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3 febbraio 2011

Una Traduzione di F.Allegri sulle Guerre Statunitensi

Mai dimenticare: Le guerre cattive non sono possibili a meno che la buona gente le sostenga

 


Mai dimenticare: Le guerre cattive non sono possibili a meno che la buona gente le sostenga
L’apertura di oggi del blog di Mike

15 settembre 2010
Di Michael Moore
Io so che ora siamo “liberi” dalla Guerra all’Iraq da 2 settimane e le nostre menti guardano alla nuova stagione di football e al Fashion Week a New York. E come è eccitante che la nuova stagione autunnale della TV s’avvicina!
Ma prima che noi ci allontaniamo da qualcosa che noi tutti preferiremmo dimenticare, per favore mi permetterete proprio di dire qualcosa di chiaro, brusco e necessario:
Noi invademmo l’Iraq perché la maggioranza degli americani – inclusi i buoni liberali come Al Franken, N. Kristof & Bill Keller del New York Times, D. Remnick del New Yorker, gli editori dell’Atlantic e della New Republic, Harvey Weinstein, Hillary Clinton, Chuck Schumer e John Kerry – lo vollero.
Certamente la responsabilità attuale per la guerra va a Bush/Cheney/Rumsfeld/Wolfowitz perché ordinarono il bombardamento “di precisione”, l’invasione, l’occupazione, e il furto del nostro tesoro nazionale.
Io non ho dubbio che la storia registrerà che loro commisero il Crimine indiscusso del Secolo (giovane).
Ma come scapparono con esso considerando che loro avevano perso l’elezione presidenziale per 543.895 voti?
Sapevano pure che la maggioranza del paese con probabilità non li avrebbe seguiti in tale guerra (un sondaggio di Newsweek dell’Ottobre 2002 disse che il 61% riteneva “molto importante” per Bush l’ottenimento del SI formale delle Nazioni Unite per la guerra – ma quella non ci fu mai).
Perciò come riuscirono a farla?
Essi la fecero ottenendo le voci liberali a sostegno della loro guerra.
Essi la fecero creando l’immagine della scelta bipartisan.
Ed essi convincere i capi degli altri paesi come Tony Blair a salire a bordo per mostrare che non fossero solo i nostri servizi segreti a manipolare l’evidenza.
Ma più importante, Fecero accadere tale guerra (e il suo sostegno pubblico) perché Bush & Co. si unirono brillantemente al New York Times in una gara di serie di storie telefoniche da prima pagina su come Saddam Hussein avesse tutte queste “armi di distruzione di massa”.
L’amministrazione allegramente non nutrì con questa informazione falsa Fox News o il Washington Times.
Essi dettero questa al principale giornale liberal dell’America.
Devono aver fatto una baldoria di risate ogni mattina quando raccoglievano il New York Times e leggevano degli scenari più vicini ogni parola che parlava dei punti che avevano tramato nell’ufficio del Vice Presidente.
Io biasimo il New York Times per questa guerra più di Bush.
Mi attendevo che Bush e Cheney cercassero e se la cavassero con quello che fecero.
Ma il Times – e il resto della stampa – era pensato per FERMARE loro e fare il suo lavoro: Essere una cane da guardia inflessibile con governo e affari – e poi informare il pubblico in modo che noi si possa entrare in azione.
Invece, il New York Times dette alla presidenza Bush la copertura che serviva.
Essi poterono – e lo fecero – dire: “Hey, guarda, persino il Times dice che Saddam ha WMD!”
Con questo lavoro di base fatto, la cricca Bush finì convincendo un enorme 70% del pubblico a sostenere la guerra – un pubblico che gli aveva dato meno del 48% dei suoi voti nel 2000.
Presto il supporto liberal a questa guerra fu l’ingrediente chiave da vendere alla maggioranza del pubblico.
Io realizzo che questo è un qualcosa che nessuno nei media — nemmeno i più tra noi — vuole realmente discutere.
Chi fra noi vuole sentire la pena di dover ricordare che i liberal, in unione con Bush, fece accadere questa guerra?
Per favore, prima che la nostra memoria collettiva svanisca, io voglio proprio che noi si sia onesti con noi stessi e presento una versione squilibrata di come essi vinsero questa guerra.
Io posso garantirvi che i revisionisti si accerteranno che la verità reale non entri nei libri di storia.
I bambini nati quando la guerra cominciò hanno iniziato il secondo grado questo mese.
I ragazzi che avevano 11 anni nel 2003 sono ora grandi abbastanza per arruolarsi e venire uccisi in Iraq in una “capacità di non combattere”.
Essi non capiranno mai come noi arrivammo qui se noi non lo spieghiamo.
Così permettetemi di dire questo chiaramente: Questa guerra fu aiutata e favorita da
a) liberal che ebbero paura di esporsi e quindi restarono silenti; e
b) liberal che attualmente dicono che credettero alla presentazione cartoon di Colin Powell all’ONU e poi andarono contro il loro miglior giudizio offrendo pubblicamente il loro supporto per l’invasione dell’Iraq.
Primo, ci furono quei 29 (voltagabbana) senatori democratici che votarono per la guerra.
Poi ci fu la scena imbarazzante dei reporter che non potevano aspettare di essere “inclusi” e andarono a fare un giretto su un tank Bradley.
Ma la mia vera disperazione si lega alla gente sulla quale contavo per una dura opposizione a tale follia – ma che ci lasciò soli, in un limbo, mentre cercavamo di fermare la guerra.
Nel Marzo del 2003, essere una figura pubblica che parlava contro la guerra era considerato un suicidio della carriera istantaneo.
Prendete i Dixie Chicks come la Prova A.
Il loro cantante guida, Natalie Maines, espresse solo una frase di critica – e la loro carriera fu in effetti estinta e sepolta in quel momento.
Bruce Springsteen parlò in loro difesa, e un DJ del Colorado fu criticato per aver continuato a mettere le loro canzoni.
Questo fu per quel motivo.
Delle slealtà ovunque.
Poi MSNBC criticò il solo contrario alla guerra della notte – la leggenda TV Phil Donahue.
Nessuno al network — o in qualche network – parlò in sua difesa. Non potrebbe esserci più un Phil Donahue show.
(Poco fecero i GE sapendo ciò, quando si saziarono presto con quello delle ore 8pm con uno sportivo come Keith Olbermann, avrebbero finito con il critico più fiero e brillante della guerra, notte dopo notte dopo notte.)
Ci furono pochi altri — Bill Maher, Janeane Garofalo, Tim Robbins e Seymour Hersh – che non ebbero paura di dire la verità.
Ma dove erano tutti gli altri?
Dove erano tutte quelle supposte voci liberal sui media?
Al contrario, questo è quello che ci fu detto nel 2003 e nel 2004.
** Al Franken, che disse che “con riluttanza” era “un sostenitore della guerra contro Saddam”. E dopo 6 mesi di guerra Al diceva ancora: “C’erano ragioni per fare la guerra all’Iraq … io ero incerto su questo ma ancora non so se fosse necessariamente sbagliato (andare in guerra)”.
** Nicholas Kristof, editorialista del New York Times, che mi attaccò e scrisse un editoriale comparando me ai pazzi di destra che pretesero l’esecuzione di Hillary e Vince Foster. Egli disse che la gente come me stava “polarizzando la fogna politica”, e lui castigò tutti quelli che osavano chiamare le ragioni di Bush per fare la guerra all’Iraq “bugie”.
** Howell Raines, attuale direttore del “liberal” New York Times, che era, secondo l’ex direttore del Times Doug Frantz: “desideroso di avere articoli che sostenevano il guerrafondaio fuori da Washington … Egli scoraggiò i pezzi che erano blandi con la posizione del governo sulle supposte armi di distruzione di massa dell’Iraq e sui legami dichiarati di al-Qaeda”. Il libro “Hard News” riferì che “secondo mezza dozzina di fonti dentro il Times, Raines voleva dimostrare una volta e a chiunque che lui non dirigeva il giornale in un modo che tradiva le sue credenze liberal …”.
** Bill Keller, all’epoca editorialista del New York Times, scrisse: “Noi falchi riluttanti potremmo dissentire tra noi sulla logica più forte per la guerra — proteggere l’America, soccorrere gli iracheni oppressi o riformare il Medio Oriente – ma noi di solito concordiamo che la logica del preferire il buffetto non influisce … siamo pressati duro per vedere un’alternativa che non sia costruita sul pensiero illusorio”.
(Il New York Times è così a sinistra che quando Raines se ne andò, lo cambiò con … Keller.)
** The New Yorker, la rivista per liberal realmente svegli, vide il suo direttore in carica, David Remnick, sostenere la guerra sulle sue pagine: “La storia non ci scuserebbe facilmente se, decidendo di non decidere, tardassimo a considerare un capo totalitario aggressivo che vuole sviluppare armi di distruzione di massa ma anche usarle. … un ritorno a un lavoro vuoto di contenimento sarebbe l’opzione più pericolosa di tutte”.
(Per coprire il suo culo, il New Yorker aveva un altro direttore, R. Hertzberg, scrisse un editoriale anti-guerra come confutazione.)
Alcuni di questi hanno ripudiato il loro pronto sostegno della guerra.
Il Times criticò il suo WMD corrispondente e chiese scusa ai suoi lettori.
Al Franken è stato un grande Senatore.
Kristof scrive ora buoni editoriali (controllate quello di Domenica scorsa).
Ma il supporto della guerra di questi liberal preminenti e della maggioranza dei Democratici al Senato rese sicuro per la Destra il poter lanciare un’invettiva immorale e incontrollata di avversione e minacce su quelli (incluso io stesso) che osavano attraversare la linea.
Non fu insolito il sentire i media descrivermi come “non americano”, “anti-americano”, “aiutante dei terroristi”, e essendo un “traditore”.
Ecco proprio una coppia di esempi di quello che fu detto su di me sopra le onde aeree da due dei principali commentatori conservatori del paese:
“Fatemi dire proprio ciò che penso. Penso di uccidere Michael Moore, e mi sto chiedendo se potrei ucciderlo io stesso, o se ovrei assumere qualcuno per farlo. No, penso che potrei. Penso che lui potrebbe guardarmi negli occhi, voi sapete, e potrei proprio essere pieno di vita fuori — è sbagliato ciò? Smisi di logorarmi con il mio motto ‘What Would Jesus Do’ e avevo perso tutto il senso del giusto e dello sbagliato allora. Fui capace di dire: “Yeah, ucciderei M. Moore’, e poi di vedere il piccolo motto: ‘What Would Jesus Do?’ E allora avrei realizzato, ‘O voi non uccidereste Michael Moore. O almeno voi non lo soffochereste fino alla morte’. E voi sapete, bene, io non sono sicuro”. (Glenn Beck)
E: “Bene, io voglio uccidere Michael Moore. E’ ciò tutto giusto? Tutto giusto. E io non credo nella punizione capitale. Quello è proprio una burla su Moore”. (Bill O’Reilly)
(Ironicamente, O’Reilly fece la sua minaccia/burla la notte dopo che il seno di Janet Jackson fu rivelato al Super Bowl — che costo alla CBS una multa da oltre mezzo milione di dollari perché, lo sapete, i capezzoli sono molto più spaventosi delle minacce di morte.)
Così ciò è come ricorderò io i primi anni di guerra: vivendo con un reale e presente pericolo causato dall’odio montato dalle radio e dalle TV della destra.
(Io sono stato avvisato a non raccontare alcuni incidenti specifici che mi accaddero, poiché esso avrebbe solo incoraggiato altra gente pazza.)
Così io mi occupai di esso. E son ancora qui.
E io so che molti di voi attraversarono le loro balle, per manifestare contro la guerra a scuola, al lavoro, o alla cena di Thanksgiving, portando il loro fiato per dire semplicemente la verità.
Ma quanto sarebbe stato più facile per tutti noi se i potenti e autorevoli liberali fossero stati con noi?
Noi non possedevamo un giornale quotidiano o una rivista con una tiratura di milioni di copie.
Non avevamo il nostro show TV o il sistema.
Noi non eravamo invitati agli show come “Meet the Press”, perché semplicemente non potevano permettere che la nostra voce fosse udita.
Il gruppo di controllo dei media FAIR riferì che nelle tre settimane dopo l’inizio della guerra, il CBS Evening News permise solo una voce anti-guerra sul loro show — e quello fu in una notte in un momento (e quello fu di 4 secondi di me in una linea dal mio discorso all’Oscar) — anche se nel Marzo del 2003 i nostri numeri anti-guerra erano di milioni (ricordate le enormi dimostrazioni in centinaia di città?).
Eravamo circa il 30% del paese secondo i maggiori sondagg i (quello è quasi 100 milioni di Americani!) e ancora noi non avevamo modo di comunicare con ogni altro salvo che attraverso la Nation e pochi siti web come CommonDreams.org e Truth-Out.org.
Ma quello fu un non modo di costruire un enorme movimento di massa di Middle Americans per opporsi alla guerra.
Salvo che voi non siate stati fortunati e abbiate ricevuto un Oscar in diretta tivù davanti a gente in tripudio dove tu avevi 45 secondi per dire qualcosa prima che ti taglino e ti disapprovino fuori dello stadio (hahahaha), tu non hai un pubblico programmato.
(Jeez, certo fui molto criticato quell’anno: semplicemente camminando in aeroporto, o al ristorante, a una partita dei Laker dove a un tratto mi misero sul Jumbotron e il posto divenne così irritato-pazzo che Larry David, seduto vicino a me, sentì che per la sua sicurezza doveva scivolare giù di qualche sedia o andare a comprare una coppia di viennesi. Invece, si incollò al mio fianco – e le sue mosse abili e da ninja ci fecero uscire di là vivi dopo la partita.)
So che è duro ricordare, ma quando tale guerra iniziò, non c’era YouTube, Facebook, Twitter, nessun modo per voi di bypassare i signori dei media così da avere la tua parola del fottuto.
Troppo cattivo per i bastardi, tali giorni sono passati. Al prossimo giro, non sarà così facile far tacere una banda di ragazze country o cercare di silenziare qualcuno mentre accetta la sua piccola statua d’oro — o ignorare del tutto i milioni di cittadini nelle strade.
Così ora noi possiamo sperare che una delle nostre guerre sia finita.
Perdemmo troppo male. Odio perdere, e voi?
Ma il fatto è, noi perdemmo quando invademmo un paese sovrano che certamente non ci minacciava e non aveva a che fare con l’11/9.
Perdemmo vite (oltre 4.400 dei nostri, centinaia di migliaia dei loro), noi perdemmo arti (un totale di 35.000 soldati tornarono con varie ferite e disabilità e Dio sa quanti di più con problemi mentali).
Noi perdemmo il denaro che i nostri nipoti avrebbero potuto usare per vivere. E noi perdemmo la nostra anima, chi l’aveva, quella per un paese una volta-grande — persa del tutto.
Ora possiamo chiedere la redenzione — per clemenza?
Possiamo essere noi … “l’America ancora?
Credo che vedremo.
La grande maggioranza del paese eventualmente gira intorno alla posizione dei Dixie Chicks.
E noi eleggemmo un tizio anti guerra all’Iraq dal nome di Barack Hussein Obama.
Ma, per favore promettete a voi stessi di non dimenticare come il nostro paese divenne folle 7 anni e mezzo fa — anche se, a tanta gente al momento, sembrò completamente normale.
E io sono qui per dirvi: non importa quanto meglio è accaduto, non importa quanto voi potreste pensare che le cose siano normali ora, siamo ancora mezzi pazzi.
Ascoltate proprio la nuova infornata di “esperti sensibili” come iniziano a battere i tamburi su quello che dovremmo fare all’Iran.
Una guerra va, una (o due o tre) arriva.
Andiamo, Mr President, nessun ragazzo in più ha bisogno di morire oltremare indossando un’uniforme con la nostra bandiera sopra.
Noi non possiamo vincere con questo.
Facciamo scavare poche migliaia di pozzi in Afganistan, costruire poche moschee libere, lasciamo là del cibo e vestiario, fissiamo la loro rete elettrica, pubblichiamo una scusa e avviamo una pagina su Facebook così essi potranno stare in contatto con noi — e poi usciamo dall’inferno.
Il vostro National Security Advisor e il vostro CIA Director vi hanno detto che ci sono meno di 100 combattenti di al-Qaeda nell’intero paese. 100???
100.000 soldati USA contro 100 di al-Qaeda?
E’ questa una presentazione di Looney Tunes?
“A-ba-dee-a-ba-dee-a-ba-dee – That’s All Folks!”
Bisogna essere realisti.
Io sono compiaciuto che una guerra sia “finit a”.
Ma io so come noi arrivammo là – e voglio lottare ora con durezza per fermare queste altre guerre se voi non vorrete, Mr. Obama.
A vostra disposizione.
Il vostro, Michael Moore
MichaelMoore.com
P. S. Solo un pensiero: Mr. President: Posso chiederle di andare a guardare questo film che feci – “Fahrenhheit 9/11”.
Ci potrebbe essere qualche risposta là.
Le do il mio permesso di scaricarlo gratis andando a questo sito: TorrentHound.com. Non dica allo studio che ho detto che ciò va bene!
Essi hanno fatto solo mezzo miliardo di $$ con esso finora.
P.P.S. A tutti quelli sulla mia lista: Grazie alle vostre migliaia di donazioni generose, abbiamo raccolto oltre $60.000 per il centro della comunità musulmana vicino a Ground Zero.
Questo ha fatto notizia nel mondo, che ci sono Americani che credono nei nostri principi statali americani.
—-
Tradotto da F. Allegri il 23/01/2011.



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