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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


8 dicembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 24

Alle volte si prova una vertigine nel vedere quanto grande sia la distanza fra sogni e bisogni, fra i miti finti della pubblicità e del cinema e la concreta e dura realtà. Sto scrivendo in questa prima settimana di dicembre del 2008 e le vicende politiche fiorentine si son trasformate in audizioni presso la procura dei più famosi personaggi della coalizione al potere. Questo 2008 che si chiude mostra, anche ai politicamente cretini che ci sono a giro, che i paradigmi che si reggevano prima sul bipolarismo USA-URSS e poi sul dominio unico Nord-Americano sono sepolti e stramorti. Questo mondo umano è in lotta tra tanti imperi che vogliono ascendere e il gigante statunitense malato e ferito che sta perdendo consenso e potere e non si rassegna a mollare la sua posizione di dominio. La vecchia borghesia e i vecchi agrari che avevano fatto da scudo e da finanziatori al fascismo e dopo, miracolati dalla democrazia, alla Democrazia Cristiana sono ormai trapassati. I poteri economici di oggi sono poteri globali pesantemente de-umanizzati e de-territorializzati e di essi il Belpaese è una periferia. Una volta occupare un liceo o un rettorato era fonte di gravissimo scandalo, oggi non più. Il nuovo potere non è più nazionale, non è più benpensante, è in larga parte anche post-borghese, è nazionalista solo nella misura in cui nazioni che sono imperi possono garantire ai loro interessi i benefici dei loro servizi segreti e le loro ritorsioni politiche, diplomatiche e talvolta militari. Il nuovi nazionalismi sono più una maledetta estensione dei comitati d’affari dei grandi finanzieri e dei loro uomini di fiducia che non una cosa viva frutto della vicenda storica dei popoli. Mentre scrivo queste riflessioni il sindaco di Firenze è andato a incatenarsi davanti alla sede del quotidiano “Repubblica” per protesta nei confronti di una presunta persecuzione giornalistica che egli avrebbe subito, il primo cittadino ha fatto il gesto che di solito fanno i disperati, quelli che non hanno alcuna possibilità d’essere ascoltati o che sono troppo poveri per pagarsi gli avvocati e andare in causa. Questa cosa surreale e strana che è capitata fra Firenze e Roma dimostra a mio avviso quanto il potere politico sia sottomesso ai poteri forti che controllano la finanza e i mezzi d’informazione. Al tempo di Cosimo dè Medici o di Lorenzo il Magnifico era improbabile un simile gesto. Ma oggi quel che conta è il nudo potere del denaro e chi ha i soldi per controllare giornali e televisioni può trasformare il sindaco di una grande città in uno dei tanti disperati che s’incatenano per trovar qualcuno che ascolti la loro storia, o per commuovere il pubblico. Che le ragioni del sindaco di Firenze siano vere o false non m’importa molto, il suo gesto è una dichiarazione d’impotenza del potere politico. Questo conta davvero. C’è da chiedersi di che natura siano i nuovi poteri che stanno sommergendo i sistemi democratici, se si candideranno a sostituire un sistema che deve incatenarsi da solo per protesta. Per esser chiari alla FIORENTINA mi chiedo se questi nuovi poteri preferiranno organizzare una Signoria alla maniera di Cosimo dè Medici o se si ridurranno a metter in piedi un loro Granducato Mediceo. Ossia se permetteranno ai vecchi politici di detenere ancora la facciata formale del potere mentre essi si risolvono a controllare le decisioni più importanti e a determinare la vita sociale ed economica, o se al contrario prima o poi si stancheranno di questo triste e costoso spettacolo e decideranno di mettersi in proprio.

IANA per FuturoIeri




24 settembre 2008

IL CALCIO E LA POLITICA: PERCHE' ACCONTENTARSI DI UNA SOLA DISGRAZIA?

Il solito quotidiano moderato La Repubblica, edizione fiorentina del 23 settembre 2008, pubblica due intere pagine dedicate alle dimissioni lampo dell'assessore alla cultura Gozzini per le sue affermazioni alla guascona sulla notevole vicenda del nuovo stadio da farsi nella città di Firenze. Il politico dimissionato aveva "esternato" forti critiche nei confronti dell'imprenditore Della Valle che ha espresso la volontà di costruire a Castello, una zona di Firenze un nuovo stadio, un parco del calcio, museo, alberghi, e pure una città commerciale. Tutto questo lo rilevo dalla lettura del quotidiano moderato già citato. Una roba da Monopoli quando il giocatore più ricco piazza sul tavolo una sfilza di alberghi e di case. Da fiorentino finito a Sesto un pò mi preoccupo perchè fra Castello e la zona di Sesto e Campi c'è di tutto: un Ipercoop nuovo di zecca, l'areoporto che quasi fa a cazzotti con l'area del futuribile  inceneritore, una sfilza di centri commerciali fra cui Esselunga e Carrefour e a Campi  c'è pure i Gigli e il multisala, e nello specifico sestese è bene ricordare il polo universitario scientifico nella piana di Sesto, un discreto numero di capannoni e la grande fabbrica della Richard-Ginori e la vicenda di una città intera Sesto Fiorentino che negli ultimi vent'anni ha avuto una rilevante espansione edilizia. C'è in zona una tale concentrazione di cemento, strade e ferro, che c'è da chiedersi come possa stare tutta questa roba in uno spazio così ristretto. Forse non a Ginevra, dove la supermacchina da sei miliardi si è rotta,  ma nella piana si voleva trovare il buco nero a forza di concetrar materia pesante. Cosa c'è di strano che un assessore alla cultura e uomo di seri studi se ne esca con una vivace espressione di disgusto per una cosa del genere. La politica esiste anche per le provocazioni, per le prese di posizione eterodosse, e infine per le mediazioni. Ha sbagliato tono, può essere! Ma questo fatto è così grave da portarlo a rassegnare le dimissioni?
Il calcio, un tempo sport con qualche nobiltà è oggi per il Belpaese una disgrazia, anche per Firenze, e si badi non parlo della Fiorentina o di una qualche squadra del cuore ma proprio del gioco del calcio. Esso è  da anni una questione politica e affaristica, e se ben ricordo prima di una clamorosa e inaspettata vittoria ai mondiali esso era stato pesantemente messo sotto osservazione dalla magistratura per tutta una serie di malversazioni, quindi non è più a livello professionistico uno sport ma qualcosa  di molto diverso. I veri sportivi sono quei temerari che spengono la televisione e la domenica pomeriggio fanno una passeggiata, montano in sella alla bicicletta o fanno volontariato, qualcuno si siede su una panchina e pensa, anche quella è una condizione nobile, a suo modo sportiva. Il tifo calcistico non è sport è orgoglio campanilistico quando non degenera in qualcosa di peggio come le tragiche cronache degli ultimi anni hanno ampiamente documentato. Il calcio italiano è al giorno d'oggi una cosa dal quale ogni contemporaneo prosecutore dell'opera di mecenate dovrebbe fuggire sdegnato.
Mi rivolgo ai lettori di Firenze, pensateci un pò su e fra voi chiedetevi: ma lo volete davvero uno stadio nuovo con centro commerciale annesso? E quali disagi in materia di lavori edilizi e stradali siete disposti a sopportare per realizzare la grande opera? Io so cosa posso chiedere a uno sport che pratico e che vivo, ma voi avete la vostra idea in materia?

IANA per FuturoIeri




20 agosto 2008

DA FLORENTIA A FLORENCE

Sui giornali di questi giorni, ricchi di boutade ferragostane, ve n’è una che ci è parsa particolarmente prostrata dalla canicola estiva. Si tratta della applicazione del nuovo Regolamento di polizia municipale fiorentina.

Negli Stati Uniti, più precisamente nello Stato dell’Oregon, vi è un luogo che si chiama “Florence”, appunto la traduzione anglosassone della nostra Firenze. Questa cittadina è stata costruita un po’ copiando l’originale – ha persino un ponte che vorrebbe imitare Ponte Vecchio – e un po’ ricreando le atmosfere del vecchio West americano. Insomma il consueto, ardimentoso, ibrido secondo i gusti a stelle e strisce.

Perché la citiamo? Perché a Florence fa bella mostra di sé, spesso per allietare sparuti stranieri che la visitano, un impeccabile sceriffo con tanto di pistola, cappellone e stella al petto.

Ma l’abbiamo sempre intimamente pensato: gli americani sono talvolta un po’ naif.

L’altro giorno leggendo i quotidiani locali, ma anche nazionali e persino internazionali, pareva di stare a Florence invece che a Firenze. Qualche americano le avrà pure confuse.

Un Assessore sceriffo, polizia municipale sguinzagliata a far multe per i mozziconi di sigaretta a terra, i panni stesi al balcone, le biciclette appoggiate ad un palo. Quasi da aver paura a uscir di casa.

Siamo veramente convinti che i problemi di Firenze siano questi? Certo, non vogliamo giustificare azioni comunque incivili, ma se leggiamo i libri di Pratolini o ne vediamo le trasposizioni cinematografiche del periodo neorealista, San Frediano pullulava di panni alle finestre e di bici in giro. Le rastrelliere allora non c’erano, come al posto dei fast-food o dei kebab c’erano le osterie e al posto delle griffe i vecchi artigiani. Era indecente anche quella Firenze? O è indecente la nostra coscienza sporca di oggi?

Dimenticavamo: nel frattempo i cantieri della tramvia giacciono abbandonati a se stessi, nella zona a traffico limitato ci entrano cani e porci (Suv compresi, in grande abbondanza), zone della città vengono oramai considerate territorio franco di sperimentazione per architetture mostruose, vedasi il nuovo tribunale di Novoli, oppure per sostituire il verde pubblico con il verde “pay per view”, vedasi l’intenzione di fare lo stadio di calcio a Castello.

Ma in compenso lo sceriffo allieta i turisti, anche da noi un po’ più sparuti di prima.

 

Amici di Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm



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