.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


3 marzo 2009

Note minime su un Belpaese falso

 

Il Belpaese: quarantanove passi nel delirio

Note minime su un Belpaese falso

Cosa può spingere degli umani ha riscoprire i valori della dignità umana e della solidarietà in tempi come questi dove il culto del Dio-denaro ormai logoro e screditato batte con forza i suoi colpi come se fosse in preda alla paura. La Grande Crisi che sta prendendo forma da un lato spiazza l’antica sinistra italiana che crede di vivere ancora nel maggio del 1945, dall’altro brucia le illusioni di un mondo finto ossia quello liberal-democratico che nel Belpaese è sempre stato solo ed esclusivamente la difesa di privilegi para-feudali e dell’interese privatissimo e particolare minoranze di ricchissimi. Si è fatta l’audacissima mascherata di chiamar liberali quei concreti privilegi di gruppi e corporazioni che prima erano protetti dalle leggi fasciste e dopo dai governi democristiani. In particolare è stupefacente che il Belpaese abbia avuto maggioranze bulgare di liberali e poi non abbia dissolto nessuno degli ordini professionali. Nella concezione liberale una realtà che decide chi lavora in una professione liberale e chi no è una cosa insensata e pazza. Nel modello liberale il singolo è portatore di diritti e solo il singolo deve poter realizzare le sue aspirazioni alla felicità e al lavoro. Ma è inutile farsi il sangue amaro, il mondo di prima è morto; anche il mito del singolo e del libero mercato è caduto sotto la falce di questa crisi. C’è un mistero però ed è quello del Belpaese. Forse in segreto una rabbia violenta sta covando nella penisola, un vero e proprio odio che è la reazione autentica di tre decenni di chiacchere, travestimenti, pietose finzioni. Di fatto la maggior parte della gente del Belpaese per decenni ha cercato di rifiutare il contatto con la realtà affidandosi alle immagini della televisione, agli spettacoli televisivi, alle chiacchere dei politicanti nostrani. Nella maggior parte dei casi non è andata oltre l’immagine rassicurante che veniva loro data dalla televisione e dai quotidiani locali, non ha capito quando è andata all’estero, non ha udito voci dissenzienti a casa propria, non ha visto le differenze che emergevano nel mondo. Le genti d’Italia per massima parte si sono impegnate in una grande fuga dalla realtà, hanno voluto credere alle balle perché erano le balle che volevano sentir dire e che volevano ripetere. Ad una serie di balle e di vecchie mascherate si sostituisce freneticamente, come in un gioco di prestigio circense, una serie nuova di illusioni e allucinazioni. Adesso la crisi mette a nudo le illusioni dei molti, cadono le maschere e volano via le facce, improvvisamente privilegi per lungo tempo taciuti o fintamente ignorati delle minoranze al potere divengono dolori brucianti, il Beppe Grillo Nazionale diventa una variabile politica, milioni d’italiani cominciano ad affermare di viver male e vogliono pure le ronde. Cadono le maschere e finalmente vedremo il vero volto delle nostre genti e di questa Seconda Repubblica. Mi sento di dire che stavolta quale che sia il risultato di questo smascheramento esso deve essere dalla gente onesta e di buoni sentimenti accettato per quel che è. Troppo a lungo il Belpaese si è raccontato balle colossali sul suo passato, troppo spesso si è allucinato credendo a racconti pazzi e distorti sull’influenza italiana nel mondo, troppe volte si è voluto ingannare su ciò che le genti d’Italia sono e su cosa gli altri pensano di noi.

Accettare la verità che viene dalla crisi, fare opera d’umiltà, avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Chiamare la miseria col nome di miseria, la guerra, guerra, il fanatismo per l’appunto fanatismo. E se questo è un popolo in guerra nel lontano Afganistam, caduto in miseria per via della crisi e pieno di fanatici religiosi, ignorante e arretrato rispetto all’Europa del Nord ed estraneo alla Democrazia occorre con molta semplicità affermarlo, accettarlo e dalle parole autentiche trarre atti politici adeguati.

IANA per FuturoIeri




21 novembre 2008

LONTANI DAGLI DEI E DAGLI EROI 18

Alle volte mi alzo la mattina, con un certo fastidio. Guardo fuor di finestra e mi accorgo che il mio Belpaese è irriconoscibile, sento nell’aria come il peso di una trasformazione rapida che lo sta mutando, come se questa realtà volesse porre una distanza fra i miei ricordi e ciò che vedo tutti i giorni. Quando osservo i prezzi delle case in quel di Firenze mi domando che senso abbiano, per davvero. Prezzi da 250.000 euro sono irraggiungibili per la maggior parte della popolazione che lavora e specie per coloro che hanno lavori precari, c’è una lucida follia suicida in questo impedire per via economica la formazione di nuove famiglie. Cosa nutre la volontà degli operatori economici del settore immobiliare? Forse un cieco e puro odio nei confronti della Nazione italiana? Non capiscono che questa morbosa e feroce speculazione provoca sul medio e lungo periodo un caos indescrivibile e peggiora le condizioni di vita di tutti? Come è possibile poi che davanti a una crisi devastante come questa che minaccia da vicino tutta la collettività i prezzi siano così artificialmente alti? Per quali caste al potere stanno costruendo questa società così disperatamente razzista, oscena, miserabile, violenta? Probabilmente occorre essere lucidi e capire che il capitalismo di questi ultimi tre decenni non ha mai avuto un progetto ma solo delle tragiche mascherate televisive e pubblicitarie buone per coprire i profitti di minoranze di miliardari al potere. Oggi questo non modello è arrivato al suo smascheramento e si può ben dire che ha dato tantissimo a pochissimi e ha tolto molto se non quasi tutto alla maggior parte degli esseri umani.

Risulta evidente che la rigenerazione della civiltà proposta dal modello sociale Anglo-Americano e dai neo-liberali ha portato un danno terribile alle democrazie, il caos sociale ed economico che questa grande crisi sta spandendo per il mondo minaccia da vicino la tenuta dei sistemi democratici già formati o in formazione. Questa minaccia è più grande, molto di più del terrorismo e ancor di più delle guerre contro i soliti piccoli dittatori armati solo della loro criminale demagogia. Questo disastro costruito e infine imposto da tutti da minoranze al potere in due remoti imperi separati dall’Europa dalle vastità dell’oceano Atlantico deve essere letto per ciò che è una violenza straniera. Adesso che quest’offesa ci umilia sarebbe anche ora di farla finita con questa turpe menzogna della civiltà occidentale, che vuol dire? Chi ne conosce le origini certe?. Chi può descrivere i suoi cittadini? Quali sono le caratteristiche di questa civiltà? La cristianità? Ma non prendiamoci in giro, a parte il fatto che negli USA ci sono comunità ebraiche non indifferenti ma poi quale cristianesimo? Quello mormone, quello anglicano, o luterano, o evangelico?. Non esiste nessun occidente, c’è una civiltà Anglo-Americana di lingua inglese diversissima dalle nazioni del continente Europeo che geograficamente si trova fuori dall’Europa. Pensare che quella civiltà riguardi l’Europa è una pazzia come poche se ne son viste nella storia. Quella civiltà anglofona è l’occidente purchè questa parola indichi l’estensione culturale del fu impero inglese. La cultura che ha prodotto la crisi viene da lì, non è in questione l’Europa ma una civiltà con confini geografici e culturali molto diversi dal più piccolo dei continenti del Pianeta Azzurro. E’ ora di dividere le responsabilità e di lasciare il peso del fallimento ai veri colpevoli e non ha chi ha solo subito la loro prepotente e arrogante ignoranza.

IANA per FuturoIeri



sfoglia     febbraio        aprile
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email