.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


30 agosto 2014

Sintesi: Il Maestro - secondo atto - La casta del fututo

Clara Agazzi: Qui si stanno portando via i piatti dei primi. Ora è il momento dei secondi. Allora avete le idee chiare su cosa volete?

Vincenzo Pisani: Certo, quello che ho proposto. Credetemi questo metter assieme più cose è la cosa migliore, così se a qualcuno non piace qualcosa  si può rimediare. Ma credo che tutto quanto sarà di vostro gusto. Ho capito che siete un po’ come il mio amico professore. Gente di cultura e di gusti sani e schietti. Due condizioni queste che stanno bene assieme.

Franco: Tu poco fa hai richiamato un problema. Scusa se parlo di questo mentre c’è da ragionare sul secondo. Anzi hai proposto una constatazione. L’illusione di diventare ricchi, e quindi parte di quella minoranza che sta bene, tiene in vita milioni di umani. Intendi forse dire che questo è il senso della vita oggi?

Vincenzo Pisani: Certo che non è in assoluto il senso della vita. Tuttavia, oggi, milioni di umani senza la speranza un giorno di rifarsi al gioco della vita cadrebbero preda di droga, alcolismo, violenza, delinquenza, depressione fino al suicidio o tutte queste cosa assieme. Oggi per milioni di esseri umani il denaro è Dio e quindi è tutta l’esistenza e tutta la realtà. La speranza di averne tanto in futuro, magari con un miracolo li tiene in vita, li fa lavorare, produce in loro volontà, attività, ambizione. Senza questa speranza sarebbero spenti, morti, distrutti dentro.

Stefano Bocconi: Ricordiamoci che c’è un mondo umano che non è solo l’attaccamento al quattrino. Certo per me è difficile dire che ci sono i fiori, il sole, la luna, i gattini e cose del genere. Eppure mi resta difficile accettare l’idea che il denaro è tutto, è DIO.

Paolo Fantuzzi: Questo discorso è già stato fatto mi pare. Occorre ammettere che non abbiamo fra tutti quanti un modello di società e di volontà di vivere diverso da quello della pubblicità commerciale. In breve le nostre aspettative, le nostre categorie mentali, la nostra mappa del territorio in cui ci muoviamo non è la classica isola in mezzo al mare ma una terraferma piuttosto trafficata. Piuttosto! Qualcuno fra noi ha una qualche idea di come dovrebbe essere la categoria sociale in grado di ricostruire un discorso sul mondo e sull’essere umano diverso da quello dominate?

Franco: Più che di categoria sociale oggi si dovrebbe pensare a una vera e propria casta, perché le caratteristiche che dovrebbero avere i dirigenti chiamati a recuperare una società dal disastro di un sistema economico  globale che implode o collassa dovrebbero esser simili ai re-sacerdoti e ai re-semidivini dei poemi epici degli antichi. Dovrebbero esser un gruppo compatto e omogeneo in grado di rispondere solo alle gravi necessità del momento, avere una cultura e un sapere fuori dal comune, e capacità fisiche e psichiche straordinarie e il carisma e il coraggio che sono indispensabili in tempi drammatici. In poche parole vi dico, pensate un po’, che solo quando si aprirà l’abisso del disastro più aspro e pericoloso si  avrà il momento nel quale questa cosa, che chiamo casta perché non ho altri termini, costruirà una diversa forma di vita e di civiltà. Guardate che di questo si tratta perché cambiare le forme  dell’uso e della produzione di beni ed  energia e di regolare le controversie internazionali esige il disastro delle precedenti e la sconfessione, eliminazione o la riduzione di ruolo delle precedenti minoranze al potere. Ora essendo il potere reale e concreto dei nostri giorni elitario e concentrato in un numero limitato di soggetti umani che  hanno i loro fastosi modi di vivere, i loro consumi e beni esclusivi, i loro ritmi e cose del genere è impensabile che intedano perdere la loro condizione di privilegio. richirdiamoci che questi pochi  controllano una quantità di capitali e di ricchezze semplicemente enorme e difficile da concepire per gente come noi. Immaginiamo ora che questa minoranza perda il potere. Anche rapidamente. Per colpa di una catastrofe ecologica, di uno sfacelo economico, di una nuova  guerra mondiale, di un meteorite, quello che vi pare. Chi li può sostituire se non una minoranza con diversa natura e scopo, ovviamente una  minoranza molto piccola e compatta. Quindi cari amici e amiche di fatto sto ragionando di una casta. O credete forse che quelle masse indistinte e pulsanti di desideri e passioni indotte o sollecitate dal mondo dei consumi e dello spettacolo possa saltare oltre la propria ombra e diventare esse stesse il Potere? Io lo credo impossibile. Queste masse di singoli bramosi di piaceri immediati e di piccole soddisfazioni  hanno bisogno di delegare la propria briciola di potere o peggio di farsi schiave di nuove minoranze al potere che gestiscono e comandano una società umana che fatalmente senza direzione e comando cadrebbe nella violenza e nel banditismo fino al punto di disgregarsi e di non formare più un corpo sociale articolato e complesso. Chi manda o sostiene le minoranze al potere è una massa informe di umani che non hanno autentici punti di contatto o miti in comune, una società composta da tante comunità diverse come stanno diventando le nostre qui in Europa non può far appello a miti condivisi, a valori comuni, a nobili antenati, alla storia patria. Quindi l’esercizio del potere oggi passa per l’economia e la burocrazia, il dominio  dell’uomo sull’uomo deve per forza di cose esser impersonale, meccanico  e matematico perché una massa eterogenea e  difforme senza autentici valori immateriali in comune può esser tenuta solo con uno spirito meccanicistico che fa pari tutte le differenze.  Questo  fatto avviene con il denaro che diventa unica misura e unica ragione di vita. Se non puoi pagarti il motoscafo, scusate l’esempio cretino, non è per difetto di cultura o differenza di pelle o di sangue. Si tratta della tua carta di credito. Una cosa prosaica, semplice e precisa, tutti la capiscono e universalmente è accettata. A una minoranza padrona del denaro, questo è il caso di oggi, si sostituirà una minoranza che avrà in mano il potere di effettuare e gestire la transizione a una diversa società. Quale sia questo potere e quale sia la minoranza per la verità non so. Il mio pensiero deriva dall’evidenza che se permangono così tante differenze solo con una casta nuovissima sarà possibile gestire la transizione, perché le mille origini e le mille nature della società così come è non potrebbero mai gestire il cambiamento da un modello di società fondato sul denaro a uno fondato su altri valori e principi.

Vincenzo Pisani: Mi dai ragione sulla centralità del denaro. Ma ancora non rinunci al pensiero che sia da cambiare questa società determinata e organizzata dai poteri finanziari. In te rimane l’idea che sia possibile trovare dei soggetti umani fra la massa ossessionata dai problemi quotidiani e dal disordine di questo sistema. Sul concetto generale che un sistema finito non può supportare una crescita infinita senza collassare o scatenare conflitti e sfaceli sono certissimo. Anzi i fatti economici degli ultimi anni stanno dando ragione assolutamente a quanti la pensano come me e come te e come il nostro amico professore. Il sistema della globalizzazione incontra i suoi limiti ed entra in sofferenza e provoca disoccupazione, povertà, suicidi, delinquenza, disordine morale e a questo punto credo perfino spirituale. Proprio nel senso di religioso. La casta di cui parli che caratteristiche dovrebbe avere? Sono curioso.

Franco: Dato il caso del crollo dell’ordine delle cose come lo conosciamo, e tenendo fermo il concetto della molteplicità di culture e soggetti presenti nella penisola e in Europa solo una minoranza può gestire il caos primordiale che si scatenerà. Questa minoranza o casta può esser  elettiva o selezionata su criteri di merito o imposta per semplice efficacia nell’esercizio di una funzione amministrativa o militare. Non è importante questo se non ai fini dell’efficacia dell’azione politica e amministrativa. Faccio un esempio: c’è da razionare i combustibili e i carburanti. Davvero è credibile che una società multi-confessionale  e multirazziale  dove è crollata l’impalcatura del sistema del denaro e dei suoi banchieri possa farlo senza passare da una struttura di carattere burocratico e poliziesco? Davvero è credibile pensare che milioni d’esclusi dalle grandi ricchezze e milioni di arrabbiati e risentiti accetteranno di mettere in discussione l’accesso alle risorse vitali senza rivolte, sommosse, violenze? Ma se in certe metropoli del sedicente mondo ricco e occidentale basta un incidente più grave di altri e si scatenano atti vandalici e saccheggi. Suvvia! Occorre una casta diversa da quelle oggi dominanti. Una casta con la cultura della filosofia. Nel senso che abbia il possesso di quella capacità culturale che permette di vedere la totalità.  La totalità del pianeta e del mondo umano che vi risiede sopra e la verità. La verità nel senso autentico del termine, non di una qualche opinione o credo religioso.  Questa minoranza avendo in sé consapevolezza, chiara visione, senso del limite proprio perché minoranza sciolta da interessi personali e da interessi di gruppi di pressione o altro potrà indirizzare un corpo sociale altrimenti ingestibile perchè troppo articolato, violento e complesso.

Clara Agazzi: Questo è un discorso vecchissimo. Qui stai copiando Platone  e forse Comte. L’idea di un governo degli esperti, dei filosofi, dei tecnici è cosa nota da secoli.

Franco: Nella mia ingenuità penso a una casta che superi la sua stessa condizione e diventi per così dire mondo e umanità. Un governo illuminato e giusto, ma in nome d’interessi ecologici e umanistici. Mi sforzo di pensare a una minoranza dirigente e amministrativa che possa superare i limiti egoistici e clientelari quando non addirittura criminali e criminogeni osservati nei governi del passato e determinare se stessa secondo verità e giustizia.

Paolo Fantuzzi: Questo pensiero non vedo come possa trovare qui e ora uomini e donne per realizzarsi. Tu parli di un mondo che sarà, di un futuro remoto e fantastico. Ma è qui e ora che viviamo e dobbiamo far i conti, tutto si perde nelle tenebre quando pensiamo a un futuro che non si realizzi fra un mese o tre.




13 ottobre 2010

RALPH NADER E LE MALATTIE DEL PIANETA

Ralph Nader ha concluso, il 9 ottobre a Washington, una conferenza sui picchi di energia indicando ciò che il pubblico deve fare per ridurre le nuove perdite di posti di lavoro previste e problemi simili.
"Giocano con il sentimento pubblico", ha detto a un pubblico rapito al convegno annuale della Associazione statunitense per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO-USA) nel sollecitare iniziative per raggiungere gli elettori più consapevoli e i consumatori. "La metà della popolazione non crede al riscaldamento globale".
Creare un "Congresso mirato" sarà il suo prossimo tema di battaglia. "E 'il ramo più potente della Costituzione, salvo che non gli piace usare il suo potere", ha detto Nader. "Gli piace devolverlo alla Casa Bianca".
Il suo suggerimento finale è tratto dal suo ultimo libro "Solo i Super-Ricchi ci possono salvare!" In un tratto di questo romanzo-fantasy, egli ritrae miliardari nella vita reale, essa potrebbe contribuire a preservare i sistemi economici del mondo e l'ecologia.
Nader ha parlato l'ultimo giorno di un evento durato tre giorni con la convocazione di 325 ricercatori sul picco del petrolio e le altre fonti interessate, per il primo convegno ASPO-USA nella capitale della nazione. Il gruppo sostiene che dopo 150 anni di estrazione del petrolio la maggior parte dei più importanti Paesi esportatori di petrolio sono ben oltre i loro picchi di fornitura, definito dagli scienziati come "Picco del Petrolio". Il concetto comprende anche le esportazioni, non solo i picchi di produzione.

In questo contesto, Nader ha elogiato i 132 miliardi dollari in fondi di stimolo degli Stati Uniti per contribuire ad affrontare tali problemi. "Non c'è mai stato niente di simile da Washington", ha detto. Ma ha anche aggiunto che la gran parte dei soldi di finanziamento andrebbe inevitabilmente "sprecata", perché la spesa è stata spinta fuori controllo per arginare la recessione, e non è stata coordinata nel lungo termine la pianificazione tecnica necessaria per l'efficienza ottimale.
Per quanto riguarda le elezioni di medio termine? Nader ha attaccato quello che lui chiama "La totale assenza di ogni serio dibattito tra i candidati" per quanto riguarda le questioni energetiche più rilevanti. "Riesco a malapena a distinguere la differenza tra i candidati repubblicani e democratici".
Nader ha incolpato i media di proprietà aziendale, in particolare la Tv. "Il novanta per cento è intrattenimento e pubblicità", ha detto.
Azzeramento in materia di programmazione Tv, Nader ha detto: "Ho sentito che stanno preparando un 'canale scimpanzé', dove loro si devono vestire, e li fanno saltellare in giro". "Non c’è nemmeno un canale per l'uomo"!  [
Huffington Post, 12 Ottobre 2010]

 

Per ulteriori informazione sull’attività di Ralph Nader potete consultare:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm in italiano

oppure

http://www.nader.org in inglese




31 dicembre 2007

BUON 2008

Auguriamo un sereno 2008 a tutti i nostri visitatori (casuali o incalliti); soprattutto lo auguriamo alle persone oneste, coerenti e coraggiose, che quotidianamente pagano un prezzo salato per il lusso della propria condotta e di cui questo Paese e questo pianeta hanno tremendamente bisogno!

P.S.:  Come piccolo regalino, vogliamo segnalarvi che è da poco "on-line" l'ultima lettera di Ralph Nader, di cui forniamo in esclusiva una versione tradotta in italiano 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm

Associazione Futuro Ieri


___________________________________________
IL DISCORSO DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO
http://it.youtube.com/watch?v=dNQ9rjguwz0
 




26 settembre 2007

UN EROE GRANDE PER UN PAESE PICCOLO

<<Beati quei paesi che non hanno bisogno di eroi>> si sentiva dire qualche anno fa. E' un modo di dire importante perché introduce la nostra riflessione sul rapporto fra eroi e nazione. Quali eroi aveva la DC? I santi senza dubbio per il resto siamo tutti peccatori. E i comunisti? Forse i lavoratori intesi come classe, ma il loro agire era livellatore, Berlinguer, ma solo dopo la sua triste dipartita. I socialisti si sono spenti nel mito di Craxi come super uomo: ad anni di distanza la cosa è deprimente. I partititi al massimo avevano nostalgia dei vecchi eroi dell'ottocento Croce o Cavour, Garibaldi e così via o la resistenza, ma li c'era il contrasto missino che aveva Salò. In sintesi la politica non aveva la possibilità di offrire eroi agli italiani, ci provava ma c'era solo confusione.
Anche la società non è riuscita a creare eroi per il popolo e secondo me i motivi sono due:
1) manca una cultura individualista (abbiamo solo egoismo e familismo ma questi fabbricano opportunisti e burocrati) che serve ad individuare e a produrre eroi. L'eroe conta solo su se stesso, ma ha bisogno di seguaci che lo seguano e meglio se lo idolatrano.
2) Manca quel nazionalismo elementare che solo i grandi imperi curano. Per mandare tanta gente al fronte o al martirio ogni potere ha tanti mezzi e li usa tutti, anche i fumetti. Ma non siamo un paese da poco e modesto, soggiogato da UE, Nato e Vaticano: a Spider man un tempo opponemmo il signor Buonaventura oggi i calciatori. La corruzione politica che ha dilagato dopo il caso Moro e la strage di Bologna hanno fatto il resto: posto fisso, mazzetta e burocrazia. Non si deve sottovalutare infine che gli eroi non perdono le guerre, perché l'eroe è colui che vince.
Aggiungo che i cartoni contengono potentissimi messaggi subliminali confezionati per i paesi sconfitti nella seconda guerra mondiale. In primis il Giappone che fu subito stordito con i film su godzilla e i cartoni robotici che per nostra fortuna non abbiamo visto. Il mostrillo giapponese va confrontato con i cartoni di Superman o Captain America che furono invece destinati agli americani soldati dell'impero. Il buon Godzilla nacque cattivo e invincibile e nelle prime puntate distrusse tutto il Giappone. Poi comparvero gli amici americani e l'amico Godzilla che amava i bambini e si vedono anche belle navi della flotta americana. Per quei tempi bastò, ma anche oggi ci ubriacano con poco di più.
Questo povero paese ha invece bisogno di eroi e non lo sa, ne avrebbe trovato uno nuovo Beppe Grillo e infatti i cattivi vengono allo scoperto. E' incredibile vedere quanti sono e come sono forti. Speriamo nel super eroe.    F.A.

Per un commento all'autore amici.futuroieri@libero.it

Per leggere un articolo affine http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/liber.htm


Per visitare il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



sfoglia     luglio        settembre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email