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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


4 settembre 2009

Alla fine è arrivato l’autunno di questa crisi

La valigia dei sogni e delle illusioni

Alla fine è arrivato l’autunno di questa crisi

La stagione delle illusioni e dei pubblici scongiuri è finita, la crisi avanza nel Belpaese, chi scrive è semplicemente angosciato da quello che sta succedendo nel suo settore: la scuola pubblica. Con una certa sorpresa osservo che addirittura la stampa italiana inizia ad occuparsi dei problemi occupazionali e dei precari della scuola pubblica.

Nel mio settore c’è un numero elevato di precari, la crisi in atto li colpisce due volte psicologicamente e materialmente; essendo io stesso precario sento il peso di qualcosa che cresce e che non è comune solo ad alcune categorie del settore scuola, è come l’aria che si respira e si spande ovunque.

Come un morbo medioevale la paura si diffonda nel Belpaese, gente mentalmente e fisicamente sana ora teme, e ha paura anche se le cose per il momento vanno. Questa non è una questione di pessimismo o ottimismo quello che sta arrivando è un fenomeno forse nuovo, o forse da decenni dimenticato: si ha paura che tutto il piccolo mondo privato d’affetti, di piccole certezze, di banali comodità sparisca dalla mattina alla sera, venga travolto da questa grande onda. I processi di globalizzazione hanno determinato una delle crisi più gravi a memoria d’uomo, forse solo nel 1929 si può osservare qualcosa di simile. Adesso milioni di famiglie italiane sono alle prese con la paura di perdere il potere d’acquisto, con il timore che qualcuno di casa perda il posto di lavoro. Un mondo umano si trova, dopo decenni di materialismo rozzo e ottuso, con un niente che divora tutta la loro esistenza. Quest’ira divina può scatenarsi per un banale caso della vita: una malattia grave, il figlio perde il lavoro, il padrone di casa aumenta l’affitto, il mutuo per la casa o per la macchina. Le conseguenze possono essere rovinose per coloro che sono in una condizione precaria.

Quello che sta avvenendo è più del fallimento di politiche scellerate, di malvagità liberaleggianti in materia d’economia, di dottrine economiche neo-conservatrici sballate rozzamente gestite da politici ignari e apprendisti stregoni: questa è la fine delle illusioni. I miraggi della pubblicità e della politica si sono dissolti. Adesso emerge la verità di un mondo umano ferito, incattivito, impaurito; tutte le visioni cinematografiche, televisive, da rivista di ricchezze facili, di miracoli alla lotteria, di esser belli, ricchi e felici si dimostrano allucinazioni collettive.

Quel che è ignoto è come evolverà la situazione, questa paura potrebbe risvegliare forze nuove positive e attive, oppure potrebbe indirizzarsi verso un’ulteriore spirale di dolore, angoscia e timore. Questa paura poi è senza nome né volto, è senza un corpo fisico, e senza una ragione apparente, il male che giunge agli occhi dei più non è solo privo di ragione ma esso stesso non ha una ragione.

Forse la soluzione di un dolore così grande non è poi così complicata, forse tutto può essere riassunto in una semplice evidenza: “la terza rivoluzione industriale sta compiendo una metamorfosi, si sta avviando verso nuovi equilibri di potere politico e militare, sta diversificando le fonti d’energia prevalenti e portando lo sviluppo industriale in Asia e AFFRONTANDO I LIMITI DEL SUO MODELLO DI PRODUZIONE E CONSUMO. Il mondo di prima con le sue regole, con i suoi valori, le sue ridicole certezze viene lentamente stritolato e dissolto per far posto al nuovo“. Gli umani che vegono travolti a milioni sono vittime di un’altra tragica evoluzione della civiltà industriale.

IANA per FuturoIeri

 




9 maggio 2008

SOTTO LA CENERE ANCORA QUALCHE FIAMMELLA

Scriviamo queste poche righe mentre gli inglesi continuano ancora ad esprimere, in ogni occasione elettorale possibile, il loro sdegno per il funesto periodo "blairiano" (sanzionando anche un Sindaco in gamba come Livingstone). Mentre i serbi sono bombardati, in senso metaforico stavolta, dai quattrini e dalle promesse dell'Unione Europea per votare domenica candidati fantoccio legati agli interessi occidentali. Mentre in Italia c'è chi affida il Dicastero della Giustizia al pupillo di Dell'Utri e chi si balocca a fantasticare "governi ombra".
In questo sfacelo generalizzato, col petrolio trattato stamane a 125 dollari al barile e col crollo verticale dei consumi (entrambi eventi salutari e befici per la vita collettiva e del pianeta!), ieri è andata in onda una trasmissione ececzionale. Ci riferiamo ad Annozero, ideata e condotta da Michele Santoro, in onda ogni Giovedì su Rai Due alle 21. La trasmissione, nonostante quel che dicono i "papaveri" di Viale Mazzini, è uno dei pochi approfondimenti seri, assieme a Report, della televisione italiana.
Dicevamo, nella puntata di ieri si è parlato dei giovani di oggi. Si è indagato su uno spaccato di gioventù del nord Italia che fa davvero venire i brividi. Non solo perché giocandoci i ragazzi ci stiamo giocando il residuo futuro dell'umanità, ma anche perché è tutto drammaticamente vero.
Chi mette il naso fuori dal proprio uscio e ha una minima sensibilità percettoria, nota che non esistono ormai più valori, più sogni, più speranze. La tv ha seminato modelli negativi. Il denaro facile ed il sesso mercificato o svenduto ha inaridito tutto, come la sabbia del deserto. E' agghiacciante vedere ragazzini che parlano di droghe come di soldatini (che forse non hanno mai avuto da famiglie scombinate e assenti...).
Tuttavia, non vogliamo disperare del tutto o confinarci alla, pur lieta, visione di film in bianco e nero. Ancora - forse - si scorge per strada qualche volto sereno, qualcuno che ancora ha il potere magico di arrossire, di provare pudore, di non celare timidezza. Di essere se stesso. Esistono grazie a Dio. Esistono. Ma sono casi così rari che non appena si incontrano sarebbero subito da sposare o da mettere sotto la teca della migliore amicizia.
Coltiviamo meglio noi stessi e risaneremo il mondo!!!

Amici di Futuori Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri



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