeli e Paolo Ciarchi a Montevarchi a

cantare per il ’68; il 3 giugno aveva scritto un appello al voto per

Rifondazione comunista; venerdì 12 giugno il suo ultimo articolo su “il

Manifesto” dal titolo “Brucia compagno brucia”.

Pochi mesi fa Ala Bianca aveva distribuito una “Antologia” con molte

delle sue canzoni più belle ed è appena uscito per la Jaka Book

l’ultimo libro di Ivan Della Mea, la sua autobiografia: “Se la vita ti

dà uno schiaffo”, il racconto della sua infanzia e la storia della sua

famiglia, un testo di grande spessore narrativo e di forte impatto emotivo.

Una dura resa dei conti con la vita e con la morte che suona, purtroppo,

come l’epitaffio nella vita di un grande artista e di un grande compagno

comunista.

A Clara, Pietro e Sara e a tutti i familiari va l’abbraccio più forte di

tutti i compagni dell’Istituto Ernesto de Martino.

Saluteremo Ivan martedì 16 giugno alle ore 11 presso il Circolo ARCI

Corvetto in via Oglio, 21, a Milano.

 

Il Presidente

Stefano Arrighetti

 

 Istituto Ernesto de Martino

 Villa San Lorenzo al Prato

 Via degli Scardassieri, 47

 50019 Sesto Fiorentino (Firenze)

 Tel: 055-4211901

 Fax: 055-4211940

  Web: http://www.iedm.it

 Email: iedm@iedm.it




16 dicembre 2008

APPELLO DI FINI E TRAVAGLIO

Appello Fini - Travaglio

 

12 dicembre 2008

 

Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.
Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).
Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.
Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).
Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.
Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.
Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.
Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. E a questo punto perché mai il cittadino comune dovrebbe rispettarla invece di mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio

FIRMA L'APPELLO

Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




28 novembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 19

Capita alle volte di pensare alla grande catastrofe che ci attende, questa crisi è un grande castello di carte truccate e di raggiri che sta passando dal virtuale borsistico e speculativo alla vita di tutti i giorni. Coloro che stanno per essere salvati sono i grandi istituti bancari e finanziari che per primi hanno promosso questo sfacelo, se la sono cercata e ora l’impongono a tutti, anche ai ceti sociali più bassi che di queste cose non sanno nulla e che son forzati a subirla come nel medioevo i servi della gleba subivano le pestilenze e le carestie, e i passaggi degli eserciti sui loro orticeli. Perchè coloro che sono i massimi responsabili se la cavano a buon mercato mentre imprese e realtà commerciali di gente onesta che lavorano e che producono rischiano con la contrazione dei consumi di sparire, di essere polverizzate. L’Europa dei banchieri e dei burocrati di altissimo rango può pensare di salvare i grandi istituti di credito, ma i cantieri di Danzica o l’Alitalia devono essere svenduti con migliaia di lavoratori licenziati. I nostri giornalisti possono girare la cosa come gli pare ma la sostanza è questa. Il fallimento bancario e finanziario non è come gli altri è un po’ più uguale degli altri. Ma cosa avrà mai questo denaro da essere più forte e vivo di tanti milioni di umani? Quale morboso fascino suscita negli uomini e nelle donne di potere?

Questa è una manifestazione di pazzia, di follia conclamata, se per la spaventosa avidità di piccole bande di oligarchi apolidi che hanno trafficato con la finanza l’ordine costituito andrà a pezzi molto semplicemente non si salverà nessuno. Sarà impossibile garantire la tutela della proprietà privata da parte di qualsiasi governo. La proprietà privata esiste nella misura in cui delle organizzazioni di carattere politico o privato la mantengono, se l’elemento politico viene meno si può conservare la proprietà solo con la forza bruta, ma a quel punto non è più in essere un diritto alla proprietà ma un atto di forza che si contrappone a una volontà ostile in un contesto di assenza di leggi. La crisi può far esplodere dentro i diversi contesti nazionali il problema della sopravvivenza del potere politico nelle forme nelle quali si è finora presentato. Questo Belpaese va ignaro e in stato confusionale incontro a uno dei periodi più difficili degli ultimi cinquant’anni. Forse al fondo di tutto quello che sta avvenendo c’è una non dichiarata volontà di morte, un desiderio di veder schiantare il proprio mondo umano, un disprezzo per la vita che sconfina nell’odio per tutto ciò che esiste e vive sul pianeta azzurro.

Si parla tanto di giustizia, allora gli scellerati che han provocato la crisi che paghino di persona, si faccia valere la legge in Europa come altrove, si sappia chi ha truccato i bilanci, chi ha speculato, chi ha guadagnato cifre folli, chi ha trascinato le democrazie in questo grande momento di difficoltà. Se i malvagi non saranno puniti domani chiunque potrà ragionevolmente pensare di rifarlo e di sovvertire l’ordine costituito con le speculazioni finanziarie e le crisi ad orologeria.

IANA per FuturoIeri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




12 giugno 2008

DIRITTO ALLA PRIVACY O IMPUNITA’ LEGALIZZATA?

Quello che il Berluscoso, come lo definisce simpaticamente Bossi, ha architettato per frapporre ostacoli alla magistratura, in tema di intercettazioni finalizzate ad indagini, è stato definito Decreto Legge “solo per mero errore materiale”. Ora, non si capisce se noi abbiamo dei dirigenti ministeriali così incompetenti da confondere Decreto Legge (immediatamente vigente, salvo poi ratifica parlamentare) e Decreto Legislativo (deliberata delega dal Parlamento), tanto che il Ministro Prunetta avrebbe da divertirsi…, oppure qua ci stanno di nuovo pigliando in giro.

A noi preme comunque mettere in allerta la gente su un punto. Le intercettazioni che fino ad oggi possono essere autorizzate da una Procura, secondo criteri e parametri molto rigorosi, sono state fondamentali per scoprire non solo clamorosi fatti di criminalità organizzata (Riina, Provenzano, etc) ma anche enormi sistemi di corruzione politico-amministrativa (uno per tutti tangentopoli), politico-economica (Fazio e i furbetti del quartierino), politico-televisiva (caso Saccà), persino sportiva (calciopoli di Moggi, Giraudo etc).

Per arrivare alle notizie odierne della clinica privata Santa Rita di Milano, dove, se le Forze dell’Ordine non potevano supportare le loro indagini con intercettazioni telefoniche ed ambientali, oggi si continuava a macellare esseri umani per gonfiare i rimborsi regionali.

Noi cittadini vogliamo vivere nella stupida ignoranza o vogliamo sapere? Sapere che cosa fa chi ci governa, cosa fa chi gestisce finanziariamente i nostri soldi, chi lavora nella tv pagata col canone, come si comporta chi si occupa dello sport che dovrebbe farci appassionare, e soprattutto chi cura e opera i nostri cari. Oppure non ce ne frega niente? E la cosiddetta privacy deve essere solo quella di Lorsignori, mentre a noi comuni mortali ogni giorno chiama - senza autorizzazione alcuna - Sky, oppure Tele 2 per appiopparci abbonamenti, piuttosto che chi ci comunica vincite o ci rifila bottiglie di qualcosa!

Se non ce ne importa niente, ben venga il Decreto di Berluscoso e Dell’Utri che impedisce di fatto le intercettazioni e rende impossibile sorvegliare episodi di illegalità della Casta, altrimenti ribelliamoci e inondiamo di lettere il Ministero della Giustizia a questo indirizzo: callcenter@giustizia.it o alfano_a@camera.it .

 

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5 maggio 2008

MADAMINA, IL CATALOGO E' QUESTO

DAL DIARIO DELLA CRISI DI FUTUROIERI

02/05/2008 … E l'inflazione crescerà ancora! Continuano i tagli ad orologeria!

C'era forse un giorno migliore del 30 aprile per annunciare un nuovo taglio dei tassi USA?

No l'occasione era stata preparata e colta ad arte. Da un lato nei giorni scorsi le cosiddette scaramuccia fra americani e iraniani avevano indebolito l'Euro di un 2%, dall'altro il calendario delle feste avrebbe permesso poche speculazioni ribassiste sul dollaro almeno fino al giorno 5 maggio.

Se nel breve tutto va bene, i problemi si fanno maggiori. La preoccupazione si chiama inflazione: un taglio di 1/4 di punto vuol dire un'ulteriore crescita dell'inflazione fra l'uno e il due per cento in USA e almeno un calo di mezzo punto della competitività in Europa.

L'inflazione avanza da mesi in tutto il mondo, anche la Cina l'esporta e non può fare sconti. I suoi prezzi sono aumentati di un punto ad inizio anno e cresceranno ancora (si parla dei prezzi all'ingrosso). La causa più significativa è data dalle rivendicazioni salariali dei lavoratori cinesi che in molti distretti industriali hanno raggiunto la piena occupazione e in altri addirittura non trovano la manodopera necessaria. La Manciuria è oggi la fabbrica della Terra, e 500 milioni di cinesi hanno ottenuto il diritto a mangiare carne e dolci che devono importare dagli Stati Uniti proprio nel momento in cui i banchieri internazionali stanno spacciando cartacce e speculando sui futures.

Il carovita impoverisce i consumatori di tutto l'occidente e anche quelli cinesi che hanno sviluppato uno stile di vita occidentale: mangiare carne tutti i giorni! Nessuno tenta di domare la belva inflazionistica e gli americani se ne sono già accorti almeno che non vivano isolati dal mondo. Come ho sostenuto in altre pagine del diario della crisi l'inflazione reale in Europa è al 10% mentre in USA oscilla fra sopra e sotto il trenta. La Cina stessa ha aumentato i suoi prezzi al consumo di almeno un 7 per cento che va aggiunto al fatto che la moneta cinese si è rivalutata sul dollaro almeno del 15% mentre è rimasta ferma in confronto all'euro. Ecco spiegata l'inflazione americana, almeno per i suoi due terzi! Il resto dipende soprattutto dal costo delle materie prime e dalle speculazioni sui prodotti agricoli che colpiscono e causano l'inflazione anche in Europa. Gli Stati Uniti saranno un poco più poveri da lunedì prossimo e l'Europa perderà un altro pezzettino di competitività, almeno sul mercato americano.

FRANCO ALLEGRI per Futuroieri



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