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29 ottobre 2009

Si solleva la nebbia e si vedono le nude rovine.

La valigia dei sogni e delle illusioni

Si solleva la nebbia e si vedono le nude rovine.

La politica italiana da anni si è schiacciata sulla cultura delle promozione pubblicitaria, dello spettacolo, dell’intrattenimento, della cattiva televisione. Di fatto per chi vive di politica a livello nazionale, e talvolta a livello locale, è vitale apparire, esser parte di un palinsesto, è fondamentale per lui di finir citato più volte in un editoriale di qualche quotidiano nazionale o di far mostra di sé in una foto. Ma in mezzo a tanto lavoro politico l’essenza di questo apparire rimane drammaticamente affine alla natura dello spettacolo televisivo e dell’intrattenimento, anche perché quella è la forma del potere economico e culturale ed essa propone potentissimi modelli di riferimento alla popolazione tutta, e coinvolge anche quei ceti sociali che vivono di politica.

Adesso a causa di una serie di conflitti crescenti fra poteri, istituzioni e gruppi politici emergono a ripetizione scandali e vicende personali squallide, di fatto le “classi dirigenti” da tangentopoli non fanno altro se non ostentare la loro nuda realtà, ciò che sono si conclude e si riassume negli scandali a sfondo penale e sessuale con cui da anni inquinano la politica e le cronache d’Italia.

Lentamente si sta sollevando la nebbia colorata della finzione, della malafede e dello spettacolo a oltranza grazie agli scandali che copiosi arrivano in questo maledetto 2009. Ciò che era contorto e sfumato si delinea. Del Belpaese rimangono solo rovine morali e psicologiche, frammenti di miti perduti, memorie contorte e spezzate e talvolta inganno collettivo; le diverse genti d’Italia sono disperse, discordi e disperate perché non è rimasto ad esse altro se non il culto del Dio-Denaro e la speranza di trovarsi un giorno con una valigia di quattrini e sparire altrove a godersi la vita lontano da questa penisola. Forse stavolta è pure peggio delle altre volte: non abbiamo avuto sconfitte militari clamorose, non siamo stati invasi, da due decenni non c’è più l’impero comunista che minaccia la penisola e non sopportiamo il peso di una nostra politica imperiale; eppure la comune prostrazione è grande e la delusione enorme.

Non vedo più il mio vecchio paese, questa cosa che si delinea al suo posto ne è da un lato la logica conseguenza, dall’altro ne è la negazione. L’Italia di oggi è un mondo pagano, estraneo a qualsiasi reale speranza di riscatto materiale o spirituale dell’essere umano. Conta solo il denaro che si può avere qui e ora con il quale si compra l’amore delle donne, la stima presso i conoscenti, la fedeltà dei complici e dei collaboratori, il rango sociale e talvolta la propria dignità. Del resto nel Belpaese l’umano povero perde anche la sua umanità, è per così dire parte di qualcosa che non ha un nome e un cognome ma è massa indistinta, grandi numeri, movimento di milioni di anonimi consumatori che comprano beni industriali, magari perfino a rate. Solo chi ha delle proprietà che delineano un rango elevato o che ha avuto in sorte la fortuna di far, a livelli alti, il mestiere di politico o di uomo o donna di spettacolo e ha conquistato la pubblica notorietà esce di fatto da questo grande anonimato. E’ il mondo dei ricchi, dei privilegiati, dei  famosi; meglio per loro se arrivano ad essere tutte e tre le cose. Il resto sparisce o si riduce ai concetti di elettori anonimi, pubblico dai gusti grossolani, telespettatori, gente comune, masse. Oggi sono così stanco che non riesco a descrivere quel che credo di aver intuito ma solo a indicare questo suo lento rivelarsi, mi scuso con i miei pochi lettori, spero che essi incontrino miglior fortuna nella comprensione di questa realtà.

 

IANA per FuturoIeri




29 luglio 2008

LE VITE DEGLI ALTRI

Quest’estate, come tutte le estati, impazzano i paparazzi che immortalano VIP veri o presunti tali con straordinaria ingordigia mediatica. Li beccano sempre in vacanza in pose più o meno concordate, se si tratta di donne ben messe il seno nudo o la scena di bacio sono quasi obbligatori. Bella, in generale, l’estate dei VIP non piove mai, c’è sempre il sole, e sono sempre felici e abbronzati. Dal momento che ricordo di molte estati nelle quali è piovuto a dirotto e nella mia tenda si sentiva il battere della pioggia ed ero pure furioso per i motivi i più strani mi chiedo se questi VIP, o presunti tali, non siano parte di qualche universo parallelo. Questo perché in fin dei conti queste immagini dei paparazzi li ritraggono sempre abbronzati e felici sotto un cielo limpido e torrido sotto il quale pare di poter friggere un uovo esponendo la padella alla luce solare come nelle barzellette. Ed è sempre una vita alla grande, barche, ville, balli, ricevimenti, incontri con gente famosa. Alle volte mi chiedo se queste vite dei VIP non siano un genere, una sorta di canovaccio che si ripete per mostrare alla plebaglia le vite dei famosi e ricchi, per far vedere che uno su un milione ce la fa e ascende al nuovo paradiso pagano degli alberghi di lusso e della vita bella e comoda. Con l’occasione dell’estate voglio sintetizzare io una vita scomoda ed è quella di Joshua Key. Joshua ha pubblicato la sua biografia in Italia è edita sotto il titolo di “Il racconto del disertore” ed è stato edito da “NeriPozza editore” nel 2007. L’autore racconta la sua infanzia difficile di americano bianco e povero negli anni di Ronald Regan tra baracche e roulotte dove tanta parte popolo statunitense lotta per la sua sopravvivenza aggrappandosi a lavori precari. Per trovare un lavoro fisso si arruola , egli infatti è sposato e padre e vuole un minimo di assistenza sanitaria. La guerra in Iraq lo costringe ad andare dove non vorrebbe. Fa la sua sporca guerra, rastrellamenti, perquisizioni, ispezioni, turni di sentinella e ad un certo punto davanti a tanta sofferenza gratuita e inutile crolla psicologicamente. Alla prima occasione diserta, si nasconde, cambia identità e alla fine trascina moglie e figli in Canada sperando nell’asilo politico. Ora come altri disertori USA aspetta e spera che la sua condizione di rifugiato e di disertore gli permetta di restare nel Canada, se venisse rispedito negli Stati Uniti finirebbe in galera, bene che gli vada. Ecco un VIP per i nostri tempi tribolati. E’ una storia avvincente dopotutto, un prolerario americano che per una crisi di coscienza diserta e abbandona tutto per chiedere asilo politico in Canada. C’è l’uomo, c’è il padre, c’è il dramma umano e la famiglia e anche una Patria amata e perduta davanti alla diabolica evidenza dei fatti. Già non ci sono i soldi. Forse è questo che rende i VIP davvero VIP: i soldi che hanno o che fanno finta d’avere. Dietro lo sfavillare di ricchezze immaginarie si brucia la fantasia della nostra gente.

Un consiglio per le appassionate (si sa che in Italia sono soprattutto le donne le più assidue lettrici di riviste rosa e di cronaca scandalistica e le più colpite dal fascino dei soldi facili) leggetevi il libro di Joshua e poi guardate le riviste patinate, sicuramente non saranno più le stesse.

IANA per Futuroieri.


Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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